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BiografiaModifica

Sono pochi i dati riguardanti la sua vita. Di provenienza veronese, come segnalano le firme sulle sue opere, si hanno prime notizie nel documento "Visitatio Eclesiae castri Monticelli" di Mons. G. B. Camparini del 1599 il quale lo definisce "olim civi dictae terrae Monticelli" unica prova scritta della presenza del pittori in territorio laziale ove è beneficiario di una donazione fatta dal Cardinale Giovanni Colonna, di 25 vani situati vicino alla sua abitazione per le opere realizzate presso le varie chiese della zona. Lavorò a cavallo fra il XV secolo e il XVI secolo presso le terre laziali e campane. Nel 1499 un documento segnala la sua presenza in Campania alla corte della duchessa Lucrezia del Balzo in San Giovanni a Carbonara a Napoli. La sua permanenza nell'Italia centro-meridionale lo pone a diretto contatto con Antoniazzo Romano e Melozzo da Forlì di cui subirà l'influenza pittorica. Da tale influsso scaturirà l'interesse del pittore per l'effetto cromatico di ori e tessuti, che porta alla realizzazione di opere quali la Madonna e Santi della collezione Cini, l'Annunciazione di Fondi e l'Annunciazione di Nola nella chiesa dell'Annunziata a Nola, oggi conservata nel Museo Diocesano di Nola

Il trittico di ItriModifica

Realizzato nel 1493 per la chiesa di San Bartolomeo a Penta (SA) oggi al Museo nazionale di Capodimonte venne commissionato da un tal "Sagisius de Sagisio"; in quest'opera si denota la formazione settentrionale che lo porta a utilizzare una costruzione e uno studio fortemente dedicato alle masse espanse delle figure.

San Giovanni Battista e Santi BenedettiniModifica

Opera realizzata nel 1493 come la precedente presenta una figura dalla massa solida inquadrata in un paesaggio dalle rocce mantegnesche, e gli affreschi con i Santi Benedettini della Cappella Tolosa in Monteoliveto a Napoli.

Polittico della croceModifica

Dopo il 1500 realizza il Polittico della croce per Sessa Aurunca, oggi a Capua. La prospettiva e la costruzione geometrica dell'Arcangelo portano lo storico Riccardo Naldi a considerare quest'opera come un esempio dell'acquisizione dell'esperienza bramantesca del pittore sul finire della carriera dovuto alla presenza a Terracina e forse a Roma di Donato Bramante contemporaneamente a Scacco.

Sposalizio di Santa CaterinaModifica

Dello stesso anno è Lo Sposalizio mistico di Santa Caterina tra i santi Giovanni Battista ed Evangelista a Monte San Biagio la cui iscrizione a piè "dominus Evangelista Scaccho de Monticello…canonicus salernitanus" denota il particolare legame del pittore con la città di Monte San Biagio e la sua successiva opera a Salerno per il San Michele Arcangelo della chiesa di San Pietro in Vinicoli oggi conservata nel Museo diocesano di Salerno considerata anche la sua ultima opera.

OpereModifica

Musei e chieseModifica

Elenco dei musei che espongono opere dell'artista:

BibliografiaModifica

  • Cecchinelli C., Mater Christi, Vol I, Roma 1946, 204ss.
  • Henze C., Lukas der Muttergottesmaler, Lovanio 1948.
  • Restle M., Eleùsa, in Lexikon der Marienkunde, Regensburg 1967.
  • Toscano G. M., La vita e la missione della Madonna nell'arte. La Madre di Gesù, vol II, Milano, 1989.
  • Bologna F., Opere d'arte nel salernitano dal XII al XVIII secolo, Salerno, 1952.
  • Causa R., Due tavole inedite e una precisazione cronologica su Cristoforo Scacco in "Paragone", n. 25, 1952.
  • De Santis A., Della patria di Cristoforo Scacco in "Arti Figurative", nn. 3-4, 1949.
  • Naldi R., Riconsiderando Cristoforo Scacco in "Prospettiva", n.45, 1986.
  • Navarro F., Nel raggio di diffusione della cultura bramantesca: Cristoforo Scacco da Verona, in "Scritti di storia dell'arte in onore di Raffaello Causa", Napoli 1988.
  • Navarro F., La pittura del Quattrocento nel Meridione, in "La pittura in Italia. Il Quattrocento", Milano 1986.
  • Andrea da Salerno nel Rinascimento meridionale, Catalogo della mostra a cura di G. Previtali, Firenze 1986.
  • Giusti P., Leone De Castris P., Pittura napoletana del Cinquecento. 1510-1540, Forestieri e regnicoli, la pittura moderna, Napoli 1988.
  • Leone De Castris P., La pittura del Cinquecento nel Meridione, in "La pittura in Italia. Il Cinquecento", Milano 1988.
  • Giovanni Previtali, La pittura del Cinquecento a Napoli e nel Vicereame, Torino 1978
  • Toscano G., Francesco da Tolentino e Andrea da Salerno a Nola, Ager Nolanus 2, 1992.

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Collegamenti esterniModifica