Apri il menu principale

Convento di San Francesco (Urbino)

edificio religioso di Urbino
Convento di San Francesco
Urbino-chiesa01.jpg
La chiesa e la piazza S.Francesco
StatoItalia Italia
RegioneMarche Marche
LocalitàUrbino
ReligioneCattolica
Arcidiocesi Urbino-Urbania-Sant'Angelo in Vado
Stile architettonicoRomanico, Gotico, Barocco
Inizio costruzionefine XIII secolo
Completamentoinizio XIV secolo
Sito webPagina sul convento dal sito web della Provincia italiana di San Francesco d'Assisi dell'Ordine

Coordinate: 43°43′35.67″N 12°38′10.24″E / 43.726574°N 12.636179°E43.726574; 12.636179

Il convento di San Francesco, è il convento dei frati minori conventuali ed uno dei principali edifici religiosi della città di Urbino.

Ha il proprio ingresso su piazza San Francesco, adiacente a via Raffaello, vicina alla centrale piazza della Repubblica. In origine occupava un intero isolato, compreso tra le vie: Raffaello, Battisti, Sant'Andrea e Bramante; in seguito alle confische, conseguenti alla nascita del Regno d'Italia, dopo una breve soppressione, venne fortemente ridimensionato.

Indice

La storiaModifica

 
Il nartece della chiesa

La presenza dei padri francescani in Urbino è molto antica, risale al periodo in cui era ancora in vita san Francesco d'Assisi (1182 - 1226). Infatti nel 1228 i primi frati risiedevano in un piccolo convento vicino all'attuale chiesa di Santo Spirito, già nell'area dell'odierno convento. Qualche anno dopo si trasferirono in alcuni edifici adiacenti al monastero di Sant'Angelo dei padri benedettini, poco distanti. Nel 1286 il vescovo Egidio cedette ai frati le case e gli orti dell'abbazia e monastero di Sant'Angelo; e fu in questo periodo che venne eretto il convento, in stile romanico - gotico, di notevoli dimensioni, tant'è che aveva tre chiostri e un grande orto.

Fin dalle origini tale convento fu molto rinomato per il suo Gimnasium Publicum sia nel territorio che nell'Ordine, grazie alle concessioni fatte dai duchi e dal Collegio rotale, di poter concedere lauree in teologia e filosofia.

Nel XVII secolo venne demolito il primo chiostro, in quanto pericolante. Il convento subì, come la chiesa, tra il 1748 e il 1790, una radicale ristrutturazione promossa e sostenuta finanziariamente dal cardinal Annibale Albani.

Nel 1807, durante l'occupazione francese, il convento fu soppresso e l'edificio venne adibito a caserma, fino al 1816 quando tornò ad assumere la funzione originaria. Durante l'occupazione francese venne istituita nell'orto del convento una coltura botanica (l'attuale orto botanico), gestita dal liceo convitto, passata poi ai frati e infine all'Università (1844).

Il convento sarà nuovamente soppresso tra il 1860 e il 1866, in seguito all'annessione della città al Regno d'Italia, e anche in questa occasione verrà adibito a caserma (presidio militare); i beni fondiari del convento vennero messi all'asta. Nel 1868 il demanio consegnò l'edificio al Comune di Urbino.

I padri francescani poterono tornare a risiedere nell'edificio nel 1877, ma solo nella parte adiacente alla chiesa, che sarà definitivamente acquistata dall'Ente provinciale dell'Ordine dei frati minori conventuali nel 1902.

Le parti che furono confiscate, subirono importanti interventi di rifacimento (in alcuni casi vennero demolite) che ne cambiarono l'aspetto, per ospitare attività commerciali, residenziali e, attualmente, la sede dell'ufficio postale e del liceo artistico Scuola del Libro. Il primo chiostro (con funzione di cimitero), sul lato sinistro della chiesa, nel 1894, subì la demolizione del lato che lo separava dall'odierna via Raffaello, per creare la piazzetta del Mercato delle erbe (ora piazza San Francesco). Attualmente, dei tre chiostri originari, è sopravvissuto solo un lato di quello più grande, al centro del convento.[1][2][3][4]

La chiesaModifica

 
L'interno della chiesa

La struttura originaria risale al XIV secolo, era lunga 45 metri e larga 20; era divisa in due navate, una grande a croce latina e una più piccola a destra, composta da sette cappelle gentilizie delle più importanti famiglie della nobiltà cittadina, affrescate da Antonio Alberti da Ferrara e da altri (alcuni frammenti si conservano alla Galleria nazionale delle Marche). In tutta la chiesa vi erano diciotto altari. Nel mezzo della navata centrale vi era un coro ligneo intagliato e intarsiato a figure (1498 ca) con cento seggi (andato perduto).

Dal 1732 al 1751 la chiesa venne ristrutturata internamente secondo il gusto dell'epoca, grazie alla promozione e alle donazioni del cardinal Annibale Albani. Il progetto del nuovo edificio, attribuito a Luigi Vanvitelli (ma più probabilmente è da attribuirsi al Barigioni), è quello della chiesa attuale, ovvero a croce latina e a tre navate. Il tempio attuale fu consacrato nel 1751.[5]

Tra le opere più pregevoli che vi si conservano spicca il dipinto dell'altare maggiore, il Perdono d'Assisi di Federico Barocci, oltre alle due grandi tele (servite per i mosaici della basilica vaticana a Roma), sopra ai due altari del transetto, San Pietro che battezza i santi Processo e Martiniano di Giuseppe Passeri e San Pietro che battezza il centurione Cornelio di Ercole Procaccini. Inoltre in tale chiesa erano conservate anche altre due tele del Barocci, la Vergine Immacolata e la Madonna dei santi Simone e Giuda; ora entrambe si trovano nella galleria nazionale delle Marche.

Dell'antica chiesa gotica sono sopravvissuti: il frammento di un affresco raffigurante un Cristo crocifisso, dei fratelli Salimbeni, il nartece (il portico sulla facciata), il campanile e la sottostante cappella. Quest'ultima cappella, appartenuta anticamente alla nobile famiglia dei Paltroni, fu dedicata, nel 1929, ai soldati caduti in guerra.

La chiesa si può considerare il Pantheon urbinate, perché vi sono le lastre marmoree di alcuni dei personaggi più illustri di Urbino(perche a quell'epoca i cadaveri venivano seppelliti nel cimitero dove oggi si trova la piazza), tra cui: il Beato Pelingotto, il conte Antonio II da Montefeltro, il conte Guidantonio da Montefeltro e la prima moglie Rengarda Malatesta, Giovanni Santi e la moglie Magia Ciarla (i genitori di Raffaello Sanzio), Federico Barocci, Timoteo Viti, Federico Comandino (matematico), Bernardino Baldi, Antonio Galli (poeta), Marco Montano (poeta), Marco Antonio Battiferri (scrittore), Muzio Oddi, Cesare Maggeri (pittore), Felice Paciotti (letterato e filosofo), Annibale Luciani (matematico), Giovan Giacomo Passeri (francescano) e tanti altri.

 
Il portale della Cappella Albani

La cappella AlbaniModifica

Si trova accanto alla sacrestia, ma ha il proprio ingresso principale sull'attuale piazza san Francesco (l'antico chiostro-cimitero della chiesa). È ad aula unica, in forma rettangolare (con l'ingresso e l'altare sui lati lunghi), con un solo altare.

In origine era la sala del Capitolo del Convento. Fu trasformata in cappella gentilizia della famiglia Albani nel 1731, per volontà del cardinal Annibale.

La decorazione a stucco delle pareti e delle finestre è attribuibile a Luigi Vanvitelli, mentre l'altare è composto da un antico sarcofago paleocristiano, risalente al III secolo d.C., che il cardinal Albani fece trasportare dalla chiesa di Sant'Eustachio di Roma; l'altare conserva le reliquie dei quattro Santi Martiri (Eustachio, la moglie Teopista, i figli Agapito e Teofilo). Sulla parete destra vi è un busto di Clemente XI, sotto di esso vi è un vaso in alabastro contenente i precordi del papa.

Nella cappella vi sono sepolti Orazio Albani e Elena Mosca, rispettivamente nonno e madre di Clemente XI.[6]

NoteModifica

  1. ^ Franco Mazzini, I mattoni e le pietre di Urbino, Argalia editore, Urbino, 1982
  2. ^ Bramante Ligi, Le chiese monumentali di Urbino, Urbania, 1968
  3. ^ Istituti di Vita Consacrata, https://arcidiocesiurbino.org. URL consultato il 17 gennaio 2019.
  4. ^ Convento di San Francesco - Urbino (PU), http://www.luoghidelsilenzio.it, 2017. URL consultato il 17 gennaio 2019.
  5. ^ Papa Albani - Le arti a Urbino e a Roma 1700-1721, Giuseppe Cucco (a cura di), pag 347, Marsilio editore, Venezia, 2001, ISBN 88-317-7862-5
  6. ^ Papa Albani - Le arti a Urbino e a Roma 1700-1721, Giuseppe Cucco (a cura di), pag 348, Marsilio editore, Venezia, 2001, ISBN 88-317-7862-5

BibliografiaModifica

  • Franco Mazzini, I mattoni e le pietre di Urbino, Argalia editore, Urbino, 1982.
  • Bramante Ligi, Le chiese monumentali di Urbino, Urbania, 1968.
  • Papa Albani - Le arti a Urbino e a Roma 1700-1721, Giuseppe Cucco (a cura di), pagg 347 - 348, Marsilio editore, Venezia, 2001, ISBN 88-317-7862-5

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica