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Concilio di Sardica

Il concilio di Sardica (oggi Sofia) nella provincia romana dell'Illirico si tenne tra il 343 e il 344 e fu convocato dagli imperatori Costante I (augusto d'Occidente) e Costanzo II (augusto d'Oriente)[1] su richiesta di papa Giulio I.

DatazioneModifica

Gli storici Socrate Scolastico e Sozomene indicano esplicitamente il 347 come anno della celebrazione del concilio;[2] questa data è stata considerata a lungo come data tradizionale della celebrazione del concilio di Sardica. Tuttavia, la Historia acephala riferisce che Atanasio, vescovo di Alessandria, ritornò in Egitto dal suo secondo esilio nell'ottobre 346. Ora, sapendo che questo avvenimento avvenne dopo il concilio, è chiaro che quello fu convocato prima dell'autunno 346. La scoperta di altri antichi testi, in particolare la diciannovesima Lettera pasquale di Atanasio, permette di datare il concilio di Sardica in un periodo compreso tra l'autunno 343 e la Pasqua 344.[3]

Il contenutoModifica

Il concilio doveva essere ecumenico, cioè doveva riguardare tutti i vescovi della cristianità. Fu scelta Sardica poiché la città, corrispondente alla moderna Sofia, capitale della Bulgaria, si trovava al confine delle due partizioni dell'impero.

Tuttavia l'assenza di molti vescovi orientali e l'abbandono degli ariani, che si riunirono in un concilio alternativo a Filippopoli, lo rese un concilio provinciale, sebbene coinvolgesse anche i vescovi spodestati dagli ariani, fra cui Atanasio, vescovo di Alessandria e futuro dottore della Chiesa.

In tale concilio si confermò la fede nicena, contro Ario che negava la divinità del Figlio di Dio, e fu sostenuta la correttezza della posizione di Atanasio di Alessandria.

Altre decisioni disciplinari riguardarono l'assenza dei vescovi dalle proprie diocesi, che fu limitata a tre settimane, e accompagnata dalla raccomandazione ai vescovi di evitare di frequentare gli ambienti di corte, in un'epoca in cui il potere politico aveva una rilevante influenza sulla vita della Chiesa.

Padri conciliariModifica

Al concilio di Sardica parteciparono 170 vescovi[4], dall'Italia, Africa, Pannonia, Britannia, Egitto, Siria, Tracia, Spagna, Cipro e Gallia. Tra questi:

NoteModifica

  1. ^ Giovanni Marchetti, Del concilio di Sardica e de' suoi canoni..., pag.18.
  2. ^ Socrate, Historia ecclesiastica, II, 20; Sozomeno, Historia ecclesiastica, III, 12.
  3. ^ Hefele, op. cit., pp. 525-529; Zeiller, op. cit., pp. 228-231.
  4. ^ Hefele, op. cit., p. 532; Zeiller, op. cit., p. 232.
  5. ^ Era rappresentato dai preti Archidamo e Filossene (Hefele, p. 534).
  6. ^ Non è indicato il nome preciso della diocesi di appartenenza; cfr. Hefele, op. cit., pp. 536 e 538-539.
  7. ^ Hefele, op. cit., p. 536.
  8. ^ Divenne patriarca di Antiochia anni dopo la fine del concilio di Sardica.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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