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Corvus sinaloae

specie di uccello

EtimologiaModifica

Il nome scientifico della specie, sinaloae, è un chiaro riferimento all'areale di questi uccelli: il loro nome comune altro non è che la traduzione di quello scientifico.

DescrizioneModifica

DimensioniModifica

Misura 34-38 cm di lunghezza, per 229-258 g di peso[3].

AspettoModifica

 
Esemplare nel Jalisco.

Si tratta di uccelli dall'aspetto robusto e slanciato, muniti di testa squadrata con fronte sfuggente, becco piuttosto corto (se paragonato alle altre specie di corvo), sottile, conico e dall'estremità lievemente adunca, mentre il collo è robusto, le ali sono lunghe e digitate, le zampe forti e la coda piuttosto lunga (sempre in rapporto a quanto osservabile fra le specie congeneri).

Il piumaggio si presenta interamente di colore nero lucido e di consistenza vellutata: sono presenti diffuse sfumature metalliche di colore purpureo su testa, petto, ventre e coda e verde-azzurro su dorso e ali, ben evidenti quando l'animale è nella luce diretta.
I due sessi presentano colorazione identica, e non è possibile differenziarli in base a tale criterio.

Il becco e le zampe sono di colore nero: gli occhi sono invece di colore bruno scuro.

BiologiaModifica

La cornacchia del Sinaloa è un uccello dalle abitudini di vita essenzialmente diurne e moderatamente gregarie: questi uccelli, durante il giorno, passano la maggior parte della giornata alla ricerca di cibo a suolo, per poi riunirsi nel pomeriggio in gruppi di una ventina d'individui (generalmente legati fra loro da rapporti di parentela) fra i rami degli alberi, in modo tale da poter passare la notte al riparo da predatori ed intemperie.

Il richiamo di questi uccelli è inusuale fra i corvi propriamente detti in quanto è insolitamente acuto, simile a quello delle ghiandaie.

AlimentazioneModifica

Si tratta di uccelli dalla dieta onnivora ed opportunistica, che si cibano un po' di tutto ciò che riescono a reperire durante la giornata: fra gli alimenti assunti vi sono semi, granaglie, bacche e frutta, nonché invertebrati e piccoli vertebrati, uova e nidiacei.
Le cornacchie del Sinaloa sono assidue frequentatrici delle pozze di marea, dove reperiscono grandi quantità di cibo sotto forma di carcasse e frutti di mare.

RiproduzioneModifica

Si tratta di uccelli monogami, la cui stagione riproduttiva si estende dalla fine di maggio all'inizio di agosto[3].

Le coppie collaborano in tutte le fasi dell'evento riproduttivo, dalla costruzione del nido (una struttura a coppa edificata con rametti e fibre vegetali intrecciate nel folto di un cespuglio o di un albero), nella cova (che viene materialmente svolta dalla sola femmina, mentre il maschio rimane di guardia nei pressi del nido e si occupa inoltre di reperire il nutrimento per sé e per la compagna) e nell'allevamento dei nidiacei, che rimangono coi genitori a lungo anche dopo essere divenuti virtualmente indipendenti, seguendoli nei loro spostamenti alla ricerca di cibo ed entrando a far parte dello stesso gruppo d'appartenenza.

Distribuzione e habitatModifica

 
Esemplare in natura.

La cornacchia del Sinaloa è endemica del Messico, del quale (come intuibile dal nome comune) occupa la fascia costiera nord-occidentale compresa grossomodo fra il sud del Sonora ed il Nayarit sud-occidentale.

L'habitat di questi uccelli è costituito dalle aree costiere aperte con presenza di macchie arbustive ed alberate sparse.

TassonomiaModifica

Il corvo del Sinaloa appare molto vicino geneticamente (divergenza inferiore al 2%) a un altro piccolo corvo messicano, il corvo del Tamaulipas: le due popolazioni formano una superspecie, che andrebbe a formare un clade col corvo pescatore[3][4].

La specie è monotipica[2].

NoteModifica

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Corvus sinaloae, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Corvidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 6 novembre 2018.
  3. ^ a b c (EN) Sinaloa Crow (Corvus sinaloae), su Handbook of the Birds of the World. URL consultato il 6 novembre 2018.
  4. ^ Hardy, J. W., THE FISH CROW (CORVUS OSSIFRAGUS) AND ITS MEXICAN RELATIVES: VOCAL CLUES TO EVOLUTIONARY RELATIONSHIPS? (PDF), in Florida Field Naturalist, vol. 18, nº 4, 1990, p. 74-80.

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