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Il consortile o consorteria era un istituto giuridico medioevale che legava diversi rami di un'unica famiglia nobile. Generalmente, questo patto prevedeva che alcune proprietà consortili non potessero essere alienate al di fuori del consortile, in modo che in seguito all'estinzione di uno dei rami, la successione rimanesse all'interno della famiglia. Tuttavia, le modalità di gestione dell’eredità e dei feudi non erano univoche: ogni patto consortile poteva prevedere il ricorso a forme di amministrazione indivisa e consortile, oppure la divisione in quote uguali fra tutti i figli maschi, oppure il fedecommesso, o ancora forme di privilegio come la primogenitura, il maggiorascato o il seniorato.

Successivamente comparvero anche consortili tra famiglie e persone non imparentate fra di loro.

Fu un istituto particolarmente diffuso nel Piemonte (Romagnano, Avogadro, Sannazzaro). Altri esempi notevoli furono quelli delle consorterie dei Colonna e dei Piccolomini.

BibliografiaModifica