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Corsa dei buoi di Caresana

Corsa dei buoi
LuogoCaresana
Anni1236-oggi
FrequenzaAnnuale
Datedomenica successiva al 23 aprile

La corsa dei buoi di Caresana è una tipica e tradizionale manifestazione di questo comune piemontese. La manifestazione è in onore di San Giorgio e si tiene ogni anno ininterrottamente dal 1236, la domenica successiva al 23 aprile, festa del Santo.

StoriaModifica

La singolare manifestazione è unica nel suo genere nel folklore italiano: quella di Asigliano Vercellese ripete la corsa caresanese.
Secondo quanto riportato nel testo Storia di Caresana di Virginio Bussi, la gara avrebbe un'origine incerta. Secondo alcuni avrebbe avuto origine da un voto del 1637. Generalmente la chiesa di S. Giorgio serviva da lazzaretto e si vuole che la corsa abbia avuto origine da un voto durante la peste del 1630. Di questa peste a Caresana non si conosce il numero delle vittime. Pare anche, però, che la gara abbia origini più remote legate a un voto del 1236.
L'origine della corsa è attribuita oggi alla fase di ritorno al paese che seguiva la processione in onore di San Giorgio, che avveniva appunto dal paese alla chiesa di S. Giorgio. Nel 1770 il prevosto Ranzoni registrava la processione con quattro carri portanti il pane che veniva benedetto, la distribuzione di bindelli dopo la messa e l'incanto di un cero con sopra affisso un cappello, un paio di scarpe e un paio di calzetti, come già era usanza al tempo.
Proprio il rientro dei carri in paese con la prima distribuzione di pane diede origine alla corsa, già nel lontano 1236. Ogni conducente, dopo la funzione religiosa del mattino, voleva essere il primo a portare in paese il pane benedetto: si sforzava perciò di sorpassare gli altri carri aizzando la propria coppia di buoi. Ne nacque una gara del tutto spontanea ed estranea alle onoranze ufficiali per S. Giorgio, che, ripetendosi da allora ogni anno, incontrò il favore della popolazione, divisa a parteggiare per l'una o per l'altra coppia. Mantenne a lungo il suo carattere privato e, tacitamente accettata da tutti, diventò la parte più importante e curiosa delle manifestazioni in onore del Santo Patrono.
Durante la processione dal paese alla chiesa di S. Giorgio viene cantato, per consuetudine secolare, l'inno Deus Tuorum Militum, che oggi viene suonato dalla banda musicale che tradizionalmente è presente per accompagnare i festeggiamenti. Negli anni della prima guerra mondiale per varie questioni di sicurezza e per regole del governo, la corsa dei buoi si dovette saltare. La leggenda narra che la notte della festa si sentí il rumore delle ruote del carro trainato da una coppia di buoi. Proprio per questo la mattina seguente si fece la corsa dei buoi.

La corsaModifica

La corsa prevede la percorrenza di 100 m lungo corso Roma.[1]

NoteModifica

  1. ^ www.lastampa.it, su lastampa.it.

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