Comitato di Unità Nazionale

Il Comitato di Unità Nazionale[1][2] (in turco Milli Birlik Komitesi, MBK) è stato un comitato militare formato in seguito al colpo di stato turco del 1960. Si sciolse con le elezioni generali del 1961.

ContestoModifica

Tra il 1950 e il 1960, il partito di governo in Turchia era il Partito Democratico (DP). Verso 1960, la Turchia affrontò la corruzione politica e crisi economiche, in cui la valuta turca fu svalutata da ₺ 2,80 a ₺ 9.00 per US $ 1.00.[3] L'aumento dei prezzi delle materie prime e la scarsità di beni industriali importati causarono disordini, e di conseguenza il sostegno politico al DP diminuì mentre aumentava per l'opposizione, in particolare per il Partito Popolare Repubblicano (CHP). Il governo del DP tentò di sopprimere una ripresa del CHP vietandone le attività pubbliche. Nel 1959, İsmet İnönü, il leader del CHP, fu assalito durante le manifestazioni dei simpatizzanti del DP a Uşak il 1° maggio e a Istanbul il 4 maggio.[4][5] La stampa venne sottoposta a una pesante censura e molti giornalisti, tra cui il popolare editorialista Metin Toker, così come politici dell'opposizione di profilo, come Osman Bölükbaşı, il leader del Partito Repubblicano Nazionale Paesano (CKMP), furono arrestati. Il 27 aprile 1960, il gruppo parlamentare del DP, che deteneva la maggioranza in parlamento, approvò una legge per la costituzione di una Commissione d'inchiesta che era autorizzata con poteri da tribunale. Il comitato, composto solo da deputati del DP, aveva il compito di indagare sui membri dei partiti di opposizione e sulla stampa.[6]

Il ComitatoModifica

Il 27 maggio 1960, un gruppo di ufficiali militari organizzò un colpo di stato. Gli ufficiali in rivolta non agivano nella tradizionale gerarchia militare. Il capo di stato maggiore, i comandanti delle forze aeree e navali non facevano parte del gruppo, e il comandante delle forze di terra, il generale Cemal Gürsel, si unì al gruppo solo dopo l'inizio dell'operazione.[7] Il numero di generali nel gruppo con 38 membri era solo cinque mentre i restanti ufficiali erano di rango inferiore come colonnello, maggiore o addirittura capitano.[8]

Di seguito l'elenco dei membri del comitato:[9]

Nome Posizione Forza
Gürsel, Cemal Cemal Gürsel Generale dell'esercito Terra
Özdilek, Fahri Fahri Özdilek Generale dell'esercito Terra
Madanoğlu, Cemal Cemal Madanoğlu Tenente Generale Terra
Ulay, Sıtkı Sıtkı Ulay Generale di brigata Terra
Baştuğ, İrfan İrfan Baştuğ Generale di brigata Terra
Acuner, Ekrem Ekrem Acuner Colonnello Terra
Köksal, Osman Osman Köksal Colonnello Terra
Kuytak, Fikret Fikret Kuytak Colonnello Terra
Küçük, Sami Sami Küçük Colonnello Terra
Yurdakuler, Muzaffer Muzaffer Yurdakuler Colonnello Terra
Tunçkanat, Haydar Haydar Tunçkanat Colonnello Aerea
Aksoyoğlu, Refet Refet Aksoyoğlu Tenente colonnello Terra
Kaplan, Kadri Kadri Kaplan Tenente colonnello Terra
Karaman, Suphi Suphi Karaman Tenente colonnello Terra
Okan, Sezai Sezai Okan Tenente colonnello Terra
Ataklı, Mucip Mucip Ataklı Tenente colonnello Aerea
Özgüneş, Mehmet Mehmet Özgüneş Maggiore Terra
Ersü, Vehbi Vehbi Ersü Maggiore Terra
Gürsoytrak, Suphi Suphi Gürsoytrak Maggiore Terra
Özkaya, Şükran Şükran Özkaya Maggiore Terra
Yıldız, Ahmet Ahmet Yıldız Maggiore Terra
Özgür, Selahattin Selahattin Özgür Comandante colonnello Navale
Karavelioğlu, Kamil Kamil Karavelioğlu Capitano Terra
Çelebi, Emanullah Emanullah Çelebi Capitano Aerea
Türkeş, Alparslan Alparslan Türkeş Colonel Terra
Kabibay, Orhan Orhan Kabibay Tenente colonnello Terra
Kaplan, Mustafa Mustafa Kaplan Tenente colonnello Terra
Erkanlı, Orhan Orhan Erkanlı Maggiore Terra
Karan, Muzaffer Muzaffer Karan Maggiore Terra
Soyuyüce, Şefik Şefik Soyuyüce Maggiore Terra
Akkoyunlu, Fazıl Fazıl Akkoyunlu Maggiore Terra
Taşer, Dündar Dündar Taşer Maggiore Terra
Köseoğlu, Münir Münir Köseoğlu Tenente Comandante Navale
Esin, Numan Numan Esin Capitano Terra
Solmazer, İrfan İrfan Solmazer Capitano Terra
Özdağ, Muzaffer Muzaffer Özdağ Capitano Terra
Baykal, Rıfat Rıfat Baykal Tenente della marina Navale
Er, Ahmet Ahmet Er Capitano Gendarmeria

Il presidente del comitato era Cemal Gürsel che divenne anche primo ministro nel 24° e 25° governo della Turchia durante il regime militare.

Tra gli altri generali, Irfan Baştuğ morì in un incidente stradale il 12 settembre 1960 e Cemal Madanoğlu si dimise dal comitato il 7 luglio 1961, entrambi durante il regime militare.

I QuattordiciModifica

Mentre Cemal Gürsel stava cercando di ristabilire il regime civile il prima possibile, quattordici membri del comitato sotto la guida del colonnello Alparslan Türkeş stavano pianificando la continuazione del regime militare con l'intenzione di fare delle riforme. Il 13 settembre 1960 furono espulsi dal comitato.[10] (I loro nomi sono contrassegnati dal colore giallo nell'elenco sopra.). Furono inviati come diplomatici alle ambasciate turche all'estero. Anche se in seguito ricevettero la grazia, non poterono mai tornare al comitato. Negli anni successivi, Alparslan Türkeş divenne il leader del Partito Repubblicano Nazionale Paesano e lo ribattezzò Partito del Movimento Nazionalista.

ConseguenzeModifica

Dopo le elezioni generali del 1961 del 15 ottobre, la Turchia tornò al regime civile. Cemal Gürsel fu eletto presidente. Gli altri 21 membri dell'MBK divennero membri permanenti del senato turco. Nel 1968 cinque di loro furono espulsi dal senato e i restanti persero la loro posizione con un altro colpo di stato nel 1980.

NoteModifica

  1. ^ Oriente moderno: rivista mensile d'informazioni e di studi per la diffusione e la conoscenza dell'Oriente, sopra tutto musulmano, Istituto per l'oriente., 1968, p. 371. URL consultato il 29 ottobre 2021.
  2. ^ Le Cronache di Civitas, Edizioni Civitas., 1960, p. 74. URL consultato il 29 ottobre 2021.
  3. ^ (TR) On line bulletin of regulation
  4. ^ Metin Toker: Demokrasimizin İsmet Paşalı Yılları, 1957-1960, Bilgi Yayınevi, İstanbul, 1991, ISBN 975-494-246-3 p. 230.
  5. ^ Cumhuriyetin 75 yılı, Tempo Yayıncılık, İstanbul, 1998, p. 141.
  6. ^ Sina Akşin: Kısa Türkiye Tarihi, Türkiye İş Bankası Kültür Yayınları, Istanbul, 2011, ISBN 978-9944-88-172-2 pp. 257-259.
  7. ^ Örsan Öymen: Bir İhtilal Daha var ,ISBN 978-605-111-772-0 p .240.
  8. ^ TÜRKİYE BÜYÜK MİLLET MECLİSİ, su www.tbmm.gov.tr. URL consultato il 29 ottobre 2021.
  9. ^ (TR) MİLLİ BİRLİK KOMİTESİ ÜYELERİ, su nedir.cc. URL consultato il 29 ottobre 2021 (archiviato il 2 febbraio 2017).
  10. ^ (TR) İnönü foundation page Archiviato il 14 agosto 2017 in Internet Archive.

Voci correlateModifica