Collegio elettorale di Roma (Regno d'Italia)

Roma
collegio elettorale
StatoItalia Italia
CapoluogoRoma
Elezioni perCamera dei deputati
ElettiDeputati
Periodo 1870-1882
NomeRoma I
Tipologiauninominale
Periodo 1882-1891
NomeRoma I
Tipologiaplurinominale
Numero eletti5
Periodo 1891-1919
NomeRoma I
Tipologiauninominale
Periodo 1919-1923
NomeRoma
Tipologiadi lista
Numero eletti15
Creato daRoma I, Roma II, Roma III, Roma IV, Roma V, Tivoli, Albano Laziale, Subiaco, Civitavecchia, Frosinone, Anagni, Ceccano, Velletri, Montefiascone, Viterbo
Sostituito dacircoscrizione Lazio e Umbria

Il collegio elettorale di Roma (o di Roma I) è stato un collegio elettorale uninominale e di lista del Regno d'Italia per l'elezione della Camera dei deputati.

StoriaModifica

Il collegio uninominale venne istituito, insieme ad altri 14, tramite regio decreto 6 novembre 1870, n. 5985,[1] aggiungendosi ai 443 collegi già creati nel 1861 e ai 50 aggiunti nel 1866.

Successivamente divenne collegio plurinominale tramite regio decreto 24 settembre 1882, n. 999,[2] in seguito alla riforma che stabilì complessivamente 135 collegi elettorali.

Tornò poi ad essere un collegio uninominale tramite regio decreto 14 giugno 1891, n. 280,[3] in seguito alla riforma che stabilì complessivamente 508 collegi elettorali.

In seguito divenne un collegio con scrutinio di lista con sistema proporzionale tramite regio decreto 10 settembre 1919, n. 1576,[4] in seguito alla riforma che definì 54 collegi elettorali.

Il numero di collegi fu ridotto tramite regio decreto 2 aprile 1921, n. 320,[5] in seguito alla riforma che definì 40 collegi elettorali.

Fu soppresso definitivamente con l'istituzione del collegio unico nazionale tramite regio decreto del 13 dicembre 1923, n. 2694.[6]

Legislature VIII IX X XI XII XIII XIV XV XVI XVII XVIII XIX XX XXI XXII XXIII XXIV XXV XXVI XXVII XXVIII XXIX XXX
Elezioni 1861 1865 1867 1870 1874 1876 1880 1882 1886 1890 1892 1895 1897 1900 1904 1909 1913 1919 1921 1924 1929 1934 1939
Deputati
nel collegio
1 1 1 1 5 5 5 1 1 1 1 1 1 1 15 15
Totale eletti 443 493 508 508 508 508 535 535 400
Numero collegi 443 493 508 135 508 54 40 1 1

TerritorioModifica

Nel 1882 il collegio Roma I con capoluogo Roma era costituito dai comuni di Roma, Mentana, Monterotondo e dal mandamento di Castelnuovo di Porto del circondario di Roma.

Nel 1919 Roma divenne capoluogo del collegio comprendente l'intera provincia; nel 1921 l'estensione del collegio rimase inalterata.

Dati elettoraliModifica

Nel collegio si svolsero elezioni per sedici legislature.

XI legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XI legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1870.

Le votazioni si svolsero in 508 collegi uninominali a doppio turno con la normativa del 1860 (al primo turno un numero di voti maggiore di un terzo degli iscritti al voto).

XII legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XII legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1874.

Le votazioni si svolsero in 508 collegi uninominali a doppio turno con la normativa del 1860 (al primo turno un numero di voti maggiore di un terzo degli iscritti al voto).

XIII legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XIII legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1876.

Le votazioni si svolsero in 508 collegi uninominali a doppio turno con la normativa del 1860 (al primo turno un numero di voti maggiore di un terzo degli iscritti al voto).

XIV legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XIV legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1880.

Le votazioni si svolsero in 508 collegi uninominali a doppio turno con la normativa del 1860 (al primo turno un numero di voti maggiore di un terzo degli iscritti al voto).

XV legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XV legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1882.

Le votazioni si svolsero in 135 collegi plurinominali a doppio turno. Come previsto dalla legge elettorale politica del 24 settembre 1882, erano eletti al primo turno i candidati che «hanno ottenuto il maggior numero di voti, purché questo numero oltrepassi l'ottavo del numero degli elettori iscritti» (art. 74) secondo il numero di deputati previsto per il collegio; se il numero di eletti era inferiore al numero di deputati, il ballottaggio era tra i non eletti (in numero doppio rispetto ai deputati ancora da eleggere) che avevano il maggior numero di voti (art. 75) ed era eletto chi otteneva il maggior numero di voti nella seconda votazione (art. 77) oppure, in caso di ugual numero di voti, il maggiore d'età (art. 78).

XVI legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XVI legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1886.

Le votazioni si svolsero in 135 collegi plurinominali a doppio turno con la normativa del 1882 (al primo turno un numero di voti maggiore di un ottavo degli iscritti al voto).

XVII legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XVII legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1890.

Le votazioni si svolsero in 135 collegi plurinominali a doppio turno con la normativa del 1882 (al primo turno un numero di voti maggiore di un ottavo degli iscritti al voto).

XVIII legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XVIII legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1892.

Le votazioni si svolsero in 508 collegi uninominali a doppio turno. Come previsto dalla legge elettorale politica del 28 giugno 1892, era eletto al primo turno il candidato che «ha ottenuto un numero di voti maggiore del sesto del numero totale degli elettori iscritti nella lista del collegio e più della metà dei suffragi dati dai votanti» escludendo le schede nulle (art. 74). Se nessun candidato era eletto, al ballottaggio tra i due candidati con più voti (art. 75) era eletto chi otteneva il maggior numero di voti oppure, in caso di ugual numero di voti, il maggiore d'età (art. 77).

XIX legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XIX legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1895.

Le votazioni si svolsero in 508 collegi uninominali a doppio turno con la normativa del 1892 (al primo turno un numero di voti maggiore di un sesto degli iscritti al voto).

XX legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XX legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1897.

Le votazioni si svolsero in 508 collegi uninominali a doppio turno con la normativa del 1892 (al primo turno un numero di voti maggiore di un sesto degli iscritti al voto).

XXI legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XXI legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1900.

Le votazioni si svolsero in 508 collegi uninominali a doppio turno con la normativa del 1892 (al primo turno un numero di voti maggiore di un sesto degli iscritti al voto).

XXII legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XXII legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1904.

Le votazioni si svolsero in 508 collegi uninominali a doppio turno con la normativa del 1892 (al primo turno un numero di voti maggiore di un sesto degli iscritti al voto).

XXIII legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XXIII legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1909.

Le votazioni si svolsero in 508 collegi uninominali a doppio turno con la normativa del 1892 (al primo turno un numero di voti maggiore di un sesto degli iscritti al voto).

XXIV legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XXIV legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1913.

Le votazioni si svolsero negli stessi 508 collegi uninominali già esistenti ma, come previsto dal regio decreto del 26 giugno 1913, era eletto al primo turno il candidato che «ha ottenuto un numero di voti maggiore del decimo del numero totale degli elettori del collegio e più della metà dei suffragi dati dai votanti» escludendo le schede nulle (art. 91). Se nessun candidato era eletto, al ballottaggio tra i due candidati con più voti (art. 92) era eletto chi otteneva il maggior numero di voti oppure, in caso di ugual numero di voti, il maggiore d'età (art. 93).

XXV legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XXV legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1919.

Le votazioni si svolsero in 54 collegi di lista. Come previsto dal regio decreto del 2 settembre 1919, il numero di eletti per ogni lista era calcolato sulla base dei voti di lista e sul numero di voti dei candidati al di fuori della propria lista; la graduatoria tra i candidati era calcolata sommando i voti di lista e i propri voti di preferenza sia nella lista sia fuori dalla lista (art. 84).

XXVI legislaturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: XXVI legislatura del Regno d'Italia ed Elezioni politiche italiane del 1921.

Le votazioni si svolsero in 40 collegi (39 di lista e uno uninominale) con la normativa del 1919 che per i collegi di lista stabiliva il numero di eletti per ogni lista sulla base dei voti di lista e sul numero di voti dei candidati al di fuori della propria lista.

Elezioni generali
PartitoRisultati
15 maggio 1921
Seggi
Voti%±Num±
Unione nazionale84 36341,71n.d.7n.d.
Socialista ufficiale50 63525,04n.d.4n.d.
Popolare italiano44 71222,11n.d.3n.d.
Repubblicano12 7436,30n.d.1n.d.
Comunista8 4004,15n.d.0n.d.
Della vittoria1 4020,69n.d.0n.d.
Iscritti401 622100,00
↳ Votanti (% su iscritti)205 10751,07n.d.
 ↳ Voti validi (% su votanti)202 25598,61
 ↳ Voti non validi (% su votanti)2 8521,39
↳ Astenuti (% su iscritti)196 51548,93
Eletti
Luigi Federzoni
Gelasio Caetani
Giorgio Guglielmi
Raffaele Zegretti
Alfredo Rocco
Vincenzo Carboni
Giuseppe Bottai
Giulio Volpi
Giovanni Monici
Carlo De Angelis
Giuseppe Sardelli
Egilberto Martire
Amanto Di Fausto
Francesco Boncompagni Ludovisi
Giovanni Conti

NoteModifica

  1. ^ Decreto 6 novembre 1870, n. 5985, in Gazzetta Ufficiale del Regno, 10 novembre 1870. URL consultato il 9 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2016).
  2. ^ Decreto 24 settembre 1882, n. 999, in Gazzetta Ufficiale del Regno, 27 settembre 1882. URL consultato il 9 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2016).
  3. ^ Decreto 14 giugno 1891, n. 280, in Gazzetta Ufficiale del Regno, 18 giugno 1891. URL consultato il 9 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2016).
  4. ^ Decreto 10 settembre 1919, n. 1576, in Gazzetta Ufficiale del Regno, 10 settembre 1919. URL consultato il 9 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2016).
  5. ^ Decreto 2 aprile 1921, n. 320, in Gazzetta Ufficiale del Regno, 2 aprile 1921. URL consultato il 9 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2016).
  6. ^ Decreto 13 dicembre 1923, n. 2694, in Gazzetta Ufficiale del Regno, 7 gennaio 1924.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica