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Distribuzione e habitatModifica

I Cobitidi sono diffusi nelle acque dolci del continente euroasiatico e in nord Africa (Marocco)[1]. Sono specie bentoniche: vivono principalmente sul fondo, tra le piante acquatiche o insabbiati nel letto del corso d'acqua[1].

Nelle acque italiane sono presenti alcune specie: Cobitis bilineata, Cobitis zanandreai e Sabanejewia larvata (autoctone) e Cobitis taenia, Misgurnus fossilis e Misgurnus anguillicaudatus (alloctone)[2].

DescrizioneModifica

L'aspetto di questi pesci varia da normalmente affusolato a serpentiforme fino addirittura a vermiforme (come nel genere Pangio). La bocca è piccola, in posizione leggermente infera (rivolta in basso) e circondata da 3 paia di barbigli, che in alcune specie possono arrivare a 6 paia. Dietro l'occhio è presente una spina difensiva che può essere eretta all'occorrenza. Le scaglie sono molto piccole. La linea laterale può essere poco sviluppata in certe specie[1][3].

Le dimensioni variano secondo la specie, con un gap importante: dai 2,2 cm di Lepidocephalichthys zeppelini ai 56 cm di Lepidocephalichthys manipurensis[3] ma le dimensioni medie si attestano sui 10–12 cm[4].

BiologiaModifica

 
Chromobotia macracanthus in acquario

Tipica dei Cobitidae è la respirazione intestinale che consiste nell'inghiottire aria dalla superficie, praticata in caso di scarsità di ossigeno disciolto nell'acqua e di conseguente insufficienza della normale respirazione branchiale. L'ossigeno viene assorbito dall'epitelio intestinale e l'aria esausta fuoriesce dall'ano sotto forma di bollicine[1].

RiproduzioneModifica

I maschi di alcune specie nell'epoca della riproduzione presentano dei tubercoli sulle pinne simili ai tubercoli nuziali dei Cyprinidae[1].

AcquariofiliaModifica

Molte specie sono commercializzate in acquario: tra queste numerosi esponenti dei generi Botia, Pangio, Syncrossus, Yasuhikotakia[3]. In acquario vengono usati anche per combattere la presenza troppo numerosa di piccole gasteropodi invadenti.

La riproduzione delle specie in vasca è un evento abbastanza raro, anche se ciò avviene negli allevamenti, molti fornitori preferiscono acquistarne numerose quantità pescate nei luoghi d'origine, a un basso costo.

Utilizzo nella pescaModifica

I cobiti di piccola taglia vengono utilizzati come esca viva dai pescatori sportivi di fiume o lago, per la cattura di pesci predatori come trote, pesci persici, black bass o lucci [5]

TassonomiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Specie di Cobitidae.

La famiglia Cobitidae comprende 252 specie, suddivise in x generi e in 2 sottofamiglie:sottofamiglie[6]:

Taxon Generi
Sottofamiglia Botiinae Ambastaia, Botia, Chromobotia, Leptobotia, Parabotia, Sinibotia, Syncrossus, Yasuhikotakia
Sottofamiglia Cobitinae Acanthopsoides, Acantopsis, Bibarba, Canthophrys, Cobitis, Iksookimia, Kichulchoia, Koreocobitis, Kottelatlimia, Lepidocephalichthys, Lepidocephalus, Microcobitis, Misgurnus, Neoeucirrhichthys, Niwaella, Pangio, Paralepidocephalus, Paramisgurnus, Protocobitis, Sabanejewia, Theriodes

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Enrico Tortonese, Osteichthyes, Bologna, Calderini, 1975.
  2. ^ Lista delle specie presenti in Italia da Fishbase, su fishbase.us.
  3. ^ a b c (EN) Scheda della famiglia da Fishbase
  4. ^ *(EN) Lista delle specie da Fishbase
  5. ^ A. Corti N. Ferran, Il grande libro della pesca, Verona, Demetra, 2000.
  6. ^ (EN) Lista delle specie da Fishbase

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Collegamenti esterniModifica

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