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Clero regolare

uomini e donne che hanno preso i voti e vivono secondo una regola (religiosa)

Il clero regolare è composto da quei vescovi, presbiteri o diaconi che appartengono a istituti religiosi con una determinata regola ed emettono i voti religiosi. Esso si distingue dal clero secolare, detto anche clero diocesano, i cui componenti non sono religiosi.

VotiModifica

Il clero regolare pronuncia i voti[1] che normalmente sono tre:

  • povertà
  • castità
  • obbedienza

In epoche in cui per assicurare una decorosa condizione di vita del clero, era necessaria per l'ordinazione sacerdotale l'attribuzione di una prebenda, per il clero regolare il votum paupertatis faceva luogo alla prebenda.

Per quello che riguarda il votum castitatis si deve rilevare che nella chiesa ortodossa e in quella cattolica di rito orientale, l'ordinazione sacerdotale può essere attribuita anche a persone sposate, il cui matrimonio continua ad essere valido. La maggior differenza tra clero regolare e clero secolare in quelle chiese è appunto che il secondo è di regola sposato ed il primo no.

Per quanto riguarda il votum obedientiae il clero regolare dipende dal proprio superiore religioso, il clero secolare dal proprio vescovo.

Vita in comuneModifica

Normalmente il clero regolare vive in monasteri o conventi, il clero secolare in abitazioni proprie o delle parrocchie di cui hanno la cura d'anime. In alcune epoche la stima goduta dagli appartenenti al clero regolare, ha fatto sì che, specialmente per iniziativa vescovile, anche il clero secolare abbia iniziato una vita comune, dando origine ai canonici regolari che hanno finito per adottare la regola agostiniana più o meno modificata.

NoteModifica

  1. ^ per il clero secolare non si usa, invece il termine voto, ma quello di promessa con carattere meno cogente.

BibliografiaModifica