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Compagnia Valdostana delle Acque
Compagnie valdôtaine des eaux
CVE siège.JPG
La sede della CVA a Châtillon
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1995
Sede principaleChâtillon
GruppoFinaosta
SettoreEnergia
Prodottiproduzione di energia elettrica da fonti idriche
Fatturato622 M€ (2010)
Utile netto77 M€ (2010)
Sito web

Compagnia Valdostana delle Acque - CVA S.p.A. (in francese, Compagnie valdôtaine des eaux - C.V.E. S.A.) è un'azienda italiana che opera nel settore della produzione di energia elettrica da fonti idriche.

È posseduta al 100% da Finaosta (finanziaria della regione autonoma Valle d'Aosta).

Ha fatturato nel 2010 622 milioni di euro, con utili per circa 77 milioni.

Indice

StoriaModifica

CVA nasce nel 1995 per ricevere tre impianti per la produzione di energia idroelettrica (Champagne 2 a Villeneuve, Verrès e Lillaz) che Finaosta S.p.A. ha acquisito dall'ILVA Centrali Elettriche S.r.l. (subentrata alla Cogne S.p.A. al momento dello scorporo tra l'attività siderurgica e l'attività energetica). Nel 1997 a questi tre siti aggiunge la centrale di Issime.

Nel 2000 la regione autonoma Valle d'Aosta per 780 milioni di euro acquista dall'Enel Produzione S.p.A. i 26 impianti di produzione di energia idroelettrica nella regione, per un totale di 781 MW, riuniti nella società veicolo Valgen, che nel 2001 saranno ceduti a Geval S.p.A., di proprietà della regione Valle d'Aosta.

Nel 2002 Geval acquisisce CVA: il nuovo soggetto però mantiene la stessa denominazione societaria.

Nel 2011 il Gruppo CVA acquisisce da Enel la società Deval che gestisce la rete distribuzione.

Dati societariModifica

  • Ragione Sociale: Compagnia Valdostana delle Acque S.p.A. - Compagnie valdôtaine des eaux S.A.
  • Sede legale: 31, rue de la gare - 11024 Châtillon (AO)
  • CF e P. Iva: 01013130073
  • Capitale sociale: 395 milioni di euro

Impianti idroelettriciModifica

NoteModifica

  1. ^ Copia archiviata (PDF), su mostreeventi.cvaspa.it. URL consultato il 17 novembre 2013 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2015).

FontiModifica

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