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Crespano del Grappa
frazione
Crespano del Grappa – Stemma
Crespano del Grappa – Veduta
La piazza di Crespano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Treviso-Stemma.png Treviso
ComunePieve del Grappa
Territorio
Coordinate45°49′43.86″N 11°50′14.11″E / 45.828851°N 11.837253°E45.828851; 11.837253 (Crespano del Grappa)Coordinate: 45°49′43.86″N 11°50′14.11″E / 45.828851°N 11.837253°E45.828851; 11.837253 (Crespano del Grappa)
Altitudine300 m s.l.m.
Superficie17,81 km²
Abitanti4 511[1] (31-12-2017)
Densità253,28 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale31017
Prefisso0423
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT026024
Cod. catastaleD157
TargaTV
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 818 GG[2]
Nome abitanticrespanesi
PatronoSan Marco, san Pancrazio
Giorno festivo25 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Crespano del Grappa
Crespano del Grappa
Crespano del Grappa – Mappa
L'ex territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Crespano del Grappa (Grespàn in veneto) è una frazione del comune italiano di Pieve del Grappa.

Fu comune autonomo sino al 30 gennaio 2019, quandoinsieme al limitrofo comune di Paderno del Grappa si sono fusi dando origine all'attuale comune di Pieve del Grappa.

Il duomo di Crespano, consacrata nel 1766[3]

StoriaModifica

Crespano è una delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260. Qualche reperto archeologico però, dimostra che l'insediamento umano è assai precedente, confermato ad esempio dal sarcofago del romano Caio Vettonio trovato a Sant'Eulalia. Dal 1300 i documenti scritti diventano numerosi e da questi si rivela una notevole attività artigianale. In secoli successivi, la produzione laniera permise la crescita economica delle più note famiglie crespanesi. Nell'800, grazie all'apporto finanziario di Giovan Battista Sartori Canova, fu completata la piazza con la fontana, costruito il ponte che unisce Crespano con Paderno e aperta la strada del Molinetto che consentì una più facile congiunzione con i paesi limitrofi, rendendo Crespano una piccola cittadina. Crespano è da ricordare per la presenza del sacrario militare del monte Grappa, uno dei principali ossari militari della prima guerra mondiale, situato più precisamente in cima Grappa e che ospita, oltre a 12.615 salme di soldati italiani e a 10.295 austroungarici, le tombe del maresciallo d'Italia gen. Gaetano Giardino e dell'ardito del Grappa gen. Ettore Viola. Ogni prima domenica di agosto si celebra una grande cerimonia all'ossario per commemorare tutti i caduti in questo monte sacro alla patria.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Cima GrappaModifica

 
Via Eroica innevata

Posizionato lungo il fronte italiano dopo la rotta di Caporetto, il monte Grappa rappresenta uno dei luoghi simbolo della Grande guerra. Dal 1935 sulla sua cima sorge un monumento ossario che contiene i resti di militari italiani e austroungarici con un museo annesso.

Nei pressi sorge il sacello della Madonna Ausiliatrice, consacrato il 4 agosto 1901 dal cardinale Giuseppe Sarto (poi papa Pio X).

La Madonna del CovoloModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario della Beata Vergine del Covolo.

A nord del centro, in posizione sopraelevata alle pendici delle prealpi, sorge il santuario della Madonna del Covolo, tutt'oggi frequentata meta di pellegrinaggi.

La tradizione ne colloca le origini nel XII secolo, quando la Vergine sarebbe apparsa a una pastorella sordomuta che, durante un temporale, aveva trovato riparo in una grotta (in dialetto locale covolo). Riacquistata miracolosamente la parola, la giovane avrebbe comunicato agli abitanti di Crespano il volere della Madonna, e cioè di costruire sul luogo del prodigio un edificio di culto a lei dedicato.

La documentazione storica, tuttavia, prova l'esistenza di una chiesa solo dalla prima metà Trecento. Nei secoli quello che in origine doveva essere solo un'edicola o un sacello subì ricostruzioni e ampliamenti e all'inizio dell'Ottocento venne ricostruito su progetto del celebre architetto Antonio Canova. Quest'ultimo era assai devoto alla Madonna del Covolo, visto che era figlio di una crespanese e membro della confraternita che gestiva il santuario.

Il santuario si presenta come un edificio a pianta rotonda introdotto da un pronao ed è un evidente richiamo al Pantheon di Roma. Si può ritenerlo una "prova generale" in scala ridotta del più tardo Tempio di Possagno che ha fattezze molto simili. La vecchia chiesetta non è stata demolita, ma si trova dietro la rotonda.

 
Campanile di San Pancrazio
 
Campanili di San Marco, il vecchio ed il nuovo

Il ponte del DiavoloModifica

La costruzione di un ponte sul Lastego era stata pensata già verso la metà del XVIII secolo, quando si presentò la necessità di trasportare i tronchi provenienti dalla Germania per realizzare il tetto del Duomo, allora in costruzione. Il ponte attraversa il torrente Lastego che divide Crespano da quello che era il comune vicino di Paderno (oggi uniti nel comune di Pieve del Grappa) e sorge in un punto dove le due sponde sono vicine, separate da una gola profonda. All'epoca esistevano (ed esistono tuttora) altri due passaggi, una è la passerella a sud del paese e l'altro è il terrapieno che sorge nei pressi della piazza, però del tutto inadeguato a sopportare grossi carichi in quanto costruito su terreno argilloso e frequentemente soggetto a fenomeni di franamento.

L'idea di una via di comunicazione che agevolasse il passaggio della valle del Lastego era già stata discussa sotto il governo napoleonico; tuttavia la mancanza di fondi rallentò la sua esecuzione. Fu alla morte di Antonio Canova, nel 1822, che si poté dare avvio alla costruzione della strada Molinetto che doveva collegare Bassano a Pederobba; monsignor Giovanni Battista Sartori sfruttò il lascito del fratello per sovvenzionare l'opera di costruzione di una strada e di un ponte per permettere ai viaggiatori e ai turisti di giungere a Possagno, patria di Canova, ed ammirare il tempio, di recente costruzione. Il progetto per il ponte di Crespano venne affidato all'ingegnere Angelo Casarotti di Schio (1773-1842) che era già stato contattato dal Canova, una decina d'anni prima, per velocizzare, presso il Governo austriaco, l'attuazione della strada Molinetto. Il ponte venne terminato nell'inverno 1829-1830 ed inaugurato nell'aprile 1830, alla presenza del viceré Ranieri d'Asburgo-Lorena. Il 2 maggio dello stesso anno crollò a causa della scarsa qualità dei materiali impiegati: vennero usate infatti grosse lastre di pietra locale, denominata Mavier, totalmente inadeguata allo scopo, mentre il progetto prevedeva i laterizi. A seguito di questo, benché esente da colpe come si dimostrò nel corso degli anni, l'ingegner Casarotti si suicidò buttandosi da ciò che rimaneva del ponte stesso.

Poco dopo, su iniziativa del vescovo Giovanni Battista Sartori che anticipò ingenti somme di denaro, il ponte venne ricostruito, sempre con il progetto originario di Casarotti. Nella primavera 1836 venne aperto al traffico, anche se per il collaudo finale fu necessario attendere il 1840.[4]

Realizzato con muratura in cotto invece che in pietra, resiste tuttora, nonostante la crescita del traffico (anche pesante) in quanto passaggio obbligato per collegare le cave di Possagno alle principali vie di comunicazione.

Negli anni ottanta, il ponte fu restaurato dal Genio Civile realizzando una nuova struttura all'interno, in modo che l'opera originale funga solo da copertura.

Dal 2006 al 2008, visto il continuo aumentare del traffico pesante, il ponte è stato chiuso a causa dei cedimenti e completamente ricostruito secondo il medesimo principio di vent'anni prima, ma con tecniche più all'avanguardia e durevoli.

Duomo dei Santi Marco e PancrazioModifica

Al centro di Crespano sorge la chiesa dei Santi Marco e Pancrazio, meglio conosciuta come duomo di Crespano del Grappa, e costruita nel XVIII secolo.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Crespano del Grappa.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 31 dicembre 2017 gli stranieri residenti nel comune erano 600, ovvero il 13,3% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[6]:

  1. Macedonia 163
  2. Romania 96
  3. Marocco 83
  4. Kosovo 80
  5. Albania 36
  6. Senegal 22

CulturaModifica

MusicaModifica

È presente, attestata dal 1823[7], la Società Filarmonica di Crespano del Grappa la più antica associazione del comune, comprendente un'orchestra di fiati con la propria Scuola di Musica "Napoleno Zardo".

Prodotti tipiciModifica

Sono tipici della zona del Grappa, quindi anche di Crespano i formaggi Morlacco e Bastardo del Grappa.

EventiModifica

Ogni domenica mattina a Crespano del Grappa si svolge il mercato, con grande raccolta di persone dal circondario.

AmministrazioneModifica

GemellaggiModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

La denominazione del comune fino al 1867 era Crespano, dal 1867 al 1920 fu Crespano Veneto; dal 1920, a seguito della prima guerra mondiale, combattuta anche sul monte Grappa, che fu l'ultimo baluardo italiano, il nome venne cambiato in Crespano del Grappa, in onore del massiccio sulle cui pendici sorge il paese.[8]

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Duomo di Crespano del Grappa, su parrocchiemap.it.
  4. ^ Federico Piscopo, L'ardito ponte. Storia del ponte di Crespano e dell'ingegnere Angelo Casarotti, suo progettista, 2011.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Bilancio demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2017 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 27 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  7. ^ Storia della Società Filarmonica sul sito ufficiale.
  8. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000. ISBN 88-458-0574-3.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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