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Clito il Nero

Ufficiale macedone nell'esercito di Alessandro Magno
Clito
The killing of Cleitus by Andre Castaigne (1898-1899) reduced.jpg
Alessandro Magno uccide Clito
375 a.C. circa – 328 a.C.
SoprannomeIl Nero
Morto aSamarcanda
Cause della morteUcciso da Alessandro Magno durante una lite
Dati militari
Paese servitoRegno di Macedonia
Forza armataEsercito macedone
GradoGenerale
CampagneCampagne di Alessandro Magno
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Clito il Nero (in greco antico: Κλεῖτος ὁ Μέλας, Klèitos o Mèlas; 375 a.C. circa – Samarcanda, 328 a.C.) è stato un militare macedone antico nell'esercito guidato da Alessandro Magno in Asia contro l'Impero persiano. Clito il Nero era così soprannominato poiché scuro di carnagione ed era sovente di umore tetro.

Indice

BiografiaModifica

Nella battaglia del Granico (334 a.C.), Clito salvò la vita di Alessandro che era stato attaccato da Resace e Spitridate (satrapo della Lidia)[1]. Nel 330 a.C. fu incaricato da Alessandro di uccidere il generale Parmenione a Ecbatana.

Nel 328 a.C., durante un banchetto, Clito fu ucciso da un giavellotto scagliato dallo stesso Alessandro, in stato di ubriachezza, durante una furiosa discussione scoppiata tra i due a Samarcanda. Clito infatti si era innervosito con un poeta greco che aveva ridicolizzato lui e Parmenione.

Le fonti lo definiscono spesso come Clito il Nero per distinguerlo da Clito il Bianco, ufficiale macedone che assurse a un ruolo importante dopo la morte di Alessandro.

Nella cultura di massaModifica

NoteModifica

  1. ^ Arriano, Anabasi di Alessandro, I: 12, 15, 16]; Diodoro Siculo, Biblioteca historica, XVII: 19 e 20; Plutarco, Vita di Alessandro, 16 e Moralia, "De Alexandri fortuna aut virtute", I, 2.

BibliografiaModifica

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