Costituzione polacca di maggio

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Costituzione polacca di maggio
Konstytucja 3 Maja.jpg
Costituzione polacca di maggio (Jan Matejko, 1891)
Statobandiera Confederazione polacco-lituana
Tipo leggeLegge fondamentale dello Stato
Date fondamentali
Promulgazione3 maggio 1791
Testo

La promulgazione della costituzione polacca, il 3 maggio 1791, da parte del Grande Sejm ha rappresentato l'estremo tentativo di modernizzare un paese che per troppo tempo era rimasto fermo nel tempo.

La costituzione polacca 3 maggio 1791, è considerata tra le prime (se non la prima) realizzata in forma scritta dell'Europa moderna e la seconda costituzione moderna del mondo (dopo la costituzione americana del 1787).[nota 1][1][2][3][4][5]

La nuova costituzione doveva essere alla base dello sviluppo che avrebbe permesso alla Polonia di affrancarsi dai propri potenti vicini (Russia e Prussia), di cui era oramai un'inerme preda. La carta costituzionale nasceva dall'incontro e dalla mediazione tra la monarchia di Stanislao II e le forze progressiste, da quelle moderate filo-monarchiche a quelle più estremiste repubblicane. Il testo finale rappresentava il risultato dell'incontro-scontro tra il programma monarchico-costituzionale del re e lo schema "repubblicano" di Ignacy Potocki, e Hugo Kołłątaj, i massimi artefici della riforma.

Sostenuta dalla borghesia in formazione e dagli abitanti della capitale, la promulgazione della carta costituzionale venne imposta sfruttando l'assenza di molti deputati dell'opposizione dal Parlamento. In breve tempo la nuova costituzione si guadagnò l'appoggio di larghissime ed eterogenee fasce della società polacca, grazie alla modernità dei principi espressi ed alla moderazione dell'azione politica.

La costituzione gettava le basi per una completa riorganizzazione del paese dal punto di vista politico, economico e sociale. L'Unione diveniva una monarchia costituzionale fondata sulla separazione dei poteri ed ereditaria nella casata Wettin, la camera ne era il corpo sovrano.

Si voleva così porre fine all'anarchia magnatizia che regnava da troppo tempo. Alle municipalità veniva garantita un'ampia autonomia. Veniva abolito il liberum veto e contemporaneamente la szlachta veniva privata del diritto di voto in assenza di proprietà, due provvedimenti che minavano la base del potere dei magnati. Inoltre si ordinava la costituzione di un esercito permanente formato da 100.000 soldati. Un ampio programma di riforme economiche ispirato alle più moderne teorie era al vaglio del parlamento. Nell'Europa delle monarchie illuminate era un grande passo avanti.

Gran parte dei principi espressi nella carta costituzionale dovevano trovare applicazione attraverso un'apposita opera di legiferazione che solo in piccolissima misura ha potuto compiersi. Infatti dopo meno di un anno Caterina II di Russia, in risposta all'appello della Confederazione di Targowica, invase il paese e ristabilì il regime "legale" di cui si riteneva garante; la costituzione del 3 maggio venne così abolita.

Il 3 maggio in Polonia rappresenta oggi un'importante ricorrenza nazionale chiamata dai Polacchi Święto Konstytucji 3 Maja, Festa della Costituzione del 3 maggio.

Note al testoModifica

  1. ^ Si discute sulla precisa posizione nella "classifica cronologica" della costituzione polacca. Secondo alcuni autori, la costituzione corsa del 1755 fu la prima al mondo (Marcorberti, p. 18), mentre secondo altri gli Statuti di San Marino del 1600 godrebbero questo speciale primato (Hernandez). Di seguito una cronologia molto ponderata proposta da Haas, p. 10.

Note bibliograficheModifica

  1. ^ (EN) Isaac Kramnick e James Madison, The Federalist Papers, Penguin Classics, 1987, p. 13, ISBN 0-14-044495-5.
  2. ^ Vittoria Barsotti e Vincenzo Varano, La tradizione giuridica occidentale: Testo e materiali per un confronto civil law common law, 5ª ed., G Giappichelli Editore, 2014, p. 207, ISBN 978-88-34-84858-6.
  3. ^ Angelo Lascioli, Pedagogia speciale in Europa: problematiche e stato della ricerca, FrancoAngeli, 2007, p. 32, ISBN 978-88-46-49633-1.
  4. ^ Jan Białostocki, Il Cavaliere polacco e altri saggi di storia dell'arte e di iconologia, Mimesis, 2015, p. 206 (nota 637), ISBN 978-88-57-53272-1.
  5. ^ Beata María Palka, La Costituzione polacca del 3 maggio 1791: tra tradizione e modernità, n. 6, Historia Constitucional (revista electrónica), 2005, p. 286. URL consultato il 14 aprile 2021.

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