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Corno portafortuna

Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Corno rosso" rimanda qui. Se stai cercando la montagna immaginaria dell'universo tolkieniano, vedi Caradhras.
Cornetto rosso portafortuna
Cornetto d'argento

Il corno portafortuna, conosciuto anche come cornicello o cornetto (napoletano curniciello), è un amuleto tradizionale diffuso soprattutto nel mezzogiorno d'Italia.

A volte è un gioiello metallico (d'oro o d'argento), ma spesso è prodotto in colore rosso. Il materiale tradizionale in tal caso è il corallo, sebbene sia più comune il corno rosso di plastica. Le dimensioni sono variabili e in alcuni casi l'oggetto reca in testa una coroncina. La forma e il colore del cornetto rosso ricordano quelli di un peperoncino.[1]

Si vuole che sia efficace contro il malocchio e la iettatura, ed è il portafortuna preferito dei giocatori d'azzardo italiani, il 22% dei quali dichiara di servirsene, prevalentemente nel Mezzogiorno, nel Lazio e nelle Marche, ma anche in alcune regioni settentrionali come Lombardia e Friuli-Venezia Giulia. La regione dove l'amuleto è più diffuso è la Campania (57%).[2]

StoriaModifica

Il simbolo del corno è ritenuto di buon auspicio fin dal neolitico per la sua forma fallica che lo rende un emblema di fertilità, virilità, forza fisica. Quest'ultimo significato è legato anche all'uso offensivo delle corna negli animali.[3] A sua volta, il colore rosso è simbolo di forza poiché richiama il sangue e il fuoco.[4]

Il mito collega il corno portafortuna alla figura di Amaltea, nutrice di Zeus.

NoteModifica

  1. ^ Lorena Fiorini, Il peperoncino, Roma, Newton Compton, 2016, ISBN 978-88-541-9010-8. URL consultato il 19 maggio 2016.
  2. ^ Riti, amuleti e portafortuna. Ecco l'Italia scaramantica, in La Stampa, 12 novembre 2012. URL consultato il 19 maggio 2016.
  3. ^ Perché si crede che il corno porti fortuna?, su focus.it. URL consultato il 19 maggio 2016.
  4. ^ Christa Muths, Cromoterapia. L'uso dei colori per la cura del corpo e della psiche, Roma, Edizioni Mediterranee, 2005, p. 36, ISBN 978-88-272-0453-5. URL consultato il 19 maggio 2016.

Voci correlateModifica