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Pizzichicchio

Pizzichicchio, pseudonimo di Cosimo Mazzeo (San Marzano di San Giuseppe, 13 gennaio 1837Potenza, 28 novembre 1864), è stato un brigante italiano.

BiografiaModifica

Cosimo Mazzeo nacque il 13 gennaio nel 1837 originario di San Marzano di San Giuseppe figlio di Pasquale e Maria Friolo. Aveva servito il Regno delle Due Sicilie come soldato nel 5º Battaglione Cacciatori e, nel 1860, dopo lo scioglimento dell'esercito borbonico, mise sotto il suo comando tre bande di briganti.

Collaborò con altri capi Briganti, come Sergente Romano, Carmine Crocco, Laveneziana e Ninco Nanco, partecipò alla presa di Carovigno, Erchie e Cellino San Marco.

Nel 1863, il brigantaggio era in declino, Pizzichicchio scelse Crispiano come quartier generale. Ma il suo centro più importante fu il suo paese natale, San Marzano di San Giuseppe (TA). Ancora oggi esiste a San Marzano il trullo fortezza a più piani, con altana al piano superiore, tutto in roccia calcarea (posizionato in zona Principe a 2 km dalla cittadina jonica). Le zone del Pizzichicchio erano vaste, partivano dalla zona di Gioia del Colle, Martina Franca, Crispiano (Bosco delle Pianelle), Taranto, Grottaglie, San Marzano (zona Bosco Principe), Cellino San Marco (Bosco Curtipitrizzi), Erchie, Carovigno, Oria, Francavilla, Porto Cesareo (Bosco dell'Arneo) e tanti altri luoghi. Il centro di riferimento era la sua San Marzano.

Abbigliamento: Giacca, gilet, camicia bianca, orologio al collo, cravatta a nodo, cappello cilindrico con pomo sulla destra, pistola nella cintura. Descrizione: Celibe, contadino ex soldato Borbonico, altezza 165-70 circa, corporatura robusta, occhi color cervone, pelle olivastra, sguardo serio, carattere dominante, spesso con barba folta, nato a San Marzano (TA), detto il Pizzichicchio.

Quando la banda di Pizzichicchio uccise Antonio Ceneviva capitano della Guardia Nazionale lo Stato rispose inviando a giugno una milizia di novanta uomini. Si ebbe uno scontro alla masseria di Belmonte dove si erano rifugiati i briganti. La Guardia Nazionale e i Carabinieri non riuscirono a espugnare la masseria e batterono in ritirata, Pizzichicchio, allora, comandò un attacco a sorpresa sui soldati, ma i militari ebbero la meglio, Pizzichicchio riuscì a sfuggire all'arresto e rimase latitante per parecchi mesi. Nel gennaio del 1864, il Comandante dei Carabinieri Donato De Felice, insieme ad alcuni suoi uomini, lo scovarono pressi della masseria Ruggeruddo.

Pizzichicchio fu arrestato e condotto a Potenza, dove, fu processato e condannato a morte.

Cosimo Mazzeo fu uno degli ultimi briganti del Sud Italia ad essere catturato, per far ciò ci vollero circa cento uomini tra Carabinieri Reali, cavalleggieri e altre forze. Mazzeo rimane la figura più importante del brigantaggio nel Salento (Taranto, Brindisi e Lecce).

NoteModifica


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