Contrada La Madonnina

Contrada La Madonnina
Palio dei Micci di Querceta
Contrada La Madonnina-Bandiera.jpg
ColoriGiallo e Azzurro con finimenti in Rosso
Motto"Omnium Domina Es"
SedeVia Madonnina dei Pagliai Angolo Via Aurelia
VittoriePalio (Corsa): 13
Alabarda d'Oro: 3
Miccio Canterino: 5
Staffetta: 5
Torneo di Calcio: 6
Giochi delle Bandiere: 6
Coppa del Presidente: 1
ContradaioliMadonninesi
GiornalinoIl Pagliaio
Sitohttp://www.contradalamadonnina.it

La Contrada la Madonnina è stata fondata il 2 Febbraio 1957 ed è una delle otto contrade che partecipano al Palio dei Micci di Querceta.

Colori, stemma e mottoModifica

I colori della Contrada sono: giallo, azzurro e finimenti in rosso.

 
Il logo storico della Contrada

Lo stemma storico della Contrada La Madonnina, nacque praticamente con la nascita della medesima, ad opera del pittore e scultore madonninese Emilio Buratti (1936-1997).

Probabilmente, nell’idearlo, non andò tanto a pensare (o forse si: chi lo sa) alle eventuali reazioni che quella sua realizzazione avrebbe provocato in seno al Consiglio di Contrada. E ciò perché, quella stella che lo sovrasta, è una stella rossa. Dati i tempi infatti ci fu chi ci vide un che di politico e non ce la intese tanto bene. Fatto sta, tuttavia, che il Consiglio approvò lo stemma così come fu concepito.[1] Nel 2004 allo stemma venne aggiunto il motto "Omnium Domina Es", che fu ideato dal contradaiolo Luca Garfagnini nel 2003, il quale ne parlò per la prima volta attraverso le pagine de “Il Pagliaio”, ritenendo necessario qualcosa di altisonante si, ma che al tempo stesso avesse radici qui, nella nostra Contrada.

Il ritornello della nostra canzone “O baldo miccettino” scritta da Giorgio Salvatori, e presentata al primo Festival del Miccio Canterino, nel 1957, recitava; “Di tutte sei la Regina, o festosa Contrada”, e questo, per molti anni a venire ed in parte ancor oggi, è un motivetto ricorrente nel nostro canticchiare quotidiano. Canticchia oggi, canticchia domani, quella frase, “di tutte sei la Regina”, è divenuta come una specie di motto. E volendo quindi ufficialmente attribuirgli tale Status, è d’obbligo la versione latina che, per l’appunto, è Omnium Domina Es. Adottando questo vezzo, la nostra Contrada è stata la prima contrada di Querceta ad unire al proprio stemma, un motto in latino, così come nella tradizione delle migliori associazioni.[2]

Successivamente il suddetto logo "storico" è stato sostituito da uno più moderno, formato da una corona e dalla "M" che rappresenta il nome della Contrada, presente attualmente sui vestiti e sulle bandiere della Contrada.

TerritorioModifica

Il territorio storicamente di pertinenza della Contrada è quello, sito nel Comune di Seravezza, compreso tra: Via Aurelia (dal ponte sul fiume Versilia, sino al civico n. 792); via Bottari (da via Aurelia, sino al crocevia con via Barsanti); via Barsanti (dal crocevia con via Bottari, sino al crocevia con via degli Ulivi, e solo per la parte lato Querceta); via degli Ulivi (per la sola metà verso mare); via Martiri di Sant’Anna (dal crocevia con via Sceltino, sino alla via Aurelia); via dei Prati (tutta); via Meccheri (tutta); via Fiumetto (da via Aurelia, sino al crocevia con via Mordure); via Storta (tutta); via Mordure (per il solo lato verso Pietrasanta); via Madonnina dei Pagliai (da via Aurelia, sino al crocevia con via Sceltino); via San Gabriele (tutta); via San Giorgio (tutta); via San Giuseppe (tutta); via Biagioni (da via San Giuseppe, sino al crocevia con via Baraglino); via Baraglino (da via Biagioni, sino al crocevia con via Giandiana e solo per la parte lato Pietrasanta); via Giandiana (da via Baraglino, sino al crocevia con via Colombaia e solo per la parte verso mare); via Colombaia (per la sola metà verso mare); via Sceltino (per la sola metà verso mare).

Detto territorio, secondo formale atto concessorio emanato dalla ProLoco di Querceta, è stato integrato con porzioni delle adiacenti zone di Ponterosso e Crociale site nel Comune di Pietrasanta; per cui risulta di pertinenza della Contrada anche la zona compresa tra: via Aurelia nord (dal ponte sul fiume Versilia, sino a crocevia con via Don Minzoni e solo per la parte verso mare); via Don Minzoni (tutta); via Andreotti (da via Don Minzoni, sino al crocevia con via Traversa Crociale, per la sola parte lato Querceta); via Traversa Crociale (per la sola metà lato monti); piazza Tognetti (tutta); via Paisiello (tutta); via Crociale (da via Aurelia nord, sino a Piazza Tognetti); via Vaiana (per la sola metà lato Pietrasanta); via Lungofiume Versilia (da via Aurelia nord, sino al crocevia con via Vaiana); via Monteverdi (tutta); via Montenero (tutta); via Francesconi (tutta); via Mascagni (tutta).[3]

La storia de "La Madonnina dei Pagliai"Modifica

Le vicende storiche del territorio de “La Madonnina dei Pagliai” sono le stesse di Querceta. Del resto anche questa Contrada ha parte del proprio territorio nel centro abitato.

Il territorio ha avuto numerose trasformazioni nel corso dei secoli: in epoca romana faceva parte del reticolato di centuriazione, nel medioevo, gli storici sono concordi nel ritenere che vicino a essa sorgesse l’antico Borgo di Brancagliana o Brancagliano, ch’era situato fra il Lago di Porta e Ponterosso, e che fu distrutto una prima volta dai lucchesi nel 1170, il 23 aprile, con 500 cavalieri e 2000 pedoni capitanati dal Console Rolando, come dice il cronista Tolomeo: – 500 milites cum magna turba populi –, e poi definitivamente forse nel secolo XIII, durante le frequentissime guerre fra le città toscane.

Scrive Vincenzo Santini, massimo storico versiliese, nei suoi “commentari storici sulla versilia antica e moderna” del 1845:

“Il Borgo di Brancagliana in Versilia sulla via romea a destra del Vesidia, a un quarto di miglio da quel torrente, era dei signori di Corvaia e di Vallecchia, che a forma di privilegi imperiali vi esercitavano il diritto di pedaggio, di cui un tempo parteciparono anche i Vescovi di Luni. Perché impedimento al libero transito della contrada, fu causa di guerra fra Lucca ed i Signorotti versigliesi.”

Collocando quindi il Borgo di Brancagliana, quasi sicuramente dove oggi si trovano Ponterosso e la chiesa di San Bartolomeo. La chiesa, già conosciuta nel 1220 sarebbe stata ricostruita sulle rovine di quella più antica e assai più ampia e maestosa del Borgo di Brancagliana, e vicino vi era il cimitero o necropoli di detto borgo. La chiesa fu di nuovo distrutta nel 24 Luglio del 1944 dopo un bombardamento aereo e fu ricostruita nell’immediato 1950.

“La Madonnina dei Pagliai”, attraversata così come Querceta dalla via Romea, situata a poche centinaia di metri da Brancagliana, fu quasi certamente influenzata dalle vicende dell’antico borgo e coinvolta nella sua totale distruzione. Ma la vita riprese quasi subito e seguì di pari passo lo sviluppo di Querceta. Interessanti anche i riferimenti al passato romanico della località. La suddivisione agraria dei terreni in epoca romana consisteva nel tracciare un reticolo di linee equidistanti e riconoscibili in strade, canali, fossi e muri. Ebbene, come ricorda Leopoldo Belli nel saggio “aspetti della colonizzazione romana in Versilia”, “resti di muri e cumuli di sassi”, indicativi di un cardine della centuriazione, “sono rilevabili… nei pressi di Querceta, lungo le vie Madonnina e Fiumetto”. Anche per la Madonnina il dato storico più attendibile risale però a non più di trecento anni fa. Il borgo si ingrandì ai fianchi della stradina romana, e le famiglie si moltiplicarono dando impulso soprattutto alle produzioni agricole ed alla coltura dell’olivo.[4]

LeggendaModifica

Ad una leggenda di natura divina è invece legata la nascita della Contrada:

“Nel lontano 1347 in un radioso mattino di primavera, una giovane contadinella di nome Geltrude, mentre si trovava nei campi ad accudire le sue bestie, fu attratta da un raggio di luce proveniente da un vicino pagliaio. La giovane fanciulla si avvicinò incuriosita e vide un quadretto della Madonna che rifletteva la luce solare a mò di specchio. Non passò molto tempo che il quadro fu esposto alla preghiera dei pellegrini in una marginetta lungo la strada che porta a Roma.”

La Contrada oggiModifica

Seppur ci fu un timido tentativo di partecipazione al 1° Palio dei Micci del 1956, la contrada come oggi la conosciamo nasce il 2 febbraio 1957, da un’idea di Alfieri Tessa, grazie all’appoggio ed al finanziamento del Cavaliere Landi Giocondo che ne diventò il primo Presidente, con l’intento di partecipare al 1º Festival del Miccio Canterino. In seguito fece il suo esordio, vincendo, alla 2ª Edizione del Palio dei Micci di Querceta del 1957 ripetendo il risultato pure l’edizione seguente. Inizialmente riconosciuta con il nome Contrada Madonnina dei Pagliai, ha assunto in seguito il semplice nome di: Contrada La Madonnina.

Oggi il volto urbano de “La Madonnina dei Pagliai” è rimasto pressoché intatto. L’espansione edilizia ha seguito ritmi piuttosto lenti. Il poco che è stato fatto si trova soprattutto a fianco della statale Aurelia, vicino all’antico crocicchio, dove, la marginetta narrata nella leggenda con il tempo si è trasformata in una piccola chiesa costruita nel 1922 che ancora oggi può essere vista lungo la Via Aurelia, vicino a dove è collocata la sede sociale della piccola/grande Contrada de “La Madonnina”.

All’interno della chiesina è possibile ammirare dietro all’altare un quadro dipinto su lastra di lavagna che riproduce l’originale quadretto narrato nella leggenda, che, di misura ben più ridotta rispetto alla sua riproduzione, è purtroppo oggi perduto.[4]

Finalità e attivitàModifica

La Contrada è un’associazione libera, apartitica e apolitica. Non persegue fini di lucro e chiunque opera a suo favore, lo fa seguendo il concetto del volontariato. Tale concetto, secondo un ordinamento interno dettato dal presente Statuto e da appositi Regolamenti attuativi, è ispirato a principi di democrazia e indirizzato ad ottenere i migliori risultati possibili nell’ambito dell’attività sociale.

La finalità che la Contrada persegue come oggetto sociale primario è la partecipazione, in competizione con le Consorelle, a tutte le manifestazioni organizzate dalla Pro-Loco di Querceta: primo fra tutte il “Palio dei Micci”. Promuove inoltre e sostiene qualsiasi iniziativa, sua propria come di terzi, volta a rinsaldare i legami di fratellanza fra gli uomini e i popoli, senza distinzione alcuna; alienando da sé, ora e sempre, i concetti di odio e di guerra, facendosi ovunque portatrice di un sentimento di amicizia e di pace.

Si fa infine promotrice di attività ed iniziative varie volte a stimolare l’impegno dei giovani verso l’associazionismo e la solidarietà; ad approfondire, conservare e tramandare la storia e le tradizioni della Contrada stessa e del suo territorio; nonché a valorizzare i prodotti tipici locali, tramite eventi atti allo scopo.[3]

Gruppo sbandieratori e musiciModifica

Fiore all’occhiello della Contrada è il Gruppo Sbandieratori e Musici Contrada La Madonnina, che partecipa all’attività della Federazione Italiana Sbandieratori – Antichi Giuochi e Sports della Bandiera (F.I.S.B.), sotto l’egida del Gruppo Sbandieratori e Musici Palio dei Micci, costituito nel 1966 ed assieme ai gruppi sbandieratori e musici delle singole Contrade rappresenta il Palio dei Micci di Querceta.

Ha preso parte a varie feste popolari, rievocazioni storiche e manifestazioni varie, in ogni parte d’Italia, riscuotendo ovunque unanimi consensi per la bellezza dei suoi costumi e per la qualità delle sue esibizioni.[4]

Il PagliaioModifica

 
La copertina del primo numero de “Il Pagliaio” uscito il 31 Maggio 1987 in occasione del 32° Palio dei Micci

Nato nel 1987, seppur con alcuni anni di "pausa", è il numero unico della contrada, redatto dai contradaioli, che esce ogni anno in occasione del Palio dei Micci di Querceta. Il "giornalino" (come lo chiamano i contradaioli) contiene un resoconto dell'anno appena trascorso, degli obbiettivi raggiunti e di quelli che la Contrada si prefissa in vista delle manifestazioni future.

Sagra di Fine EstateModifica

La Sagra di Fine Estate, organizzata dalla Contrada “La Madonnina”, rappresenta da sempre un modo speciale di concludere l’estate versiliese, che tanto impegno ci richiede, ma che ci porta anche soddisfazioni e consensi, oltre a garantirci la possibilità di “andare avanti” e tentare di sempre ben figurare in ogni manifestazione cui partecipiamo. Ogni anno riusciamo a ripetere il successo di pubblico degli anni precedenti, di questo il grande merito va alle prelibatezze culinarie che le nostre cuoche sfornano a ritmo continuo. Non in minore considerazione vanno tenute le Orchestre che ogni sera si susseguono sul palco animando le serate. La Sagra di Fine Estate è non solo la principale fonte di finanziamento della nostra Contrada, ma anche un importante momento di vita comune.[4]

La "Regina" del PalioModifica

 
La vittoria di Angelo Oppito sul miccio Merlino al 48° Palio dei Micci di Querceta (2003)

Per il nome e per le vittorie, la Contrada La Madonnina è considerata la Regina della corsa del Palio, detenendo attualmente il record di vittorie tra tutte le contrade, grazie alle due vittorie nelle prime edizioni a cui ha partecipato (la seconda e la terza), e in epoca più recente, alle vittorie ottenute con il fantino Angelo Oppito.

Proprio Angelo Oppito, con otto vittorie personali, è a ragione considerato da tutti il “Re del Palio”, detenendo il record di vittorie assoluto fra i fantini nella storia della manifestazione; infatti alle sette vittorie con la Contrada La Madonnina va aggiunta la vittoria del 1979 con la contrada de “Il Leon d’Oro” (errore di gioventù ).

Durante il legame tra il fantino Angelo Oppito e la nostra contrada, due sono i successi che ci piace ricordare con grande orgoglio, le vittorie nel 25° (1980) e nel 50° Palio dei Micci (2005) che resteranno per sempre nella storia della Contrada La Madonnina, di Angelo, e dell’intero Palio dei Micci, ottenute rispettivamente con la miccia “Beppa” ed il miccio “Merlino” (vincente anche nel 2002, 2003) entrambi rimasti nel cuore dei contradaioli giallo-azzurri.[4]

Cronistoria delle vittorie nella corsa del Palio dei MicciModifica

N. VITTORIA DATA FANTINO Miccio

tra virgolette, i nomi di fantasia attribuiti per l'occasione

1 17 Marzo 1957 Rolando Dami Mora
2 16 Marzo 1958 Evaristo Angeli Mora
3 6 Maggio 1962 Loreno Giannini "Corona"
4 4 Giugno 1967 Loreno Giannini "Antoine"
5 9 Aprile 1978 Alberto Conti "Volasco"
6 27 Aprile 1980 Angelo Oppito Beppa - "Stiticone"
7 1 Luglio 1984 Marino Bresciani Paco
8 26 Maggio 1991 Angelo Oppito "Forlana"
9 14 Giugno 1992 Angelo Oppito "Mazzetta"
10 1 Maggio 1994 Angelo Oppito "Cusani"
11 12 Maggio 2002 Angelo Oppito Merlino
12 4 Maggio 2003 Angelo Oppito Merlino
13 8 Maggio 2005 Angelo Oppito Merlino

Albi d'oroModifica

Vittorie nelle competizioni inerenti alla manifestazione Palio dei MicciModifica

Gli anni elencati indicano l'anno di vittoria della Contrada La Madonnina nelle annesse specialità.[5]

  • Palio, la corsa: 1957 - 1958 - 1962 - 1978 - 1980 - 1984 - 1991 - 1992 - 1994 - 2002 - 2003 - 2005
  • Alabarda d'Oro: 1971 - 1980 - 1990
  • Miccio Canterino: 1961 - 1994 - 1995 - 2003 - 2013
  • Staffetta: 1978 - 1981 - 1982 - 1986 - 1987
  • Torneo di calcio: 2002 - 2005 - 2008 - 2011 - 2012 - 2017
  • Giochi delle bandiere (gare interne): 1984 - 1989 - 1990 - 1991 - 1992 - 1998
  • Coppa del presidente: 1992

Vittorie nelle competizioni non organizzate dalla Pro-Loco QuercetaModifica

  • Gioco della Torre: 1982 - 1984 - 2019

Vittorie nelle competizioni cessate inerenti alla manifestazione Palio dei MicciModifica

  • Torneo di bocce: 1996

NoteModifica

  1. ^ Luca Garfagnini, “Il Pagliaio”, 48° Palio dei Micci (4 Maggio 2003)
  2. ^ Luca Garfagnini, “Il Pagliaio”, 50° Palio dei Micci (8 Maggio 2005)
  3. ^ a b Statuto Contrada La Madonnina
  4. ^ a b c d e Su Contrada La Madonnina, su www.contradalamadonnina.it. URL consultato il 23 febbraio 2019.
  5. ^ Su Pro Loco Querceta, su www.prolocoquerceta.it. URL consultato il 23 febbraio 2019.