Codice di procedura penale italiano del 1930

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Codice di procedura penale
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Alfredo Rocco, autore della legge
Titolo estesoApprovazione del testo definitivo del Codice di Procedura Penale
StatoItalia Italia
Tipo leggeRegio decreto
LegislaturaVittorio Emanuele III
ProponenteAlfredo Rocco
SchieramentoPartito Nazionale Fascista
Date fondamentali
Promulgazione19 ottobre 1930
A firma diVittorio Emanuele III
Abrogazione22 settembre 1988
Testo
Rimando al testoRegio decreto 19 ottobre 1930, n. 1399

Il codice di procedura penale italiano del 1930, approvato con il regio decreto 1399 del 19 ottobre 1930, è stato il regio decreto disciplinante le metodologie di svolgimento del processo penale in Italia dal 1930 al 1988. Esso sostituì l'analogo codice di procedura penale del 1913.

ComposizioneModifica

Esso constava di 675 articoli, compresi in cinque libri:

  • disposizioni generali;
  • istruzione;
  • giudizio;
  • esecuzione;
  • rapporti giurisdizionali con autorità straniere.

Modificazioni e NovelleModifica

Il lungo periodo di riforma del codice di procedura penale del 1930 iniziò con un decreto del ministro della giustizia del 2 gennaio 1945 che delineava un processo di revisione della disciplina del processo penale articolata in due fasi. Una prima serie di interventi sarebbe stata mirata all'eliminazione di quelle norme in cui era maggiormente evidente l'impronta del regime fascista. In un secondo momento si sarebbe giunti all'elaborazione di un nuovo codice, sul solco del codice di ispirazione liberale del 1913.

Un primo progetto di aggiornamento del codice richiese alcuni anni di lavoro e dovette coordinarsi col testo della nuova Costituzione, che nel frattempo era entrata in vigore (1º gennaio 1948). Tale progetto, pubblicato nel 1950, non ebbe tuttavia seguito a livello parlamentare. Solo nel 1952 il progetto fu ripreso e contribuì alla realizzazione della prima riforma del Codice Rocco. Questa prima parziale riforma del processo penale, conosciuta anche come "piccola riforma" riguardò un centinaio di articoli del codice del 1930 ed entrò in vigore con la legge 18 giugno 1955, n. 517.

Un'ulteriore fase di modifica fu inaugurata dalla Corte costituzionale, la quale, iniziando i suoi lavori nel 1956, apportò un notevole contributo alla modifica della normativa processuale penale.

La seconda fase del processo di revisione del codice delineato nel 1945 fu rilanciata nel 1962, mediante l'istituzione di una Commissione ministeriale, presieduta da Francesco Carnelutti, che avrebbe dovuto procedere ad una radicale riforma del processo penale. Il progetto elaborato dalla commissione non ebbe comunque seguito.

AbrogazioneModifica

Nel 1989 è stato sostituito dall'attuale codice di procedura penale.

Collegamenti esterniModifica