Cracticus

genere di uccelli

Cracticus Vieillot, 1816 è un genere di uccelli passeriformi della famiglia Artamidae[1].

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Cracticus
Companion to Gould's Handbook; or, Synopsis of the birds of Australia (Plate 20) (6797520502).jpg
In alto C. nigrogularis
In basso C. torquatus
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Corvida
Superfamiglia Corvoidea
Famiglia Artamidae
Sottofamiglia Cracticinae
Genere Cracticus
Vieillot, 1816
specie

vedi testo

EtimologiaModifica

 
In alto C. torquatus
In basso C. nigrogularis.

Il nome scientifico del genere, Cracticus, deriva dalla parola greca κρακτικος (kraktikos, "rumoroso"), in riferimento alla loquacità di questi uccelli. Le specie ascritte al genere vengono generalmente conosciute col nome comune collettivo di uccelli beccai.

DescrizioneModifica

Al genere vengono ascritte specie di medie dimensioni (25–35 cm di lunghezza), dall'aspetto robusto e simile a quello di un corvo, muniti di lunga coda squadrata, grossa testa con forte becco allungato e dalla punta della mandibola superiore lievemente uncinata e zampe forti e dagli artigli ricurvi.

Il piumaggio è dominato dalle tonalità del nero (generalmente presente su testa, ali e coda), del grigio (generalmente presente nell'area dorsale) e del bianco (presente su collo, petto e area ventrale), con estensione diversa a seconda della specie: una specie (l'uccello beccaio di Tagula) è quasi completamente nera. Il dimorfismo sessuale è generalmente evidente anche se non estremo, con le femmine dalla colorazione più scialba rispetto ai maschi.

BiologiaModifica

 
Maschio di C. torquatus

Gli uccelli beccai sono animali dalle abitudini diurne e moderatamente gregarie, che vivono in piccoli stormi passando la maggior parte del tempo su posatoi sopraelevati a osservare i dintorni alla ricerca di cibo e a difesa del proprio territorio: questi uccelli presentano un siringe ben sviluppato e sono ottimi cantori, con ambedue i sessi in grado di emettere richiami articolati e acuti per comunicare fra loro e coi conspecifici[2].

La dieta di questi uccelli è composta in massima parte da grossi insetti ed altri artropodi, che vengono catturati planando su di essi dall'alto: questi uccelli catturano anche piccoli vertebrati.
Una caratteristica peculiare degli uccelli beccai, che frutta loro il nome comune e li accomuna con la loro controparte "continentale" (ossia le averle), è quella di utilizzare rametti appuntiti e spine dei rami di qualche albero o cespuglio per infilzare le prede, lasciandole a bella posta per consumarle in seguito o per far colpo su un partner.

La riproduzione è stata descritta solo per alcune specie: essa avviene verso la fine della stagione secca e, sebbene si tratti di uccelli monogami, coinvolge (tranne che nelle specie tipiche della foresta pluviale, dove i partner si isolano) oltre alla coppia riproduttrice anche gli altri membri dello stormo, che collaborano nella cova delle 2-5 uova e nell'allevamento della prole[3].

Distribuzione e habitatModifica

 
C. nigrogularis.

La maggior parte delle specie di uccello beccaio è diffusa in porzioni più o meno estese dell'Australia, tranne una specie (l'uccello beccaio dal cappuccio) diffusa in Nuova Guinea e nelle isole circonvicine, una (l'uccello beccaio dorsonero) diffusa su ambedue le sponde dello Stretto di Torres e un endemismo insulare di ambiente ristretto (uccello beccaio di Tagula).

L'habitat di questi uccelli spazia dalla foresta pluviale alle zone cespugliose semiaride, ma tutte le specie sono accomunate dalla necessità di avere nel proprio territorio di residenza almeno un posatoio elevato dal quale sorvegliare i dintorni. Come i simili corvi, anche gli uccelli beccai hanno tratto vantaggio dalla presenza dell'uomo, insediandosi nelle aree suburbane ed adattandosi a nutrirsi anche di rifiuti.

TassonomiaModifica

Al genere vengono ascritte sei specie[1]:

Genere Cracticus

In passato, al genere venivano ascritti anche l'uccello beccaio nero (col nome di C. quoyi) e la gazza australiana (col nome di C. tibicen), attualmente invece classificati in due generi monotipici (rispettivamente Melloria e Gymnorhina) che rappresentano due taxa fratelli[4]. Talvolta, l'uccello beccaio dorsoargenteo viene considerato una sottospecie dell'uccello beccaio grigio, ma attualmente si preferisce separare le due popolazioni[1]: queste due specie, assieme all'uccello beccaio dorsonero, formano un clade ben distinto rispetto alle altre, talvolta reso come genere, Bulestes[4], parallelo al clade uccello beccaio bianconero-uccello beccaio testanera-uccello beccaio di Tagula (con le ultime due specie che sono a loro volta taxa fratelli[4]), sebbene anche in seno a tale clade permanga la distinzione delle tre specie[5].

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) F. Gill e D. Donsker (a cura di), Family Artamidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 22 dicembre 2017.
  2. ^ Johnson, G., Vocalizations in the Grey Butcherbird Cracticus torquatus with Emphasis on Structure in Male Breeding Song: Implications for the Function and Evolution of Song from a Study of a Southern Hemisphere Species, in PhD Doctorate; Griffith University, 2003.
  3. ^ Rowley, I., Proceedings of the 16th International Ornithological Congress, Co-operative breeding in Australian birds, Australian Academy of Science: Canberra, 1976, p. 657-666.
  4. ^ a b c Kearns, A.; Joseph, L.; Cook, L. G., A Multilocus Coalescent Analysis of the Speciational History of the Australo-Papuan Butcherbirds and their Allies, in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 66, n. 3, 2013, p. 941–52, DOI:10.1016/j.ympev.2012.11.020, PMID 23219707.
  5. ^ Kearns, A. M.; Joseph, L.; Toon, A.; Cook, L. G., Australia’s arid-adapted butcherbirds experienced range expansions during Pleistocene glacial maxima, in Nature Communications, n. 5, 2014, p. 3994, DOI:10.1038/ncomms4994.

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Collegamenti esterniModifica

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