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La Crisobolla del 1082 è un importante editto bizantino emanato dall'imperatore Alessio I Comneno, concedente amplissimi privilegi commerciali al Ducato di Venezia.

StoriaModifica

Già antica provincia dell'Italia bizantina, il Ducato di Venezia si era progressivamente slegato dal controllo imperiale, divenendo di fatto uno stato indipendente che nell'XI secolo cercava di imporre la propria egemonia sul Mare Adriatico.
Quando dunque, appena salito al trono nel 1081, Alessio si era trovato scomunicato da papa Gregorio VII e minacciato dai Normanni di Roberto il Guiscardo, che, col pretesto di sostenere il diritto al trono di Costantino Ducas, avevano invaso l'Epiro, assediando Durazzo, pensò bene di assicurarsi l'intervento della potente flotta veneziana. Infatti domandò alla flotta veneziana di intervenire, i Veneziani capirono i vantaggi della vittoria sui Normanni che volevano imporre la loro egemonia sull'Adriatico, la flotta veneziana era già una delle più potenti al mondo, ma erano ancora ufficialmente sotto l'egemonia bizantina.
Nel giugno dello stesso anno i Veneziani bloccarono le navi del Guiscardo all'interno del porto, costringendo prima il Guiscardo a trattare con loro e poi spingendolo ad attaccare, distruggendo la sua flotta nel corso di una breve battaglia navale. Mentre contemporaneamente la guarnigione bizantina sconfiggeva le truppe assedianti.
Tuttavia l'imperatore bizantino non disponeva della forza necessaria per scacciare definitivamente i Normanni, minacciato com'era lungo tutti i confini di un impero che, dopo la disastrosa sconfitta di Manzicerta, si trovava mutilo della sua più importante provincia: l'Anatolia. Così non fu possibile sfruttare appieno l'esito dell'intervento marittimo di Venezia.
In breve Alessio si trovò incalzato dai Normanni, che, sconfittolo nell'ottobre del 1081 nella battaglia di Durazzo, occupavano Corfù, sconfiggendovi una flotta veneziana (periva nello scontro il figlio dello stesso Doge), e minacciando la stessa Grecia.
Di fronte alla propria debolezza militare Alessio Comneno doveva cercare quindi di mantenere assolutamente il legame coi propri alleati occidentali: l'imperatore tedesco Enrico IV e il doge veneziano. Conseguenza di questo fu l'emanazione a Costantinopoli, nel maggio dello stesso anno, della Crisobolla.

ContenutoModifica

Nell'editto Alessio concedeva innanzitutto a Venezia case, magazzini, botteghe e moli nella città di Costantinopoli, nel quartiere di Pera. Concedeva inoltre ai Veneziani il diritto al libero commercio e la totale esenzione da dazi nella capitale dell'impero ed in altre città ubicate soprattutto nelle isole dell'Egeo e nei Balcani, escludendo dalle aree di esenzione il solo Mar Nero.
Con tale atto l'imperatore rendeva il Ducato veneto il principale riferimento commerciale dell'Impero d'Oriente, gettando le basi della prosperità di Venezia e incrementando notevolmente il numero, la qualità e la ricchezza degli scambi commerciali bizantini, ma al contempo stringendo un legame talmente stretto con la sua ex-provincia, da finire sul lungo periodo per risultare soffocante per Bisanzio e provocare la reazione del nuovo Basileus Giovanni II.

Voci correlateModifica