Apri il menu principale
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Circoscrizioni di Torino.
Crocetta
Chiesa Parr.le Crocetta-Torino.JPG
La chiesa parrocchiale della Crocetta
StatoItalia Italia
RegionePiemonte Piemonte
ProvinciaTorino Torino
CittàTurin coat of arms.svg Torino
CircoscrizioneCircoscrizione 1
QuartiereCrocetta
Codice postale10128-10129
Superficie3,08 km²
Abitanti36 824 ab.
Densità11 955,84 ab./km²

La Crocetta (la Crosëtta in piemontese), è un quartiere della Circoscrizione 1 di Torino, situato a sud rispetto al centro storico di Torino. Storicamente una delle zone residenziali di maggior prestigio, raggiunse il suo massimo sviluppo tra il XIX secolo e gli anni 1930, mantenendo la fama di quartiere di medio-alta borghesia. Dagli anni 1950 è conosciuto per ospitare l'attuale sede del Politecnico di Torino.

GeografiaModifica

Il quartiere confina ad ovest, attraverso la "Spina centrale" (ovvero l'asse viario torinese nord-sud) con gli adiacenti quartieri Cenisia e Borgo San Paolo, tramite corso Castelfidardo (che attraversa il Politecnico di Torino) e corso Mediterraneo. Di moderna costruzione, l'asse viario è stato costruito dopo l'interramento della ferrovia Torino-Milano e la sostituzione della storica stazione di Porta Susa con il passante ferroviario, che facilita i collegamenti fra le stazioni del Lingotto, di Torino Porta Nuova e la nuova di Porta Susa. Il resto del quartiere è delimitato:

  • a nord da corso Vittorio Emanuele II, a ridosso del centro storico del capoluogo piemontese
  • a est dall'ex corso Stupinigi (oggi corso Unione Sovietica e corso Filippo Turati) e da via Paolo Sacchi (zona della stazione ferroviaria di Porta Nuova)
  • a sud da corso Monte Lungo, corso Lepanto e corso Bramante (quartiere Santa Rita).

Oltre allo storico borgo della Crocetta, sviluppatosi intorno all'omonima chiesa e oggi storica area mercatale, esistono due altre sottozone del quartiere ben distinte:

Borgo San SecondoModifica

 
Chiesa parrocchiale di San Secondo

È la parte orientale del quartiere, compresa tra corso Re Umberto e via Sacchi (verso la stazione ferroviaria di Porta Nuova). Questo nucleo nacque intorno al 1850, a causa dello spostamento della precedente Piazza d'Armi militare a occidente del corso Re Umberto, e fu così denominato dalla chiesa, tuttora esistente, sulla via omonima, costruita nel 1867 per volontà di san Giovanni Bosco su progetto di Luigi Formento, e consacrata nel 1882[1]. Curiosa fu l'accesa polemica dell'epoca in merito alla titolazione della parallela via Massena, poiché dedicata all'omonimo generale napoleonico francese e quindi, a tutti gli effetti, ad un invasore della città nei primi dell'Ottocento.

Zona Santa TeresinaModifica

È la parte sud-occidentale del quartiere, compresa fra i corsi Luigi Einaudi, Duca degli Abruzzi e Mediterraneo. Precedentemente abitata soprattutto da operai della ditta di liquori Martini & Rossi (1887-1902 circa), è oggi conosciuta come Santa Teresina per via della omonima parrocchia (angolo via da Verazzano), dedicata a santa Teresina del Bambino Gesù Bambino, edificata nel 1934 per volere di don Bruno Garavini, su progetto architettonico di Ronchetta e Dardarelli. L'edificio attuale, tuttavia, di curiosa architettura con il tetto costituito di varie sezioni triangolari, risale ad un'idea del 1957 degli architetti Fasana, Varaldo, Zuccotti e dell'ingegner Reineri [2].

StoriaModifica

 
Corso Galileo Ferraris e, sullo sfondo,il monumento a Vittorio Emanuele II
 
Facciata di abitazione in via La Marmora
 
Il parco giochi di corso Duca d'Aosta in una domenica di pioggia

In origine, il borgo Crocetta, nell'allora periferia torinese, si sviluppò principalmente intorno alla chiesa cattolica della Beata Vergine delle Grazie, datata 1726 circa, ed altresì chiamata semplicemente "Chiesa della Crocetta". La parrocchia, che voleva rendersi indipendente rispetto a quella del borgo del Lingotto (1686), fu eretta nei terreni della regione Tauley, in prossimità dell'incrocio tra corso Galileo Ferraris (all'epoca la strada che usciva da via della Consolata, poi chiamata corso Siccardi) e corso Einaudi (all'epoca il tratto orientale di corso Peschiera).

Il nomignolo "Crocetta" derivò dal fatto che la parrocchia fu lungamente gestita dall'ordine religioso dei Padri trinitari, il cui simbolo era, appunto, una piccola croce uncinata rossa e azzurra in campo bianco[3].

 
Tipica casa liberty della Crocetta

Un ampio spazio tra il nascente borgo Crocetta e il centro della città fu occupato dalla Piazza d'Armi militare, tra il 1872 al 1909, in sostituzione delle due vecchie Piazze d'Armi poste più a nord, oltre corso Vittorio Emanuele II, più vicine allo storico Mastio della Cittadella: erano quelle dette di "San Secondo" (operativa nel periodo 1810-1850 tra corso Oporto (oggi Matteotti)-via Camerana-via Assietta-corso Galileo Ferraris) e quella temporanea del periodo 1851-1872, situata tra i corsi Oporto-Re Umberto-Duca di Genova (oggi Stati Uniti)-Vinzaglio.
La Piazza d'Armi detta di "Crocetta", utilizzata per esercitazioni e parate, sorgeva invece nell'area dove oggi c'è il Politecnico di Torino, compresa anche la zona pedonale antistante. In realtà, abbattuta la suddetta Piazza d'Armi nel 1909, vi fu costruito un imponente complesso sportivo polivalente, denominato "Stadium", capace di ben 70.000 spettatori, in occasione dell'Esposizione internazionale di Torino del 1911. Tuttavia questa struttura sportiva ebbe vita breve e fu abbattuta nel 1947 per dar spazio alla nuova ed attuale sede del Politecnico di Torino, eretta tra il 1948 e il 1958.

La zona pedonale "Liberty"Modifica

Nella zona antistante all'attuale Politecnico, tra il 1903 e il 1937 furono tracciate tre nuove direttrici viarie, ovvero corso Duca d'Aosta, corso Trento e corso Trieste. Fu realizzata una prestigiosa area residenziale, che comprendeva eleganti edifici progettati dai maggiori protagonisti dell'architettura dell'epoca, quali Pietro Fenoglio e Giuseppe Momo, caratterizzati da stilemi architettonici eclettici, neogotici e, soprattutto, liberty. Quest'area, racchiusa tra corso Einaudi, corso Duca degli Abruzzi, corso Montevecchio e corso Galileo Ferraris, fu poi resa pedonale il 9 agosto 1974 dalla giunta del sindaco Giovanni Picco[4].
Il liberty torinese, misto allo stile eclettico degli anni 1920, fu talmente di moda che non solo fu applicato agli edifici antistanti al Politecnico, ma in molti altri edifici del quartiere.

All'ingresso occidentale della suddetta zona pedonale, ovvero su corso Duca degli Abruzzi, proprio davanti all'ingresso del Politecnico, si apre la piazzetta Duca d'Aosta, altrimenti detta "piazzetta del Fante" per via della statua dedicata al "Fante d'Italia", opera bronzea di Angelo Balzardi, eretta per il centenario dell'Unità d'Italia (1961).

Ospedale MaurizianoModifica

L'ospedale, sito sull'antico corso Stupinigi (oggi corso Turati), è la nuova sede di quello che fu l'antico presidio sanitario di via Milano 20, voluto nel 1885 dal sabaudo Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, costruito, per questioni igieniche, il più distante possibile dall'allora centro storico della città. Progettato da Giovanni Spantigati e Ambrogio Perincioli e intitolato al re Umberto I di Savoia, fu ancora rimaneggiato da Giovanni Chevalley nel 1925. Bombardato più volte durante il secondo conflitto mondiale, fu più volte ristrutturato ed è tuttora funzionante come Azienda Ospedaliera con annesso pronto soccorso. Nel 2018 la Chirurgia generale e oncologica dell'ospedale si è aggiudicata il primo premio mondiale per il miglior intervento chirurgico epatico in video.[5]

Spina Centrale e Igloo di MerzModifica

 
Igloo Merz

Nel 1997, con l'interramento della ferrovia Torino-Milano e della stazione di Porta Susa, iniziarono i lavori di ampliamento e riqualificazione viaria, a ridosso del vicino quartiere Borgo San Paolo, di quella che diventerà la Spina centrale, nel suo tratto meridionale denominato "Spina 1" che connette largo Orbassano con corso Mediterraneo e corso Lione, ovvero la zona di Santa Teresina.
Qui, presso la rotonda di corso Mediterraneo, nel 2003 fu posta l'opera d'arte moderna Fontana Igloo, di Mario Merz, di discussa interpretazione, creata in lamiera, ferro e vetro[6].

 Lo stesso argomento in dettaglio: Borgo San Paolo.

L'asse viario quindi, prosegue a nord su corso Castelfidardo, ovvero tra il Politecnico e l'ex comprensorio delle Officine Grandi Riparazioni OGR (già quartiere Cenisia). Qui, all'incrocio tra corso Castelfidardo e corso Stati Uniti, nel 2004 furono posti una locomotiva a vapore storica ed un treno ad alta velocità Frecciarossa, come simbolo del progresso delle ferrovie torinesi, che proprio in quest'area si svilupparono agli inizi degli anni 1920. L'asse viario e il quartiere Crocetta terminano poco più a nord, in corso Vittorio Emanuele - zona stazione Porta Susa.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cenisia.

Monumento a Vittorio Emanuele IIModifica

 
Il monumento a Vittorio Emanuele II

Sito nella rotonda-largo omonimo, all'incrocio tra corso Galileo Ferraris e corso Vittorio Emanuele II, alto ben 39 metri, fu eretto nel 1899 per volere di Umberto I di Savoia in ricordo di suo padre, Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia, raffigurato in piedi, a vent'anni dalla sua morte, mentre volge le spalle alla Francia.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Monumento a Vittorio Emanuele II (Torino).

Altri monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Palazzo Ceriana Mayneri, situato in corso Stati Uniti 27, progettato da Carlo Ceppi in occasione dell'Esposizione generale italiana del 1884, sui terreni di proprietà del conte Ludovico Ceriana-Mayneri; dal 1956 è diventato sede centrale del Circolo de La Stampa
  • Casa Grometto Sogno, sita in corso Re Umberto angolo corso Sommeiller, opera degli architetti Gottardo Gussoni ed Ermanno Vivarelli (1911)
  • Villa Frassati, sita in corso Trento angolo corso Galileo Ferraris, realizzata da Giuseppe Momo nel 1916, di proprietà dell'editore e politico Alfredo Frassati. Vi abitò anche il figlio, il beato Pier Giorgio Frassati, che ivi morì, in giovane età, nel 1925
  • Villa Verrua-Rignon, sita all'angolo sud-orientale del quartiere tra corso Galileo Ferraris e corso Einaudi, con un piccolo parco, cinto da mura; fu eretta all'inizio del XVIII secolo per i nobili Scaglia di Verrua (già proprietari del palazzo di via Stampatori), poi ceduta alla nota famiglia torinese Rignon verso gli inizi del XIX secolo

Altri serviziModifica

SportModifica

Il quartiere Crocetta ospita una squadra di calcio che milita in terza categoria[7], i cui campi da gioco sono vicini alla chiesa della Crocetta.

CuriositàModifica

 
Targa sulla casa natale di Marcel Bich
  • In via Fratelli Carle, esiste il Cab 41, locale che lanciò personaggi di cabaret quali Franco Neri e Beppe Braida
  • Una traversa di corso Ferrucci è corso Ciro Menotti, che detiene il primato di corso più corto della città (soli 60 metri), intitolato nel 1962, strappando il primato a corso Giovanni Battista Beccaria (lungo 100 metri), vicino a piazza Statuto
  • Visse qui i suoi primi anni don Luigi Ciotti
  • Nel palazzo di corso Re Umberto 60 nacque nell'anno 1914 Marcel Bich, come ricorda una targa apposta dal Comune di Torino nel 2010

Progetti futuriModifica

Secondo il progetto recentemente approvato dalla Regione Piemonte, il quartiere Crocetta sarà interessato dai lavori della metropolitana linea 2, il cui secondo lotto prevede la realizzazione delle fermate Caboto, Politecnico, Stati Uniti e Porta Nuova[8].

NoteModifica