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Corso legale

Uno strumento di pagamento ha corso legale in un territorio quando nessuno può rifiutare di riceverlo in adempimento a un debito in quella valuta. Il creditore deve accettare il mezzo di pagamento per il suo valore nominale.

Storicamente, i mezzo di pagamento cui la legge ha conferito il potere di liberare il debitore sono la cartamoneta e la moneta metallica, ovvero la cosiddetta "moneta fiduciaria". Invece, gli strumenti di trasferimento in moneta documentale, come gli assegni e le carte di pagamento, non godono del corso legale e possono, quindi, essere rifiutati dal creditore. L'espressione "corso legale" non riguarda perciò le valute, ma solamente i mezzi di pagamento.

Tuttavia, il corso legale è attenuato da altre disposizioni di legge che ne limitano il potere liberatorio. Ad esempio, ci sono norme di legge che obbligano il debitore a effettuare i pagamenti oltre un certo valore mediante assegni o bonifici.

Il corso legale può subire anche altre deroghe. Nei paesi socialisti, ad esempio, certi negozi erano riservati a chi pagava in valuta estera ed era proibito pagare in moneta legale.

A partire dal 28 febbraio 2002 l'euro è la sola moneta avente corso legale nella zona euro.

ItaliaModifica

In Italia, il rifiuto di monete aventi corso legale è un illecito amministrativo: chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a euro 30 (art. 693 c.p.). Secondo la disciplina civilistica, inoltre, i debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale; se la somma dovuta era determinata in una moneta che non ha più corso legale al tempo del pagamento, questo deve farsi in moneta legale ragguagliata per valore alla prima (art. 1277 c.c.). Se la somma dovuta è determinata in una moneta non avente corso legale nello Stato, il debitore ha facoltà di pagare in moneta legale, al corso del cambio nel giorno della scadenza e nel luogo stabilito per il pagamento. È illecito il rifiuto della valuta ufficiale come mezzo di pagamento (art. 1278 c.c.).

Il corso legale di alcune valute è disciplinato anche da accordi sovranazionali per le transazioni commerciali e finanziarie. Gli accordi di Bretton Woods prevedevano che il dollaro fosse l'unica moneta utilizzabile per i pagamenti fra due Paesi aventi valute diverse.

Voci correlateModifica