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Clay LaVerne Shaw

Clay LaVerne Shaw (Kentwood, 17 marzo 1913New Orleans, 15 agosto 1974) è stato un imprenditore e agente segreto statunitense[1][2], l'unica persona mai rinviata a giudizio per l'assassinio di John Fitzgerald Kennedy - con l'accusa di cospirazione - nell'ambito dell'inchiesta condotta dal procuratore distrettuale di New Orleans Jim Garrison. Fu ritenuto non colpevole.

Indice

BiografiaModifica

Clay Shaw servì come maggiore nell'esercito americano, da cui venne congedato nel 1946. Fece parte dello Stato Maggiore e fu decorato da tre nazioni: ottenne la Legion of Merit e la Bronze Star Medal dell'esercito americano, dalla Francia ricevette la Croix de guerre e il titolo dell'Ordre national du Mérite, mentre il Belgio gli riconobbe l'Ordine della Corona[3].

Dopo la seconda guerra mondiale, si trasferì a New Orleans dove avviò l'International Trade Mart, con lo scopo di facilitare sia il commercio interno che le esportazioni in Sud America. Era molto noto in città per i suoi sforzi tesi alla salvaguardia degli edifici storici del quartiere francese[4]. Sul finire degli anni cinquanta, lavora a Roma per la Permindex.

L'arrestoModifica

Il procuratore distrettuale di New Orleans Jim Garrison lo rinviò a giudizio con l'accusa di aver preso parte ad una cospirazione orchestrata per assassinare il presidente John Fitzgerald Kennedy, insieme a frange di estrema destra di cui facevano parte anche David Ferrie e Guy Banister, oltre che ad elementi deviati della CIA. Venne arrestato il 1º marzo 1967. Garrison, inoltre, riteneva che Clay Shaw fosse la vera identità dell'individuo cui, nel rapporto della Commissione Warren, ci si riferiva come Clay Bertrand. Garrison sosteneva che Clay Shaw usasse tale pseudonimo negli ambienti omosessuali di New Orleans[5].

Il processoModifica

«La mente della maggior parte parte degli esseri umani è un labirinto e la mente di Garrison è più labirintica della maggior parte di esse.»

(Shaw nel 1969)

Durante il processo, che ebbe luogo nel gennaio-febbraio 1969, Garrison chiamò l'assicuratore Perry Russo[6] come testimone principale. Russo testimoniò di aver partecipato ad un party a casa dell'attivista anticastrista David Ferrie, cui parteciparono, tra gli altri, anche Lee Harvey Oswald - che la Commissione Warren indicò come l'esecutore e unico responsabile dell'omicidio - e quel Clay Bertrand che Russo, in aula, riconobbe nell'imputato Clay Shaw (l'avvocato Dean Andrews, che sosteneva di essere stato contattato da Clay Bertrand per la difesa di Oswald, in seguito affermò di essersi inventato parte della cosa, e che Bertrand non era Shaw ma Eugene Davis). Russo riferì che in quell'occasione, i partecipanti al party discussero dell'idea di assassinare Kennedy.

Tuttavia, nelle carte relative al primo colloquio con Russo, sostenuto dal sostituto procuratore Andrew Sciambra, non si faceva alcun riferimento al suddetto party, e veniva inoltre riportato che Russo aveva incontrato Bertrand/Shaw in due occasioni, e nessuna delle due ebbe luogo ad un party. La grave omissione di Sciambra nel riportare l'episodio del party venne abilmente sfruttata dagli avvocati di Shaw, che sollevarono la questione di attendibilità circa la testimonianza di Russo[7].

Un altro testimone, Charles Spiesel, indebolì ulteriormente la tesi accusatoria. Fu costretto ad ammettere di aver intentato causa nel 1964 contro uno psichiatra e la città di New York, poiché sostenne di essere stato ipnotizzato dalla polizia e da altri personaggi non meglio identificati. Riferì, inoltre, che prendeva regolarmente le impronte digitali ai suoi figli[8]. Spiesel era stato convocato per testimoniare di aver partecipato ad una riunione cui sarebbe stato presente anche Clay Shaw, presentatosi come Clay Bertrand.

Il procuratore Garrison rinviò a giudizio Shaw per il reato di cospirazione e omicidio, accusandolo di aver voluto eliminare Kennedy per conto della CIA che lo aveva da tempo reclutato e degli anticastristi delusi che frequentava abitualmente. Garrison sapeva che Shaw rischiava principalmente l'accusa di cospirazione, e la condanna a 10 anni, per cui cercò di accordarsi con lui (e anche con David Ferrie, l'ex superiore di Oswald nei Marines, cacciato per omosessualità, prima della sua morte avvenuta per emorragia cerebrale): se si fosse dichiarato colpevole e avesse collaborato la pena sarebbe stata notevolmente ridotta, ma solo se avesse testimoniato contro uno dei presunti sicari, l'unico che Garrison sarebbe riuscito a identificare pur non avendo prove, un certo Manuel García Gonzalez, esule cubano anticomunista residente a Miami.[9]; Shaw rifiutò e si dichiarò innocente.

Il 21 gennaio 1969 iniziò il processo ed il 1º marzo dello stesso anno, dopo meno di un'ora di camera di consiglio, la giuria all'unanimità assolse Shaw per non aver commesso il fatto.[10][11][12] Shaw tornò libero nel 1971 e decise di fare causa allo stesso Garrison, ma morirà prima dell'inizio del processo.

Alcuni ritennero che Shaw fu perseguitato ingiustamente - Diego Verdegiglio, autore di una monumentale opera sull'assassinio Kennedy (Ecco chi ha ucciso John Kennedy, che sostiene la colpevolezza del solo Oswald), sottolinea a suo dire la somiglianza fra il processo intentato da Garrison contro Clay Shaw ed il processo che si tenne contro Enzo Tortora in Italia: in entrambi i casi gli imputati furono accusati ingiustamente, vennero assolti, ma morirono di cancro qualche anno dopo - a causa dei pregiudizi che Garrison nutriva verso gli omosessuali, da lui definiti "invertiti", "anormali" e "depravati".[9][13][14]

Dopo il processoModifica

Negli anni successivi al processo Garrison scrisse il libro On the Trail of the Assassins, in cui sostenne che Clay Shaw era in realtà un agente della CIA[15], sebbene Shaw negasse vigorosamente questa ipotesi. Nel 1979 Richard Helms, già direttore della CIA, testimoniò sotto giuramento che Clay Shaw era stato per un periodo di tempo al servizio di una sezione della CIA, lavorando come informatore[2]. Nel 1996 l'agenzia confermò che Shaw era stato reclutato come agente di quinto livello (Five Agency Clearance) nel 1949.[1]; secondo Diego Verdegiglio e altri risulta che Shaw fosse in effetti, almeno in anni precedenti, un informatore della CIA per il Sudamerica, come altri imprenditori statunitensi che viaggiavano per lavoro forniva dei rapporti sulla situazione dei paesi che visitava, ma non aveva un incarico di tale importanza (come sostenuto da Garrison) da poter organizzare o essere al centro di un complotto per l'omicidio del Presidente, di cui si era inoltre dichiarato pubblicamente ammiratore (Shaw era anche registrato come elettore democratico).[16]

Nello stesso anno, la United States House Select Committee on Assassinations affermò di essere "incline a credere che Oswald si trovasse a Clinton, in Louisiana, tra l'agosto e il settembre del 1963", e che testimoni avevano "stabilito una connessione di non specificata natura tra Ferrie, Shaw e Oswald meno di tre mesi prima dell'omicidio di Kennedy".[17]

A partire dagli anni duemila, conferme a Garrison giungono attraverso il lavoro del ricercatore canadese Maurice Philipps, grazie all'accesso da lui ottenuto ai documenti privati consegnati come lascito testamentario da Louis Bloomfield, fondatore della Permindex, all'Archivio di Stato del Canada.[18]

Nel 2014 il ricercatore italiano Michele Metta trovati i documenti societari, li pubblica in un libro intitolato CMC. Il lato italiano della congiura che uccise John Fitzgerald Kennedy. Tale libro, che si avvale del sostegno fattivo del Presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della Strage di Bologna Paolo Bolognesi, scopre, così, che la Permindex-CMC sarebbe stata finanziata da due banche collegate dapprima al finanziamento di Adolf Hitler, e poi al capo della CIA Allen Welsh Dulles e a suo fratello Foster Dulles: si tratta della Seligman e della Schroder. La seconda banca, la Schroder, risulta essere stata dietro i colpi di Stato in Iran del 1953 ed in Guatemala del 1954.[19] Michele Metta rivela pure che soci della Permindex-CMC erano personaggi intimi di Licio Gelli e legati alla sua ascesa nella P2, quali Roberto Ascarelli e Virgilio Gaito, e che ugualmente soci erano nomi collegati ai Servizi segreti ed alla nascita e protezione di formazioni armate sovversive neofasciste, come è il caso di Giuseppe Pièche, ed alla Strategia della tensione in Italia.[20]

La morteModifica

Clay Shaw morì a New Orleans il 15 agosto 1974 all'età di 61 anni, nella sua casa in 1022 St. Peter Street, dopo una lunga malattia.[21] Il certificato di morte fu firmato dal Dr. Hugh M. Batson, che riportò come causa di morte un cancro ai polmoni.[22]

FilmografiaModifica

Il personaggio di Clay Shaw fu portato sul grande schermo da Tommy Lee Jones, nel film JFK - Un caso ancora aperto (1991) di Oliver Stone.

NoteModifica

  1. ^ a b Documento
  2. ^ a b (EN) Holland, Max. The Lie that Linked CIA to the Kennedy Assassination Archiviato il 27 marzo 2010 in Internet Archive.
  3. ^ "Clay L. Shaw." Dictionary of American Biography, Supplement 9: 1971-1975. Charles Scribner's Sons, 1994.
  4. ^ Milton E. Brener, The Garrison Case (New York: Clarkson N. Potter, 1969), pp. 62-64; Patricia Lambert, False Witness (New York: M. Evans and Co., 1998), pp. 48-49; Paris Flammonde, The Kennedy Conspiracy (New York: Meredith Press, 1969), pp. 71-74; Clay Shaw testimony, State of Louisiana v. Clay L. Shaw, February 27, 1969 The JFK 100: Who Was Clay Shaw
  5. ^ James Phelan, Scandals, Scamps, and Scoundrels, p. 150-1. (ISBN 0-394-48196-8)
  6. ^ (EN) Biografia di Perry Russo Archiviato il 22 ottobre 2012 in Internet Archive.
  7. ^ (EN) The Two Sciambra Memos
  8. ^ (EN) Attempt to Use Insane Witness Blows Up In Garrison's Face
  9. ^ a b JFK, gli strani killer per Jim Garrison
  10. ^ Clay Shaw Interview, Penthouse, November 1969, pp. 34-35 “After a dramatic closing speech in which Garrison appealed to the jurors to save the US from a federal plot that he had not established, the jurors filed out took one ballot, and unanimously acquitted Clay Shaw.”
  11. ^ Clay Shaw Trial Transcripts, 28 febbraio 1969, p. 47. Trial completed around 1:15am on February 28, 1969, verdict announced on March 1, 1969
  12. ^ Andrew 'Moo Moo' Sciambra, who worked on Jim Garrison investigation of JFK assassination, dies at age 75. Wednesday, July 28, 2010 by John Pope, The Times-Picayune “Exactly two years to the day after Shaw's arrest, a Criminal istrict Court jury acquitted him after deliberating less than an hour.”
  13. ^ Kennedy, i film sul presidente Usa e la sua famiglia
  14. ^ The Parallax View: a JFK conspiracy film that gets it right
  15. ^ Garrison, Jim. On The Trail of the Assassins, (New York: Sheridan Square Press, 1988), pp. 26–27, 62, 70, 106–110, 250, 278, 289. ISBN 0-941781-02-X
  16. ^ Federico Ferrero, La morte di Clay Shaw, su johnkennedy.it. URL consultato il 29 novembre 2017.
  17. ^ (EN) HSCA Final Assassinations Report, House Select Committee on Assassinations, p. 143
  18. ^ canada.com, https://web.archive.org/web/20130103121502/http://www.canada.com/topics/news/world/story.html?id=54a1746c-a136-4fbb-8b40-288d337b8f0c&k=23786 (archiviato dall'url originale il 3 gennaio 2013).
  19. ^ nytimes.com, https://www.nytimes.com/2013/11/10/books/review/the-brothers-by-stephen-kinzer.html?_r=0.
  20. ^ globalist.it, http://www.globalist.it/intelligence/articolo/203636/centro-mondiale-commerciale-la-pista-italiana-dell-039-omicidio-kennedy.html.
  21. ^ David Bird, Clay Shaw Is Dead at 60. Freed in Kennedy 'Plot'. New Orleans Businessman Accused of Planning President's Murder. Doubts Are Cited. Both 'Plotters' Dead, in New York Times, 16 agosto 1974. URL consultato il 12 aprile 2010.
    «Clay Shaw, the businessman who was acquitted of plotting to assassinate President Kennedy after one of the nation's more sensational trials, died yesterday of cancer in his New Orleans home. He was 60 years old».
  22. ^ (EN) Death of Clay Shaw

BibliografiaModifica

  • Joe Biles, In History's Shadow: Lee Harvey Oswald, Kerry Thornley & the Garrison Investigation. ISBN 0-595-22455-5
  • Milton Brener, The Garrison Case: A Study in the Abuse of Power. ASIN B0006C04I0
  • James DeEugenio Destiny Betrayed: JFK, Cuba, and the Garrison Case (New York: Sheridan Square Press, 1992) ISBN 1-879823-00-4
  • William Davy, Let Justice Be Done: New Light on the Jim Garrison Investigation (Jordan Pub, 1999) ISBN 0-9669716-0-4
  • Jim Garrison, A Heritage of Stone (Putnam Publishing Group, 1970) ISBN 0-399-10398-8
  • Jim Garrison, On the Trail of the Assassins (New York: Sheridan Square Press, 1988) ISBN 0-446-36277-8
  • Max Holland, "The Power of Disinformation: The Lie that Linked CIA to the Kennedy Assassination", Studies in Intelligence, Fall-Winter 2001, No. 11
  • James Kirkwood, American Grotesque: An Account of the Clay Shaw-Jim Garrison-Kennedy Assassination Trial in New Orleans. ISBN 0-06-097523-7
  • Patricia Lambert, False Witness: The Real Story of Jim Garrison's Investigation and Oliver Stone's Film JFK. ISBN 0-87131-920-9
  • Jim Marrs, Crossfire: The Plot that Killed Kennedy (New York: Carroll & Graf, 1989) ISBN 0-88184-648-1
  • Joan Mellen, A Farewell to Justice: Jim Garrison, JFK's Assassination, and the Case That Should Have Changed History (Washington, D.C.: Potomac Books, Inc., 2005) ISBN 1-57488-973-7
  • Anthony Summers, Not in Your Lifetime (New York: Marlowe & Company, 1998) ISBN 1-56924-739-0
  • Harold Weisberg, Oswald in New Orleans: Case for Conspiracy with the C.I.A. (New York: Canyon Books, 1967) ISBN B-000-6BTIS-S
  • Diego Verdegiglio, Ecco chi ha ucciso John Kennedy, Mancuso Editore, 1998.

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