Comunanza

comune italiano
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Comunanza
comune
Comunanza – Stemma Comunanza – Bandiera
Comunanza – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Amministrazione
SindacoAlvaro Cesaroni (lista civica) dal 25-5-2014 (2º mandato dal 26-5-2019)
Territorio
Coordinate42°57′26.08″N 13°24′52.45″E / 42.957244°N 13.414569°E42.957244; 13.414569 (Comunanza)Coordinate: 42°57′26.08″N 13°24′52.45″E / 42.957244°N 13.414569°E42.957244; 13.414569 (Comunanza)
Altitudine448 m s.l.m.
Superficie54,4 km²
Abitanti3 003[1] (31-5-2020)
Densità55,2 ab./km²
Frazionielenco
Comuni confinantiNW Amandola (FM); N Montefalcone Appennino (FM); NE Force (AP); E Palmiano (AP); SE Roccafluvione (AP); S Montegallo (AP); SW Montemonaco (AP); W Montefortino (FM)
Altre informazioni
Cod. postale63087
Prefisso0736
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT044015
Cod. catastaleC935
TargaAP
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 164 GG[3]
Nome abitanticomunanzesi
Patronosanta Caterina d'Alessandria
Giorno festivo25 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Comunanza
Comunanza
Comunanza – Mappa
Posizione del Comune di Comunanza nella Provincia di Ascoli Piceno
Sito istituzionale

Comunanza è un comune italiano di 3 003 abitanti[1] situato nelle Marche, in provincia di Ascoli Piceno. È sede dell'Unione montana dei Sibillini.

Il territorio comunale si colloca nel circondario dei monti Sibillini, a ridosso dell'appennino umbro-marchigiano, ed è attraversato dal fiume Aso.

Il capoluogo è situato a 448 metri di altitudine s.l.m., e sorge lungo la valle dell'Aso, che divide il centro storico (posto sulla sponda destra) dall'area urbana di costruzione più recente (posta sulla sponda sinistra).

Le scoperte archeologiche dei secoli XX e XXI hanno evidenziato come il territorio comunanzese risultasse abitato fin dall'antichità, in particolare dai Piceni e - dopo il 267 a.C. - dai Romani[4]. Le campagne di ricerca condotte dall'Università di Pisa tra il 2014 ed il 2015 hanno rilevato che, nell'area occupata dall'odierno capoluogo posta sulla sponda sinistra dell'Aso, sorgeva l'antica città di Novana[5][6].

Dopo l'abbandono di Novana determinato dalle invasioni barbariche, la popolazione superstite si sarebbe raccolta intorno al castello di Monte Passillo, baluardo politico e militare del Libero Comune di Ascoli Piceno, situato sulla sponda sinistra dell'Aso, nei pressi dell'odierna frazione di Pracchia[7].

La nascita del nucleo contemporaneo di Comunanza si collocherebbe intorno al 1294, cioè dopo la prima distruzione di Monte Passillo ad opera dei soldati del Libero Comune di Amandola, avversario del Libero Comune di Ascoli Piceno. Onde sfuggire alle incursioni degli Amandolesi, i montepassillesi decisero di stabilirsi sulla sponda destra dell'Aso, in una piccola pianura di forma triangolare situata a ridosso del Colle Chiaro, e difesa sui restanti due lati dal corso d'acqua predetto. Nacque così l'insediamento di Communanthia Montis Passilli, detto anche Communanthia Ascolanorum o più semplicemente Communanthia, nucelo embrionale dell'attuale centro storico[8].

A partire dal XIV secolo la storia di Comunanza ha sostanzialmente seguito le sorti del Libero Comune di Ascoli Piceno prima, dello Stato Pontificio poi, ed infine - dopo il plebiscito del 4 Novembre 1860[9] - dell'Italia unita.

Dal 1932 al 1945, in concomitanza con il periodo fascista, il comune ha assunto la denominazione di Comunanza del Littorio[10][11].

Sebbene nei secoli Comunanza abbia assunto un'importanza modesta, con un'economia di sussistenza fondata su agricoltura, pastorizia ed artigianato, essa ha conosciuto un significativo sviluppo industriale a partire dagli anni '60 del XX secolo, in conseguenza degli ingenti investimenti pubblici operati per il tramite della Cassa del Mezzogiorno[12].

Attualmente Comunanza è il terzo polo industriale della provincia di Ascoli Piceno[13].

Stemma del Comune di Comunanza
Veduta aerea di Comunanza in un mattino invernale. Sullo sfondo i monti Sibillini.
Veduta del campanile della chiesa di santa Caterina d'Alessandria in Comunanza, con il monte Vettore sullo sfondo

GeografiaModifica

TerritorioModifica

Il territorio comunale si colloca nel circondario dei monti Sibillini, a ridosso dell'appennino umbro-marchigiano, ed è attraversato dal fiume Aso.

Esso ha una superficie di 54,4 km², e confina con il Comune di Amandola (FM) a NW, con il Comune di Montefalcone Appennino (FM) a N, con il Comune di Force (AP) a NE, con il Comune di Palmiano (AP) a E, con il Comune di Roccafluvione (AP) a SE, con il Comune di Montegallo (AP) a S, con il Comune di Montemonaco (AP) a SW, ed infine con il Comune di Montefortino (FM) a W.

Il capoluogo è situato a 448 metri di altitudine s.l.m., e sorge lungo la valle dell'Aso, che divide il centro storico (posto sulla sponda destra) dall'area urbana di costruzione più recente (posta sulla sponda sinistra)

Il territorio comunale è prevalentemente collinare nella porzione settentrionale e centro-settentrionale, mentre diviene montuoso nella parte centro-meridionale e meridionale, con l'approssimarsi ai monti Sibillini. Di conseguenza, la porzione collinare è utilizzata prevalentemente per le coltivazioni agricole, mentre la porzione montuosa risulta coperta da boschi e pascoli.

La valle formata dal fiume Aso è sostanzialmente pianeggiante e, pur non superando la larghezza massima di 1,5 km, ha permesso l'edificazione del nucleo storico del capoluogo, le coltivazioni agricole e l'impiantamento di numerose imprese industriali. La presenza del fiume ha consentito inoltre la costruzione della diga di Villa Pera (con il lago di Belloca) e della diga di Gerosa con il lago omonimo, invaso situato a sud del capoluogo e compreso tra i Comuni di Comunanza, Montemonaco (AP) e Montefortino (FM).

ClimaModifica

Il clima è di tipo appenninico, caratterizzato da inverni rigidi e freddi, con frequenti nevicate, e da estati calde. Umidità considerevole nella valle del fiume Aso, soprattutto nei mesi autunnali ed invernali.

StoriaModifica

L'età anticaModifica

Le scoperte archeologiche dei secoli XX e XXI hanno evidenziato come il territorio comunanzese risultasse abitato, fin dall'antichità, dai Piceni e dai Romani, dopo la vittoria conseguita da questi ultimi nella Guerra Picentina (267 a.C.)[14].

Le campagne di ricerca condotte dall'Università di Pisa tra il 2014 ed il 2015 hanno rilevato che, nell'area oggi occupata da Comunanza pósta sulla sponda sinistra del fiume Aso, sorgeva l'antica città di Novana[15][16][17].

Il popolamento di età picena è comprovato dal rinvenimento, a Comunanza e nella vicina Amandola, di reperti particolarmente significativi (fibulae, spilloni, armi), i quali denotano «il ruolo fondamentale che le élites locali detenevano nel controllo delle strutture economiche e nella gestione delle attività produttive»[18]. Le ricerche svolte dall'Università di Pisa hanno inoltre permesso l'individuazione di piccoli insediamenti rurali (capanne o case), grazie a resti di materiali edilizi o di antichi manufatti[19].

Il processo di "romanizzazione" dell'attuale territorio di Comunanza e della vicina Amandola sarebbe stato molto marcato dopo il 267 a.C. Molti siti piceni, infatti, hanno restituito materiali di fattura tipicamente romana.

Nel 232 a.C., per effetto della Lex Flaminia de agro Gallico et Piceno viritim dividundo, questo territorio fu sottoposto a centuriazione. Una parte di esso divenne quindi parte dell'ager publicus, il resto fu assegnato in proprietà individuale ai cives (cioè viritim adsignatus). In questo modo, i Romani avrebbero innescato un fitto popolamento rurale della zona, mediante la costruzione di piccole fattorie, databili a partire dalla fine del III secolo a.C., ubicate in una griglia centuriale di 20 x 20 actus, póste agli angoli delle centuriae e presso gli assi principali ed i limites intercisivi[20].

Questo territorio si avvaleva, come polo di aggregazione amministrativa, economica e sociale, di Novana, centro abitato identificabile con l'attuale Comunanza, posizionato lungo i principali assi stradali dell'epoca: da una parte, lungo l'asse nord-sud, la Via Salaria Gallica (strada romana che collegava Asculum ad Urbs Salvia); dall'altra, lungo l'asse ovest-est, la via della val d'Aso, che collegava i monti Sibillini (Tetrica o Tetricus Mons) al mare Adriatico[21][22].

Invero, nell'area urbana di Comunanza sono stati rinvenuti significativi resti di età romana, a partire dagli stabilimenti termali, riportati alla luce e muniti di una copertura protettiva nel 2019. Sono stati altresì individuati una fornace romana in frazione Colle Terme, una necropoli romana in frazione Santa Maria, resti di manufatti in ceramica, nonché resti di mura in opus caementicium, una cornice di tempio ed un frammento di edicola in calcare nel centro storico[23]. Nella frazione Gerosa è situato un ponte di epoca romana a schiena d'asino, che unisce le due sponde del fiume Aso lungo il tracciato dell'antica Via Salaria Gallica.

Novana assunse dapprima la dignità di forum, venne quindi elevata a praefectura ed infine a municipium, vale a dire il principale centro amministrativo dell'Ager Novanensis[24], inserito nella Regio V Picenum.

L'Ager Novanensis appariva delimitato a nord dal corso del fiume Tennacola, a nord-est dal fiume Tenna, a sud-est da un torrente che attualmente separa i territori di Montefalcone Appennino e Santa Vittoria in Matenano, infine a sud dal fiume Aso e ad ovest dai monti Sibillini (Tetrica o Tetricus Mons). Il territorio novanense comprendeva quindi aree oggi appartenenti ai Comuni di Comunanza, Amandola, Montefalcone Appennino, Montefortino, Montemonaco, Monte San Martino, Sarnano e Smerillo[25].

Materiali e manufatti di importazione sono stati rinvenuti soltanto negli insediamenti maggiori dell'Ager Novanensis, e non nelle fattorie situate nelle campagne. Da questo fatto si può dedurre che l'economia locale fosse rivolta soprattutto alla sussistenza, presumibilmente basata su attività agricole di non alta produttività, integrate con quelle silvo-pastorali[26].

Il municipium di Novana viene citato dall'autore latino Plinio il Vecchio nell'opera Naturalis Historia, XIX, 110-111[27] (risalente al 77-78 d.C.):

[110] Quinta regio Piceni est quondam uberrimae multitudinis CCCLX millia Picentum in fidem populi Romani venere: orti sunt a Sabinis voto vere sacro. Tenuere ab Aterno amne, ubi nunc ager Hadrianus et Hadria colonia a mari VII mille passuum; flumen Vomanum; ager Praetutianus Palmensisque: item Castrum Novum et flumen Vibatinum; Truentum cum amne quod solum Liburnorum in Italia reliquum est. Flumina Albula, Tessuinum, Elvinum quo finitur Praetutiana regio et Picentum incipit. [111] Cupra oppidum, Castellum Firmanorum et super id colonia Asculum Piceni nobilissima; intus Novana, in ora Cluana, Potentia, Numana a Siculis condita. Ab iisdem colonia Ancona apposita promontorio Cunero, in ipso flectentis se orae cubitu, a Gargano CLXXXIII m. pass. Intus Asculani, Auximates, Beregrani, Cingulani, Cuprenses cognomine montani, Falerienses, Pausulani, Planinenses, Ricinenses, Septempedani, Tolentinates, Treienses; cum Urbe Salvia Pollentini junguntur.

Successivamente alla citazione di Plinio il Vecchio, il municipium di Novana non risulta ricordato in nessuna ulteriore fonte letteraria od epigrafica. Pertanto Novana e gli insediamenti rurali situati nell'Ager Novanensis dovettero subìre una decadenza a partire dal II secolo d.C. Questa sarebbe stata determinata da un mutamento strutturale nell'utilizzo della terra, caratterizzato dalla progressiva riconversione d'uso dei terreni da coltivi a pascoli (soprattutto quelli compresi nell'ager publicus e non assegnati ai privati), con conseguente crisi nel popolamento rurale e corrispondente perdita di importanza del centro amministrativo di Novana[28].

Il MedioevoModifica

Le ultime vestigia di Novana e dell'Ager Novanensis dovettero con ogni probabilità subìre una grave decadenza in seguito al crollo dell'Impero romano d'Occidente ed alle invasioni barbariche.

L'antica Novana, probabilmente quasi del tutto abbandonata, dovette perciò piegarsi all'invasione degli Ostrogoti (489), alla riconquista bizantina (553) ed infine alla nuova occupazione barbarica dell'Italia operata dai Longobardi (guidati dal re Alboino) a partire dal 568. L'antico Ager Novanensis fu incorporato nel Ducato di Spoleto, facente capo al Regno longobardo.

Documenti dei secoli IX, X ed XI testimoniano che i resti di Novana e dell'Ager Novanensis dovettero appartenere ai monaci benedettini farfensi[29], i quali, fuggendo da Farfa in Sabina per sfuggire alle incursioni dei Saraceni, si stabilirono nell'antico Piceno fondando l'odierna città di Santa Vittoria in Matenano. Nell'odierna frazione di Santa Maria sorgevano edifici religiosi facenti capo proprio ai monaci farfensi: in particolare le chiese di Santa Maria de Teràmo (cioè l'odierna chiesa di Santa Maria a Terme), San Biagio de Teràmo e San Michele de Teràmo, queste ultime successivamente cadute in rovina o probabilmente distrutte[30]. La denominazione "de Teràmo" fa riferimento alle antiche terme romane (thermae) presenti nella città di Novana.

La popolazione italica superstite, nonché le genti germaniche - ostrogote e longobarde - che ad essa si aggiunsero a partire dal sec. V d.C., si sarebbero raccolte intorno al castello di Monte Passillo, situato sulla sponda sinistra dell'Aso, nei pressi dell'odierna frazione di Pracchia[7]. Intorno al XII secolo, al dominio farfense sull'odierno territorio comunanzese sarebbe quindi subentrata la signoria di Monte Passillo, governato politicamente dalla famiglia Nobili, di origine germanica[31]. Negli anni, Monte Passillo avrebbe rappresentato un importante centro politico ed economico lungo le alte valli dell'Aso e del Tenna, nonché un baluardo politico e militare del Libero Comune di Ascoli Piceno, impegnato in una perenne lotta contro il Libero Comune di Amandola per il predominio territoriale nel circondario dei monti Sibillini.

Il dominio dei monaci farfensi e l'ascesa della potenza di Monte Passillo devono essere chiaramente iscritti nel panorama della storia europea, che si dipana dalla caduta del Regno longobardo nel 774 per opera dell'esercito franco guidato da Carlo Magno, passando per la proclamazione dell'Impero carolingio (800) e successivamente del Sacro Romano Impero (962), entità politiche in cui confluì il Ducato di Spoleto con l'intero territorio della Marca. Questi ultimi, nel 1198, entrarono definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, durante il Papato di Innocenzo III.

 
Veduta di Comunanza in un antico disegno del 1672

La nascita del nucleo contemporaneo di Comunanza si collocherebbe intorno al 1294, cioè dopo la prima distruzione di Monte Passillo proprio ad opera dei soldati del Libero Comune di Amandola. Onde sfuggire alle incursioni degli Amandolesi, i montepassillesi decisero di stabilirsi sulla sponda destra dell'Aso, in una piccola pianura di forma triangolare situata in posizione strategica, difesa a nord e ad est dal corso del fiume Aso, protetta a sud e ad ovest dalla scoscesa parete del colle Chiaro. Nacque così l'insediamento di Communanthia Montis Passilli, detto anche Communanthia Ascolanorum o più semplicemente Communanthia, nucelo embrionale dell'attuale centro storico[8][32]. La pianura ove venne edificato il primo nucleo della Comunanza contemporanea sarebbe appartenuto all'Ospedale di San Francesco d'Assisi di Monte Passillo. Qui probabilmente sorgeva già l'edificio oggi identificabile con la Chiesa di San Francesco.

Il Castrum Communanthiae fu edificato in una pianura originariamente non coltivata ed anzi coperta da boschi. Gli ascolani curarono la costruzione di una cinta muraria posizionata a ridosso del colle Chiaro (dunque a sud e ad ovest del borgo), difesa da cinque torri a base quadrata, e munita di due porte di accesso: la prima situata a nord in direzione del mare Adriatico, la seconda posta a sud in direzione di Ascoli Piceno, e proprio per questa ragione denominata Porta Ascolana. Il profondo tracciato del fiume Aso poteva invece essere superato soltanto mediante un ponte levatoio in legno, manovrato al bisogno dai rudimentali apparecchi meccanici dell'epoca[33].

Raccogliendo l'eredità di Monte Passillo (la cui rocca fu più volte ricostruita e distrutta), il Castrum Communanthiae diventò un "castello" del Libero Comune di Ascoli Piceno, configurandosi come un avamposto strategico lungo l'alta valle dell'Aso per contrastare le mire espansionistiche del Libero Comune di Amandola.

Tuttavia, attraverso le Costituzioni egidiane promulgate nel 1357 dal vicario generale dello Stato della Chiesa cardinale Egidio Albornoz, con le quali si procedeva ad un'organica suddivisione territoriale dei domini pontifici e si disciplinavano i rapporti con i feudatari locali e le questioni giurisdizionali, le autonomie comunali locali furono progressivamente limitate[34]. Sono comunque documentati periodici scontri armati tra soldati ascolani e comunanzesi da una parte, e soldati amandolesi dall'altra; purtroppo queste dispute coinvolsero spesso anche la popolazione civile[35]. Esse dovettero terminare soltanto nel 1521, quando il Rettore Pontificio della Marca ordinò la demolizione definitiva del castello di Monte Passillo allo scopo di porre fine alla secolare rivalità tra Ascoli Piceno ed Amandola[36].

Pertanto, a partire dal XIV secolo, la storia di Comunanza ha pedissequamente seguito le sorti del Libero Comune di Ascoli Piceno e dello Stato della Chiesa.

Nel 1348, al pari del territorio della Marca e del resto d'Europa, Comunanza fu colpita dall'epidemia di peste nera, a causa della quale perì una parte della popolazione locale compresa tra il 25% ed il 75%[37].

Nel 1434, Amandola, Comunanza, il circondario dei monti Sibillini e l'intera Marca subirono l'occupazione militare ed il saccheggio da parte delle truppe del Ducato di Milano guidate dal duca Francesco Sforza, il quale mirava all'espansione dell'egemonia politica milanese sull'Italia centrale e meridionale.

Dal Cinquecento ad oggiModifica

Dal XVI secolo ad oggi, la storia di Comunanza ha pedissequamente seguito le sorti dello Stato della Chiesa e - dopo il plebiscito del 4 Novembre 1860[38] - dell'Italia unita.

 
Parata di epoca fascista a Comunanza negli anni '30 del XX secolo

Dal 1932 al 1945, in concomitanza con il periodo fascista, il Comune ha assunto la denominazione di Comunanza del Littorio[10][11].

Sebbene nei secoli Comunanza abbia assunto un'importanza modesta, con un'economia di sussistenza fondata su agricoltura, pastorizia ed artigianato, essa ha conosciuto un significativo sviluppo industriale a partire dagli anni '60 del XX secolo, in conseguenza degli ingenti investimenti pubblici operati per il tramite della Cassa del Mezzogiorno[12].

Attualmente Comunanza è il terzo polo industriale della provincia di Ascoli Piceno[13].

Essa è sede dell'Unione montana dei Sibillini.

CalamitàModifica

Nel 1348 Comunanza, al pari del territorio della Marca e del resto d'Europa, fu colpita dall'epidemia di peste nera, a causa della quale perì una parte della popolazione locale compresa tra il 25% ed il 75%[37].

Il 26 Novembre 1972 Comunanza è stata colpita dal terremoto delle Marche meridionali[39], caratterizzato da una magnitudo momento di 5,48 ± 0,11 MW e da un'intensità di VIII grado Mercalli (MCS). L'epicentro è stato individuato al confine tra i Comuni di Comunanza e Montefalcone Appennino, con ipocentro localizzato ad 1 km di profondità[40]. Il sisma non ha provocato vittime.

Essa è stata successivamente colpita dal terremoto del Centro Italia del 2016 e del 2017[41], che non ha cagionato vittime nel territorio comunale.

Comunanza ha subìto la pandemia di COVID-19, a causa della quale numerosi cittadini hanno purtroppo perso la vita.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[42]

Amministrazione comunaleModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Maria Paola Pizzichini Lista civica Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Domenico Annibali Per Comunanza Annibali Sindaco Sindaco
26 maggio 2014 25 maggio 2019 Alvaro Cesaroni Lista civica Sindaco
26 maggio 2019 in carica Alvaro Cesaroni Insieme per Comunanza Sindaco

Servizi pubbliciModifica

  • Comando stazione Carabinieri, con sede nel capoluogo;
  • Comando stazione Carabinieri Forestali, con sede nel capoluogo;
  • Poliambulatorio ASUR Area Vasta n. 5, presìdio sanitario locale con sede nel capoluogo, facente capo all'Azienda sanitaria unica regionale Marche (ASUR) - Area Vasta n. 5 (distretti ospedalieri di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto);
  • Istituto scolastico comprensivo interprovinciale dei Sibillini, dipendente dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, che incorpora tutti i plessi scolastici situati nei Comuni di Comunanza, Montemonaco (AP), Force (AP), Montefalcone Appennino (FM), Smerillo (FM) e Montelparo (FM);
  • Poste Italiane S.p.A., presente nel capoluogo con un ufficio postale;
  • ENEL S.p.A., presente nel territorio comunale con la diga di Villa Pera e con tre centrali idroelettriche, delle quali due sono situate presso il lago di Gerosa, ed una terza in frazione Villa Pera;
  • CIIP S.p.A., impresa pubblica esercente il servizio idrico, con presidio situato in frazione Passo. Comunanza è stata sede del Consorzio idrico intercomunale del Vettore, fondato nel 1957 e successivamente incorporato proprio nella rete del CIIP S.p.A. (consorzio idrico piceno);
  • Centro polifunzionale del Dipartimento di Protezione Civile, in costruzione all'interno del capoluogo, munito di piattaforma per l'atterraggio di elicotteri e di eliambulanze[43];
  • Centro per l'impiego, dipendente dalla Provincia di Ascoli Piceno, situato all'interno del capoluogo e preposto a favorire l'incontro tra la domanda e l'offerta di lavoro nel territorio;
  • Idroscalo presso il lago di Gerosa[44].

EconomiaModifica

AgricolturaModifica

L'agricoltura e l'allevamento - insieme all'artigianato - hanno rappresentato la colonna portante dell'economia comunanzese sino all'industrializzazione, intervenuta negli anni '60 del XX secolo[45].

Le attività più diffuse sono:

  • la coltivazione di cereali (frumento, orzo, granturco) e patate;
  • il taglio del legname nei boschi presenti sul territorio;
  • la coltivazione di alberi da frutto, ed in particolare la raccolta di ciliegie, noci, castagne e mandorle;
  • la tartuficoltura, sviluppatasi soprattutto a partire dagli anni '90 del XX secolo;
  • la pastorizia, attività di fondamentale importanza fino alla metà del XX secolo, e da quel momento progressivamente diminuita di rilevanza economica;
  • l'allevamento di animali da cortile (perdipiù volatili e suini).

ArtigianatoModifica

L'artigianato - insieme all'agricoltura ed all'allevamento - ha rappresentato un pilastro dell'economia comunanzese sino all'industrializzazione, intervenuta negli anni '60 del XX secolo[46].

Il settore occupa ancora una considerevole percentuale di forza lavoro, e vede la presenza di numerose attività sul territorio: diffuse la lavorazione del legno, del ferro e del rame (finalizzata alla realizzazione di una vasta gamma di prodotti, che spaziano dal vasellame alle anfore[47]).

IndustriaModifica

La nascita del primo stabilimento industriale con sede a Comunanza risale all'inizio del XX secolo, quando la locale famiglia Pascali fondò lo Stabilimento bacologico sperimentale per la produzione della seta.

Comunanza ha tuttavia conosciuto un notevole sviluppo industriale soltanto a partire dagli anni '60 del XX secolo, in conseguenza degli ingenti investimenti pubblici operati per il tramite della Cassa del Mezzogiorno. Attualmente è il terzo polo industriale della provincia di Ascoli Piceno.

Ad oggi, le industrie più rilevanti operano nei seguenti settori:

  • metalmeccanico: produzione di elettrodomestici (si ricordi lo stabilimento di Whirlpool Corporation) e componentistica varia per elettrodomestici, casse automatiche, lavorazioni meccaniche;
  • gomma-plastica: produzione di tubi, attrezzature e componentistica in plastica;
  • tessile: produzione di calzature (si ricordi lo stabilimento di Tod's) e di capi d'abbigliamento;
  • inerti, bitume e catrami;
  • infissi.

Il settore economico secondario impiega un'alta percentuale della forza lavoro occupata, residente a Comunanza e nei Comuni limitrofi.

TerziarioModifica

Nel territorio comunale sorgono due dighe (di Villa Pera e di Gerosa) e tre centrali idroelettriche, delle quali due sono situate nei pressi del lago di Gerosa, ed una terza in frazione Villa Pera.

Comunanza è stata sede del Consorzio idrico intercomunale del Vettore, fondato nel 1957 e successivamente incorporato nella rete del CIIP S.p.A. (consorzio idrico piceno). Quest'ultimo è presente a Comunanza con un proprio presidio territoriale.

Inoltre, Comunanza è attualmente sede dell'Istituto scolastico comprensivo interprovinciale dei Sibillini, dipendente dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, che incorpora tutti i plessi scolastici situati nei Comuni di Comunanza, Montemonaco (AP), Force (AP), Montefalcone Appennino (FM), Smerillo (FM) e Montelparo (FM).

Nel capoluogo sono presenti un ufficio postale e tre filiali bancarie, riferibili ad altrettanti istituti di credito (Intesa Sanpaolo, Cassa di Risparmio di Fermo e BCC Banca del Piceno).

Sono sviluppati i settori dei trasporti e dei servizi professionali, finanziari ed assicurativi alle numerose imprese presenti sul territorio.

In crescita il turismo e la ristorazione, in linea con il trend economico nazionale ed internazionale.

Luoghi d'interesse e monumentiModifica

 
Veduta invernale del centro storico di Comunanza con il fiume Aso e, sullo sfondo, il colle Chiaro

Comunanza presenta, nel proprio territorio comunale, i seguenti luoghi naturalistici e monumenti principali[48].

Lago di GerosaModifica

 
Panorama del lago di Gerosa con il monte Vettore ed il monte Torrone sullo sfondo

Il lago di Gerosa è un bacino idrico artificiale situato ad un'altitudine di 649 metri s.l.m. nel territorio comunale di Comunanza. Esso prende il nome dal nucleo abitativo di Gerosa, frazione che sorge in prossimità del lago. L'invaso è compreso fra i Comuni di Comunanza, Montemonaco (AP) e Montefortino (FM), ha una lunghezza di 2.500 metri ed una larghezza massima di 370 metri[49].

Immissario ed emissario è il fiume Aso.

La diga che ha formato il bacino idrico è stata costruita dal Consorzio di Bonifica dell'Aso tra il 1977 ed il 1983, ed è attualmente di proprietà del Consorzio di Bonifica delle Marche. Essa sorge nel territorio comunale di Comunanza[50] e presenta una struttura muraria a gravità massiccia con un'altezza massima di 77 metri. Essa ha una sezione quadrata di 3 metri di lato, che diventa rettangolare (3 metri x 2,50 metri) nella zona di installazione degli organi di chiusura; può esitare, nella pratica, 110 metri cubi d'acqua al secondo. Lo scarico di superficie è costituito da un ciglio sfiorante della lunghezza libera di 36 metri che, con un’altezza di lama dell’acqua di 2,50 metri, può esitare 301 metri cubi d'acqua al secondo. L’opera, realizzata per i fini irrigui, risulta strategica lungo l’intera valle dell’Aso, contenendo un volume d'acqua di 15.400.000 metri cubi, con una capacità di irrigazione di 3.483 ettari[51].

La grande massa d'acqua contenuta nell'invaso ha permesso la costruzione di due centrali idroelettriche nel territorio comunale di Comunanza, di cui una situata in frazione Gerosa, l'altra collocata in frazione Villa Pera. Per la verità, in prossimità del lago sorge anche una terza centrale, dipendente dal serbatoio di monte situato a Montefortino, in frazione Arato.

La vegetazione prevalente intorno al lago è costituita da roverella, carpino nero, carpino bianco, castagno, frassino, abete rosso e pino d'Aleppo[52].

Le specie ittiche presenti nel lago sono soprattutto persico reale, persico trota, persico sole, barbo comune, anguilla, triotto, scardola, cavedano, carassio, alborella, carpa, tinca, trota fario e trota iridea[53].

Il lago è meta di turismo naturalistico e sportivo, che richiama visitatori dall'Italia e dall'estero.

Resti di terme romaneModifica

Nella Piazza delle Terme Romane del capoluogo sono presenti resti di stabilimenti termali di epoca romana, riferibili all'antica città di Novana, riportati alla luce e muniti di coperture protettive nel 2019.

Ponte romano di GerosaModifica

Nella frazione Gerosa è situato un ponte di epoca romana a schiena d'asino, che unisce le due sponde del fiume Aso lungo il tracciato dell'antica Via Salaria Gallica (strada romana che collegava Asculum ad Urbs Salvia, attraversando Novana).

Resti del castello di Monte PassilloModifica

 
Resti del castello di Monte Passillo, nei pressi di Comunanza

In cima al Monte Passillo (588 metri s.l.m.) sono visibili i resti del castello della famiglia Nobili, più volte distrutto e ricostruito. La demolizione definitiva si colloca nel 1521, per ordine del Rettore Pontificio della Marca, allo scopo di porre fine alla secolare rivalità tra Amandola ed Ascoli Piceno[36].

Chiesa di Santa Maria a TermeModifica

 
Chiesa di Santa Maria a Terme, situata nella frazione Santa Maria di Comunanza

La Chiesa di Santa Maria a Terme è l'edificio di culto cristiano più antico del territorio comunale. Esso è situato in frazione Santa Maria, nei pressi del capoluogo. La chiesa è stata realizzata nel IX secolo in arenaria, sui resti di un antico tempio pagano[54] presumibilmente pósto nell'antica città di Novana.

Chiesa di Santa Caterina d'AlessandriaModifica

 
Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, situata nel centro storico di Comunanza

La Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria è la Chiesa matrice del centro storico di Comunanza. È stata demolita nel 1818 e ricostruita nel 1831 in stile neoclassico. Presenta un'antica torre campanaria risalente al XIV secolo. L’interno, a navata unica, presenta decorazioni, statue e stucchi dell’artista ascolano Domenico Paci. Di grande interesse sono le opere pittoriche raffiguranti S. Giovanni Battista e Santa Giuliana e la Madonna di Loreto, di Giuseppe Ghezzi, Pier Leone Ghezzi e Antonio Amorosi, artisti comunanzesi operanti a Roma tra i secoli XVII e XVIII. Il monumentale organo a due tastiere con più di duemila voci proviene dalla Basilica di Loreto[55].

Chiesa di San FrancescoModifica

La Chiesa di San Francesco è l'edificio di culto più antico del centro storico di Comunanza. È costruita in stile tardo-romanico, con portici nel prospetto e nel lato ovest, a campanile a vela; l’interno è a navata unica, con copertura a capriate e altare in stucco settecentesco[56].

Chiesa di Sant'AnnaModifica

 
Chiesa di Sant'Anna, situata a Comunanza

La Chiesa di Sant'Anna è situata nelle adiacenze del centro storico, ai piedi del Colle Chiaro. È costruita in stile tardo-romanico.

FrazioniModifica

Le frazioni di Comunanza sono le seguenti: Acquasanta, Calvarese, Capotornano, Casa di Ciotto, Casa di Cola, Casale, Castelfiorito, Cerisciolo, Colle Chiaro, Colle Terme, Cossinino da Capo, Cossinino da Piedi, Croce di Casale, Cugnolo, Ficocchia, Forcella, Fosso di Otto, Gabbiano, Gerosa, Gesso, Granaro, Illice, Lago, Lisciano, Montegenco, Nasuto, Palombara, Parapina, Passafiume, Passo, Piane Nuove, Pianerie, Piane Terme, Piane Vecchie, Piantabete, Polica, Polverina, Ponte dell'Aso, Pracchia, Rivolta, San Benedetto, San Claudio, San Giovanni, San Lorenzo, Settecarpini, Tavernelle, Tiburro, Valentina, Vallecupa, Villa Pera, Vindola.

Di seguito vengono descritte le frazioni più significative.

CalvareseModifica

La frazione di Calvarese è situata a 746 metri s.l.m., a 10 km dal capoluogo in direzione sud. La coltivazione cerealicola a terrazze e il commercio di legname sono le attività principali dei suoi abitanti. Le case che non hanno subito restauri sono a due piani, costruite in pietra locale. Esse rispecchiano la classica tipologia edilizia rurale e montana del Piceno[57].

Cossinino da CapoModifica

La frazione di Cossinino da Capo è situata a 789 metri s.l.m., a 14 km dal capoluogo in direzione sud-est. È un nucleo abitativo di circa 15 case, ancora parzialmente abitate. Al centro del borgo sorge l’antica Chiesa di Sant'Ilario Vescovo, esistente già dal XIII secolo. Di stile romanico, l’interno è a tre navate con copertura a capriate. All’esterno, sul portale dell'edificio, è incisa la data 1598. L’ultimo restauro risale agli anni ‘50 del XX secolo. Il campanile a guglia ospita due campane, come in una chiesa matrice. Un edificio del borgo conserva il simbolo della corporazione dei “sartori”[57].

Cossinino da PiediModifica

La frazione di Cossinino da Piedi è situata a 719 metri s.l.m., a 15 km dal capoluogo in direzione sud-est. È attualmente disabitata. Trattasi di uno degli ultimi rifugi dell’Ordine cavalleresco dei Templari, che qui avevano la loro Commenda e che hanno custodito, e fatto giungere fino a noi, una preziosa iscrizione proto-picena, posta su una pietra utilizzata in guisa di architrave, all'interno di un interessante edificio fortificato[57].

Croce di CasaleModifica

La frazione di Croce di Casale è la più popolosa di Comunanza, è situata a 729 metri s.l.m. e dista 8,5 km dal capoluogo. È sede di attività commerciali ed economiche.

GabbianoModifica

La frazione di Gabbiano è situata a 710 metri s.l.m., a 13 km dal capoluogo in direzione sud-est. La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo risale al XIII secolo. Il suo ultimo restauro risale agli anni ’50 del XX secolo, con il rifacimento dell’altare. Della parte medioevale originaria restano la zona absidale e quella dell’antico ingresso, divenute cappelle laterali nel rifacimento del XVIII secolo, che ne modificò sia l’orientamento, sia l’impianto, che da basilicale divenne centrale. All’interno si notano ancora tracce di decorazioni pittoriche tardo-medioevali e di stucchi settecenteschi[57].

GerosaModifica

La frazione di Gerosa è situata a 640 metri s.l.m., a 7,5 km dal capoluogo in direzione sud. Nella seconda metà del XVI secolo è stata il covo del famoso brigante Masio della Jerosa. Trattasi di un piccolo nucleo abitativo, con basse case in laterizio del XVI secolo. Presente un ponte di epoca romana a schiena d’asino, che univa le due sponde del fiume Aso lungo l'antica Via Salaria Gallica (strada romana che collegava Asculum ad Urbs Salvia). A sud si scorge la diga, inaugurata nel 1983, che contiene il suggestivo lago omonimo[57].

GessoModifica

La frazione di Gesso è situata a 627 metri s.l.m., a 5 km dal capoluogo in direzione est. È così chiamata per il terreno prevalentemente gessoso. Le poche case a due piani sono allineate sul dorso di una collina, alla cui sommità sorge la Chiesa di San Pietro, esistente già nel XIV secolo, più volte ricostruita; la conformazione odierna dell'edificio sacro risale al 1960. La locale Parrocchia di San Pietro fa capo alla Diocesi di Ascoli Piceno. Storicamente Gesso si è caratterizzato come paesino di "gessare" e “bigattiere” (donne dèdite alla coltura dei bachi da seta), e nel XVI secolo risultava sotto il dominio del Duca Aloysius Attilius di Atri (TE)[57].

IlliceModifica

La frazione di Illice è situata a 773 metri s.l.m., a 9 km dal capoluogo in direzione sud. Nel XVIII secolo aveva addirittura la dignità di "Castello", soggetto al Podestà di Comunanza, e munita del potere di governo sulle "ville" di Calvarese, Gerosa e Cerisciolo. Appena fuori dal nucleo abitativo sorge la Chiesa di San Giovanni Battista, menzionata nella Rationes Decimarum del 1290. Per via di numerosi restauri subìti nel corso dei secoli, essa conserva la parte originale soltanto nel suo perimetro. La locale Parrocchia di Santa Maria e San Giovanni Battista fa capo all'Arcidiocesi di Fermo[57].

NasutoModifica

La frazione di Nasuto è situata a 673 metri s.l.m., a 8 km dal capoluogo in direzione sud. È arroccata su una collina sovrastante l'abitato di Piane Vecchie, e si presenta come un piccolo nucleo dislocato attorno alla Chiesa di Santa Maria in Spino, già esistente nel XIV secolo e più volte rimaneggiata. Il piccolo ingresso è nella parete longitudinale destra. L’interno è a navata unica con copertura a capriate. L’altare è collocato a destra della porta. Dietro di esso, in una nicchia, è ancora ben visibile un affresco raffigurante una Madonna con Bambino, di stile decisamente trecentesco. Altri affreschi raffiguranti Santi, in parte coperti da intonaco, sono visibili lungo tutto il perimetro interno[57].

Piane VecchieModifica

La frazione di Piane Vecchie è situata a 549 metri s.l.m., sulla sponda destra del fiume Aso, a 3 km dal capoluogo in direzione sud. Nell'abitato è presente la Chiesa di San Sebastiano, realizzata nel XV secolo in pietra locale e laterizio, a pianta longitudinale e di linea essenziale. Soggetta a varie modifiche nel corso dei secoli, ha l’unica porta alla sinistra dell’altare, dove si possono ammirare affreschi non coperti da intonaco, raffiguranti Madonna con Bambino e S. Sebastiano, di scuola crivellesca[57].

PolverinaModifica

La frazione di Polverina è situata a 836 metri s.l.m., a 14 km dal capoluogo in direzione sud. La Chiesa suburbana dedicata a Santa Maria Assunta, esistente già nel sec. XIII ma ristrutturata nel 1632, contiene un affresco raffigurante L’annunciazione della Vergine (XVI secolo), opera dell'artista Giulio Vergari di Amandola. Il campanile ospita una campana del XVIII secolo. Ogni anno, il 15 Agosto, si tiene una grande festa popolare presso la Chiesa, proprio in onore della Vergine Assunta[57].

PracchiaModifica

La frazione di Pracchia è situata a 485 metri s.l.m., a 1 km dal capoluogo in direzione nord-ovest. Nata come borgo del castello di Monte Passillo, il piccolo nucleo abitativo si snoda lungo il tracciato dell'antica Via Salaria Gallica (strada romana che collegava Asculum ad Urbs Salvia). La frazione aveva una Chiesa dedicata a Sant'Antonio Abate ed a San Salvatore, citata nelle Rationes Decimarum del 1290[57].

TavernelleModifica

La frazione di Tavernelle è situata a 682 metri s.l.m., a 13 km dal capoluogo in direzione sud-est. Nel sec. XVI fu un covo di briganti. Fino alla metà del sec. XX Tavernelle risultava molto popolata e ricca di attività artigianali; oggi ha ormai pochi abitanti, impegnati nell’agricoltura o presso le industrie del capoluogo. Il nucleo abitativo è costituito da case restaurate, le quali testimoniano comunque l’antica tipologia costruttiva montana. Spiccano due edifici a due piani, realizzati in blocchi di arenaria squadrati, recanti piccole finestre con spesse cornici[57].

Villa PeraModifica

La frazione di Villa Pera, pósta nella valle dell'Aso, è situata a 425 metri s.l.m., a 3,5 km dal capoluogo in direzione est. L'insediamento di comunità nel luogo risale probabilmente all'età antica. Nel 1315 il Castello della Pera subì un cruento saccheggio da parte del Podestà di Amandola. Nella frazione sorge la Chiesa di San Giovanni Battista, con copertura a capanna. Una lapide pósta sopra all’ingresso, inserita nel recente restauro, testimonia un ampliamento del 1782, promosso dalla locale famiglia Pascali[57].

VindolaModifica

La frazione di Vindola è situata a 850 metri s.l.m., a 12 km dal capoluogo in direzione sud-est. È un castello risalente al XII secolo, e conserva ancora la struttura chiusa tipicamente medioevale. È stata più volte sede municipale e notarile. Dominio dei casati nobiliari degli Antonelli e degli Zarli, nel XVI secolo era uno dei centri dell’entroterra sospettati di dare rifugio ai briganti. Per questa ragione, sembra che fosse stata completamente bruciata da mercenari provenienti dalla Corsica, giunti nella Marca al servizio del Papato per la repressione del brigantaggio. All’interno del borgo sorge la Chiesa di Sant'Antonio, risalente al 1870[57].

CulturaModifica

TeatriModifica

L'Auditorium "Adriano Luzi" è stato inaugurato nel 1999, ed è una struttura dedicata a spettacoli, concerti, congressi e proiezioni cinematografiche, situata all'interno del capoluogo. È dedicato al comunanzese Adriano Luzi, restauratore di fama internazionale scomparso nel 2003.

MuseiModifica

Il Museo di arte sacra è ospitato presso il Palazzo Pascali, situato nel centro storico del capoluogo. Esso conserva significative opere pittoriche e di oreficeria; tra queste ultime spiccano un reliquiario a tempietto del XVI secolo ed una croce astile del XVIII secolo, con un Cristo del XIV secolo attribuito all’orafo ascolano Pietro Vannini. Di grande fascino il calice in argento del XVIII secolo, con i tre Santi seduti sul piede. Tra le opere pittoriche si segnalano la Madonna della cintola (XVII secolo) ed il San Liborio del celebre pittore Giuseppe Ghezzi, artista originario di Comunanza ma attivo soprattutto a Roma. Il museo espone altresì le Stazioni della Via Crucis del XVIII secolo, dipinte ad olio e di scuola carraccesca, originariamente esposte nella Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, ed ivi sostituite da copie all'inizio del XXI secolo[58].

BibliotecheModifica

La Biblioteca civica "Pietro Spinucci" e Centro Studi "Emidio Saladini Conte di Rovetino" raccoglie l'eredità del "centro di lettura" comunale, ed è stata aperta al pubblico nel 2008. È allestita in tre sale del Palazzo Pascali, situato nel centro storico del capoluogo. Essa è frutto di due cospicue donazioni: la prima proveniente dal Prof. Pietro Spinucci, già docente di letteratura inglese ed americana, e poi Rettore dell’Università di Lingue Straniere di Verona, nato a Comunanza e molto legato al proprio paese; la seconda promanante dal Conte Emidio Saladini, grande conoscitore di arte e cinema, ed attivo a Roma nel magico periodo felliniano. Il patrimonio librario spazia tra la letteratura italiana, europea ed americana, con testi in lingua italiana ed inglese, la poesia del Novecento, il teatro, l'arte e la saggistica. Nella Biblioteca sono presenti oltre 10.000 volumi[59].

Fiere ed eventiModifica

Mercato settimanaleModifica

Si tiene nella mattina di ciascun Sabato lungo le strade principali del capoluogo, chiuse al traffico veicolare.

CarnevaleModifica

È una tradizionale sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati che si svolge ogni anno, nella Domenica di Carnevale, lungo le strade principali del capoluogo.

MazzumajaModifica

Mazzumaja è un festival artistico e musicale che si svolge nel centro storico del capoluogo, a cadenza annuale, nel secondo week-end di Luglio. Esso si articola in tre giorni (Venerdì, Sabato e Domenica) di concerti musicali, performances di artisti, esposizioni d'arte, letture e degustazioni culinarie.

In piazza per loroModifica

In piazza per loro è una manifestazione filantropica che si svolge nel centro storico del capoluogo, a cadenza annuale, nel mese di Agosto. Consiste in un'esibizione canora di cittadini provenienti da Comunanza e dai Comuni limitrofi, finalizzata alla raccolta di fondi destinati alla Lega del filo d'oro (associazione ONLUS dèdita all'assistenza in favore di giovani e adulti sordociechi e pluriminorati psicosensoriali).

Fiera degli Uccelli (o Mostra ornitologica)Modifica

La Fiera degli Uccelli (o Mostra ornitologica) è una manifestazione fieristica che si svolge nel capoluogo a cadenza annuale, nella prima Domenica del mese di Ottobre, fin dal 1968. Si caratterizza per l'esposizione di volatili di ogni specie, di animali da cortile e da compagnia, nonché per la presenza di bancarelle e l'esposizione di prodotti tipici e di lavorazioni industriali lungo le strade principali del capoluogo, chiuse al traffico veicolare.

Fiera di Santa CaterinaModifica

La Fiera di Santa Caterina è un'antichissima manifestazione fieristica, originariamente fissata al 25 Novembre, giorno dedicato a Santa Caterina d'Alessandria, Santa Patrona di Comunanza. Essa si svolge nel capoluogo a cadenza annuale, attualmente nell'ultima Domenica del mese di Novembre. Si caratterizza per la presenza di bancarelle e l'esposizione di prodotti tipici lungo le strade principali del capoluogo, chiuse al traffico veicolare.

Presepe viventeModifica

Il Presepe vivente è una rievocazione storica della nascita di Gesù. Si svolge nel centro storico del capoluogo a cadenza annuale, il 26 Dicembre.

ReligioneModifica

La confessione religiosa professata da oltre il 90% della popolazione di Comunanza è la cristiana cattolica romana[60][61][62].

Sono presenti minoranze cristiane ortodosse e protestanti (perdipiù riferibili alla Congregazione dei Testimoni di Geova), nonché islamiche ed induiste, in conseguenza dello stabilimento di cittadini stranieri nel territorio comunale.

Chiesa cattolica apostolica romanaModifica

Dal punto di vista dell'organizzazione religiosa cattolica, il territorio comunanzese risulta ripartito fra tre differenti Diocesi:

  • Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, cui fa capo la Parrocchia di Santa Caterina d'Alessandria, chiesa matrice del capoluogo (Parroco dal 25/09/2019: Don Luca Rammella). La Parrocchia è inserita nell'Unità Pastorale che comprende altresì la Parrocchia di San Paolo Apostolo in Force (AP) e la Parrocchia di Sant'Antonio Abate in Montemonaco (AP).
  • Arcidiocesi di Fermo, cui fa capo la Parrocchia di Santa Maria e San Giovanni Battista in frazione Illice (Parroco: Don Cristin Virgil Bulai).
  • Diocesi di Ascoli Piceno, cui fa capo la Parrocchia di San Pietro in frazione Gesso.

SportModifica

CalcioModifica

 
Emblema della squadra di calcio U.S. Comunanza 1958

La principale squadra di calcio locale è l'Unione Sportiva Comunanza 1958, che milita nel campionato dilettantistico marchigiano di II categoria. I colori sociali sono il giallo ed il rosso. L'U.S. Comunanza si allena e disputa le partite casalinghe presso lo Stadio comunale "Luigi Prosperi", situato nel capoluogo.

PallavoloModifica

La squadra cittadina di pallavolo è la ASD Pallavolo Comunanza, che si allena e disputa le partite casalinghe presso la palestra della Scuola secondaria di I grado di Comunanza, situata nel capoluogo. È articolata in una squadra Under 13 femminile, una Under 15 femminile, una Divisione femminile ed una Divisione maschile.

TennisModifica

A partire dal 1993, il Comune di Comunanza ha costruito due campi da tennis nel capoluogo, realizzati in terra rossa sintetica. Questo sport ha avuto pertanto un grande seguito, tanto da determinare la nascita del Tennis Club Comunanza, associazione sportiva che ogni anno - nei mesi estivi - organizza un torneo internazionale, aperto a squadre provenienti anche da Paesi stranieri, quali Spagna, Svizzera ed Ungheria.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2020.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
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  4. ^ (IT) Gabriele Nepi, Cenni storici di Comunanza, La Rapida, 1961.
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  6. ^ (IT) Simonetta Menchelli e Eleonora Iacopini, I territori di Firmum e Novana: analisi comparative sulle ricerche in corso, in Picus, XXXVII, 2017, pp. 221-243.
  7. ^ a b (IT) Pietro Spinucci, Comunanza ieri e oggi, Gabrielli Editori, 1996, p. 58.
  8. ^ a b (IT) Pietro Spinucci, Comunanza ieri e oggi, Gabrielli Editori, 1996, p. 68.
  9. ^ (IT) Cronologia dei plebisciti in Italia, su francobampi.it. URL consultato il 24 maggio 2021 (archiviato il 24 maggio 2021).
  10. ^ a b (IT) Pietro Spinucci, Comunanza ieri e oggi, Gabrielli Editori, 1996, p. 321.
  11. ^ a b (IT) Comunanza del Littorio, su dati.san.beniculturali.it. URL consultato il 24 maggio 2021 (archiviato il 24 maggio 2021).
  12. ^ a b Storia - Piceno ConsInd, su picenoconsind.com. URL consultato il 24 maggio 2021 (archiviato il 24 maggio 2021).
  13. ^ a b (IT) «Un paese si spopola se mancano lavoro e servizi» Parla il sindaco Cesaroni, pronto a confermare il ruolo trainante di Comunanza per le zone montane, su ancoraonline.it, 30 Ottobre 2019. URL consultato il 24 maggio 2021 (archiviato il 30 maggio 2021).
  14. ^ (IT) Gabriele Nepi, Cenni storici di Comunanza, Fermo, La Rapida, 1961.
  15. ^ (EN) Simonetta Menchelli e Eleonora Iacopini, Novana, its territory and the Pisa South Picenum Survey Project II, in Fasti On Line - Documents & Research, 2016.
  16. ^ (IT) Simonetta Menchelli e Eleonora Iacopini, I territori di Firmum e Novana: analisi comparative sulle ricerche in corso, in Picus, XXXVII, 2017, pp. 221-243.
  17. ^ (IT) S. Bernetti, Il Municipio di Novana nel Piceno: un’ipotesi di localizzazione, in Ostraka, 18,1, 1999, pp. 99-118.
  18. ^ (IT) Simonetta Menchelli e Eleonora Iacopini, I territori di Firmum e Novana: analisi comparative sulle ricerche in corso, in Picus, XXXVII, 2017, p. 229.
  19. ^ (IT) Simonetta Menchelli e Eleonora Iacopini, I territori di Firmum e Novana: analisi comparative sulle ricerche in corso, in Picus, XXXVII, 2017, p. 230.
  20. ^ (IT) Simonetta Menchelli e Eleonora Iacopini, I territori di Firmum e Novana: analisi comparative sulle ricerche in corso, in Picus, XXXVII, 2017, p. 230.
  21. ^ (IT) Simonetta Menchelli e Eleonora Iacopini, I territori di Firmum e Novana: analisi comparative sulle ricerche in corso, in Picus, XXXVII, 2017, p. 230.
  22. ^ (EN) Simonetta Menchelli e Eleonora Iacopini, Novana, its territory and the Pisa South Picenum Survey Project II, in Fasti On Line - Documents & Research, 2016, pp. 2-3.
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  29. ^ (IT) Pietro Spinucci, Comunanza ieri e oggi, Gabrielli Editori, 1996, p. 45.
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  32. ^ AA.VV., Amandola e il suo territorio, 1995, p. 28.
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  35. ^ (IT) Pietro Spinucci, Comunanza ieri e oggi, Gabrielli Editori, 1996, pp. 69-70.
  36. ^ a b (IT) Pietro Spinucci, Comunanza ieri e oggi, Gabrielli Editori, 1996, p. 72.
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  38. ^ (IT) Cronologia dei plebisciti in Italia, su francobampi.it. URL consultato il 24 maggio 2021 (archiviato il 24 maggio 2021).
  39. ^ (IT) Sciame sismico nei dintorni di Ascoli, il geologo Tondi: “Faglia non in grado di generare forti terremoti”, su picenonews24.it. URL consultato il 24 maggio 2021 (archiviato il 24 maggio 2021).
  40. ^ (IT) 26 Novembre 1972, 16:03 MARCHE MERIDIONALI, su emidius.mi.ingv.it. URL consultato il 24 maggio 2021 (archiviato il 24 maggio 2021).
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  62. ^ (EN) Diocese of Ascoli Piceno, su catholic-hierarchy.org. URL consultato il 25 maggio 2021 (archiviato il 2 maggio 2021).

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