Apri il menu principale
San Contardo d'Este

Pellegrino

 
NascitaFerrara 1216
MorteBroni 16 aprile 1249
Venerato daChiesa cattolica
Canonizzazione27 settembre 1628
Santuario principaleBasilica di San Pietro a Broni
Ricorrenza16 aprile
Attributiabito da pellegrino iacopeo, cavaliere del Santo Sepolcro di Gerusalemme
Patrono diBroni, compatrono di Modena

San Contardo d'Este (Ferrara, 1216Broni, 16 aprile 1249) è stato un cavaliere italiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Indice

BiografiaModifica

 
Stemma della famiglia Estense
 
Basilica di San Pietro a Broni

San Contardo è nato a Ferrara nel 1216 e morto a Broni il 16 aprile 1249. Santo venerato con culto approvato da Papa Paolo V e arricchito di indulgenze da Papa Urbano VIII.

Primogenito maschio dei principi d'Este, signori della città di Ferrara. La madre apparteneva alla nobile famiglia dei Contardi, e il padre Aldobrandino I d'Este[1],  che aveva avuto, con la precedente moglie una sola figlia legittima: Beatrice.

Aldobrandino viene assassinato nel 1215 e la famiglia estense (Azzo VII)  sapendo che la vedova era in gravidanza decise di allontanarla dalla residenza di Calaone  e di farla partorire a Ferrara, per cercare di avere meno problemi con la successione. Contardo nasce a Ferrara sotto la protezione dello zio Azzo VII, senza essere riconosciuto come l’erede della casa estense. Nel 1234 la sorella Beatrice III andò in sposa al Re di Ungheria Andrea II detto il gerosolimitano perché fu tra i fautori della quinta crociata in Terra Santa.  Contardo viene finalmente riconosciuto principe estense perché aveva un fortissimo legame con la sorella Beatrice e più avanti il legame si allargò anche al figlio di Beatrice, Stefano d’Este.

Nel 1235 il Re di Ungheria  Andrea II nomina Contardo: “Milites Sancti Sepulcri” (Cavaliere del Santo Sepolcro), in virtù delle caratteristiche della sub infeudazione con il Regno di Gerusalemme; nel feudalesimo era pratica comune ai regnati conferire il titolo di cavaliere ai loro uomini migliori. In quegli anni Contardo, sull’esempio di San Francesco, sentì la voce di Dio che con forza lo chiamava ad abbandonare le ricchezze terrene e il diritto di successione, per vivere in povertà e pellegrino del Vangelo sulle strade di Terra Santa e d'Europa.

La crociata era vissuta come una forma molto particolare di pellegrinaggio. In quell’epoca il pellegrinaggio per il cristiano era molto importante, ma solo pochi potevano diventare palmieri, i più erano romei o pellegrini. Chi andava a Gerusalemme metteva a rischio la propria vita durante tutto il tragitto (il viaggio durava circa 3 anni a piedi, poco meno se si usava una nave). Il pellegrinaggio di per se non era mai sicuro ed occorreva viaggiare con gruppi armati per prevenire gli attacchi dei predoni, d’altro canto, in generale, gli arabi trattavano discretamente i pellegrini lasciando libertà di accesso ai luoghi santi perché seguivano gli stessi percorsi dei commercianti.

Ritornato in patria Contardo visse in santità e penitenza. Seguendo le orme della sorella Beatrice, che fondò il Monastero di Sant'Antonio in Polesine. All’età di 33 anni, lascia di nuovo Ferrara con alcuni compagni si mette in cammino verso Santiago di Compostela,edificando con la sua fede e la sua semplicità chiunque incontrava durante il cammino.

Arrivato a Broni (Provincia di Pavia) probabilmente con l'intenzione di salpare dalla Liguria, si ammala ed esprime il desiderio di essere ivi sepolto qualora fosse morto, i compagni pellegrini a malincuore fanno voto a Contardo di proseguire da soli nel pellegrinaggio e di tornare per la medesima strada certi di ritrovarlo guarito e riportarlo a Ferrara. In realtà la salute di Contardo peggiora, finiscono i pochi soldi che aveva portato con se e viene trasferito dall’albergo del paese alla cascina di un contadino che gli offre un pagliericcio a terra su cui sdraiarsi. In questa condizione di estrema povertà Contardo muore il 16 Aprile 1249. Alcuni prodigi impedirono che la sua morte avvenisse nell'anonimato e manifestando la santità dello sconosciuto pellegrino ai cittadini di Broni.

Le campane della chiesa della città si misero a suonare incessantemente e da sole. Poiché non vi era modo di fermarle, e non si capiva il motivo perché suonassero da sole, la popolazione era inquieta,  finché qualcuno si ricordò del povero pellegrino malato. Quando alcuni di loro si diressero al giaciglio videro che attorno al corpo di Contardo vi erano delle splendenti fiammelle. Subito venne organizzato il funerale e la sepoltura del pellegrino e le campane smisero di suonare. Era chiaro a tutti che quel povero pellegrino non era una persona qualsiasi.

Iniziarono i miracoli presso la sua tomba, la gente veniva guarita dai mali alla testa e dai dolori della colonna vertebrale tipici dei contadini che lavoravano duramente nei campi e sulle colline dell’Oltrepo pavese. I compagni pellegrini che tornavano per riprendere Contardo saputo della sua morte svelarono ai popolani che si trattava del principe d’Este e poi rientrati a Ferrara dissero agli estensi della volontà di Contardo di essere seppellito a Broni. Dopo poco tempo il corpo del cavaliere pellegrino viene traslato nella chiesa parrocchiale.

Allo studio della sua vita ha dedicato molta parte del suo lavoro di ricerca la scrittrice ferrarese Gianna Vancini.

CultoModifica

Il culto di san Contardo fu approvato da papa Paolo V.

La memoria liturgica è celebrata il 16 aprile, mentre la memoria della traslazione del corpo all'interno della Basilica Minore di San Pietro Apostolo in Broni è celebrata, con grande concorso di popolo e processione, l'ultimo sabato di Agosto. Dal 1698 è Copatrono di Modena.

Al Santo pellegrino, definito da molti il Patrono di tutto l'Oltrepò Pavese, è stato dedicato un colle nel Comune di Broni, Colle San Contardo, sulla cui cima è situata una antica cappella. La strada che percorre il colle è impreziosita da una artistica Via Crucis di 15 stazioni realizzata dallo scultore pavese Angelo Grilli.

Dal Martirologio Romano: "A Broni presso Pavia, commemorazione di san Contardo, pellegrino, che scelse una vita di estrema povertà e morì colpito da una malattia mentre era in cammino per Compostela".

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Luigi Ughi, Dizionario storico degli uomini illustri ferraresi, Ferrara, 1804.
  • Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. D'Este, Torino, 1835, ISBN non esistente.
  • Giacomo di Sai, Bartolo e Contardo Cavalieri del Santo Sepolcro, Pavia ISBN non esistente

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN252296047 · GND (DE14130099X