Apri il menu principale

EtimologiaModifica

Il nome scientifico della specie, rufobrunnea, deriva dall'unione delle parole latine rufus ("rossiccio") e brunneus ("bruno"), in riferimento alla livrea di questi uccelli.

DescrizioneModifica

DimensioniModifica

Misura 11-12,5 cm di lunghezza, per un peso di 21-35 g[3].

AspettoModifica

Si tratta di uccelletti minuti e robusti, muniti di coda rettangolare, testa arrotondata e becco conico e robusto.

Il piumaggio, come intuibile dal nome scientifico, è bruno-rossiccio scuro su testa, dorso, ali e coda, mentre sopracciglia, gola, petto e ventre sono di color nocciola: fra gola e petto è presente una sorta di sottile collare più chiaro. Il dimorfismo sessuale è appena accennato e non sempre chiaramente individuabile, coi maschi dalla colorazione più vivida rispetto alle femmine. In ambedue i sessi il becco è nero, gli occhi sono di colore bruno scuro e le zampe sono di colore carnicino-nerastro.

BiologiaModifica

Si tratta di uccelletti dalle abitudini diurne, che si muovono da soli, in coppie o al più in piccoli gruppi familiari, i quali passano la maggior parte della giornata in movimento alla ricerca di cibo fra i rami.

AlimentazioneModifica

La dieta del canarino di Príncipe si basa essenzialmente su semi, germogli, foglie (soprattutto di Musanga), bacche e frutti (Cestrum laevigatum e cecropia su tutti) e sporadicamente anche insetti ed altri piccoli invertebrati[3].

RiproduzioneModifica

Questi uccelli possono riprodursi durante tutto l'anno, con picchi delle nidificazioni in marzo, fra maggio e agosto e fra ottobre e gennaio[3]: si tratta di uccelli rigidamente monogami, coi maschi che si esibiscono spesso in canti prolungati per corteggiare le femmine (che vengono in seguito seguite incessantemente con penne arruffate, coda e testa alzate, ali abbassate e becco semiaperto) ed avvertire eventuali rivali di tenersi alla larga.

Il nido, a forma di coppa, viene costruito alla biforcazione di un ramo con fibre vegetali e foderando l'interno con lanugine: la sua costruzione è a carico della sola femmina, che si occupa anche di covare le 3-6 uova, col maschio che staziona nei pressi del nido cantando a squarciagola ed occupandosi di reperire il cibo per sé e per la compagna. I pulli, ciechi ed implumi alla schiusa, vengono imbeccati e accuditi da ambedue i partner, che li nutrono con semi ed insetti rigurgitati: attorno alle tre settimane di vita, essi sono pronti per l'involo e virtualmente indipendenti, sebbene continuino a stazionare nei pressi del nido (chiedendo, sebbene sempre più sporadicamente, l'imbeccata ai genitori) ancora per qualche giorno prima di disperdersi.

Distribuzione e habitatModifica

A dispetto del nome comune, il canarino di Príncipe si trova sì sull'isola di Príncipe, ma non è endemico della stessa, ma vive anche sulla vicina São Tomé.

L'habitat di questi uccelli è rappresentato dalle aree boschive e di foresta, con presenza fonti di acqua dolce permanente, anche in prossimità di insediamenti umani (coltivazioni, parchi e giardini suburbani).

SistematicaModifica

Se ne riconoscono tre sottospecie[2]:

Recentemente si è scoperto che la sottospecie thomensis sembrerebbe geneticamente più affine al frosone di São Tomé di quanto non lo sia con le rimanenti due[4], tuttavia mancano studi più approfonditi.

In passato questi uccelli venivano ascritti al genere Serinus col nome di S. rufobrunneus, tuttavia con l'accertamento della polifilia del genere esso (assieme a gran parte dei canarini africani) è stato spostato in Crithagra[2].

NoteModifica

  1. ^ (EN) BirdLife International 2012, Crithagra rufobrunnea, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2018.2, IUCN, 2018.
  2. ^ a b c (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Fringillidae, in IOC World Bird Names (ver 9.1), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato il 12 aprile 2017.
  3. ^ a b c (EN) Principe Seedeater (Crithagra rufobrunnea), su Handbook of the Birds of the World. URL consultato il 12 aprile 2017.
  4. ^ Melo, M.; Stervander, M.; Hansson, B.; Jones, P., The endangered São Tomé Grosbeak Neospiza concolor is the largest canary in the world, in Ibis, 2017, DOI:10.1111/ibi.12466.

Altri progettiModifica

  Portale Uccelli: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di uccelli