Costanza d'Antiochia

principessa regnante d'Antiochia e principessa consorte d'Oltregiordano

Costanza d'Antiochia (1127 o 11281163) fu principessa dello stato crociato d'Antiochia, rimasta al potere dal 1130 al 1131 e sino alla sua morte.

Costanza d'Antiochia
Principessa d'Antiochia
Stemma
Stemma
In carica1130 o 1131 –
1163
PredecessoreBoemondo II d'Antiochia
SuccessoreBoemondo III d'Antiochia
Nome completoCostanza d'Altavilla
Nascita1127 o 1128
Morte1163
Casa realeAltavilla
PadreBoemondo II d'Antiochia
MadreAlice di Antiochia
ConsortiRaimondo di Poitiers
Rinaldo di Châtillon
Figlida Raimondo:
Boemondo
Maria
Filippa
da Rinaldo:
Agnese
Alice (?)
ReligioneCattolicesimo

Unica figlia di Boemondo II e di sua moglie Alice, a sua volta figlia di Baldovino II di Gerusalemme, Costanza succedette a suo padre all'età di due anni, dopo che questi cadde in battaglia, sebbene suo cugino Ruggero II di Sicilia rivendicasse il possesso di Antiochia. Sua madre assunse la reggenza, ma i nobili della città la sostituirono con suo padre (nonno di Costanza), Baldovino II di Gerusalemme. Dopo la sua morte nel 1131, Alice tentò di nuovo di prendere il controllo del governo, ma l'aristocrazia di Antiochia riconobbe il diritto di suo cognato Folco d'Angiò di governare in veste di reggente di Costanza.

Costanza fu data in sposa a Raimondo di Poitiers nel 1136. Durante gli anni successivi, Raimondo governò Antiochia mentre Costanza diede alla luce quattro figli. Dopo che Raimondo fu assassinato dopo una battaglia nel 1149, il figlio di Folco d'Angiò, Baldovino III di Gerusalemme; assunse la reggenza. Egli tentò di convincere Costanza a risposarsi, ma lei non accettò i potenziali partiti che le vennero presentati. La nobildonna rifiutò anche di sposare un parente di mezza età affine all'imperatore bizantino Manuele I Comneno. Dopo aver respinto vari pretendenti, si convinse a contrarre le nozze con Rinaldo di Châtillon, un cavaliere francese, nel 1153.

Dopo che il suo secondo marito venne fatto prigioniero intorno al 1160-1161, Costanza desiderava governare Antiochia da sola, ma Baldovino III di Gerusalemme dichiarò suo figlio quindicenne, Boemondo III, il principe legittimo. Costanza ignorò questa dichiarazione e assunse il controllo dell'amministrazione del principato con l'assistenza dell'imperatore Manuele. Fu poi detronizzata a favore di suo figlio poco prima della sua morte.

BiografiaModifica

Primi anniModifica

Nata nel 1127 o 1128, Costanza discendenza dalla nobile casata degli Altavilla ed era l'unica figlia del principe Boemondo II di Antiochia e di Alice, la seconda figlia del re Baldovino II di Gerusalemme; il suo nome si dovette alla nonna paterna, Costanza di Francia.[1] Boemondo perse la vita nel corso di una battaglia combattuta sul fiume Ceyhan nel febbraio 1130.[2] Dopo la sua morte, Alice assunse la reggenza di Costanza.[3] Secondo le voci che si stavano diffondendo ad Antiochia, Alice stava pianificando di mandare Costanza in un monastero o darla in sposa a un cittadino comune.[3] Ruggero II di Sicilia, cugino di Boemondo, si considerava suo legittimo successore, in quanto membro anziano della famiglia Altavilla.[4]

I nobili antiocheni inviarono dei messaggeri da Baldovino II esortandolo a venire nel principato, ma Alice decise di resistere al padre.[5] Lo storico del XII secolo, Guglielmo di Tiro, l'accusò altresì di aver chiesto assistenza a Zangi, atabeg di Aleppo.[6] Secondo il resoconto fornito da Guglielmo di Tiro, i suoi inviati furono catturati dai soldati di Baldovino II, il quale nel frattempo avevano raggiunto Antiochia.[3] Nel giro di poco tempo, Alice si trovò costretta a invocare la pietà di suo padre.[3] Una volta rimossa Alice dalla reggenza, Baldovino le ordinò di lasciare Antiochia.[7][8]

RegnoModifica

InsediamentoModifica

 
Gli stati crociati intorno al 1135

I nobili antiocheni riconobbero Baldovino II come reggente, giurando fedeltà a lui e a Costanza.[8] Egli nominò Joscelin I, conte di Edessa, suo tutore per governare il principato fino al matrimonio di lei.[7][8] Baldovino II morì il 21 agosto 1131, mentre a Joscelin toccò la stessa sorte una settimana più tardi.[9]

Alice rivendicò nuovamente la reggenza, ma la maggioranza dei signori antiocheni rimase ostile allo scenario di una sovrana di sesso femminile e inviò degli ambasciatori dal successore di Baldovino, Folco V d'Angiò, cognato di Alice.[10][11] Alice strinse un'alleanza con Joscelin II di Edessa e Ponzio, conte di Tripoli, all'inizio del 1132.[12] Folco dovette recarsi ad Antiochia via mare, poiché Ponzio non gli consentì di marciare attraverso la contea di Tripoli.[10][11] Folco sbarcò al porto di San Simeone, situato alla foce del fiume Oronte, dove i baroni antiocheni lo riconobbero reggente.[13] Egli nominò Rinaldo I Masoir, conestabile di Antiochia, al fine di amministrare il principato.[14]

Folco tornò ad Antiochia quando Zangi inviò Sawar, governatore di Aleppo, a invadere il principato nel 1132 o 1133.[15] Dopo aver sconfitto coloro che si frapposero al suo cammino, Folco fece il suo ingresso ad Antiochia.[16] Poiché il principato aveva bisogno di un governo stabile, i nobili antiocheni intrattennero dei colloqui per Folco per individuare un marito per Costanza.[17] Alla fine si virò verso Raimondo di Poitiers, il figlio minore di Guglielmo IX d'Aquitania.[18] Egli non annunciò la sua decisione in pubblico perché voleva evitare che Alice e Ruggero II di Sicilia intervenissero.[19]

La sorella di Alice, Melisenda, moglie di Folco, convinse quest'ultimo a consentire ad Alice di fare ritorno ad Antiochia nel 1135.[16] Alice voleva stringere i rapporti con il principato e l'impero bizantino, ragion per cui offrì la mano di Costanza a Manuele, figlio dell'imperatore bizantino, Giovanni II Comneno.[16] Allo scopo di impedire che il matrimonio con un personaggio di spicco di Costantinopoli, Folco inviò un suo emissario in Francia da Raimondo di Poitiers per esortarlo a venire ad Antiochia, cosa che fece viaggiando sotto mentite spoglie, perché Ruggero II di Sicilia voleva farlo prigioniero nell'Italia meridionale.[20]

Primo matrimonioModifica

Raimondo di Poitiers arrivò ad Antiochia nell'aprile del 1136.[21] Rodolfo di Domfront, patriarca latino di Gerusalemme, fece credere ad Alice che Raimondo fosse venuto ad Antiochia per sposare lei invece della figlia di otto anni.[22] Tuttavia, Costanza venne rapita dal palazzo e Rodolfo di Domfront presenziò il matrimonio con Raimondo nella cattedrale.[23] In virtù del suo matrimonio, Raimondo divenne il sovrano del principato e Alice si ritirò a Laodicea.[23]

All'inizio del 1147 Ruggero II di Sicilia estese un'offerta a Luigi VII di Francia per trasportare i crociati francesi in Terra Santa durante la Seconda Crociata.[24] Temendo che Ruggero volesse solo far valere le sue pretese su Antiochia, Luigi VII e sua moglie Eleonora d'Aquitania (nipote di Raimondo di Poitiers) rifiutarono.[25] Luigi e i suoi crociati giunsero nel territorio del principato nel marzo 1148.[26] In poco tempo, tra i crociati si diffusero voci su una relazione amorosa tra Raimondo ed Eleanora.[27] I combattenti cristiani cercarono di convincere il marito a lanciare una campagna contro Aleppo, la capitale in mano a Norandino, ma Luigi VII decise di lasciare Antiochia alla volta di Gerusalemme, costringendo Eleonora ad accompagnarlo.[26]

VedovanzaModifica

 
Morte del primo marito di Costanza, Raimondo di Poitiers, nella battaglia d'Inab (illustrazione tratta dal Passaggio d'oltremare)

Raimondo fu ucciso durante la battaglia d'Inab nel corso di una spedizione contro Norandino il 29 giugno 1149.[28] Poiché i quattro figli di Raimondo e Costanza erano ancora minorenni, non c'era nessuno che «svolgesse i compiti di un principe e sollevasse il popolo dalla disperazione», secondo Guglielmo di Tiro.[29] Norandino invase il principato e conquistò tutti i territori antiocheni a est del fiume Oronte.[30] Aimerio di Limoges, patriarca latino di Antiochia diresse la difesa, ma il grosso dei nobili preferì parteggiare per un sovrano laico.[31] Dopo aver appreso del destino di Raimondo, cugino di Costanza, Baldovino III di Gerusalemme, raggiunse Antiochia in tutta fretta e assunse la reggenza.[32] A quel punto, constatata la situazione, giunse a una tregua con Norandino.[30]

Baldovino III tornò ad Antiochia nell'estate del 1150, desideroso di convincere Costanza a risposarsi proponendo tre candidati (Yves II, conte di Soissons, Gualtiero di Saint Omer e Rodolfo di Merle), tutti però rifiutati.[33] Sollecitata da Baldovino III, Costanza andò a Tripoli all'inizio del 1152 per incontrarlo e le sue due zie, Melisenda e Hodierna.[34] Le due signore cercarono di convincere Costanza a scegliere tra i tre candidati, ma lei tornò ad Antiochia senza promettere di tornare a celebrare le nozze.[35] Secondo Guglielmo di Tiro, il patriarca Aimerio persuase Costanza a non cambiare idea, in quanto voleva conservare una posizione di privilegio del governo del principato.[36] L'imperatore bizantino Manuele I Comneno mandò suo cognato vedovo, un uomo di mezza età di nome Giovanni Rogerio Dalasseno, ad Antiochia per sposare Costanza.[37] Tuttavia, a causa della sua età, «lo guardava con disprezzo» secondo il contemporaneo Giovanni Cinnamo, motivo per cui si rifiutò di sposarlo.[38]

Lo storico Steven Runciman afferma che Costanza potrebbe aver rifiutato i candidati proposti da Baldovino III e Manuele I perché aveva incontrato Rinaldo di Châtillon, un cavaliere francese.[39] Anche se Guglielmo di Tiro descrisse Rinaldo come un «cavaliere qualunque», Costanza decise di sposarlo lo stesso.[40] Il loro fidanzamento fu tenuto segreto perché Costanza voleva ottenere il permesso di Baldovino III per il matrimonio.[41]

Secondo matrimonioModifica

 
La tortura di Aimerio di Limoges, patriarca latino di Antiochia, compiuta dal secondo marito di Costanza, Rinaldo di Châtillon

Dopo che Baldovino approvò il matrimonio, Costanza e Rinaldo celebrarono le nozze all'inizio del 1153.[41] Rinaldo assunse così l'amministrazione del principato, ma si dimostrò presto impopolare agli occhi dei suoi sudditi perché considerato un ribelle.[39] I suoi frequenti tentativi di incamerare nuove entrate lo portarono in conflitto con il patriarca Aimerio e Manuele I Comneno durante gli anni successivi.[41] L'imperatore di Costantinopoli costrinse la controparte a rendergli omaggio nella primavera del 1159.[42] Rinaldo fu catturato e imprigionato da Majd al-Din, governatore di Aleppo, durante un'incursione di saccheggio avvenuta nel novembre 1160 o 1161.[43]

Dopo che suo marito finì in catene, Costanza annunciò la sua intenzione di amministrare il principato, ma la maggioranza dei nobili antiocheni preferì ancora una volta un sovrano maschio.[44] Baldovino III di Gerusalemme si affrettò a raggiungere Antiochia e dichiarò il quindicenne figlio di Costanza, Boemondo III, il legittimo principe, accusando il patriarca Aimerio di stare interferendo con l'amministrazione del principato.[45] Costanza non accettò la decisione di Baldovino e protestò contro l'imperatore Manuele.[46]

Manuele inviò suo nipote, Alessio Briennio Comneno, affiancato dal sebastos Giovanni Camatero, ad Antiochia per avviare i negoziati relativa al suo matrimonio con la figlia di Costanza, Maria.[47] Una volta firmato il contratto di matrimonio, i delegati dell'imperatore confermarono la posizione di Costanza come sovrano del principato.[47] Baldovino III, anch'egli giunto ad Antiochia per incontrare gli emissari imperiali, non protestò verso tale decisione.[47]

Il figlio di Costanza, Boemondo, raggiunse la maggiore età nel 1163.[48] Per rafforzare la sua posizione contro suo figlio, impaziente di ottenere il potere, Costanza si rivolse in cerca di assistenza a Costantino Colomanno, il governatore bizantino di discendenza ungherese della Cilicia.[49] Tuttavia, gli aristocratici antiocheni strinsero un'alleanza con Teodoro II d'Armenia e costrinsero la donna a lasciare la città.[50] Dopo la rimozione di Costanza, Boemondo III assunse definitivamente il controllo del principato.[50] Dopo qualche tempo Costanza morì, probabilmente a Laodicea o a Biblo, come sostiene Steven Runciman.[51]

FamigliaModifica

Il primo marito di Costanza, Raimondo di Poitiers, nato nel 1114, era il secondo figlio di Guglielmo IX d'Aquitania e della sua seconda moglie, Filippa di Tolosa.[52] Secondo Guglielmo di Tiro, Costanza rimase con «due figli e altrettante figlie ancora minorenni» quando suo marito morì nel 1149.[53] Il loro figlio maggiore, Boemondo, aveva cinque anni al momento della dipartita di Raimondo; sottrasse poi Antiochia a sua madre nel 1163.[54] Costanza e la figlia di Raimondo Maria, famosa per la sua bellezza, sposò l'imperatore bizantino Manuele I Comneno nel 1161.[55] Un'altra figlia, Filippa, fu data in sposa a Umfredo II di Toron alla fine del 1160.[56]

Non è possibile determinare con certezza se il padre del secondo figlio di Costanza, Baldovino, fosse Raimondo di Poitiers o Rinaldo di Châtillon.[57] Baldovino perì combattendo alla testa di un reggimento di cavalleria bizantina nella battaglia di Miriocefalo il 17 settembre 1176.[58] È certo che Rinaldo ebbe come figlia Agnese, la futura moglie di Béla III d'Ungheria.[59] La secondogenita di Rinaldo e Costanza, Alice, divenne la terza moglie di Azzo VI d'Este nel 1204.[60]

La stretta famiglia di Costanza e il rapporto con i governanti della Sicilia e gli stati crociati sono riportati qui di seguito.[61]

NoteModifica

  1. ^ Hodgson (2007), p. 182; Murray (2016), pp. 81, 83-84; Runciman (1989), p. 176.
  2. ^ Murray (2016), p. 81; Nicholson (1969), p. 431.
  3. ^ a b c d Runciman (1989), p. 183.
  4. ^ Murray (2016), p. 85; Norwich (1992), p. 473.
  5. ^ Nicholson (1969), p. 431; Runciman (1989), p. 183.
  6. ^ Buck (2017), p. 221; Runciman (1989), p. 183.
  7. ^ a b Nicholson (1969), p. 431.
  8. ^ a b c Runciman (1989), p. 184.
  9. ^ Barber (2012), p. 152; Runciman (1989), p. 185.
  10. ^ a b Nicholson (1969), p. 433.
  11. ^ a b Runciman (1989), p. 188.
  12. ^ Nicholson (1969), p. 433; Runciman (1989), pp. 188, 190.
  13. ^ Nicholson (1969), p. 433; Runciman (1989), p. 190.
  14. ^ Runciman (1989), p. 190.
  15. ^ Runciman (1989), p. 195.
  16. ^ a b c Runciman (1989), p. 198.
  17. ^ Nicholson (1969), p. 434.
  18. ^ Barber (2012), p. 153; Nicholson (1969), p. 434.
  19. ^ Barber (2012), p. 153.
  20. ^ Norwich (1992), p. 473; Runciman (1989), p. 199.
  21. ^ Runciman (1989), p. 199.
  22. ^ Runciman (1989), pp. 199-200.
  23. ^ a b Runciman (1989), p. 200.
  24. ^ Norwich (1992), pp. 484-486.
  25. ^ Norwich (1992), p. 486.
  26. ^ a b Runciman (1989), p. 278.
  27. ^ Barber (2012), p. 188.
  28. ^ Baldwin (1969), pp. 532-533.
  29. ^ Hodgson (2007), pp. 182-183.
  30. ^ a b Baldwin (1969), p. 533.
  31. ^ Baldwin (1969), p. 533; Runciman (1989), pp. 330-331.
  32. ^ Baldwin (1969), p. 533; Runciman (1989), p. 331.
  33. ^ Runciman (1989), p. 331.
  34. ^ Runciman (1989), p. 333.
  35. ^ Barber (2012), p. 208; Hodgson (2007), p. 187; Runciman (1989), p. 333.
  36. ^ Barber (2012), p. 208; Runciman (1989), p. 331, nota 1.
  37. ^ Barber (2012), p. 208; Runciman (1989), p. 332.
  38. ^ Runciman (1989), p. 332.
  39. ^ a b Runciman (1989), p. 345.
  40. ^ Barber (2012), p. 206.
  41. ^ a b c Baldwin (1969), p. 540.
  42. ^ Baldwin (1969), pp. 543-544.
  43. ^ Barber (2012), p. 206; Runciman (1989), p. 357.
  44. ^ Runciman (1989), p. 358.
  45. ^ Barber (2012), p. 215; Runciman (1989), p. 358.
  46. ^ Runciman (1989), p. 359.
  47. ^ a b c Runciman (1989), p. 360.
  48. ^ Baldwin (1969), p. 547; Runciman (1989), p. 364.
  49. ^ Runciman (1989), pp. 364-365.
  50. ^ a b Barber (2012), p. 215.
  51. ^ Runciman (1989), p. 365 (nota 1).
  52. ^ Dunbabin (2000), p. 384; Meade (1991), pp. 8, 18, 22.
  53. ^ Hodgson (2007), p. 183; Runciman (1989), p. 330.
  54. ^ Hodgson (2007), p. 183.
  55. ^ Garland (1999), p. 201.
  56. ^ Runciman (1989), p. 378.
  57. ^ Hamilton (2000), pp. XVIII, 40-41; Runciman (1989), p. 365, appendice III (albero genealogico n. 2).
  58. ^ Runciman (1989), p. 413.
  59. ^ Runciman (1989), p. 365, nota 2.
  60. ^ Chiappini (2001), p. 31.
  61. ^ Runciman (1989), appendice III.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica