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Coordinate: 41°54′48.98″N 12°28′41.47″E / 41.913606°N 12.478185°E41.913606; 12.478185

Consiglio nazionale dell'economia
e del lavoro
Logo CNEL.jpg
Villa Lubin 4547.JPG
Villa Lubin
StatoItalia Italia
TipoOrgano di rilievo costituzionale
SiglaCNEL
Istituito1957
PresidenteTiziano Treu
VicepresidentiDelio Napoleone
Gian Paolo Gualaccini
Bilancio7,6 milioni di euro (2017)[1]
Impiegati56 (2 016)[2]
SedeRoma
IndirizzoViale Davide Lubin, 2 00196 Roma
Sito web
Villa Lubin (a destra) su una moneta italiana commemorativa da 200 lire coniata in occasione della prima Giornata mondiale dell'alimentazione nel 1981

Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL) è un organo di rilievo costituzionale italiano con funzione consultiva rispetto al Governo, alle Camere e alle Regioni.

Le materie di sua competenza sono la legislazione economica e sociale, nell'ambito delle quali ha diritto all'iniziativa legislativa.

Organismi simili di partecipazione alla gestione del potere, in cui è rappresentata l'intera società civile, sono presenti in tutte le costituzioni democratico-liberali del primo dopoguerra, poi riformati[3]: il Volkswirtschaftsrat (Bismarck, 1881) riformato nella Costituzione del 1919, il Conseil économique social et environnemental (Francia, 1919), il Consiglio Nazionale delle Corporazioni (Italia, 1930), il Consejo Economico y Social (Spagna, 1991) e il National Economic Council (Stati Uniti, 1993).

Indice

StoriaModifica

Previsto dall'articolo 99 della Costituzione, fu istituito con legge n. 33 del 5 gennaio 1957. Alla fine del 2016 l'organo salì alla ribalta dell'opinione pubblica italiana, in quanto la sua abolizione fu prevista dalla riforma costituzionale Renzi-Boschi, bocciata con apposito referendum costituzionale.

ComposizioneModifica

L'art. 99, c. 1 della Costituzione prevede che esso sia composto «di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa». La sua composizione è disciplinata dall'art. 2 della legge n. 936 del 30 dicembre 1986 e successive modificazioni.[4]

Sulla base della legge n. 214/2011, esso conta di 65 membri così suddivisi:[5]

  • il presidente, nominato con decreto del presidente della Repubblica, al di fuori degli altri componenti;
  • 10 «esperti, qualificati esponenti della cultura economica, sociale e giuridica» di cui:
  • 48 «rappresentanti delle categorie produttive di beni e servizi nei settori pubblico e privato», di cui:
    • 22 rappresentanti dei lavoratori dipendenti, tra i quali 3 «rappresentano i dirigenti e i quadri pubblici e privati»;
    • 9 rappresentanti dei lavoratori autonomi e delle professioni;
    • 17 rappresentanti delle imprese.
  • 6 rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e delle organizzazioni del volontariato.

I membri del Consiglio restano in carica per cinque anni e possono essere riconfermati.

A supporto dell'attività dell'organo è istituito un Segretariato generale, composto da uffici che fanno capo al segretario generale, nominato con decreto del presidente della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il presidente del CNEL.

FunzioniModifica

Le funzioni del CNEL sono quelle di:

I pareri sono forniti solo su richiesta del Governo, delle Camere, delle Regioni e delle Province Autonome (quindi non sono obbligatori) e, anche se forniti, non risultano vincolanti.
Inoltre ha il potere di promuovere iniziative legislative nel campo della legislazione economica e sociale, con alcune eccezioni, come per le leggi tributarie, di bilancio o di natura costituzionale. L'iniziativa è parimenti esclusa per quelle leggi per le quali sia stato presentato un disegno di legge da parte del governo, o per le quali il governo, il parlamento o una regione abbia già chiesto il parere del CNEL.

Tale disciplina è contenuta nella legge n. 936 del 1986. La stessa norma (art. 16) istituisce presso il CNEL l'Archivio unico nazionale dei contratti collettivi di lavoro, firmati in originale dalle parti sociali, sia nazionali sia decentrati, del settore pubblico e privato.

La Costituzione si limita a definire due specifiche competenze: la titolarità dell'iniziativa legislativa e la competenza a elaborare "la legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i principi stabiliti dalla legge" che sono assai restrittivi.[6]

PresidentiModifica

SedeModifica

La sede è nell'edificio costruito su impulso di David Lubin nel parco di villa Borghese e che, inizialmente chiamato villa Italia, ha assunto successivamente il nome di villa Lubin[7].

Riferimenti normativiModifica

NoteModifica

  1. ^ https://www.cnel.it/Portals/0/CNEL/AmministrazioneTrasparente/Bilanci/Trasm_bilancio_prev_2017_Senato_Camera_PCM_22_11_2016_.pdf?ver=2017-06-14-101956-190
  2. ^ https://www.cnel.it/Portals/0/CNEL/AmministrazioneTrasparente/Bilanci/Conto%20consuntivo%202016.pdf?ver=2017-07-21-105019-710
  3. ^ esame di Diritto Pubblico Americano e Comparato, Università degli Studi Federico II di Napoli, Scienze Politiche, corso di laurea magistrale in Studi Europei, 2010-2011
  4. ^ Leggi e Regolamenti - CNEL - Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro Archiviato il 15 luglio 2012 in Internet Archive.
  5. ^ Composizione - Il Consiglio - CNEL - Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro Archiviato il 17 luglio 2012 in Internet Archive.
  6. ^ Giancarlo Rolla, Manuale di Diritto Pubblico, Torino, Giappichelli, 1998, ISBN 88-348-8162-1.
  7. ^ David Lubin e la storia della Villa (PDF), Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. URL consultato il 14 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2016).

BibliografiaModifica

  • Paolo Caretti e Ugo De Siervo, Istituzioni di diritto pubblico, Torino, Giappichelli Editore, 1996, ISBN 88-348-6210-4.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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