Apri il menu principale

Controversia sullo spionaggio in Formula 1 del 2007

La Ferrari F2007, vettura al centro della spy-story.

La controversia sullo spionaggio in Formula 1 del 2007 è stato lo scandalo di spionaggio industriale che ha colpito il Campionato mondiale di Formula 1 2007 e ha visto protagonisti i team Ferrari e McLaren; successivamente nella vicenda è rimasta coinvolta anche la Renault.

Indice

StoriaModifica

Il motivo dell'azione di StepneyModifica

 
Nigel Stepney (al centro) nei box della Scuderia Ferrari nel 2005.

Alla fine del campionato 2006 Ross Brawn, il quale da circa un decennio ricopriva il ruolo di direttore tecnico della Scuderia Ferrari, aveva deciso di prendersi un anno sabbatico e contestualmente chiudere la sua esperienza in seno alla squadra italiana. Nigel Stepney, ormai da vari anni capo meccanico della Scuderia, sperava di poterne ereditare il posto, ma ciò non accadde: come nuovo direttore tecnico del team venne scelto l'italiano Mario Almondo, mentre all'inglese fu riservato un diverso incarico, lontano da ruoli decisionali al muretto dei box. Il fatto indispettì Stepney, e da qui si suppone che partirono i motivi delle sue azioni sabotatorie nei confronti della casa di Maranello.

La scoperta dello spionaggioModifica

La spy story venne alla luce nel giugno 2007, all'incirca dopo il Gran Premio degli Stati Uniti, quando alla Ferrari s'iniziò a parlare di sabotaggio in merito all'appuntamento di Monaco del maggio precedente.[1] Il tutto sarebbe stato opera dell'ex capo meccanico Nigel Stepney il quale, alla vigilia della partenza per Monte Carlo, avrebbe sparso nei serbatoi delle monoposto di Kimi Räikkönen e Felipe Massa una polvere bianca. Tale fatto venne definitivamente appurato nel novembre 2007: la polvere era stata intenzionalmente inserita da Stepney allo scopo di provocare malfunzionamenti nei motori del Cavallino.[2]

 
Prima del Gran Premio di Monaco 2007 avviene il sabotaggio, a opera di Stepney, delle due monoposto Ferrari guidate da Massa e Räikkönen.

Successivamente si scoprì come Stepney avesse anche passato disegni confidenziali sulla monoposto Ferrari della stagione, la F2007, all'amico Mike Coughlan, capo progettista della rivale McLaren; il nome di quest'ultimo venne indicato da un commerciante inglese, il quale dichiarò che Coughlan si fosse presentato nel suo negozio e gli avesse chiesto di fotocopiare circa 300 pagine riguardanti vari disegni riservati della F2007. A questo punto la FIA decise di aprire un'inchiesta.[3]

La prima sentenzaModifica

La McLaren fu accusata dalla Ferrari di avere utilizzato i disegni trafugati a proprio vantaggio, mentre la casa inglese sostenne di non saperne niente, e che il tutto era ascrivibile a un'iniziativa privata del solo Coughlan. Dopo una prima udienza saltata si arrivò al 26 luglio 2007, giorno del giudizio: la McLaren venne ritenuta colpevole di essere entrata «in possesso di informazioni confidenziali» della Ferrari, ma non venne comminata nessuna sanzione in quanto non emersero «prove sufficienti» che il materiale fosse stato effettivamente utilizzato dal team inglese per indirizzare a proprio vantaggio il campionato.[4]

 
Oltre al sabotaggio, viene alla luce il passaggio (ancora per mano di Stepney) di progetti segreti della F2007 ai rivali della McLaren.

Cinque giorni dopo, però, fu lo stesso presidente della FIA, Max Mosley, a decidere di presentare appello: motivò ciò come una scelta «politica» stante l'impossibilità da parte della Ferrari, per questioni regolamentari, di ricorrere verso la sentenza.[4]

La seconda sentenzaModifica

La data della seconda udienza venne fissata il 13 settembre 2007.[5] Da questa, emerse uno scambio di e-mail tra il pilota della McLaren, Fernando Alonso, e il collaudatore del team inglese, Pedro de la Rosa, in cui venivano citate informazioni riservate sulla F2007:[6] il contenuto di queste riguardava la distribuzione dei pesi della Ferrari di Räikkönen nel Gran Premio d'Australia di quell'anno, nonché dell'impianto frenante della monoposto concorrente, dati da comparare in dei test onde provare che risultati potessero avere sulla loro McLaren MP4-22. Da tale scambio di messaggi non venne alla luce alcuna prova concreta dell'utilizzo di tali informazioni; anche se apparì chiaro come queste erano a conoscenza dell'intero team e non in possesso del solo Coughlan, come aveva invece dichiarato la casa di Woking in un primo momento. Questi fatti indussero la FIA a sostituire il ricorso in appello con una convocazione del Consiglio Automobilistico Mondiale.

Durante tale riunione la Ferrari portò come presunte prove della colpevolezza McLaren le e-mail di Alonso e de La Rosa, oltre ad alcuni SMS. La FIA emise quindi una nuova sentenza a sfavore della casa inglese: stavolta le venne azzerato il punteggio maturato in stagione nella classifica costruttori — fatto che consegnò alla Ferrari la vittoria del titolo marche per il 2007 —, oltreché comminata una multa di 100 milioni di dollari.[7]

NoteModifica

  1. ^ Raffaele Dalla Vite, La Ferrari sabotata. Todt: "C'è qualcosa", su gazzetta.it, 22 giugno 2007.
  2. ^ Gli esami incastrano Stepney, sua la polvere del sabotaggio, su gazzetta.it, 21 novembre 2007.
  3. ^ La McLaren: "Siamo puliti". E la Fia apre un'indagine, su gazzetta.it, 4 luglio 2007.
  4. ^ a b Spionaggio, Mosley ricorre. "E' una scelta politica", su gazzetta.it, 31 luglio 2007.
  5. ^ Spy story, appello il 13/9 dopo la gara di Monza, su gazzetta.it, 7 agosto 2007.
  6. ^ Così la Fia ha costretto i piloti McLaren a parlare, su gazzetta.it, 8 settembre 2007.
  7. ^ McLaren, ecco la sentenza. Dennis: "Sanzione ingiusta", su gazzetta.it, 13 settembre 2007.

Voci correlateModifica