Collegamento ipertestuale

rinvio da un'unità informativa su supporto digitale ad un'altra

In informatica, un collegamento ipertestuale (in inglese hyperlink, spesso chiamato anche link, usato anche in italiano) è un rinvio da un'unità informativa (documenti, immagini, etc.) su supporto digitale ad un'altra. È ciò che caratterizza la non linearità dell'informazione propria di un ipertesto.

Collegamento ipertestuale a Wikipedia.

Un collegamento ipertestuale ha lo scopo di condurre ad ulteriori unità informative a partire da una qualunque unità ad esse correlata.

Per poter essere notato dal lettore, un collegamento ipertestuale normalmente viene distinto per qualche peculiarità grafica: la più tipica è la sottolineatura (vedi immagine). L'attivazione di un collegamento viene effettuata attraverso un clic del mouse, cui segue la visualizzazione della destinazione del collegamento.

Collegamenti ipertestuali nel World Wide WebModifica

StoriaModifica

I collegamenti ipertestuali furono concepiti negli anni sessanta del XX secolo; la loro diffusione tuttavia esplose veramente solo con l'espansione di Internet e del World Wide Web, dove i collegamenti ipertestuali uniscono come una miriade di fili gli innumerevoli siti della rete. Senza i collegamenti, infatti, gran parte della funzionalità e praticità di Internet verrebbe a mancare, allontanando gli utenti meno pratici.

Con la diffusione di massa di Internet, i collegamenti ipertestuali sono stati associati indissolubilmente al tag <a>, che si usa nel linguaggio HTML per generarli in un browser, come in questo esempio:

<a href="http://it.wikipedia.org">Wikipedia</a>

che, se cliccato, conduce alla risorsa indicata dall'Uniform Resource Locator (URL) href=http://it.wikipedia.org .

Il testo che contiene un collegamento o link a un'altra pagina è denominato in inglese anchor text. Normalmente i motori di ricerca tengono molto conto di questo fattore. I termini che fanno da ancora vengono considerati quasi come se fossero delle parole chiave.

Un esempio di codice html che possa far comprendere l'anchor text è il seguente:

<a href="http://it.wikipedia.org">Pagina principale di Wikipedia</a>

Nella pagina appare quindi «Pagina principale di Wikipedia» in genere di colore blu sottolineato che riporterà come nell'esempio alla pagina internet indicata nell'indirizzo web. È altresì importante e da considerare che i motori di ricerca non amano parole molto generiche, lunghe o fuorvianti nell'anchor text. Quello inserito nell'esempio, è esattamente il codice html che riporta a un sito web con attinenza all'anchor text stesso.

Al giorno d'oggi, i collegamenti sono anche un'unità di misura della notorietà di un sito (Link popularity): quanti più collegamenti ipertestuali conducono ad un sito, tanto più alta deve essere la sua qualità. Su questo principio si basa anche Google.

Con il diffondersi di siti amatoriali o per organizzazioni non a scopo di lucro, che quindi tipicamente non possono permettersi costose pubblicità ma che devono sostenere le spese di mantenimento del sito stesso, si è andata diffondendo la pratica dello scambio di link: due o più siti, spesso con tematiche comuni, si pubblicizzano l'un l'altro, gratuitamente; lo scopo di ciò è il tentativo di unire il parco visitatori, che potrebbero così divenire utenti sia dell'uno che dell'altro sito, aumentando così il flusso di traffico dei siti coinvolti e quindi la visibilità, la notorietà e gli incassi derivanti da banner.

TecnicheModifica

Collegamenti profondi (deep linking)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Deep linking.

L'approccio, molto diffuso, di pubblicare in un sito dei collegamenti diretti a pagine interne di un altro sito è detto deep linking, e non sempre è pratica permessa: ci sono alcuni siti che vietano i collegamenti profondi[1], costringendo quindi i visitatori a cercare la pagina dove sarebbero dovuti venir rimandati dal sito di provenienza.

I motivi di questo tipo di divieti possono essere facilmente di natura economica, dal momento che un utente, se costretto a trovare un articolo in un sito (anziché avere il collegamento già pronto), probabilmente vedrà più pagine di quello stesso sito, e quindi più pubblicità (in forma di banner), comportando quindi più guadagni per il gestore del sito contenente la pagina desiderata.

Collegamenti permanentiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Permalink.

A volte, specie in siti aggiornati di frequente (tipicamente i blog), viene reso disponibile un collegamento permanente, abbreviato in permalink; questo è un collegamento garantito per durare nel tempo, e che porterà all'articolo desiderato anche quando questo sarà considerato "vecchio" e quindi non più facilmente raggiungibile perché sostituito in visibilità da altri articoli più recenti.

Prefetching e prerenderingModifica

Le specifiche di HTML 5 consentono le seguenti operazioni:

  • prefetching: istruire il browser a pre-caricare e salvare nel computer dell'utente l'URL di primo livello;
  • prerendering: istruire il browser a pre-caricare e salvare nel computer dell'utente tutte le URL associate a un determinato link, prima che questo sia aperto col doppio click dell'utente.

In questo modo l'utente avrà l'esperienza di una navigazione più veloce, ottimizzando l'uso della banda disponibile nei momenti di inattività legati alla permanenza in una pagina web.

Linking e Diritto d'AutoreModifica

La comunicazione a pubblico distante, trattata negli articoli 16 e 16-bis della Legge sulla protezione del diritto d'autore, prevede per il titolare il diritto esclusivo di comunicazione al pubblico su filo o senza filo dell'opera, attraverso mezzi di diffusione a distanza (quali telegrafo, telefono, radio, televisione ed altri mezzi analoghi).[2][3]

Il linking è stato oggetto di molte discussioni negli ultimi anni, volte a stabilire se il suo utilizzo (ad esempio per linkare sul proprio sito un contenuto presente su un altro sito) consista effettivamente in comunicazione a pubblico distante, violando quindi il diritto esclusivo del titolare.

La Corte di giustizia dell'Unione Europea ha sancito, tramite la sentenza relativa alla causa C-466/12 del 13 febbraio 2014[4], che il linking, dal momento che non "amplia" il pubblico concepito da colui che aveva originariamente pubblicato il contenuto sulla propria piattaforma, non consiste in violazione del diritto d'autore, non costituendo comunicazione a pubblico distante.

Linking di contenuti pubblicati illegalmenteModifica

Una questione più specifica è stata sollevata in merito al linking di contenuti pubblicati online senza l'autorizzazione del titolare dei diritti (attraverso azioni di pirateria).

La sentenza relativa alla causa C-160/15 dell'8 settembre 2016[5], ha sancito che, se colui che linka il contenuto protetto da diritto d'autore (pubblicato illegalmente) non ha fini di lucro e non sia a conoscenza dell'illegittimità della pubblicazione di tale contenuto su un altro sito Web, non sta effettuando "comunicazione al pubblico" e non viola quindi il diritto d'autore.

Se invece il link viene fornito con fini di lucro, si presuppone che colui che compie l'azione abbia i mezzi per verificare l'illegalità della pubblicazione sull'altro sito web e quindi deve rispondere della violazione del diritto d'autore, trattandosi di "comunicazione al pubblico".

NoteModifica

  1. ^ Vedi ad esempio (FRNLEN) Irisnet.
  2. ^ Art. 16 legge sulla protezione del diritto d'autore, su Brocardi.it. URL consultato il 25 giugno 2020.
  3. ^ Art. 16 bis legge sulla protezione del diritto d'autore, su Brocardi.it. URL consultato il 25 giugno 2020.
  4. ^ CURIA - Documenti, su curia.europa.eu. URL consultato il 25 giugno 2020.
  5. ^ CURIA - Documenti, su curia.europa.eu. URL consultato il 25 giugno 2020.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàGND (DE4617682-2