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Clemente Micara

arcivescovo cattolico, cardinale e diplomatico italiano

BiografiaModifica

Nato a Frascati da famiglia benestante e di antiche tradizioni ecclesiastiche, entrò giovanissimo in seminario e studiò successivamente presso la Pontificia Università Gregoriana, la Pontificia Università Lateranense e la Pontificia Accademia Ecclesiastica. Fu ordinato presbitero il 20 settembre 1902 nella chiesa delle Scuole Pie a Frascati.

Svolse vari prestigiosi incarichi nell'ambito della Segreteria di Stato finché, nel 1918, divenne prelato domestico di Sua Santità. Intrapresa la carriera diplomatica, il 7 maggio 1920 fu nominato arcivescovo titolare di Apamea di Siria e nunzio apostolico in Cecoslovacchia; ricevette l'ordinazione episcopale l'8 agosto dello stesso anno dalle mani del cardinale Pietro Gasparri.

Il 30 maggio 1923 fu nominato nunzio apostolico in Belgio e Lussemburgo, con residenza a Bruxelles dove durante la seconda guerra mondiale si oppose alle autorità tedesche occupanti per garantire l'incolumità della città. Suonatore di violoncello, frequentava il castello reale di Laeken dove partecipava a serate musicali del trio della regina Elisabetta del Belgio. Amico personale di Giacomo Puccini, gli portò conforto nell'ultimo periodo della sua vita quando era ricoverato nella clinica del prof. Ledoux a Bruxelles, e lo assistette fino alla fine amministrandogli l'unzione degli infermi e gli altri sacramenti (1924).

Papa Pio XII lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 18 febbraio 1946 con titolo di Santa Maria sopra Minerva. Opta per la Diocesi Suburbicaria di Velletri della quale fu l'ultimo Cardinale Vescovo. A lui si deve il merito della ricostruzione delle Chiese distrutte dalla Seconda Guerra Mondiale. Per la Basilica Cattedrale di S. Clemente ha promosso immediati lavori di restauro chiamando i più importanti artisti e architetti dell'epoca. Ha costruito le nuove chiese dell'Agro Pontino all'epoca facente parte della sede veliterna. Cardinale vicario della diocesi di Roma dal 1951 fino alla morte, si mise in luce per aver costruito nella città eterna più di cento chiese, nel periodo della grande espansione cittadina del dopoguerra e del boom economico.

Partecipò a due conclavi, nel 1958 e nel 1963: in quest'ultimo conclave si ritiene che abbia svolto un importante ruolo, considerata la grande amicizia che da sempre lo legava al cardinale Montini che divenne papa Paolo VI. Fu per lungo tempo cardinale-vescovo di Velletri, diocesi suburbicaria sita alle porte di Roma. Morì, dopo una lunga malattia, l'11 marzo 1965 all'età di 85 anni; la sua tomba è a Roma, nella basilica di Santa Maria sopra Minerva.

Genealogia episcopaleModifica

Successione apostolicaModifica

OnorificenzeModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Silvio Negro, Vaticano minore, Ulrico Hoepli, Milano, 1936
  • Urbano Barberini, Ricordi Romani, F.lli Palombi, Roma, 1973

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN84464552 · ISNI (EN0000 0000 8160 544X · SBN IT\ICCU\SBLV\084687 · GND (DE1092211616 · BNF (FRcb111850997 (data) · WorldCat Identities (EN84464552