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Convenzione di Pechino

La Convenzione di Pechino in cinese

La convenzione di Pechino (cinese tradizionale: 北京條約; pinyin: Běijīng Tiáoyūe), o prima convenzione di Pechino (18 ottobre 1860), fu un gruppo di trattati stipulati fra il governo della Cina dei Qing e tre potenze europee (Francia, Regno Unito e Impero russo).

Contesto storicoModifica

La firma della convenzione ebbe l'obiettivo di porre fine alla seconda guerra dell'oppio, sotto la pressione diplomatica e militare di Francia e Regno Unito (le cui truppe in quel momento stavano incendiando l'antico Palazzo d'Estate).

CondizioniModifica

L'articolo 6 del trattato con il Regno Unito stabiliva che la Cina avrebbe concesso ai britannici, in perpetuo, l'isola di Stonecutter e la parte meridionale della penisola di Kowloon a sud dell'attuale Boundary Street. Questi territori si aggiungevano a Hong Kong, fatta oggetto di cessione nel 1842 con il Trattato di Nanchino.

All'Impero russo il trattato concedeva parti della Manciuria esterna e il controllo sul Territorio dell'Ussuri (parte dell'odierno Territorio di Primorje che corrisponde all'antica provincia manciù della Tartaria orientale).

RipercussioniModifica

La convenzione di Pechino sarebbe stata considerata dai cinesi uno dei tanti trattati ineguali loro imposti dalle potenze straniere fra il XIX secolo e gli inizi del XX.

Kowloon sarebbe rimasta a lungo un possedimento britannico. I governi del Regno Unito e della Repubblica popolare cinese stilarono solo nel 1984 una dichiarazione congiunta che previde il ritorno alla Cina dell'isola di Hong Kong e della penisola di Kowloon il 1º luglio 1997.

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