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Si definisce crisi politica il momento in cui una disputa tra due parti politiche non sembra più risolvibile per vie diplomatiche, ad esempio per (apparentemente) irrisolvibile incompatibilità tra le stesse o rinuncia di una delle due a una composizione.

Il momento di crisi, a differenza di quello di tensione, ha quasi sempre come soluzione la guerra o delle ostilità che si possono prolungare nel tempo, come nel caso delle continue crisi mediorientali.

Un esempio di crisi politica internazionale è l'assassinio dell'Arciduca Francesco Ferdinando da parte di un nazionalista serbo-bosniaco, che aggravò la crisi tra Serbia e Impero austro-ungarico che dichiarò guerra nel giro di 48 ore alla prima facendo così scoppiare la prima guerra mondiale.

Nell'ambito della politica interna, una crisi di governo è la conseguenza di disaccordi fra i suoi componenti che impongono un cambiamento sensibile pena la sua caduta e perdita del potere. Può concludersi «pacificamente» con il cosiddetto rimpasto, cioè una modifica della sua composizione (ad esempio governo Berlusconi III), oppure sfociare in una sfiducia che fa cadere il governo e porta o alla nomina di un nuovo presidente del consiglio (ad esempio, governo D'Alema I) oppure nel caso che ciò sia impossibile allo scioglimento anticipato del Parlamento con conseguenti elezioni.