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Conferenza di servizi

istituto giuridico del diritto pubblico italiano

La conferenza di servizi è un istituto della legislazione italiana di semplificazione dell'attività della pubblica amministrazione della Repubblica Italiana.

Disciplina normativaModifica

L'istituto in passato era previsto, in alcune ipotesi, da leggi speciali: come ad esempio dalla legge 6 dicembre 1962, n. 1643 ed in materia urbanistica, come previsto dall'art. 81 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616.[1] Venne poi disciplinato in via generale dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.[2] La legge 11 febbraio 2005, n. 15 introdusse poi la possibilità che essa si svolgesse con strumenti telematici.

La disciplina della conferenza di servizi è stata riformata dall'art. 1, comma 1 del d.lgs. 30 giugno 2016, n. 127, in attuazione dell'art. 2 della legge n. 124 del 7 agosto 2015[3].

CaratteristicheModifica

Ha lo scopo di facilitare l'acquisizione da parte della P.A. di autorizzazioni, atti, licenze, permessi e nulla-osta o di altri elementi comunque denominati, mediante convocazione di riunioni collegiali (cosiddette conferenze) anche finalizzate all'emissione di un provvedimento amministrativo. Essa può essere vista sia come un modulo procedimentale di semplificazione di un procedimento, sia come strumento di coordinamento degli interessi coinvolti, al fine di soppesarli ed aggregarli.

In passato, quando non erano ancora state istituite le conferenze di servizi, accadeva spesso che un procedimento si arenasse a causa della sequenzialità nella richiesta e ottenimento delle autorizzazioni da parte dei singoli enti. Ad esempio, un progetto edilizio da costruire in zona sia sismica sia soggetta ad autorizzazione paesaggistica, avrebbe richiesto autorizzazioni e nulla osta da parte di una pluralità di enti, e la struttura sequenziale ne avrebbe inficiato sia il tempo necessario sia la possibilità stessa di ottenerlo. Con la legge n. 241/1990 e l'istituzione della conferenza di servizi, si è avuta una accelerazione dei procedimenti amministrativi che coinvolgono una pluralità di amministrazioni. Queste ultime, infatti, si riuniscono "in un'unica sede e in un'unica occasione" e decidono all'interno di un unico collegio.

Caratteristica è anche l'applicazione del "principio di maggioranza", in base al quale le varie amministrazioni interessate si riuniscono e votano per l'autorizzazione. In virtù di ciò, un procedimento non necessariamente viene abbandonato a causa di una singola autorizzazione negata da parte di una singola amministrazione, ma l'autorizzazione viene concessa sulla base della maggioranza dei voti all'interno della conferenza di servizi (è comunque prevista una mitigazione del principio maggioritario nei casi di beni di interesse archeologico, paesaggistico o ambientale).[4]

TipologieModifica

I tipi di conferenza previste sono:

  • conferenza istruttoria (o preliminare):

«Qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo, l'amministrazione procedente può indire una conferenza di servizi.[5]»

  • conferenza preliminare: viene convocata, su istanza dell'interessato (che ne sopporterà gli oneri) per progetti preliminari particolarmente complessi;
  • conferenza decisoria: viene convocata per creare una sede decisionale che sostituisca tutti gli atti prodromici al provvedimento finale. La conferenza è obbligatoria quando l'amministrazione procedente deve "acquisire pareri, intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni pubbliche e quando l'attività del privato sia subordinata a più atti di assenso, comunque denominati, da adottare a conclusione di distinti procedimenti, di competenza di diverse amministrazioni pubbliche".

Il D. Lgs n. 127/2016 ha introdotto due tipologie di conferenza dei servizi decisoria (art. 14 bis e ss, L. 241/1990):

  1. la conferenza semplificata in modalità asincrona: che prevede l'invio della documentazione e degli atti di assenso per via telematica;
  2. la conferenza simultanea in modalità sincrona, ovvero la tradizionale riunione con la presenza simultanea dei rappresentanti delle diverse amministrazioni;

Riferimenti normativiModifica

NoteModifica

  1. ^ Articolo poi abrogato dall'art. 4 del D.P.R. 18 aprile 1994, n. 383.
  2. ^ Artt. 14, 14-bis, 14-ter, 14-quater, 14-quinquies.
  3. ^ Guida del Governo alla nuova Conferenza dei Servizi (PDF), su italiasemplice.gov.it.
  4. ^ corso2003, pagg. 173-174.
  5. ^ Art. 14, comma 1 legge 241/1990

BibliografiaModifica

  • Guido Corso, Manuale di diritto amministrativo, Torino, G. Giappichelli Editore, 2003.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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