Coccopygia

genere di uccelli

TassonomiaModifica

Al genere vengono ascritte tre specie[1]:

In passato, le tre specie venivano considerate sottospecie di C. melanotis, che a suova volta veniva ascritta al genere Estrilda: i loro nomi erano dunque Estrilda melanotis melanotis, Estrilda melanotis bocagei e Estrilda melanotis quartinia. In seguito, ulteriori esami hanno appurato che questi uccelli non solo appartengono a tre specie distinte, ma sono anche piuttosto distanti dalle astrilde del genere Estrilda, avvicinandosi invece maggiormente ai dorso oliva del genere Nesocharis, col quale vanno a formare un clade[2].

Distribuzione e habitatModifica

Le specie appartenenti a questo genere sono diffuse in gran parte dell'Africa centro-meridionale, dove colonizzano gli ambienti cespugliosi e boschivi di collina e di montagna, con presenza di radure erbose più o meno estese.

DescrizioneModifica

DimensioniModifica

Si tratta di uccelli di piccole dimensioni, che raggiungono solitamente i 9–10 cm di lunghezza.

AspettoModifica

L'aspetto di questi uccelli è massiccio, con lunga coda e forte becco: la livrea è dominata dalle tonalità del grigio (testa, petto, dorso) e del bruno-olivastro (su ventre ed ali), con presenza di aree nere più o meno estese (su coda e faccia) e di codione rosso intenso.

BiologiaModifica

Gli uccelli del genere Coccopygia sono molto vivaci ed hanno abitudini diurne e gregarie, sebbene difficilmente si riuniscano in gruppi la cui consistenza numerica superi la 20 unità.

AlimentazioneModifica

Come la maggior parte degli estrildidi anche le specie appartenenti a questo genere hanno dieta essenzialmente granivora, che viene integrata con bacche, germogli e piccoli invertebrati.

RiproduzioneModifica

La riproduzione di questi uccelli ricalca per modalità e tempistica quella degli altri estrildidi, con le coppie che collaborano alla costruzione del nido, alla cova ed alla cura dei nidiacei.

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Estrildidae, in IOC World Bird Names (ver 6.2), International Ornithologists’ Union, 2016. URL consultato il 10 maggio 2014.
  2. ^ John Boyd, TiF Checklist: Core Passeroidea I, su jboyd.net, 2013.

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