Congo belga

possedimento coloniale africano del Belgio (1908-1960)
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'attuale Stato, vedi Repubblica Democratica del Congo.
Congo belga
Congo belga – BandieraCongo belga - Stemma
(dettagli)(dettagli)
Motto: (FR) "Travail et progrès"
(traduzione: "Lavoro e progresso")
LocationCongoFreeState.png
Dati amministrativi
Nome completoCongo belga
Nome ufficiale(FR) Congo belge
(NL) Belgisch-Congo
Lingue ufficialide facto solo francese, de jure co-ufficiale olandese
InnoLa Brabançonne
CapitaleLéopoldville/Leopoldstad (1929-1960)
Altre capitaliBoma (1908-1929)
Dipendente daBelgio Belgio
Politica
Forma di StatoColonia
Nascita15 novembre 1908 con Leopoldo II del Belgio
CausaAnnessione dello Stato Libero del Congo al Belgio
Fine30 giugno 1960 con Baldovino I del Belgio
CausaIndipendenza del Congo belga
Territorio e popolazione
Bacino geograficoBacino del fiume Congo
Territorio originaleBacino del fiume Congo
Massima estensione2.344.858 km quadrati nel 1908-1960
Popolazione16.610.000 abitanti nel 1960
Economia
ValutaFranco congolese
Religione e società
Religioni preminentianimismo
Religione di Statocattolicesimo
Religioni minoritariecattolicesimo, protestantesimo
Map-belgian-congo.jpg
Evoluzione storica
Preceduto daCongo belga Stato Libero del Congo
Succeduto daCongo-Léopoldville Repubblica Democratica del Congo

Congo belga (in francese Congo belge, in olandese Belgisch-Congo, in tedesco Belgisch-Kongo) era la denominazione formalmente assunta dall'attuale Repubblica Democratica del Congo nel periodo compreso tra la rinuncia da parte del re Leopoldo II del Belgio al controllo personale dei territori della colonia (considerati proprietà della Corona) a favore del Belgio (15 novembre 1908) e l'indipendenza della colonia, raggiunta il 30 giugno 1960.

Nella memoria collettiva anche molti anni dopo l'indipendenza spesso ci si riferiva (ed ancor oggi capita) all'attuale Repubblica Democratica del Congo con il nome storico di Congo belga.

StoriaModifica

La costituzione e la prima guerra mondialeModifica

L'annessione dello Stato Libero del Congo al Belgio sotto la denominazione di Congo belga fu decisa nel 1908 dal Parlamento belga. Durante la prima guerra mondiale le truppe congolesi combatterono con gli Alleati in Africa, conquistando una parte del Tanganica e la colonia tedesca del Ruanda-Urundi, che la Società delle Nazioni affidò in mandato al Belgio nel 1919 e che venne da questi annessa al Congo belga.

La seconda guerra mondialeModifica

Nel corso della seconda guerra mondiale venne potenziata l'attività industriale ed estrattiva, soprattutto dell'uranio, estratto massicciamente dalla miniera di Shinkolobwe (che sarebbe stato utilizzato per la realizzazione delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki). Nel corso dell'esperienza bellica il paese venne a contatto con le istanze nazionaliste portate avanti dalle popolazioni delle limitrofe colonie francesi che si trovavano come il Congo in una situazione di indipendenza di fatto dalla madrepatria, occupata dalla Germania. Ciò determinò la comparsa di movimenti indipendentisti che in un primo momento il Belgio tentò di contenere, cercando di evitare attriti mediante la concessione di alcune riforme, in particolare nel settore agricolo e dell'educazione. Ciò comportò l'emancipazione di una fascia ristretta della popolazione, una sorta di aristocrazia nera operante in mediazione con l'autorità belga, fortemente permeata della cultura occidentale e detentrice di alcuni, limitati diritti politici (i cosiddetti evolués, "evoluti").

Il secondo dopoguerra e l'indipendenzaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Repubblica Democratica del Congo e Stato del Katanga.

Nel 1955, di fronte alla crescita delle rivendicazioni indipendentiste, Baldovino I lanciò la proposta di una comunità belga-congolese. L'8 dicembre del 1957 la popolazione nera partecipò per la prima volta all'elezione dei consigli cittadini e i suoi rappresentanti ottennero la maggioranza dei seggi. Dopo gli scontri che ebbero luogo a Léopoldville (l'attuale Kinshasa) nel 1959, in seguito a una manifestazione nazionalista, il governo belga e rappresentanti congolesi si incontrarono a Bruxelles per stabilire le modalità e le tempistiche della concessione dell'indipendenza. Tuttavia, tra i leader politici congolesi non vi era identità di vedute: mentre il Movimento nazionale congolese di Patrice Lumumba sosteneva la costituzione di uno stato unitario, al di là delle differenze etniche e regionali, l'Abako (l'Associazione dei bakongo) e il Conakat (la Confederazione delle associazioni katanghesi) sostenevano la creazione di una confederazione.

Le elezioni generali del maggio 1960 diedero la maggioranza al Movimento nazionale congolese; Lumumba assunse la guida del governo (assumendo la carica di Primo Ministro), cedendo la presidenza al leader dell'Abako Joseph Kasa-Vubu. La Repubblica indipendente del Congo fu proclamata il 30 giugno del 1960, mentre l'11 luglio quella dello Stato del Katanga.

Governatori generaliModifica

Le relazioni contemporanee tra Congo e BelgioModifica

Richieste di decolonizzazione dello spazio pubblicoModifica

Ci sono molti monumenti in Belgio che glorificano il passato coloniale belga. La maggior parte di essi risale al periodo tra le due guerre, all'apice della propaganda patriottica.

Ci sono state diverse proposte per rimuovere le statue dallo spazio pubblico. Queste richieste di decolonizzazione dello spazio pubblico appaiono in Belgio già nel 2004 a Ostenda, dove la mano di uno dei "congolesi grati" rappresentati sul monumento di Leopoldo II viene segata per denunciare le esazioni del re in Congo, e già nel 2008 a Bruxelles, dove un attivista di nome Théophile de Giraud ricopre la statua equestre di Leopoldo II con vernice rossa.

Queste azioni si sono intensificate negli anni 2010 con la nascita di gruppi d'azione, la pubblicazione di articoli sui giornali e infine la vicenda del busto di "General Storms".

Il culmine è raggiunto nel 2020 sulla scia delle manifestazioni contro il razzismo e la violenza della polizia dopo la morte di George Floyd, ucciso dalla polizia il 25 maggio 2020 a Minneapolis negli Stati Uniti. Il 4 giugno 2020, i partiti di maggioranza della regione di Bruxelles-Capitale hanno presentato una risoluzione volta a decolonizzare lo spazio pubblico nella regione di Bruxelles e poi hanno iniziato un'ondata di sequestri e degradazioni di statue, come le statue di Leopoldo II all'Università di Mons, Ekeren, Bruxelles, Auderghem, Ixelles e Arlon, o il busto di re Baldovino davanti alla cattedrale dei Santi Michel e Gudule a Bruxelles.

Il rimpianto realeModifica

Il 30 giugno 2020, il re Filippo ha espresso il suo rammarico per il regno di Leopoldo II e poi del Belgio in Congo in una lettera al presidente congolese.

BibliografiaModifica

  • Isidore Ndaywel è nziem, Aux origines de l'éveil politique au Congo belge : Une lecture du manifeste Conscience africaine (1956) cinquante ans après, Présence Africaine 2006/1 (N° 173).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica