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Contro Eratostene

orazione di Lisia
Contro Eratostene
Titolo originaleΚατὰ Ἐρατοσθένους
Altri titoliContro i trenta tiranni
Parc de Versailles, Rond-Point des Philosophes, Lysias, Jean Dedieu inv1850n°9452 03.jpg
Statua di Lisia
AutoreLisia
1ª ed. originale403 a.C.
Genereorazione
Sottogenereorazione politico-giudiziaria
Lingua originalegreco antico
PersonaggiLisia
Eratostene
Polemarco
Teramene
SerieOrazioni di Lisia

Contro Eratòstene (in greco antico: Κατὰ Ἐρατοσθένους), conosciuta anche come Contro i trenta tiranni, è una celebre orazione di Lisia (la dodicesima orazione del Corpus Lysiacum), pronunciata in tribunale dallo stesso Lisia contro Eratostene (uno dei Trenta Tiranni) per la morte del fratello Polemarco e la restituzione del suo patrimonio.

TramaModifica

Lisia pronunciò di persona questa orazione (fatto unico nella storia dell'autore) nel 403 a.C., nel clima di distensione che c'era ad Atene dopo la riappacificazione fra oligarchici e democratici di Trasibulo. Lisia cercava di riappropriarsi del suo patrimonio e di vendicarsi degli atti subiti da Eratostene durante il governo dei Trenta Tiranni, tra i quali l'arresto del fratello dello stesso Lisia, Polemarco. Ma Eratostene presentatosi sicuro di sé in tribunale venne probabilmente assolto, anche perché i democratici non volevano creare nuovi attriti con la parte avversa.

StrutturaModifica

L'opera si apre con un brevissimo esordio, a cui fa seguito una narrazione chiara dei fatti avvenuti (l'arresto di Lisia, la sua fuga, l'uccisione del fratello Polemarco...). Quindi l'autore mette alle strette Eratostene con un interrogatorio, attraverso domande incalzanti. Infine l'orazione si conclude con la perorazione dove Lisia mette a confronto i Trenta Tiranni con la democrazia riguardo alla giustizia, invocando una piena riappacificazione, lontana da intrighi e rancori, affinché si faccia giustizia e si condannino i colpevoli dei passati misfatti.

Valore dell'operaModifica

L'orazione è ritenuta una delle più belle fra quelle scritte da Lisia per la sua ottima ed incalzante strutturazione grazie ad una dialettica agile che utilizza tutti i registri possibili: quello ironico, quello commosso e patetico, quello deciso ecc. Emerge inoltre una grande capacità da parte dell'autore di controllare i propri sentimenti, cosa che dovette apparire mirabile ai contemporanei.

BibliografiaModifica

  • Contro i tiranni (Contro Eratostene), a cura di Guido Avezzù, con testo a fronte, Venezia, Marsilio, 1991.
  • Contro Eratostene, Edizione critica e introduzione a cura di Guido Avezzù, Padova, Imprimitur, 1992.

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