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Il codice dei beni culturali e del paesaggio (conosciuto anche come codice Urbani dal nome dell'allora Ministro dei beni e delle attività culturali Giuliano Urbani) è un corpo organico di disposizioni, in materia di beni culturali (per beni culturali si intendono tutte le testimonianze, pubbliche o private, che abbiano un valore artistico, storico, archeologico ed etnoantropologico, tutelate e salvaguardate dal D.Lgs 42/2004) e beni paesaggistici della Repubblica Italiana.

Indice

StoriaModifica

L'art 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137 prevedeva una delega al governo italiano nell'emanazione di una normativa a tutela ambientale; le sole normative precedenti sul tema erano la legge 29 giugno 1939, n. 1497 e la legge Galasso del 1985. Il Codice, approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 gennaio 2004 ed entrato in vigore il 1 maggio 2004 accoglie la distinzione fondamentale tra attività culturale e bene culturale e si rettifica l'elenco contenuto nell'art. 148 del d.lgs 31 marzo 1998, n. 112, peraltro abrogandolo.

ContenutoModifica

Il codice individua la necessità di preservare il patrimonio culturale italiano. Esso definisce come bene culturale le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico; rientrano, inoltre, in tale definizione i beni architettonici, le raccolte di istituzioni culturali (quali museali, archivi e biblioteche), i beni naturalistici (quali i beni mineralogici, petrografici, paleontologici e botanici) e storico scientifici, le carte geografiche, nonché materiale fotografico (fotografia e negativo) e audio-visivo (pellicola cinematografica). Vengono altresì considerati di interesse culturale i beni immateriali e i beni paesaggistici[1].

CaratteristicheModifica

È il principale riferimento normativo italiano che attribuisce al Ministero dei beni e delle attività culturali il compito di tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio culturale dell'Italia. Il codice dei beni culturali e del paesaggio invita alla stesura di piani paesaggistici meglio definiti come "piani urbanistici territoriali con specifica attenzione ai valori paesaggistici".

StrutturaModifica

Il Codice si compone di 184 articoli, divisi in cinque parti: la prima parte comprende 9 articoli e contiene le «Disposizioni generali», la seconda parte si compone di 121 articoli e tratta dei «Beni culturali», la terza parte è composta da 29 articoli e tratta dei «Beni paesaggistici», la quarta parte si compone di 22 articoli e tratta delle «Sanzioni», la quinta e ultima parte si compone di 3 articoli e contiene le «Disposizioni transitorie».

Tabella riassuntiva dei contenutiModifica

Parte prima Disposizioni generali

(artt.1-9)

Definisce il patrimonio culturale, regola i rapporti stato-regioni sulle competenze in materia di tutela e valorizzazione
Parte seconda Beni culturali

(artt.10-130)

Individua i Beni Culturali, ne disciplina la tutela, la fruizione e la valorizzazione; indica norme transitorie e finali
Parte terza Beni Paesaggistici

(artt.131-159)

Individua e regola i Beni Paesaggistici con riferimento alla tutela e alla valorizzazione
Parte quarta Sanzioni

(artt. 160-181)

Disciplina sanzioni amministrative e penali relative sia ai Beni Culturali che ai Beni Paesaggistici
Parte quinta Disposizioni transitorie, sanzioni, abrogazioni ed entrata in vigore

(artt. 182-184)

Indica tutte le leggi abrogate, ivi compreso il T.U. 490/1999
Allegato A In calce al codice Indica i valori applicabili ai beni culturali in caso di esportazione, commercio, esportazione nel territorio UE e restituzione

Disposizioni generaliModifica

  1. In attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui all'articolo 117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice.
  2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.
  3. Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione.
  4. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro attività, assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del loro patrimonio culturale.
  5. I privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale sono tenuti a garantirne la conservazione.
  6. Le attività concernenti la conservazione, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale indicate ai commi 3, 4 e 5 sono svolte in conformità alla normativa di tutela.

Modifiche successiveModifica

Il Codice è stato modificato in numerose occasioni negli anni 2006, 2008, 2009, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015, 2016, 2017.[2]

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Sabino Cassese, Il futuro della disciplina dei beni culturali, in “Giornale di diritto amministrativo”, n. 7, 2012, pp. 781-782.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di "Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137" (versione originale). Sullo stesso sito è possibile consultare anche la versione comprensiva dei vari aggiornamenti.