Confessions (film 2010)

film del 2010 diretto da Tetsuya Nakashima
Confessions
Confessions.png
Ai Hashimoto in una scena del film
Titolo originale告白
Kokuhaku
Lingua originalegiapponese
Paese di produzioneGiappone
Anno2010
Durata106 min
RapportoWidescreen
Generedrammatico, thriller
RegiaTetsuya Nakashima
SoggettoKanae Minato
SceneggiaturaTetsuya Nakashima
ProduttoreGenki Kawamura, Yuji Ishida, Yutaka Suzuki, Yoshihiro Kubota
Produttore esecutivoMinami Ichikawa
Casa di produzioneToho, Licri
Distribuzione in italianoTucker Film
FotografiaShoichi Ato, Atsushi Ozawa
MontaggioYoshiyuki Koike
Effetti specialiMasahide Yanagawa (supervisore)
MusicheToyohiko Kanahashi
ScenografiaTomomi Nishio
CostumiHiromi Shintani
TruccoSatoshi Yamazaki, Tomo Hyakutake
Art directorTowako Kuwajima
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Confessions (告白 Kokuhaku?, lett. "Confessioni") è un film del 2010 diretto da Tetsuya Nakashima.

Il soggetto è tratto dall'omonimo romanzo di Kanae Minato (in Italia pubblicato da Giano/Neri Pozza con il titolo Confessione, traduzione di Gianluca Coci).

TramaModifica

L'insegnante di scuola media Yuko Moriguchi annuncia la sua intenzione di ritirarsi dall'insegnamento entro un mese, raccontando dopo la lezione il motivo di tale scelta. La donna quindi parla di come il suo compagno, l'insegnante Sakuramiya, contrasse l'HIV durante uno dei suoi viaggi all'estero (rassicurando subito gli studenti sul fatto che non è contagioso); quando Yuko rimase incinta, entrambi scelsero di far nascere la figlia senza sposarsi, in quanto la notizia della malattia del padre sarebbe stata fonte di discriminazione nei suoi riguardi una volta cresciuta, nonostante le basse possibilità di ereditarla; alla nascita di Manami, suo padre scelse con sofferenza di starle lontano evitando ogni possibile contatto per non farla ammalare e, passato un anno, Yuko tornò a insegnare. Quando andava all'asilo Manami fu affidata alla signora Takenaka, proprietaria di un cane a cui Manami si affezionò molto e al quale dava da mangiare ogni giorno. All'inizio dell'anno, la signora Takenaka fu ricoverata in ospedale, e Yuko dovette portare la figlia a scuola, lasciandola in infermeria fino alla fine delle lezioni; alcuni studenti della classe di Yuko si erano affezionati molto a Manami, e spesso l'andavano a trovare per giocare insieme. Una sera, però, Manami scomparve, e fu ritrovata morta annegata al centro della piscina della palestra: le indagini della polizia arrivarono alla conclusione che Manami era caduta accidentalmente nella piscina; questo fatto fu appurato anche perché si scoprì che Manami di nascosto andava a dar da mangiare al cane della signora Takenaka, così la responsabilità dell'accaduto ricade solo su Yuko, distrutta dal dolore, la quale però dichiara di non aver mai creduto che fosse un incidente. Yuko quindi rivela che, dopo aver indagato sull'accaduto, Manami è stata uccisa da due studenti della sua classe.

In Giappone vi è un articolo della costituzione secondo cui non si può incriminare un minore sotto i 14 anni[1] per omicidio anche se l'ha commesso pubblicamente, e che la massima pena in tal caso consiste nel finire in una clinica psichiatrica da dove si verrà rilasciati in poco tempo: Yuko ritiene tutto questo inaccettabile e non intende farla passare liscia ai due studenti, che per il momento soprannomina "studente A" e "studente B". Sakuramiya pianse disperato per la morte della figlia, potendola abbracciare solo una volta messa nella bara, mentre Yuko dichiara di non sentirsi più come prima e che una parte di lei è morta insieme a Manami. Yuko rivela che lo studente A ha ottimi voti e apparentemente non presentava problemi, ad eccezione di alcune voci inquietanti sul fatto che uccideva piccoli animali che poi metteva nel frigorifero, anche se ciò non venne mai accertato; in passato lo studente A la visitò al suo laboratorio e la testò come cavia per un nuovo tipo d'invenzione che riguardava un astuccio con antifurto all'interno che dava la scossa elettrica. Yuko trovò l'invenzione inquietante, ma lo studente A insistette per farle mettere il suo timbro di accettazione per il concorso nazionale di scienze per le scuole medie, ritenendo che dovessero essere i giudici a dichiarare se considerarlo pericoloso; Yuko accettò su invito del preside, e l'invenzione vinse il primo premio. Yuko domandò allo studente la verità sulla morte della figlia, lui finse di buttarsi dalla finestra dichiarando allegramente che lo aveva fatto perché voleva essere riconosciuto in tutto il mondo per il suo talento, definendosi un essere superiore; l'annuncio sui giornali della sua vittoria tuttavia fu oscurato da quella di una ragazzina tredicenne che uccise tutta la sua famiglia avvelenandola col cianuro, noto come Caso Follia. Lo studente A è Shuya Watanabe.

Lo studente B aveva iniziato a praticare lo sport per aumentare i muscoli, ma per via della sua costituzione fisica fu respinto in ogni sport, ma non ebbe il coraggio di parlarne col suo consigliere scolastico, chiedendo poi a sua madre di toglierlo dagli sport iniziando a fare ripetizioni, comunque prendendo sempre brutti voti. Con passare il tempo, lo studente B andò in una sala giochi, ma poiché era vietata per la sua età fu trattenuto in commissariato dove, aspettandosi di essere raggiunto da Yuko Moriguchi, trovò invece l'insegnante Tokura (il regolamento scolastico implica che siano le insegnanti donne a recuperare le studentesse, mentre i maschi vengono recuperati dagli uomini). Per aver infranto la regola di non poter entrare in una sala giochi, come punizione allo studente B viene imposto di pulire la piscina e gli spogliatoi della palestra per due settimane: Yuko scoprì tutto questo direttamente dallo studente B dopo essere andata a casa sua, essendo costantemente protetto dalla madre, anche lei presente all'incontro. Verso febbraio, Shuya manipolò lo studente B per convincerlo ad unirsi al suo piano: avendo potenziato il suo borsellino elettrico voleva scegliere su chi testarlo, così lo studente B, ancora risentito per non essere stato preso da Yuko in commissariato, per "punirla" propose di testare l'invenzione sulla piccola Manami. Facendole credere che all'interno del borsellino ci fossero cioccolatini, Manami lo aprì, prese una scossa elettrica e crollò a terra: credendola morta, Shuya se ne andò in tutta tranquillità dicendo all'altro che poteva dire a tutti che era stato lui. In preda al panico lo studente B, per evitare che le indagini potessero condurre a loro, gettò via il borsellino e buttò il corpo di Manami nella piscina per farlo sembrare un incidente. Yuko però rivela che la scossa elettrica non aveva ucciso Manami, ma l'aveva solo fatta svenire: sua figlia infatti morì annegata nella piscina quando lo studente B ce la gettò. Lo studente B è Naoki Shimomura.

Yuko intende far passare le pene dell'inferno a Shuya e Naoki, facendoli vivere col peso delle loro colpe, dichiarando infine di avere compiuto la sua vendetta infettando il latte dei due alunni col sangue del compagno: Yuko li ringrazia per averlo bevuto, e annuncia che il tempo che gli resta da vivere è circa dieci anni, e di usarlo per capire quanto è importante la vita, salutando infine la sua classe. Al ritorno dalle vacanze arriva il nuovo insegnante Yoshiteru Terada, che però con il suo ottimismo (non essendo consapevole di ciò che è realmente accaduto in quella classe) peggiora le cose. Intanto Naoki, per paura di contagiare i compagni di classe e sua madre, sceglie di non uscire più da casa diventando un hikikomori. Yoshiteru, credendo nella sua ignoranza di poter aiutare Naoki, propone di andare una volta a settimana a casa sua insieme alla capoclasse Mizuki Kitahara, nonostante lei pensi che questo peggiorerà solamente le cose; la madre di Naoki, per evitare di parlare dall'incidente, continua a criticare Yuko durante ogni incontro. Nonostante la madre cerchi di avvicinarsi al figlio, Naoki (che pulisce in modo ossessivo pulisce tutto quello che tocca temendo di infettare la madre) la respinge rabbiosamente, portandola a ritenere Yuko la responsabile del suo comportamento. Invece Shuya continua ad andare in classe diventando vittima di bullismo da parte dei compagni, colmi di disprezzo per ciò che lui e Naoki hanno fatto a Manami e Yuko; solo Mizuki si avvicina a lui, arrivando a frequentarlo e divenendo così anche lei vittima di bullismo. Le continue visite di Mizuki e Yoshiteru aggravano sempre di più lo stato mentale di Naoki, la cui madre riesce a pulirlo solo dopo avergli messo del sonnifero nel cibo; Naoki si risveglia mettendosi a urlare atrocemente per poi calmarsi improvvisamente, uscendo dalla camera. La madre crede che tutto sia finalmente tornato come prima ma, osservando messaggio di auguri fatto dai compagni di classe e appeso alla parete, scopre degli ideogrammi nascosti che dicono Assassino! A morte!, facendola urlare disperata. Shuya e Mizuki capiscono che il latte bevuto non era infetto; tuttavia, Shuya minaccia i suoi compagni di infettarli, riuscendo a far cessare gli episodi di bullismo. Naoki si taglia i polsi, entra in un supermercato e aspetta di morire dissanguato, venendo tuttavia soccorso dalla madre; tornati a casa, Naoki le rivela della presunta infezione del latte a opera di Yuko. Sconvolta, sua madre insiste ad andare subito in ospedale, ma Naoki le rivela una scioccante verità: Manami aveva ripreso i sensi proprio nel momento in cui era sul punto di buttarla nella piscina, decidendo però di farlo lo stesso. In preda a un crollo nervoso, sua madre si convince che Naoki non sia più suo figlio, scrivendo infine un messaggio d'addio a sua figlia primogenita e a suo marito, con l'intenzione di uccidere Naoki per poi suicidarsi, prendendo un coltello da cucina e salendo le scale per compiere il tragico gesto. Il giorno dopo, la cerimonia di fine trimestre si conclude prima poiché si viene a sapere che Naoki ha ucciso sua madre.

Mizuki, convocata in sala insegnanti insieme al professor Yoshiteru per essere interrogata dagli investigatori, addita il professore come responsabile dell'accaduto a causa delle frequenti visite a casa di Naoki. Shuya racconta a Mizuki che sua madre era una grande scienziata che interruppe la carriera per occuparsi del figlio; lei cercò di insegnargli fin da piccolo argomenti complessi, finendo spesso per esasperarsi e maltrattarlo poiché il figlio non comprendeva ciò che gli insegnava. Il marito, non sopportando più tale situazione, chiese infine il divorzio per poi risposarsi e avere un altro figlio con la seconda moglie; Shuya prova un grande disprezzo per suo padre, considerandolo un idiota e un essere inferiore. Sua madre poté quindi tornare al suo lavoro di ricercatrice, e Shuya sperò che la sua vincita al concorso potesse riavvicinarlo a lei, ma la notizia del massacro attuato dalla ragazzina tredicenne lo oscurò: per essere notato decise infine di orchestrare un omicidio da professionista. L'attenzione di Shuya cadde su Naoki, da lui considerato un sempliciotto facilmente manipolabile; Naoki era un ragazzo molto solitario e senza amici, così l'improvvisa comparsa di Shuya gli fece credere di averne finalmente trovato uno. Tuttavia, credendo inizialmente che Manami fosse morta per la scossa, Shuya rivelò a Naoki il suo reale piano, per poi andarsene dicendogli di considerarlo una nullità. Naoki, quando vide Manami riprendere i sensi, capì che Shuya aveva fallito nel suo intento ma, influenzato dalle sue parole, finì per gettare Manami in piscina per dimostrare di essere più forte di lui. Shuya, convinto che sua madre sarebbe tornata da lui una volta saputo di essere infetto, rimane deluso quando il risultato del test dà esito negativo. Naoki impazzisce completamente e viene prelevato dalla polizia: nel suo delirio, Naoki dice di essere sicuro che il professor Yoshiteru fosse una spia inviata da Yuko per osservarlo, certo che lei stesse cercando di ucciderlo; la madre disperata lo accoltellò al petto, ma il colpo non fu mortale così Naoki, influenzato dalle visioni di Shuya che si prendeva gioco di lui, sgozzò sua madre.

Shuya pone fine alla relazione con Mizuki (che voleva imitare il Caso Follia) considerandola solo un passatempo, e lei lo accusa di soffrire del complesso di Edipo, che è attaccato morbosamente alla madre che l'ha abbandonato e che ha paura di andare a trovarla perché teme di essere nuovamente rifiutato; Shuya reagisce uccidendola e mettendo il suo corpo nel frigorifero. Un flashback mostra Mizuki incontrare Yuko in un bar: qui la professoressa le rivelò di aver inizialmente manipolato Yoshiteru per mettere alle strette Naoki e Shuya, e che egli si è preso una pausa dall'insegnamento dopo quanto successo. Yuko fece in modo che Yoshiteru andasse sempre a casa di Naoko per farlo impazzire progressivamente; anche il bullismo verso Shuya fu fomentato da Yuko, che comunicò a Yoshiteru del maltrattamento dei compagni di classe per fare in modo che essi lo trattassero in modo ancora più violento. L'obiettivo di Yuko era spingere al suicidio Shuya grazie al bullismo della classe, ma ciò non avvenne. La sua intenzione era veramente quella di infettare il latte dei due studenti col sangue del compagno, ma Sakuramiya se ne accorse in tempo e buttò via la siringa, impedendole di compiere il gesto; pur condividendo la disperazione per la sorte della loro unica figlia, le chiese di non farsi trascinare dall'odio, convinto che Naoko e Shuya avrebbero compreso la gravità del loro gesto. Yuko le spiegò infine che, anche se ci fosse stata una remota possibilità di contrarre l'AIDS, con le medicine moderne i due avrebbero potuto vivere tranquillamente; eppure la loro l'ingenuità li portò a essere facilmente suggestionati da quella storia inventata. Yuko rivelò infine che Sakuramiya, benché avesse l'AIDS, morì per un cancro terminale. Rimasta sola sul marciapiede, Yuko cadde in ginocchio piangendo disperata per avere perso tutti i suoi cari. Persi tutti quelli che amava, Yuko, scelse di portare fino in fondo la sua vendetta.

Shuya costruisce una bomba artigianale che intende attivare durante la cerimonia d'apertura scolastica; giunto il giorno fatidico, Shuya attiva il detonatore ma scopre che sotto il piedistallo la bomba è scomparsa. Riceve una telefonata da Yuko, la quale dichiara che farlo morire e basta non sarebbe stato sufficiente per la sua vendetta, e di avere costantemente monitorato il blog dove Shuya aveva pubblicato le sue ultime volontà, compresa l'esplosione. Yuko aveva compreso dalle parole scambiate con Mizuki che il punto debole di Shuya è sua madre: Shuya, andando nello studio di sua madre, trovò una fotografia che testimoniava il suo nuovo matrimonio con un collega, una "prova" che ormai lui era stato dimenticato. Yuko dichiara che la polizia sta ispezionando la sua casa e che presto troveranno il corpo di Mizuki, e infine rivela di aver preso lei la sua bomba e di averla messa nello studio della madre, dalla quale seppe che non aveva mai dimenticato il figlio: Shuya, attivando il detonatore, ha ucciso sua madre. Lo shock è così potente che Shuya inizia a perdere sangue dal naso, crollando a terra e urlando disperato di fronte a tutta la scuola. Poco gli si avvicina Yuko, dichiarando di aver compiuto la sua vendetta: dare una vita infernale a Shuya e Naoko così come loro hanno fatto con lei uccidendo Manami. Yuko dichiara a Shuya che ora può cominciare una nuova vita, per poi rispondere con una frase che Shuya ripeteva spesso: «sto scherzando».

DistribuzioneModifica

Il film è stato presentato in anteprima alla 40ª edizione del Sitges - Festival internazionale del cinema della Catalogna.[2] In Giappone è stato distribuito dal 5 giugno 2010, mentre in Italia da Tucker Film dal 9 maggio 2013.[3] I dialoghi sono stati adattati da Elettra Caporello, mentre la direzione del doppiaggio (avvenuto presso CTA Digilab) è di Franco Zucca.

RiconoscimentiModifica

Differenze tra libro e filmModifica

Il film è estremamente fedele al romanzo originale nella trama e nella descrizione dei personaggi. Nel libro la psicologia di questi è descritta in maggiore profondità ma senza che nella versione filmica sia omesso nulla di davvero importante. Tra le poche differenze nell'intreccio:

  • Nel film il monologo iniziale è inframmezzato da scene sul tetto della scuola che mostrano uno studente vittima di bullismo e da brevi inquadrature sugli schermi dei cellulari di alcuni studenti.
  • Nel film è stato aggiunto un dialogo in una caffetteria tra la professoressa e la giovane Kitahara.
  • Nel film il modo in cui alla professoressa viene impedito di infettare il latte è diverso rispetto al libro.
  • Nel libro, quando Shuya Watanabe si reca all'università per vedere la madre ne incontra il suo attuale marito, mentre nel film si tratta di un altro professore che lo informa del fatto che lei si è risposata.
  • Nel libro manca la frase finale che chiude invece il film, e che lascia spazio ad un'interpretazione diversa dei fatti.

NoteModifica

  1. ^ (EN) II. ARTICLE 1 (Definition of the child), su mofa.go.jp. URL consultato il 13 giugno 2020.
  2. ^ (CAESEN) Confessions (Kokuhaku), su sitgesfilmfestival.com. URL consultato il 13 giugno 2020.
  3. ^ Confessions, su comingsoon.it. URL consultato il 13 giugno 2020.
  4. ^ (ENKO) 2010 (14th) - Puchon Choice Awards, su bifan.kr. URL consultato il 13 giugno 2010.
  5. ^ (JA) List of Blue Ribbon Awards, su cinemahochi.yomiuri.co.jp. URL consultato il 13 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2013).
  6. ^ Audience Awards, su fareastfilm.com. URL consultato il 13 giugno 2020.
  7. ^ (ZH) 第30屆香港電影金像獎提名及得獎名單, su hkfaa.com. URL consultato il 13 giugno 2011.

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Collegamenti esterniModifica