Compagnia dell'Arte dei Brentatori

I Brentatori sono una corporazione di mestiere bolognese, sorta di fatto nel 1250[1] e figura essenziale nella vita medievale: profondi conoscitori ed estimatori del vino erano gli unici giudici che potessero attestare la qualità e lo trasportavano per mezzo di "brente", recipienti portati a dorso, ma in caso di necessità assumevano il ruolo di vigile del fuoco, accorrendo con la loro brenta a spegnere i frequenti casi di incendio.

La Compagnia dell'Arte dei Brentatori venne legalmente riconosciuta nel 1407 e venne ad essa riconfermato il pubblico servizio, già assegnatole nel 1250, precisando l'obbligo di accorrere con le brente a portare acqua dove fosse scoppiato un incendio non appena chiamata dal suono delle campane. Durante la seconda metà del '700 la Compagnia scelse come proprio patrono Alberto di Villa d'Ogna, un laico divenuto beato nel 1748, il quale aveva esercitato in gioventù il mestiere del «brentatore».[2]

Nel 2015 il Comune di Bologna ha affisso una targa commemorativa sull'antica sede medioevale dell'ordine, l'attuale Hotel Commercianti.[3][4]

NoteModifica

  1. ^ Alessandro Molinari Pradelli, Bologna tra storia e osterie: viaggio nelle tradizioni enogastronomiche petroniane, Edizioni Pendragon, 2001, ISBN 978-88-8342-087-0. URL consultato l'8 settembre 2021.
  2. ^ Arte dei Brentatori, su originebologna.com.
  3. ^ "I Brentatori sono tornati a casa dopo 800 anni", da “Il Resto del Carlino” del 22 maggio 2015, di Marco Poli
  4. ^ Biblioteca Salaborsa, I cartigli di bologna | Edifici storici | Compagnia dell'Arte dei Brentadori, su bibliotecasalaborsa.it. URL consultato l'8 settembre 2021.