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Colli di Monte Bove

frazione del comune italiano di Carsoli
Colli di Monte Bove
frazione
Colli di Monte Bove – Veduta
Foto panoramica di Colli di Monte Bove
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
ComuneCarsoli-Stemma.png Carsoli
Territorio
Coordinate42°05′49.9″N 13°09′27.1″E / 42.097194°N 13.157528°E42.097194; 13.157528 (Colli di Monte Bove)Coordinate: 42°05′49.9″N 13°09′27.1″E / 42.097194°N 13.157528°E42.097194; 13.157528 (Colli di Monte Bove)
Altitudine990 m s.l.m.
Abitanti206[1] (2011)
Altre informazioni
Cod. postale67065
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
TargaAQ
PatronoSan Berardo
Giorno festivo1º maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Colli di Monte Bove
Colli di Monte Bove

Colli di Monte Bove è una frazione di circa 200 abitanti[1] del comune abruzzese di Carsoli.

Geografia fisicaModifica

Il paese posto a 990 m s.l.m.[2] sul versante occidentale del monte Guardia d'Orlando (1318 m s.l.m.), lungo la catena montuosa dei monti Carseolani, tra i territori comunali di Carsoli e Tagliacozzo. Il paese è dominato dai resti del castello edificato dai conti dei Marsi tra il IX e il X secolo. Il nucleo urbano che si caratterizza per la presenza delle antiche vie medievali è situato lungo il tracciato originario della via Tiburtina Valeria.

Colli di Monte Bove dista circa 34 chilometri da Avezzano[3], 70 dall'Aquila[3] e circa 76 da Roma[3].

Origini del nomeModifica

 
La porta del paese

Il borgo nel medioevo veniva chiamato Collem[4] o Colli Catena[5]. Successivamente semplicemente Colli fino al Regio decreto del 13 marzo 1887 quando acquisì il toponimo contemporaneo[6]

StoriaModifica

Il borgo ebbe origine da uno del posti avanzati dell'antica colonia romana di Carsioli. Posizionato in un punto strategico, fungeva da luogo di rifornimenti. Sulla traccia di un'antica via preromana, il console Marco Valerio Massimo attorno al 286 a.C. fece costruire la via Tiburtina Valeria, importante arteria che servì a collegare il versante tirrenico e romano con le regioni italiche ed adriatiche, passando per il borgo di Colli. Avvenuta la dominazione longobarda a cominciare dal 591 sotto il dominio di re Agilulfo anche questo paese, come tutta la Marsica e la Valeria, fece parte del ducato di Spoleto.

Succeduto il dominio dei franchi, Colli passò sotto il controllo dei Berardi, Conti dei Marsi. Come nel resto della regione anche qui si ebbero ripetute scorribande dei saraceni, finché questi non furono definitivamente sbaragliati nel 916 tra Carsoli e Colli. Si ebbero pure, verso la metà del secolo X, pesanti danni dalle invasioni dei popoli ungari, sino alla loro sconfitta, nei pressi della chiesa di Santa Maria in Cellis.

I conti dei Marsi, tra il nono e decimo secolo, vi edificarono in posizione di altura una rocca quadrata, per premunire il borgo da possibili invasioni. Qui nacque nel 1081 dalla famiglia Berardi San Berardo, figlio del conte Berardo e della contessa Teodosia[7], vescovo marsicano, cardinale e protettore del paese. Il re Carlo I D'Angiò portò a stabilirsi in questi luoghi le sue genti. Il nome di Colli veniva associato a quello di una certa catena, che inibiva il passaggio di bestiame e di mercanzie, se prima non veniva corrisposta la tassa di transito. Questo è il motivo per cui Colli di Monte Bove veniva chiamava Colli Catena[5].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
La chiesa di San Nicola
Chiesa di San Nicola
Appare citata nella bolla di Papa Clemente III con il nome di chiesa di San Giovanni. Presenta un prezioso affresco della Madonna del Rosario risalente al 1579[8].
  • Chiesa di San Berardo[6]
  • Chiesa della Madonna della Speranza
  • Chiesa di Sant'Antonio
  • Chiesa di San Rocco
  • Chiesa di San Vincenzo (o della Madonna delle Rose). È situata lungo la via Tiburtina Valeria, nel tratto compreso tra Carsoli e Colli[9].

Siti archeologiciModifica

 
Veduta dei monti Carseolani da Colli

Le aree d'interesse archeologico sono situate nei pressi dei resti della torre dell'antico castello di Colli e dell'area adiacente la via Valeria compresa tra le località di Santa Lucia e Fontevecchia[10]. A circa due chilometri da Colli una colonna miliare sarebbe stata asportata da un tratto della via Tiburtina Valeria e successivamente posizionata davanti la chiesa di Santa Maria delle Grazie a Sorbo di Tagliacozzo[11].

Aree naturaliModifica

Grotta di Sant'Angelo
Detta anche eremo di San Michele Arcangelo, è una cavità rocciosa adattata a chiesa rupestre. Presenta intonaci e pitture murali sulla facciata esterna e internamente nell'area del catino. Un altare in pietra divide la piccola abside dagli altri ambienti[12].
Grotta del Secchio
La cavità è costituita da due rami, quello principale e quello del laminatoio. Entrambe sono ricche di concrezionamenti calcitici e stalattiti[13].

SocietàModifica

Tradizioni e folcloreModifica

La festa del patrono di Colli di Monte Bove, San Berardo, si tiene il primo maggio[14]. Il 3 novembre in occasione delle commemorazioni della morte del santo patrono i fedeli di Pescina, comune molto legato al culto del santo, si recano in pellegrinaggio a Colli di Monte Bove[15].

Infrastrutture e trasportiModifica

 
La piccola stazione di Colli di Monte Bove

StradeModifica

La vecchia via Tiburtina Valeria collega Tagliacozzo a Carsoli attraversando il territorio di Colli di Monte Bove. L'arteria svalica il monte Bove (1239 m s.l.m.) nei pressi del bivio per Marsia.

FerrovieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Colli di Monte Bove.

NoteModifica

  1. ^ a b Dati su Colli di Monte Bove, Italia In Dettaglio. URL consultato il 9 luglio 2018.
  2. ^ Frazione di Colli di Monte Bove, PortaleAbruzzo.com.
  3. ^ a b c Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce.
  4. ^ Roberta De Santi, La via Tiburtina Valeria: un tratturo diventa via, Terre Marsicane, 12 gennaio 2017. URL consultato il 19 luglio 2018.
  5. ^ a b Achille Laurenti, Storia di Colli di Monte Bove, Terre Marsicane. URL consultato il 9 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2018).
  6. ^ a b Gli affreschi della chiesa di San Berardo, Maurizio Anastasi.
  7. ^ Anton Ludovico Antinori, Annali degli Abruzzi, VI, Bologna, Forni Editore, 1971.
  8. ^ Michela Ramadori, La Madonna del Rosario di Colli di Monte Bove: ringraziamento per la vittoria nella battaglia di Lepanto, Il Foglio di Lumen (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2015).
  9. ^ Chiese di Colli di Monte Bove, BeWeB. URL consultato il 9 aprile 2017.
  10. ^ Colli, Maurizio Anastasi blogspot.
  11. ^ Il miliario della Valeria di Colli rubato è a Sorbo, Paolo Emilio Capaldi (Maurizio Anastasi blogspot).
  12. ^ Ivan Cicchetti, Eremo di Sant'Angelo, Confine Live. URL consultato il 9 aprile 2017.
  13. ^ Grotta del Secchio, Gruppo Grotte e Forre Francesco De Marchi - CAI L'Aquila, 20 marzo 2016. URL consultato il 9 aprile 2017.
  14. ^ Feste fiere e sagre, Terre Marsicane. URL consultato il 9 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2018).
  15. ^ Festa di San Berardo, MiBACT. URL consultato il 9 luglio 2018.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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