Clitoride

parte dell'organo genitale femminile
Clitoride
Clitoris inner anatomy numbers.png
1. glande clitorideo
2. corpo cavernoso
3. crus del clitoride
4. uretra
5. bulbo vestibolare
6. apertura vaginale
Anatomia del Gray(EN) Pagina 1266
Innervanervo pudendo
Arteriadorsal artery of clitoris
Venasuperficial dorsal veins of clitoris e deep dorsal vein of clitoris
Identificatori
MeSHA05.360.319.887.436
TAA09.2.02.001
FMA9909

La (o erroneamente "il") clitoride[1] (dal greco κλειτορίς, -ίδος, kleitorís, -ídos, dal significato di "collinetta"[2]) è un organo dell'apparato genitale femminile ed è il principale organo erettile della donna, posto sulla parte anteriore superiore della vulva, dove si uniscono le piccole labbra della vagina e sotto una piega della pelle che la copre, chiamata cappuccio (prepuzio). Il primo anatomista a darne una completa descrizione anatomica e funzionale è stato Georg Ludwig Kobelt.[3]

1) Prepuzio della clitoride, 2) Clitoride, 3) Piccole labbra, 4) Vagina, 5) Grandi labbra
Antica immagine

Anatomia e fisiologiaModifica

 
Quando non è in stato di eccitazione, la clitoride è ricoperta dal prepuzio clitorideo (costituito da un lembo di pelle formato dalle piccole labbra)

La clitoride è costituita da due radici di corpi cavernosi, che formano un organo unico, di forma cilindrica, detto corpo della clitoride, che si porta in alto e in avanti, per ripiegare poi in basso, terminando con un glande sormontato da un prepuzio clitorideo. Misura circa 2/4 mm di cui 3 nascosti dietro le grandi labbra e ha circa 8.000 terminazioni nervose.[4] È ancorata alla sinfisi pubica tramite il legamento suspensorio della clitoride.

Dal punto di vista dello sviluppo embrionale il clitoride ha la stessa origine del pene.[senza fonte] È infatti anche chiamato "pene arcaico".

Orgasmo clitorideoModifica

La clitoride non partecipa alla funzione riproduttiva.[5] Un'opportuna stimolazione attuata presso il glande del clitoride porta la donna all'orgasmo.

Fino a tempi recenti venivano definiti erroneamente due tipi di orgasmo per la donna, quello clitorideo e quello vaginale. Uno studio condotto su un campione di volontarie da Foldes e Buisson e intitolato Il complesso clitorideo: uno studio ecografico dinamico[6] porta al superamento della distinzione tra i due orgasmi, sostenendo che l'orgasmo è sempre generato dalla clitoride. L'orgasmo impropriamente detto vaginale sarebbe provocato dalla stimolazione per sfregamento indiretto della clitoride stessa.[7]

Mutilazioni clitorideeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Clitoridectomia ed Escissione della clitoride.

L'escissione della clitoride è erroneamente chiamata circoncisione femminile. Quando, oltre all'escissione della clitoride, si ha l'ablazione delle grandi labbra e il restringimento con sommario intervento chirurgico occlusivo dell'orifizio vaginale, si parla di infibulazione.

Tali pratiche sono attuate in molti Paesi del mondo, in particolare in alcuni paesi arabi e africani, con diverse finalità:

  • inibire la sessualità femminile;
  • sono per le donne un obbligo sociale derivante da fattori economici (le donne non sono economicamente indipendenti);
  • si ritiene la clitoridectomia una pratica "igienica" in quelle società che considerano il piacere sessuale femminile qualcosa di "sporco": in realtà l'igiene intima femminile peggiora, soprattutto con l'infibulazione che non permette l'eiezione dei fluidi corporei (urina, sangue mestruale, secrezioni vaginali).

Le mutilazioni comportano una diminuzione e talvolta un'alienazione della capacità della donna di raggiungere l'orgasmo. Inoltre la ferita cicatrizzata provocata dall'infibulazione si riapre in maniera molto dolorosa con la deflorazione.

Le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) comportano gravi danni psicologici e fisici, e possono condurre anche alla morte per emorragia e/o infezioni. Le MGF sono una violazione dei diritti umani, perseguita penalmente in molti paesi del mondo, compresa l'Italia.

Le MGF riflettono una disuguaglianza radicata tra i sessi, una forma estrema di discriminazione nei confronti delle donne e delle ragazze.[8]

L'articolo 583-bis del codice penale italiano punisce entrambe le pratiche.[9] La legislazione coranica non prevede interventi mutilatori, mentre è "raccomandata" (sunna), la circoncisione. La tradizione in alcune parti dell'Egitto e nel Corno d'Africa fa sopravvivere tali pratiche, talora eseguite anche dopo il trasferimento all'estero per motivi legati al fenomeno migratorio.

Piercing della clitorideModifica

 
Piercing della clitoride
 Lo stesso argomento in dettaglio: Piercing del clitoride.

La clitoride è una delle zone soggette alla pratica del piercing, seppure molto meno comunemente di altre aree del corpo quali per esempio lobo dell'orecchio, narice, capezzoli o ombelico. Storicamente la pratica si attesta presso il popolo del Borneo dei daiachi (presso cui è in uso anche il piercing del glande maschile detto ampallang), dove viene praticato forando la clitoride con una spina e inserendovi poi un piccolo anello d'oro o un gioiello a forma di fuso e che rappresenta un grande orgoglio per le donne daiachi.[10]

NoteModifica

  1. ^ Il sostantivo clitoride può essere sia femminile che maschile; secondo l'Accademia della Crusca, la forma al femminile è quella originaria, ma il maschile è divenuto progressivamente più comune, cfr. Sul genere di clitoride, su Accademia della Crusca, 8 novembre 2016. URL consultato il 17 giugno 2017.
  2. ^ Clitoride, in Sapere.it, De Agostini. URL consultato il 18 aprile 2017.
  3. ^ Georg Ludwig Kobelt, 1844.
  4. ^ Tutto sul clitoride e l'orgasmo clitorideo, su Condomia. URL consultato il 12 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2013).
  5. ^ Cenni di anatomia e fisiologia dell'apparato riproduttivo maschile e femminile, su INAIL.
  6. ^ Pierre Foldes e Odile Buisson, 2009, pp. 1223-1231.
  7. ^ Sophie, L'orgasmo vaginale? È clitorideo, in Donna Moderna, 16 giugno 2010 (archiviato dall'url originale l'8 novembre 2011).
  8. ^ (EN) International Day of Zero Tolerance for Female Genital Mutilation, 6 February, su United Nations.
  9. ^ Legge 9 gennaio 2006, n. 7: "Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile" - Art. 583-bis, su Camera dei deputati.
  10. ^ Pauline Clark, 1994, p. 113.

BibliografiaModifica

Libri
Riviste

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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