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Cromlech del Piccolo San Bernardo
Col du Petit-Saint-Bernard - cromlech.jpg
Vista panoramica del cromlech. In questa immagine del 2004 si vede ancora la strada statale che lo attraversa diametralmente, mentre la frontiera lo taglia perpendicolarmente a metà. È possibile distinguere in alto a destra i resti delle fortificazioni della Seconda guerra mondiale.
UtilizzoRiti
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneLa Thuile
Dimensioni
Larghezza80 metri di diametro.
Mappa di localizzazione

Coordinate: 45°40′49.46″N 6°53′02.15″E / 45.680406°N 6.883931°E45.680406; 6.883931

Il Cromlech del Piccolo San Bernardo è un complesso megalitico situato alla frontiera tra l'Italia e la Francia, sul colle del Piccolo San Bernardo, sullo spartiacque dei bacini della Dora Baltea e dell'Isère, a 2 188 m s.l.m.

È uno dei due siti megalitici presenti nell'Italia nord-occidentale, entrambi valdostani: il cromlech del Piccolo San Bernardo si trova nel comune di La Thuile, mentre l'Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans è nel comune di Aosta.[1]

AccessoModifica

Si raggiunge il cromlech da La Thuile, in Valle d'Aosta (versante italiano), seguendo la SS 26; dal versante francese, seguendo la Route Nationale 90 (RN90) del Colle del Piccolo San Bernardo da Bourg-Saint-Maurice.

Descrizione e storiaModifica

 
Panoramica sul colle del Piccolo San Bernardo, dopo la deviazione della strada, con il cromlech e i resti della mansio romana

I cromlech sono dei luoghi di culto appartenenti alla cultura celtica, e questo cromlech fu costruito nella preistoria dagli antenati dei Valdostani, i Salassi, popolazione di origini, lingua e cultura celtica.

È difficile stabilire con precisione la data di costruzione, poiché molte pietre sono state spostate o tolte del tutto, altre sostituite, nel corso dei secoli. Non è da escludere la presenza di un dolmen al centro.

Le pietre pervenuteci sono 46, allungate e appuntite, disposte a una distanza dai 2 ai 4 metri una dall'altra, a formare una circonferenza di 80 metri di diametro.

I resti di un tempietto gallico, risalente a un'epoca notevolmente posteriore, sono stati rinvenuti nei dintorni. Questo ritrovamento non lascia dubbi sul fatto che questo luogo fu da sempre centro di culto fin dall'antichità. Degli scritti di autori locali parlano della presenza di una colonna di porfido grezzo, detta « Columna Jovis », sormontata da un grande rubino chiamato « occhio di Giove » o « carbonchio », che faceva parte probabilmente del monumento. Ancora oggi, la colonna (chiamata localmente Colonne de Joux, in francese) sostiene la statua di San Bernardo di Mentone.

Mentre l'antica strada romana, la via delle Gallie, venne progettata per passare accanto al cromlech rispettandone il luogo sacro preesistente come era abitudine dell'Antica Roma (culturalmente praticante la Seductio e il sincretismo religioso), nel 1862 vi si fece passare in mezzo la strada internazionale, e agli inizi del XX secolo una ventina di pietre vennero divelte e solo in seguito sostituite. In particolare, durante l'epoca fascista cinque pietre vennero rimosse per consentire il transito sulla nuova strada che passava all'interno dell'area sacra.[2]

Dopo ottant'anni, all'interno del progetto “Patrimoine transfrontalier au Petit Saint Bernard” caldeggiato dalla regione Valle d'Aosta, il cromlech è stato ripristinato come area archeologica unitaria nel 2012, deviando il percorso della strada all'esterno del cerchio.[3]

CitazioniModifica

L'autore latino Petronio descrisse questo luogo come consacrato a Ercole Graio, riferendosi al mito del passaggio dell'eroe attraverso il passo, chiamato dai Romani Alpis Graia (da cui il toponimo Alpi Graie): « Sulle Alpi, vicino al cielo, c'è un luogo dove, spostate dalla potenza di Graio, le rocce si abbassano, e lasciano che si possa attraversarle, c'è un luogo sacro, dove si innalzano gli altari di Ercole: l'inverno li ricopre di una neve persistente; e leva la sua testa bianca verso gli astri. » (Petronio, Satyricon, 122)

L'astronomiaModifica

Questo complesso megalitico si trova in una posizione molto interessante anche dal punto di vista astronomico. Ogni anno, il 21 giugno (giorno del solstizio d'estate) alle ore 19:30, il sole tramonta dietro al monte Lancebranlette, a nord-ovest del colle, proiettando due zone d'ombra che circondano progressivamente la circonferenza di pietre fino a lasciare solo un cerchio illuminato. Dei riti risalenti al Neolitico erano legati agli equinozi e ai solstizi, giorni magici e dal grande potere simbolico, celebrati attorno ai monumenti sacri.

L'archeoastronomia e l'attività dell'ARSAVModifica

L'archeoastronomia è una branca dell'astronomia, della storia e della fisica, che si occupa di analizzare le conoscenze astronomiche dei popoli antichi, sulla base dei ritrovamenti megalitici e del loro orientamento. È stato possibile recuperare le conoscenze degli uomini preistorici e capire in quale misura esse influenzavano le attività quotidiane e l'organizzazione sociale.

L'attività dell'ARSAV (Associazione valdostana di archeoastronomia) si è concentrata, a partire dal 1997, sui siti archeologici di rilevanza astronomica in Valle d'Aosta, e ha per obiettivo di creare un legame tra due mondi tradizionalmente lontani, come quello delle scienze e delle facoltà umanistiche.

I risultati ottenuti dall'astronomo valdostano Guido Cossard, presidente dell'ARSAV, sono notevoli, e sottolineano le grandi potenzialità della Valle d'Aosta in questo ambito, ancora largamente non conosciute e apprezzate a pieno.

NoteModifica

  1. ^ Giuseppe Veneziano, L'era dei megaliti Archiviato il 4 marzo 2016 in Internet Archive., Osservatorio Astronomico di Genova, ver. 1.0, 2008.
  2. ^ Cromlech, Regione Valle d'Aosta, 30 dicembre 2004. URL consultato il 30 dicembre 2013.
  3. ^ Massimiliano Riccio, Cromlech del Piccolo San Bernardo: sito archeologico o parcheggio?, Aostasera, 22 agosto 2012.

Voci correlateModifica

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