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Cronologia dell'Europa orientale dopo la Grande Guerra

Verso la conclusione e fin dopo la prima guerra mondiale notevoli sconvolgimenti e piccole guerre travagliarono l'Europa orientale, tra cui la guerra civile russa.

«La guerra dei giganti è finita, le guerre dei pigmei cominciano.»

(Winston Churchill)
la dissoluzione dell'Impero russo

1918 (dall'11 novembre)Modifica

  • 11 novembre - Armistizio di Compiègne, la Germania si arrende
  • 11 novembre - Deposizione dell'imperatore d'Austria-Ungheria Carlo I che rifiuta di abdicare
  • 11 novembre - Il Consiglio provvisorio nazionale della Lettonia è riconosciuto dalla Gran Bretagna come unico governo legittimo della Lettonia e invitato alla futura Conferenza di Pace di Parigi
  • 11-14 novembre - I bolscevichi partendo da Vologda tentano di riconquistare la Regione del Nord avanzando lungo il fiume Dvina settentrionale, ma vengono fermati sulla Vaga dai soldati della missione internazionale nella battaglia di Tulgas
  • 12 novembre - A Vienna il nuovo cancelliere provvisorio austriaco Karl Renner proclama la nascita della Repubblica dell'Austria tedesca ("Republik Deutschösterreicht") nella prospettiva di una unione alla Germania
  • 13 novembre - In virtù dell'armistizio di Mudros inizia l'occupazione di Costantinopoli e viene sciolto l'esercito ottomano
  • 13 novembre - L'Ungheria firma a Belgrado l'armistizio con l'Intesa; la Romania non riconosce l'armistizio e continua la guerra, venendo perciò in contrasto con i suoi ex alleati dell'Intesa; dal 12 al 20 la Romania occupa i valichi montani sui Carpazi orientali che gli erano stati tolti col trattato di Bucarest, a partire da quello di Gyergyótölgyes, nonché la Dobrugia settentrionale alla Bulgaria
  • 13 novembre - Il governo della RSFS russa dichiara nullo il trattato di Brest-Litovsk ossia la sua resa alla Germania; questo atto determina l'avvio della sua offensiva verso ovest, con la creazione apposita dell'Esercito Occidentale (al posto delle "forze di cortina") con sede a Smolensk che il 17 inizia ad avanzare seguendo la ritirata tedesca nell'Oblast Occidentale ("Operazione Vistola") per prendere il controllo sul territorio abbandonato dall'esercito tedesco in ritirata dall'Ober Ost al fine di recuperare i territori perduti dall'Impero Russo durante la prima guerra mondiale (Privislinsky Kraj) e stabilire repubbliche sovietiche in quei territori, ma si trova a dover affrontare vari gruppi di auto-difesa e milizie locali dalla Bielorussia, Lituania, Polonia e Ucraina; il 25 la controparte cioè la Germania rinuncia al trattato di Brest-Litovsk e di conseguenza alla potestà sui paesi occupati, mettendo così effettivamente a rischio l'indipendenza dei vari stati nei confronti della Russia bolscevica; tra il 15 e il 25 le milizie contro-rivoluzionarie bielorusse contrattaccano i bolscevichi ed avanzano nelle regioni di Smolensk e Kaluga prendendo Gžatsk e Medyn', ma dal 25 sono ricacciate indietro; in Germania è fondato il Stahlhelm, Bund der Frontsoldaten del Landwehr
 
L'Ucraina alla fine del 1918
  • 14 novembre - I tedeschi iniziano lo sgombero dall'Ucraina: "Rivoluzione ucraina", nei territori evacuati i democratici ucraini di Volodymyr Vynnychenko fondano il Direttorato in opposizione al reazionario governo filo-tedesco dell'Atamanato che segue i tedeschi nella ritirata; il vuoto lasciato nella regione a nord del mar d'Azov (Berdjans'k, Juzovka, Alexandrovsk, Ekaterinoslav) viene colmato dalla fazione anarchica di Machno che vi fonda il Territorio Libero dopo avervi condotto la guerriglia contro i tedeschi fin dall'estate; l'atamano Nikifor Grigoriev dal suo feudo di Elisavetgrad crea l'Armata Verde che si allea a Vynnychenko insieme al quale nel corso del mese di dicembre riesce a prendere il controllo di Nikolaev, Cherson, Ochakov e Alečki; nel Donbass il vuoto invece è colmato dai bianchi del filo-Intesa Denikin che già occupavano tutta la fascia contornante il bordo del limite orientale dell'occupazione tedesca, e l'"Unione Don-Kavkaz" è abolita; in conseguenza della sconfitta della Germania il filo-tedesco Krasnov è ora costretto a riconoscere l'autorità suprema del filo-Intesa Denikin e cedergli il suo esercito che viene sgomberato da Caricyn, affidato al generale Pavel Rafailovič Bermondt-Avalov (appena liberato dal lager tedesco di Salzwedel), e inviato via mare nel Ducato Baltico Unito (dove è già presente un esercito di Rodzjanko) incaricato di subentrare all'esercito tedesco (che sta sgomberando anche da lì) per riprendere il controllo russo in quei territori e prevenire un eventuale attacco da parte dei bolscevichi; ad esso si aggiungono anche i fedeli dello zarista Skoropadskyi in fuga dall'Ucraina, che finalmente libero dai tedeschi chiama Denikin proponendo l'unificazione dell'Ucraina allo Stato russo; l'intero territorio è preda all'anarchia con jacquerie diffuse
  • 14 novembre - Dopo che il 12 è caduto il filo-sovietico Governo provvisorio popolare del socialista Daszyński, il Consiglio di Reggenza della Polonia si scioglie e trasferisce l'autorità al socialista anti-sovietico Józef Piłsudski (appena liberato dalla prigionia) come Capo di Stato che, dopo aver brevemente riaffidato l'incarico a Daszyński, il 18 scioglie il Governo provvisorio popolare e nomina Primo ministro Jędrzej Moraczewski; il "Comitato Nazionale polacco" di Dmowski ora insediato a Cracovia e riconosciuto dal 1917 dalle potenze dell'Intesa come legittimo governo della Polonia si vede escluso dal potere
  • 15 novembre - Cade il governo filo-tedesco di Sulkiewicz in Crimea, che viene sostituito da Solomon Samoilovič Krym
  • 15 novembre - In seguito alla rottura dei rapporti tra Romania e Intesa (che non intende rispettare il Trattato di Bucarest del 1916 in quanto invalidato dalla pace separata del 7 maggio) dopo l'armistizio di Belgrado la parte di Banato rimasta libera (quella a est di quello che poi diventerà il definitivo confine serbo-romeno ancor oggi vigente), sciolta la Repubblica del Banato, torna sotto il controllo dell'Ungheria, mentre la parte occidentale che tra il 10 e il 13 è stata occupata dall'esercito serbo, in assenza di precise indicazioni, viene da questo trattenuta indefinitamente
  • 16 novembre - Viene proclamata la Repubblica Democratica di Ungheria; in conseguenza di ciò, il 17 forze serbe e italiane possono entrare a Fiume
  • 16-23 novembre - Si svolge la conferenza di Iași (città nella quale avevano continuato ad aver sede i contingenti francese e russo del fronte romeno di A. Keltchevski anche dopo la resa della Romania) per stabilire le modalità di intervento dell'Intesa nei territori dell'ex Impero russo sgomberati dai tedeschi; il 29 il governo romeno ritorna a Bucarest, ed il 10 dicembre conferma l'annessione della Bessarabia alla Romania; i delegati poi vanno ad Odessa ad attendere vanamente lo sbarco francese, finché il 6 dicembre si dileguano
  • 17 novembre - I britannici ritornano a Baku (che diviene la capitale della Repubblica Democratica Azera) e a Krasnovodsk sgomberate dagli ottomani; a fine mese i britannici installano una loro flotta nel mar Caspio; nella Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale il "governo Gorskoe" chiede che truppe ottomane volontarie rimangano nel paese in funzione anti-russa (sia bolscevica che bianca), per cui scoppia una ribellione tra musulmani, cosacchi, e menscevichi filo-georgiano-armeni; nuovo presidente è Abdul Basir Haji Mustafayev
  • metà novembre - In seguito alla fine delle ostilità della guerra mondiale, la legione Ceca e la 5ª divisione fucilieri polacca si ritirano dal conflitto civile russo e pur restando in loco iniziano lo sgombero dalla Siberia attraverso Vladivostok (tuttavia gli ultimi riusciranno a partire solo nel settembre 1920)
  • 18 novembre - Venuta meno la protezione della Legione Ceca (ora freneticamente occupata solo a cercare di partire per la Cecoslovacchia) ai menscevichi e ai moderati, un colpo di stato attuato dalla cricca del "Centrosibir" dei ministri reazionari Michailov, Georgy Hins, Nikolaj Petrov Antonov, Georgij Gustavovič Telberg fa cadere il Governo provvisorio panrusso (nato il 3 dallo scioglimento del "Direttorio di Ufa" di Avksent'ev) ed instaura la dittatura personale del ministro della guerra Kolčak (ma la vera eminenza grigia è il ministro delle finanze Michailov) sullo Stato russo arrestando il moderato Avksent'ev (mentre il fedele reazionario Vologodskij è lasciato al suo posto di Presidente del Consiglio) e gli altri membri di governo della sua "Unione di rinascita della Russia" che viene fatta sciogliere ed i suoi membri, prima arrestati anche loro, e poi il 20 messi su un treno diretto in Cina; il PSR scompare per la seconda volta; il generale Janin dice che si tratta di un golpe filo-britannico organizzato dall'attaché Alfred Knox; rifiutano di riconoscere l'autorità di Kolčak anche le filo-giapponesi truppe cosacche di Transbajkalia, Amur e Ussuri, e le autorità del Primor'e (le quali comunque non avevano riconosciuto nemmeno i governi bianchi precedenti); il 21 come primo atto il dittatore Kolčak a nome del nuovo Stato russo annuncia il riconoscimento del debito estero dell'ex Impero zarista che era stato annullato da Lenin il 3 febbraio
  • 18 novembre - Giorno della proclamazione della Repubblica di Lettonia: il Consiglio provvisorio nazionale della Lettonia (radicale e anti-tedesco) ed il blocco democratico ("Demokratiskais bloks", moderato) si fondono nel Consiglio del Popolo della Lettonia (Tautas padome) che a Jelgava dichiara l'indipendenza dei territori abitati da lettoni dal Ducato Baltico Unito e diventa Repubblica di Lettonia; Primo ministro è Kārlis Ulmanis (lo sarà fino al 18 giugno 1921). Il 30 novembre il Consiglio cessa la sua esistenza e cede la sua autorità agli organismi repubblicani; il 26 la Germania riconosce l'indipendenza, ma è obbligata ai sensi dell'armistizio di Compiègne in difesa del territorio lettone contro un attacco da qualunque altra parte arrivi (principalmente la Russia bolscevica)
  • 18 novembre - I bolscevichi del Comitato centrale ucraino militare rivoluzionario iniziano la conquista del paese prendendo Jampil' e Khutor Mikhailovsky e il 20 Rylsk, poi entro fine novembre Sudža e Hluchiv e i villaggi Chernetskaya, Bogorodskoye Korzhovka, Starodub, e una serie di altre località della provincia di Chernigov e di Glukhov
  • 19 novembre - Le unità cosacche di Krasnov in soccorso di Skoropads'kyj entrano a Lugansk e prendono il controllo del distretto di Slovianoserbsk; entro il 3 dicembre i cosacchi entrano a Debaltsevo, Donetsk e Mariupol
  • 19 novembre - Nel Ducato Baltico Unito le forze di occupazione tedesche consegnano l'autorità al Governo provvisorio estone; in conseguenza di ciò il 22 le truppe regolari tedesche di Max Hoffmann ed estoni di Aleksander Tõnisson sono attaccate a Narva dall'Armata Rossa che il 25 prende Pskov: inizia la guerra d'indipendenza estone; il 28 il Ducato (dopo la defezione dei territori lettoni del 18 composto ora solo dall'ex Governatorato dell'Estonia e dalla metà settentrionale dell'ex Governatorato della Livonia) diventa Repubblica d'Estonia; il 29 i bolscevichi estoni nei territori occupati dall'Armata Rossa fondano la Comunità dei lavoratori estoni come Repubblica sovietica estone, il 7 dicembre riconosciuta dalla RSFS russa come legittimo governo dell'Estonia indipendente - il 6 dicembre l'esercito russo della Regione del Nord di Rodzjanko viene fuso nell'esercito estone
  • 21 novembre - Nella RSFS russa al Narkomprod ("Commissariato del popolo per i rifornimenti alimentari ", creato nel dicembre 1917, successivamente verrà rinominato in Gossnab) di Cjurupa è affidato il monopolio del commercio
  • 21 novembre - Il Direttorato rifonda la Repubblica Popolare Ucraina, che entro metà dicembre controlla tutta l'Ucraina eccetto Donbass e Zaporizhia; sciolto dai bolscevichi russi il vecchio governo indipendentista della Repubblica Sovietica Ucraina ("in esilio" a Mosca dal 18 maggio) allo scopo di riorganizzarne uno nuovo in una prospettiva ora non più di mera alleanza tra stati indipendenti ma di unione federativa alla RSFS russa: il 28 viene fondato a Kursk il "governo dei lavoratori provvisori e dei contadini di Ucraina" di Pjatakov poi spostato a Sudža, dal 27 dicembre a Belgorod, e dal 3 gennaio a Kharkhov
  • 21 novembre - Inizia il lungo assedio polacco a Leopoli, e la capitale della Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale è trasferita a Ternopil'
  • 23 novembre - I bolscevichi del Turkestan creano l'"Esercito contadino di Fergana" per combattere i ribelli Basmachi che controllano il Pamir
  • 23 novembre - A Tomsk si tiene il II congresso dei bolscevichi siberiani
  • 24 novembre - Béla Kun fonda il Partito Comunista Ungherese
  • 27 novembre - In Russia abolito il decreto del 14 giugno che aveva instaurato la "dittatura del proletariato": è emanato il nuovo concetto di "democrazia sovietica" in contrapposizione alla "democrazia borghese": è riaperto l'ingresso nei soviet ad altri partiti - il gruppo "Narod", scissionista dal PSR, guidato da Volsky (ex presidente del governo del Komuch) aderisce al bolscevismo; idem il Partito Comunista Rivoluzionario, fondato il 28 settembre dal vecchio Marc Andreevič Natanson e dai membri del PSR di sinistra scampati al "terrore rosso" ed al successivo processo di novembre - Natanson viene anche ammesso come membro al Vcik ed al suo Presidium; il 2 dicembre tiene il suo II congresso; il 3 dicembre a Ufa (appena liberata) il bolscevico siberiano Boris Shumyatsky chiede invano a Lenin la formazione di un "fronte unico democratico-repubblicano" coi membri del Komuch ed i menscevichi
  • 28 novembre - Essendosi reso possibile in seguito alla resa tedesca il passaggio navale nel mar Baltico, inizia la campagna britannica nel mar Baltico; il 9 dicembre la flotta giunge a Liepaja, il 18 a Riga, il 31 a Tallinn
  • 28 novembre - Inizia lo sgombero dei tedeschi dall'area attorno la "Repubblica guerrigliera" Rudobelskaya: a fine dicembre la sacca viene riannessa alla RSFS russa
  • 29 novembre - Ekaterinburg ripresa dall'Armata Rossa - in reazione viene lanciata l'operazione Perm', la prevista offensiva di Kolčak verso gli Urali: in previsione dell'apertura del terzo fronte a nord verso cui è già in viaggio una flotta al comando del generale Evgenij Karlovič Miller, il piano di Kolčac prevede tre grandi offensive per riunire i tre fronti: Gajda a nord, Chanžin al centro e i cosacchi di Dutov a sud; l'atamano Annenkov invece partendo da Alaş-qala (Semipalatinsk) inizia un'offensiva verso il Semireč'e (che era stato ripreso dai sovietici del Turkestan a settembre) e contro la "rivolta Cherkassky"; fino aprile Andreevka è assediata
  • dicembre - Ufa ripresa dall'Armata Rossa
  • dicembre - Le truppe armene entrano a Karaklis e Alessandropoli sgomberate dagli ottomani
 
La formazione della Romania: Oltenia, Muntenia, Moldova (territori originari); Bessarabia (dal 9 aprile 1918); Transilvania (dal dicembre 1918); Bucovina (dal 13 gennaio 1919); Maramureș (dal 22 gennaio 1919); Crișana (dall'aprile 1919); Banato (dal 3 agosto 1919); Dobrogea (occupata dalla Bulgaria dal 1916 al novembre 1918)
  • 1º dicembre - Giornata della Grande Unione: dopo che il 25 novembre l'esercito romeno ha raggiunto Târgu Mureș ed il 29 Alba Iulia, in questa città la popolazione locale dichiara l'Unione della Transilvania alla Romania ("Dichiarazione di Alba Iulia"); davanti all'avanzata dell'esercito romeno, le città ad est dei monti Apuseni si arrendono senza opporre alcuna resistenza: Brașov (7 dicembre), Sibiu (12 dicembre), Cluj (24 dicembre)
  • 1º dicembre - Dall'unione dello Stato degli Sloveni, Croati e Serbi al Regno di Serbia e al Regno del Montenegro, nasce il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (che diventerà in seguito Regno di Jugoslavia); la Bulgaria rifiuta di aderirvi e conferma la sua indipendenza, mentre l'Albania è ancora occupata dalle potenze dell'Intesa; contestualmente nella Bosnia già aggregata allo stato effettivamente croato si scioglie il governo secessionista filo-serbo insediato a Banja Luka
  • 1º dicembre - Il musulmano Governatorato del Caucaso sud-occidentale sgomberato dagli ottomani si proclama indipendente come Repubblica del Caucaso sud-occidentale per non venire annesso dagli stati cristiani confinanti Georgia o Armenia
  • 1º-4 dicembre - Si svolge una rivolta anti-bolscevica nella regione di Vologda e Cherepovets
  • 4 dicembre - La Repubblica Sovietica del Caucaso settentrionale viene eliminata dai cosacchi del Terek (che da giugno con fasi alterne tentavano di rovesciarla) e dall'Armata dei Volontari del Caucaso (coordinati dal comando generale delle forze armate della Russia meridionale) ed annessa al "Governo provvisorio della Russia meridionale"; Akulov con i bolscevichi nordcaucasici va in esilio a Caricyn (l'11 gennaio 1919 il suo governo viene sciolto), termina così la seconda campagna del Kuban' con la conquista di tutta la steppa ciscaucasica tra il Nero e il Caspio; nel conflitto di Soči contro i georgiani il Governo provvisorio della Russia meridionale subentra così ai bolscevichi abcasi intendendo non solo trattenere per sé i territori da essi scorporati alla Georgia a marzo, ma di riconquistare tutti i territori secessi dalla Russia a partire dal 1917; il 5 la Repubblica Popolare del Kuban' viene dichiarata sciolta da Denikin e i suoi territori annessi al "Governo provvisorio della Russia meridionale" di cui Ekaterinodar diviene il capoluogo; anche il bacino del Don ed il territorio ucraino con Crimea e Bessarabia viene dichiarato parte del Governo provvisorio della Russia meridionale; nella Transcaspia questi fatti provocano una crisi governativa tra zaristi e menscevichi
  • 5 dicembre - Ostile all'incorporazione alla Polonia, nella Galizia ex austriaca si scorpora da essa la piccola Repubblica di Lemko-Rusyn, desiderosa di unirsi alla Russia oppure, dal 20 aprile 1919, come compromesso, alla Cecoslovacchia
  • 5-7 dicembre - L'esercito tedesco inizia lo sgombero dalla Lettonia (dichiaratasi indipendente dal 18 novembre), che (come è già accaduto all'Estonia) contemporaneamente a est è attaccata dall'Armata Rossa; il 7 su richiesta del governo lettone di Kārlis Ulmanis viene fondato l'Esercito territoriale del Baltico ("Baltische Landeswehr"), esercito mercenario della Curlandia e Livonia, cui aderiscono soprattutto reduci tedeschi, sotto il comando del generale Rüdiger von der Goltz (già comandante della missione tedesca in Finlandia): inizia la guerra d'indipendenza lettone; l'Armata Rossa il 9 prende Dünaburg (Daugavpils), il 10 Alūksne, il 18 Valka, il 22 Valmiera, il 23 Cēsis, e il 30 Sigulda; il 17 viene fondata la Repubblica Socialista Sovietica Lettone (dalla RSFS russa riconosciuta il 22 come governo ufficiale della Lettonia indipendente) guidata da Pēteris Stučka
  • 7 dicembre - Kolčak a nome del nuovo Stato russo chiede all'Intesa (che non ha mai riconosciuto il governo bolscevico) di poter partecipare al previsto congresso di Parigi come potenza vincitrice; l'Intesa decide di rinviare l'analisi della posizione russa a quando sarà terminata la guerra civile; il 16 in contrasto con Kolčak (i francesi sostengono i governi menscevichi) il generale Janin si dimette da capo della missione internazionale siberiana
  • 7-26 dicembre - Rivolta anti-bolscevica nel Semireč'e meridionale con epicentro Belovodskoe
  • 7-31 dicembre - Breve guerra georgiano-armena per la spartizione dei territori sgomberati dall'esercito ottomano (Governatorato del Caucaso sud-occidentale, Lori, Giavachezia, Marneuli); questi ultimi sono assegnati alla Georgia, mentre Lori viene temporaneamente co-governata (tale resterà fino al Trattato di Mosca del 16 marzo 1921 tra Turchia e RSFS russa); la neonata Repubblica dell'ex Governatorato del Caucaso sud-occidentale vede a rischio la sua indipendenza
  • 13 dicembre - Nikolaev presa dall'Armata Verde dell'atamano Grigoriev
  • 14 dicembre - Federico Carlo d'Assia-Kassel filo-tedesco Re di Finlandia abdica, la reggenza viene affidata a Carl Gustaf Emil Mannerheim
  • 14 dicembre - Kiev presa dal Direttorato, lo Stato Ucraino dell'Atamanato è sconfitto e abolito - sfuma il progetto di Skoropads'kyj di riunificazione alla Russia
  • 15 dicembre - Il governo polacco rompe le relazioni diplomatiche con la Germania
  • 16 dicembre - Dalla fusione del partito Socialdemocrazia del Regno di Polonia e Lituania con l'ala sinistra del Partito Socialista Polacco nasce il Partito Comunista dei Lavoratori di Polonia (nel 1925 assumerà la denominazione di Partito Comunista di Polonia - nel 1929 sarà messo fuori legge dal regime del maresciallo Piłsudski)
  • 16 dicembre - Man mano che i tedeschi sgomberano dall'Ober Ost, anche la Lituania ad est viene attaccata dall'Armata Rossa come già accaduto ad Estonia e Lettonia; i bolscevichi lituani da Dünaburg/Daugavpils (Lettonia sud-orientale, presa l'8 dai fucilieri lettoni dell'Armata Rossa, unità creata il 13 aprile da Jukums Vācietis) proclamano la Repubblica Socialista Sovietica Lituana (dalla RSFS russa riconosciuta il 22 come governo ufficiale della Lituania indipendente), a cui reagisce un esercito nazionalista lituano, supportato dal 31 (dopo che gli ultimi regolari tedeschi lasciano Vilnius) dai volontari tedeschi dell'Esercito territoriale del Baltico fondato il 7 in Lettonia; inizia la guerra lituano-sovietica e la guerra d'indipendenza lituana; il 22 l'Armata Rossa prende Zarasai e Švenčionys - secondo la storiografia sovietica già a Vilnius l'8 dicembre prende il potere un governo sovietico guidato da Vincas Mickevičius-Kapsukas che avrebbe anche tenuto delle elezioni, tuttavia secondo la maggior parte degli storici ciò è solo frutto dell'agiografia sovietica, essendo poco probabile la formazione di tale governo senza un previo supporto di occupazione dell'Armata Rossa determinante in tale frangente; a conferma di ciò il dato di fatto che in realtà il governo sovietico lituano fino al 1920 ha avuto sede "in esilio" a Daugavpils (Lettonia)
  • 16-21 dicembre - A Berlino si svolge il primo congresso nazionale dei Consigli degli operai e dei soldati
  • 17 dicembre - L'apertura al passaggio navale nel mar Nero resa possibile dopo la resa ottomana consente l'avvio della spedizione alleata in Ucraina, dove, a seguito dello sgombero tedesco concluso il 16, truppe francesi, greche, e polacche, sbarcano ad Odessa condotte da Albert Charles Jules Borius aggiungendosi al contingente franco-russo proveniente dalla Bessarabia per prevenirne l'occupazione da parte delle fazioni che si stanno progressivamente spartendo il territorio ucraino; il 25 la missione di Jean François Charles Amet sbarca a Sebastopoli
  • 18 dicembre - In Estonia l'Armata Rossa prende Valga e il 24 Tartu e Tapa arrivando a 34 km da Tallinn
  • 21 dicembre - Approfittando dello sgombero tedesco, dal bolscevico "governo dei lavoratori provvisori e dei contadini di Ucraina" viene ricostituito un governo sovietico, stavolta unitarista alla RSFS russa, la Repubblica Socialista Sovietica Ucraina (fondazione ufficiale il 10 marzo 1919), che subito si scaglia contro le armate ucraine e contro i bianchi di Denikin, nonché contro francesi e Armata Verde; ambigui invece i suoi rapporti con l'Armata Nera
  • 22 dicembre - Breve rivolta bolscevica e menscevica a Omsk contro la dittatura di Kolčak (secondo alcuni storici organizzata in realtà dal comandante dell'esercito e ministro della guerra Ivanov-Rinov che aveva un conto in sospeso con Kolčak e voleva prenderne il posto a capo dello Stato russo), subito domata; Kolčak ne approfitta per aumentare il suo potere sostituendo Ivanov-Rinov con il fedele generale ceco Radola Gajda; sulla base del decreto leniniano del 27 novembre che gli riapre le porte, i menscevichi, fino a questo momento alleati dei bianchi, si schierano da ora coi bolscevichi (per cui da ora non si può più parlare di "bolscevichi" per definire i comunisti, ma di "sovietici"); le armate di Kolčak entrano a Kungur ed il 24 a Perm'; nei territori riconquistati Kolčak impedisce la rifondazione della Repubblica dell'Idel-Ural il cui territorio dichiara annesso allo Stato russo, e in Baschiria fa sostituire il governatore Bikbov con il fedele Abdullah Kamaletdinovič Adigamov
  • 22 dicembre - L'esercito ungherese riprende il controllo della regione di Kőrösmező (Rutenia orientale) che l'8 novembre aveva dichiarato l'unione alla Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale; il 24 la parte occidentale della Rutenia di etnia slava (Užhorod, Berehove, Ugocsa, Vynohradiv, Maramureș) si dichiara indipendente dall'Ungheria come Repubblica Ruska Krajina, con capitale Mukačevo e presidente Don Augustin Vološin
  • 23 dicembre - Dopo lo sgombero tedesco dal territorio, la Repubblica Popolare Bielorussa è attaccata ad est dai russi sovietici che l'annettono all'Oblast Occidentale, ai cui territori bielorussi il 2 gennaio viene ri-concessa l'indipendenza come Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa (solo zone di Minsk e Grodno, mentre quelle di Vitebsk, Mogilëv, e Smolensk il 16 gennaio sciolto l'Oblast Occidentale sono annesse alla Russia); il 31 è fondato il suo Partito Comunista
  • 25 dicembre - Il congresso di Durazzo crea il governo albanese, guidato dal Primo ministro Turhan Pasha Përmeti
  • 26 dicembre - Navi sovietiche bombardano Tallinn; il 31 vi giunge una squadra navale britannica, che fino all'autunno 1919 tiene imbottigliata la flotta Rossa del Baltico a Kronštadt
  • 27 dicembre - Inizia la Sollevazione della Grande Polonia in Posnania
  • 30 dicembre - Fondato il Partito Comunista di Germania
  • 30 dicembre - I britannici sbarcano a Batumi nell'ex Governatorato del Caucaso sud-occidentale (sgomberato dagli ottomani l'1 dicembre, ora Repubblica del Caucaso sud-occidentale) per prevenirne la sua invasione occupandola in attesa di deciderne l'assegnazione

1919Modifica

  • 1º gennaio - Miller da navi britanniche sbarca ad Arcangelo con un contingente di russi bianchi da poco liberati dai campi di concentramento tedeschi; suo scopo è condurre le operazioni nella regione del nord della quale il 15 si autoproclama governatore dopo il voltafaccia pro-bolscevico dei menscevichi; dopo aver raccolto le pur esigue forze anti-sovietiche locali, e preso contatto con l'Ammiraglio Kolčak, diventa comandante delle Armate bianche sul fronte settentrionale fondando l'esercito della Regione del Nord (da non confondere con quello di Rodzjanko ora assorbito da quello estone o con quello di Bermondt-Avalov in Lituania e Lettonia)
  • 1º gennaio - L'esercito cecoslovacco prende possesso di Prešporok (già Pressburgo, sarà rinominata Bratislava il 27 marzo), che dopo la formazione della Cecoslovacchia gli abitanti di etnia tedesca e ungherese avevano autoproclamato "Città libera"; il 4 febbraio viene nominata capoluogo della regione slovacca; il 14 agosto la Cecoslovacchia prende possesso arbitrariamente anche del territorio posto al di là del Danubio (Petržalka) togliendolo all'Ungheria
  • 1º gennaio - Ternopil' presa dai polacchi, la capitale della Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale è trasferita a Stanyslaviv
  • 2 gennaio - Davanti l'avanzata sovietica i legionari del comitato dei cittadini polacchi ("Samoobrona") prendono il controllo di Vilnius (lasciata dall'esercito tedesco il 31 dicembre 1918) per prevenirne la consegna volontaria ai sovietici decisa dal Consiglio di Lituania, che si ritira a Kaunas sotto loro protezione; il 5 la città viene comunque presa dall'Armata Rossa, ed il 31 vi si tiene un congresso di rappresentanti dei comitati rivoluzionari della Lituania sovietica
  • 3 gennaio - I sovietici ucraini prendono Charkiv e vi insediano il loro governo; l'8 raggiungono il fiume Kalitva nero e il 10 prendono Starobilsk, il 12 Černigov, il 18 Poltava
 
L'offensiva sovietica in Lituania e Lettonia; si notino le ridotte dimensioni della nuova RSS bielorussa
  • 4 gennaio - Inizia la "rivolta spartachista" con scioperi e sommosse a Berlino portati avanti dalla Lega Spartachista; è repressa nel sangue ad opera dei freikorps il 15 con l'assassinio dei comunisti Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht; il 5 viene fondato il Partito Tedesco dei Lavoratori (futuro partito nazionalsocialista); il 19 si svolgono le Elezioni federali tedesche del 1919 dalle quali risulta vincitore il Partito Socialdemocratico di Germania
  • 4 gennaio - I sovietici prendono Riga; il 5 il governo provvisorio lettone e l'Esercito territoriale del Baltico si ritirano da Jelgava a Liepāja sotto l'avanzata sovietica; il 15 gennaio a Riga, il I Congresso dell'autorità erede dell'Iskolat proclama il potere sovietico in Lettonia. Più a sud il 5 l'Armata Rossa prende Vilnius e Minsk, ma in Estonia il 7 l'avanzata sovietica è fermata ed il 18 gli estoni riprendono Narva, il governo della Comunità dei lavoratori estoni si sposta in esilio a Pskov
  • 4-5 gennaio - Fallito colpo di stato in Polonia ad opera del Partito Nazional-Democratico (che in maggio diventerà Unione Popolare Nazionale), espressione del filo-Intesa "Comitato nazionale polacco", contro il governo del socialista anti-Intesa Piłsudski; il 16 gennaio Ignacy Paderewski (dell'anti-tedesco "Comitato nazionale polacco" e capopopolo della "sollevazione della Grande Polonia") è nominato da Piłsudski a capo del governo al posto di Moraczewski, venendo così a formarsi una coalizione di compromesso tra filo-Intesa ed anti-Intesa che esaurirà il suo scopo a dicembre con l'affidamento del governo al neutrale Leopold Skulski. Il 26 si tengono le elezioni parlamentari in Polonia del 1919 (boicottate dai comunisti)
  • 5 gennaio - Nel conflitto austro-sloveno in Carinzia, dopo una controffensiva austriaca che porta alla riconquista di Arnoldstein, ad un'avanzata nel Rosental e alla ripresa di Ferlach, le parti si incontrano a Graz per trattare un armistizio, firmato il 13 febbraio
  • 6 gennaio - In risposta alle pressioni tese alla formazione di un nuovo governo di coalizione coi partiti socialisti e menscevichi, Lenin risponde seccamente che la Costituzione della RSFS russa non lo consente
  • 7 gennaio - Rivolta a Cettigne contro l'unificazione del Montenegro al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni
 
Territori approssimativi dello Stato della Russia meridionale al suo apogeo (novembre 1919) - comprende anche la Transcaspia non visibile nella cartina
  • 8 gennaio - In seguito alla fondazione dello "Stato della Russia meridionale" da parte del Governo provvisorio della Russia meridionale, l'"Unione Don-Kavkaz" di Krasnov è sciolta ed i territori annessi alla nuova entità unionista; capoluogo è Ekaterinodar e governatore è lo zarista Denikin; l'Armata dei Volontari prende il nome di Forze Armate della Russia meridionale (VSYUR) sotto il comando generale di Anton Denikin e l'esercito del Don entra a farne parte; ad essa si unisce il 22 la transcaspiana Armata del Turkestan (dallo scioglimento dell'"Unione del Turkestan contro il bolscevismo") dopo essere stata sconfitta dai sovietici una loro rivolta iniziata a Tashkent il 18 gennaio ("rivolta Osipovskiy"), ora dotata di forze britanniche del feldmaresciallo George Milne giunto a Krasnovodsk il 21
  • 8 gennaio - La regione di Kőrösmező (Rutenia orientale, che non è stata compresa nella Repubblica Ruska Krajina, ma è ancora territorio dell'Ungheria) ora rimasta tagliata fuori dal territorio ungherese in seguito all'avanzata romena nell'est dell'Ungheria, ancora intenzionata ad unirsi alla Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale (dopo il precedente effimero tentativo intercorso tra l'8 novembre ed il 22 dicembre 1918) ora posticipando la richiesta di unificazione dato lo stato di guerra di quella con la Polonia, si dichiara indipendente dall'Ungheria come Repubblica huzula; tra l'11-13 nell'ambito della guerra polacco-ucraina, togliendola alla Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale la Romania (alleata alla Polonia) occupa la Bucovina, mentre dal versante opposto la capitale della Rutenia Užhorod viene occupata il 12 dalle truppe cecoslovacche allo scopo di impedirne la presa di possesso da parte dei romeni (sebbene non ci sia uno stato di guerra aperta tra Romania e Cecoslovacchia, quest'ultima agisce competitivamente alla Romania concordemente all'Intesa con la quale la Romania è ormai in rotta); da est il 16 entrano in Rutenia anche le truppe della Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale. Il 14 Dopo aver preso tutta la Transilvania, per contrastare l'avanzata cecoslovacca e ucraina in Rutenia l'esercito romeno avanza ora verso nord e prende Baia Mare; il 18 raggiunge il confine orientale della Repubblica huzula prendendo Sighetu Marmației alla Repubblica Ruska Krajina fermandosi solo il 22 in seguito ad un ultimatum dell'Intesa con lo spostamento di contingenti francesi dalla Bessarabia alla Rutenia a supporto dell'esercito cecoslovacco; l'avanzata delle truppe romene nell'Ungheria orientale si ferma così alla nuova linea di demarcazione imposta dal congresso di Parigi
  • 9 gennaio - Il progressista governo ucraino del direttorato autorizza le autonomie nazionali delle minoranze etniche
  • 9-15 gennaio - Forze polacche irregolari di Dowbor-Musnicki ottengono il controllo della maggior parte della Posnania; inizia la polonizzazione dell'amministrazione pubblica
  • 11 gennaio - Nella RSFS russa emesso un nuovo decreto sulle espropriazioni: gli approvigionamenti annonari vengono stabiliti su ripartizione territoriale - il 14 febbraio emanata nuova legge fondiaria tesa alla collettivizzazione sul lungo periodo - il 27 febbraio il sistema annonario (finora affidato a diversi organismi) è posto interamente sotto l'autorità del solo Narkomprod
 
L'Ucraina all'inizio della seconda fase della guerra ucraino-sovietica
  • 12 gennaio - L'Armata Rossa lancia un'offensiva partendo da Kupyansk verso Lugansk e il Donbass; il 14 occupano Starobilsk ed entrano nel Donbass settentrionale, dopo aver preso Logvinovo, Popasnaya, Kramatorskaya, Slavyansk e arrivando a 12 km da Bakhmut. Il 16 prendono Bilovodsk, e si stanziano lungo la linea Lozovaya-Sinelnikovo, avvicinandosi alle unità di Denikin. Il 15 Krasnov prende Novokhopyorsk, ma il 17 è costretto ad iniziare il ritiro dalla linea Abramovka-Koleno, e dal 18 inizia ufficialmente l'offensiva dell'Armata Rossa sull'Ucraina (seconda fase della guerra ucraino-sovietica) mentre il paese è in preda a jacquerie ed alla guerra tra fazioni per spartirsi il terreno lasciato dai tedeschi
  • 16 gennaio - Nella RSFS russa viene creato l'Orgburo ("ufficio organizzativo") su elezione dal plenum del Vcik: Michail Vladimirskij, Nikolaj Krestinskij e il presidente del Vcik stesso (dal 21 novembre 1917, de jure il capo di Stato della RSFS russa) Jakov Sverdlov
  • 16 gennaio - Christian Georgievič Rakovskij è Presidente del Consiglio dei commissari del popolo della RSS ucraina al posto di Pjatakov
  • 18 gennaio - Si apre la Conferenza di pace di Parigi
  • 19 gennaio - L'operazione Perm' subisce un arresto ed il 28 è dichiarata terminata - inizia la controffensiva dell'Armata Rossa per riprendere Orenburg, Perm', e Kungur
  • 20 gennaio - L'Armata Rossa avanza nel Donbass occupando Kostiantynivka e Bakhmut e il giorno seguente attacca verso il Don partendo da Lugansk, il 21 prende Uryupinsk ed inizia a ritenere realistico puntare sul fronte di Caricyn. Contemporaneamente Denikin lancia un'offensiva dal Donbass verso l'area dei ribelli di Nestor Makhno, prendendo Polohy e attaccando la sua sede Gulyai-Polye con feroci battaglie che durano diversi giorni, durante i quali il villaggio passa più volte di mano in mano. Le Guardie Nere di Makhno sono costrette a ritirarsi a Gaichur, dopo di che il fronte tra i due si stabilizza
  • 20 gennaio - La capitale della secessionista Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale Pjatigorsk è presa dalle Forze armate della Russia meridionale; la capitale è spostata a Vladikavkaz, che però, dopo l'importante città di Grozny il 26, il 31 è anch'essa presa e annessa allo Stato della Russia meridionale, dopodiché la capitale è spostata a Nazran' e il paese si dichiara uno Stato islamico istituendo la sharia e proclamando la jihād
  • 22 gennaio - Maria Spiridonova è di nuovo arrestata dalla Čeka - ciò da lo spunto a Kamenev per aprire un dibattito critico sullo strapotere della Čeka, il cui operato viene strenuamente difeso dal suo direttore Dzeržinskij
  • 22 gennaio - La Repubblica Popolare Ucraina (Ucraina ex russa) e ciò che resta della Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale (Ucraina ex austriaca, che dal 21 reclama anche l'intera Rutenia ex ungherese) si uniscono formalmente con l'"atto Zluky" firmato a Fastiv l'1 dicembre 1918 (ma resteranno nei fatti due entità statali distinte fino alla loro definitiva incorporazione l'una dalla RSFS russa e l'altra dalla Polonia); a tale unione si aggiunge anche la piccola Repubblica huzula; il 23 gli ucraini della Bucovina si rivoltano agli occupanti romeni (rivolta di Chotyn)
  • 23 gennaio - Nell'ambito della guerra polacco-ucraina la Repubblica di Komańcza è occupata dalla Polonia, entrando con ciò in contrasto con la Cecoslovacchia che, già in rotta a causa dell'alleanza di questa con la Romania, approfitta dell'incidente per tentare di prendere l'intera Slesia di Teschen che era stata occupata dai polacchi il 31 ottobre e che la successiva cessione di una piccola porzione non aveva soddisfatto le aspettative cecoslovacche: inizia la breve guerra polacco-cecoslovacca - tra il 28-30 i due eserciti si combattono presso Skoczów senza risultati determinanti; il 31 Prešov è annessa alla Cecoslovacchia
  • 23 gennaio - L'Esercito del Don di Krasnov contrattacca partendo dalla linea Nikitovka-Lihoy-Millerovo-Debaltsevo, venendo però respinto e subendo una grave sconfitta nell'operazione Voronezh-Povorino lungo il Fronte di Caricyn; l'Armata Rossa avanza nell'Ucraina settentrionale costringendo Denikin ad abbandonare il piano di offensiva sul Volga a Caricyn dovendo perciò trasferire da Stavropol al Donbass alcuni reparti, sotto il comando del generale Vladimir May-Mayevsky col compito di mantenere la linea Mariupol-Donetsk-Bahmut-Lugansk per difendere il Donbass e la Crimea (il cui governo dopo la ritirata dei tedeschi ora è caduto sotto il controllo di un governo menscevico) ed impedire all'Armata Rossa di accedere al Caucaso settentrionale nella parte posteriore; i rinforzi iniziano ad arrivare il 25 col compito di mantenere la linea Mariupol-Donetsk-Bahmut-Lugansk, che avviano un'offensiva su Lugansk il 27-28 gennaio, aprendo la lotta per il Donbass
  • 24 gennaio - Nella RSFS russa introdotte misure di "decosacchizzazione" con deportazioni di intere popolazioni
  • 25 gennaio - I turchi abbandonano Kars, che viene ripresa dagli armeni (già entrati dal 15)
  • 25 gennaio - Nella regione del nord il fronte internazionale e dei bianchi di Miller è rotto nella battaglia di Šenkursk (19-25 gennaio); l'avanzata sovietica viene fermata il 27 presso Kotlas da dove inizia la battaglia di Vystavka
  • 25 gennaio - Alla conferenza di Parigi la proposta di creare la Società delle Nazioni è approvata; il 29 aprile l'assemblea plenaria della conferenza ne approva lo statuto; il 18 giugno esso è firmato dalle Potenze
  • 26 gennaio - I britannici di Frederick Eastfield Laughton dalla Persia occupano il territorio della Repubblica di Aras
  • 27 gennaio - L'Armata Rossa prende Ekaterinoslav ed il 31 lancia una nuova offensiva incuneandosi tra le unità di Krasnov e Denikin, intorno a Debaltsevo, con due settimane di combattimenti pesanti con attacchi e contrattacchi
  • 27 gennaio - Domenica di sangue di Marburgo: i soldati sloveni sparano sulla folla di tedeschi
  • 27 gennaio - Sotto attacco dei bianchi, Grigorij Konstantinovič Ordžonikidze crea il Comitato rivoluzionario del Terek, il cui territorio sarà conquistato dai bianchi in febbraio
  • 29 gennaio - Riconoscimento reciproco tra Polonia e Georgia che manterranno sempre buoni rapporti in funzione ostile ai russi sia bianchi che rossi
 
gennaio-marzo 1919: la Lettonia sotto il tallone sovietico
  • 31 gennaio - I sovietici scacciati dal sud dell'Estonia a seguito della battaglia di Paju (presso Tõlliste) mentre la maggior parte della Lettonia è sotto il controllo dell'Armata Rossa; l'esercito lettone controlla ora solo la zona di Liepāja grazie al supporto dell'Esercito territoriale del Baltico
  • 31 gennaio - I francesi partiti da Odessa con una marcia prendono Cherson e il 3 febbraio Nikolaev all'Armata Verde che da questo momento avversa sia loro che gli ucraini e i bianchi
  • 2 febbraio - Inizio dei colloqui polacco-tedeschi a Berlino riguardo alla Posnania
  • 5 febbraio - Termina la guerra polacco-cecoslovacca con la fissazione di una nuova linea di demarcazione sul fiume Olza, che amplia il territorio controllato dalla Cecoslovacchia nella Slesia di Teschen
  • 5 febbraio - L'Armata Rossa prende Kiev dopo una furiosa battaglia; anche il Donbass è conquistato (il 14 viene creata la provincia Donec'k con capoluogo Luhans'k); l'11 il filo-polacco Simon Petljura succede al filo-Intesa Vynnyčenko al governo della Repubblica Popolare Ucraina (che diviene quindi ostile allo Stato della Russia meridionale e cerca l'alleanza con la Polonia e la Georgia) rifugiato a Kam"janec'-Podil's'kyj
  • 6 febbraio - Di fronte all'offensiva delle Forze Armate della Russia meridionale, le truppe georgiane devono ritirarsi oltre il fiume Bzyb e perdono Gagra; un arbitrato britannico impone una tregua
  • 7 febbraio - Giunge a Costantinopoli una guarnigione italiana come primo scaglione del Corpo di spedizione italiano in Anatolia nell'occupazione italiana di Adalia secondo gli accordi di San Giovanni di Moriana del 1917
  • 8-15 febbraio - L'avanzata sovietica in Lituania è fermata dall'esercito lituano e dall'Esercito territoriale del Baltico impedendo ai sovietici di prendere la capitale provvisoria Kaunas; il 12 in Lettonia l'Esercito territoriale del Baltico sottrae Kuldīga ai sovietici
  • 8 febbraio - I due fronti dell'Armata Rossa si congiunono presso Archeda: termine l'"Operazione Voronezh-Povorino". Makhno riconquista Polohy, creando una seria minaccia al fianco dei Volontari di Denikin. Di fronte al rinforzamento dell'Armata Rossa, Denikin inizia il trasferimento nell'area di Lugansk anche di reparti equestri di Andrei Shkuro dal Caucaso e una divisione di cosacchi del Kuban di Viktor Pokrovsky, la prima divisione cosacca dal Terek sotto SM Toporkov e altre unità, con a capo Pokrovsky
  • 9 febbraio - Nell'ambito della guerra polacco-ucraina Tiraspol è occupata dall'esercito polacco
  • 11 febbraio - Ebert nominato primo Presidente della Repubblica di Weimar; al cancellierato è sostituito da Philipp Scheidemann - il 13 il Consiglio dei Commissari del popolo si scioglie lasciando i poteri al nuovo governo eletto dal Parlamento (Coalizione di Weimar)
  • 12 febbraio - La rivolta della popolazione tedesca e ungherese di Prešporok (oggi Bratislava) contro l'occupazione cecoslovacca viene repressa nel sangue
  • 12 febbraio - Il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni alla Conferenza di Parigi chiede il ripristino del confine prebellico (ossia chiede Trieste e Gorizia) - il 14 viene presentata la "linea Wilson" che assegnerebbe Istria e Dalmazia al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni - in conseguenza di ciò nei mesi seguenti si apre un dissidio tra Italia e Conferenza di Parigi, che saranno ulteriormente aggravate dal "piano Tardieu" il 10 giugno
  • 12 febbraio - Al II congresso machnovista viene confermato un programma distributista simile a quello del PSR, viene criticato il bolscevismo, e bollato il governo del Direttorato come "governo borghese"
  • 14 febbraio - In seguito al termine dello sgombero dell'esercito tedesco dall'Ober Ost i territori siti tra il confine orientale polacco e il confine occidentale della Bielorussia oramai interamente sovietica, in assenza di una frontiera definita (non essendo chiaro se competano a Bielorussia o Lituania a causa delle modifiche territoriali avvenute durante l'occupazione tedesca ed essendo la RSFS russa esclusa dalla diplomazia internazionale), vengono percorsi dall'esercito polacco (la Polonia rivendica la sovranità su tutta la Lituania) che avanzando verso est nella Polesia si scontra presso Bjaroza con i sovietici dell'Esercito Occidentale nella battaglia di Bereza Kartuska: inizia la guerra sovietico-polacca; fino ad aprile si susseguono solo sporadici scontri isolati all'interno di questa immensa e desolata "terra di nessuno"
  • 15 febbraio - Il previsto incontro conciliatore alle Isole dei Principi indetto dalla Conferenza di Parigi tra sovietici e bianchi è boicottato da questi ultimi per cui non viene tenuto
  • 16 febbraio - Il prolungamento della tregua (armistizio di Compiègne) tra Intesa e Germania viene concordato a Treviri, con l'inserimento ora tra le forze dell'Intesa anche dell'Esercito della Grande Polonia, con riferimento al fronte nella Posnania, al quale di conseguenza viene estesa la tregua tra le due parti in lotta
  • 16 febbraio - Elezioni in Austria per l'Assemblea nazionale costituente in sostituzione dell'Assemblea Nazionale Austriaca provvisoria: vince il Partito Socialdemocratico d'Austria (SDAPÖ) - Presidente reggente è dal 5 marzo Karl Seitz - tra maggio e giugno si terranno le elezioni per i Landtag dei vari Stati federati dell'Austria (Landtag della Bassa Austria il 4 maggio, Landtag dell'Alta Austria il 23 giugno)
  • 16 febbraio - L'Armata Rossa valica il confine sud-orientale estone ed in un mese prende Setomaa, Vastseliina e Räpina
  • 18 febbraio - Viene ufficializzata l'incorporazione della Repubblica Sovietica del Doneck-Krivoj Rog a quella ucraina, avvenuta effettivamente l'anno precedente, ed introdotto nel territorio ucraino il sistema del comunismo di guerra; l'Armata Verde dell'atamano Grigoriev passa coi sovietici dopo aver abbandonato il campo franco-ucraino il 30 gennaio e diventa "Armata Rosso-Verde"
  • 18 febbraio - Kolčak rifiuta il ripristino dell'indipendenza chiesto dai musulmani baschiri di Orenburg dopo lo scioglimento ufficiale della Repubblica Idel-Ural del 22 dicembre 1918; Adigamov viene sostituito da Mstislav Aleksandrovič Kulaev il quale si rivolge quindi ai sovietici, che promettono l'autonomia al Baškortostan; il 21 a Sterlitamak viene creato il "Comitato militare rivoluzionario provvisorio della Repubblica sovietica baschira"
  • 19 febbraio - Krasnov orfano del suo alleato tedesco, messo in disparte da Denikin e privato del suo esercito (spedito nel Baltico), dopo aver rinunciato alla carica di Atamano il 6 (gli succede Afrikan Petrovič Bogaevskij, già capo del governo cosacco, nel cui ruolo gli subentra Popov), si reca in esilio in Germania (dove in seguito fonderà la Confraternita della verità russa); il 23 Bogaevskij scioglie la Repubblica del Don che viene incorporata al Governo provvisorio della Russia meridionale, e ciò che resta del suo esercito viene fuso nelle Forze Armate della Russia meridionale
  • 20 febbraio - Il Sejm emette la Piccola Costituzione del 1919 (subirà lievi modifiche il 25 febbraio 1920) la quale investe Piłsudski dell'ulteriore carica di Naczelnik Państwa (Capo di Stato)
  • 21 febbraio - L'assassinio del presidente della Repubblica socialista bavarese Eisner scatena una guerra civile tra socialisti e comunisti
  • 24 febbraio - Offensiva di marzo del Fronte meridionale: l'Armata Rossa attacca Baronsky sulla linea Debaltsevo-Lugansk (l'area intorno a Debaltsevo si conferma essere il punto nodale del teatro meridionale della guerra civile), e con Pavel Dybenko prende Melitopol, tagliando in due il Fronte Bianco sul mar d'Azov
  • 25 febbraio - Riforma agraria nel regno di serbi, croati e sloveni; nel territorio serbo viene anche abolita la servitù della gleba ("kmetchina")
 
marzo 1919
  • 25 febbraio - Nella RSFS russa sulla base del decreto del 27 novembre 1918 viene legalizzato il PSR, che già scomparso in Siberia dopo la rivolta del 22 dicembre 1918, ricompare così ora legittimamente nella Russia sovietica; l'esercito popolare del Komuch si scinde dal bianco "Esercito Russo del fronte orientale" e si unisce all'Armata Rossa
  • 27 febbraio - In seguito allo scoppio della guerra contro la Polonia a causa della mancata definizione sulla competenza della Polesia le RSS Bielorussa e Lituana per tagliare la testa al toro in seguito ad un Congresso tenuto il 18 si fondono nella Repubblica Socialista Sovietica Lituano-Bielorussa, con capitale Vilnius, guidata congiuntamente da Vintsas Mitskevichyus-Kapsukas e Kazimir Tsikhovsky, e il 6 marzo i partiti comunisti della Lituania e della Bielorussia si fondono nel Partito comunista di Lituania e Bielorussia; ciononostante, la guerra continua
  • inizio marzo - I sovietici vincono la battaglia di Vystavka nella regione del nord e respingono la missione internazionale a Kica nel Vinogradovskij rajon
  • marzo - Il maresciallo Ferdinand Foch propone una grande "crociata antibolscevica", idea che però viene respinta dall'Intesa
  • marzo - Il Territorio Libero degli anarchici ucraini è conquistato dai bianchi ed unito allo Stato della Russia meridionale
  • marzo - A est i bianchi fermano l'offensiva sovietica e ri-avanzano nuovamente oltre gli Urali, riprendendo il 13 Ufa e attestandosi su una linea che passa da Glazov e Orenburg fino a Uralsk; rivolte antisovietiche a Simbirsk, Kazan', Vjatka, Samara, Stavropol' sul Volga, Syzran', e Sengilej (guerra dei Čapany) capeggiate da Aleksej Dolinin favoriscono l'avanzata bianca
  • 1º marzo - La Finlandia abolisce la monarchia - si svolgono le elezioni parlamentari in Finlandia del 1919, nelle quali il Partito Socialdemocratico Finlandese (filo-bolscevico) è primo partito con il 37,98%
  • 1º marzo - I cosacchi dell'Ussuri e quelli dell'Amur riconoscono l'autorità dello Stato russo di Kolčak
  • 2-6 marzo - Si tiene a Mosca il I Congresso dell'Internazionale Comunista nel quale viene fondata l'Internazionale Comunista per la diffusione del comunismo nel mondo; viene confermata la linea stabilita il 27 novembre 1918 di alleanza con le forze social-democratiche ("democrazia sovietica" in contrapposizione alla "democrazia borghese"); presidente è Zinov'ev
 
il contrattacco lituano e lettone
  • 6 marzo - Pressoché l'intera Lettonia (fa eccezione il porto di Liepāja e dintorni) e 2/3 della Lituania permangono da metà gennaio ancora occupate dai sovietici; inizia da ora la controffensiva delle forze lettoni e lituane supportate dall'Esercito territoriale del Baltico contro i sovietici che porta in breve alla riconquista della Curlandia (dove il 10 viene raggiunta Saldus e il 18 Jelgava) e del nord della Lituania
  • 6 marzo - In Germania è approvata una legge sulla creazione di un Reichswehr temporaneo
  • 6-10 marzo - Al III Congresso panucraino dei Soviet Pjatakov proclama il potere sovietico sull'Ucraina come stato indipendente: fondazione ufficiale della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina
  • 10 marzo - Ad Astrachan' avviene il più grande sciopero operaio dal novembre 1917; la Čeka per ordine di Sergey Kirov lo reprime severamente trucidando tra 3.000 e 5.000 operai in pochi giorni. Si tratta del più grande massacro di lavoratori da parte dei sovietici prima della repressione della ribellione di Kronštadt. Il 16 a Pietrogrado la Čeka assalta le officine Putilov arrestando più di 900 lavoratori che stanno attuando uno sciopero. Più di 200 di loro sono giustiziati senza processo nei giorni seguenti. Altri scioperi avvengono a Tula, Orel, Tver, Ivanovo
  • 11 marzo - In reazione alle misure sovietiche di "decosacchizzazione", a Vëšenskaja (Šolochovskij rajon, distretto dell'Alto Don) inizia una grande rivolta cosacca anti-sovietica guidata da Pavel Kudinov che si estende all'intera regione del Don nei territori da poco (gennaio-febbraio) presi dai sovietici; sarà descritta da Michail Aleksandrovič Šolochov in "Il placido Don"
  • 12 marzo - Il comandante in capo Jukums Vacietis ordina al Fronte ucraino di unire le forze con il Fronte meridionale per liquidare l'esercito bianco nel Donbass. Ma il suo comandante, Vladimir Antonov-Ovseyenko è carente di personale essendo esso stato impiegato per respingere l'avanzata di Petliura su Kiev e occuparsi delle truppe dell'Intesa sulla costa del Mar Nero; il 15 dopo tre settimane di combattimenti quasi continui nell'area di Debaltsevo, l'Armata Rossa attacca dal nord-ovest e costringe gli impoveriti battaglioni volontari bianchi a lasciare la città; il 20 prende Donetsk. Il fronte con l'esercito volontario caucasico, passa ora tra Kolpakovo, Volnovakha, e Mariupol. Con 12.000 soldati si oppone a 40-50 mila rossi
  • 12 marzo - L'Assemblea Nazionale Costituente austriaca (inaugurata il 4) chiede alla Conferenza di Parigi l'integrazione dell'Austria alla Germania (Anschluss), che viene rifiutata
  • 12-14 marzo - I francesi devono evacuare da Nikolaev e Cherson che sono riprese dall'atamano Grigor'ev ora passato con i sovietici, che il 18 prende anche Vinnycja; il 21 i francesi in ritiro occupano la Crimea (ma vi mantengono il governo menscevico di Solomon Samoilovič Krym)
  • 15 marzo - L'avanzata sovietica nel sud-est dell'Estonia è fermata, ed il 28 gli estoni riprendono Pečory ed avanzano oltreconfine
  • 18-23 marzo - Si svolge l'VIII Congresso del Partito Comunista Russo (bolscevico); in seguito al decesso di Jakov Sverdlov (avvenuto il 16, per febbre spagnola), presidente del Vcik (de jure il capo di Stato della RSFS russa, retto temporaneamente da Vladimirskij) è eletto ora a sostituirlo Michail Ivanovič Kalinin (dal 30 marzo, e che lo rimarrà fino al 1946) ed è modificata la composizione dell'orgburo (Stalin, Krestinskij, Leonid Serebrjakov, Aleksandr Beloborodov, Elena Stasova - il candidato Matvej Muranov è escluso) - il Politburo diventa un organismo ufficiale permanente e diventa così composto: Kamenev, Krestinskij, Lenin, Stalin, Trockij - dal 13 aprile anche Elena Stasova (fino al 26 settembre) - i candidati Bucharin, Zinov'ev, Kalinin sono esclusi; si delibera il secondo programma del Partito bolscevico, resosi necessario dopo il compimento del primo programma del 1903; i partiti comunisti delle varie nazionalità (compreso quello ucraino esistente dal 17 luglio 1918) sono dichiarati sciolti e resi sezioni locali di quello russo; il 20 viene emesso un Decreto sui comuni dei consumatori, che pone la cooperazione agricola e alimentare sotto il diretto controllo dello stato in condizioni di militarizzazione del lavoro
  • 20 marzo - Con il consenso dei musulmani baschiri rivoltatisi a Kolčac, Orenburg si consegna ai sovietici; il 23 come promesso vi viene fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Baschiria (viene dichiarato abolito il Governatorato di Ufa)
  • 21 marzo - In reazione alle aggressioni romene cui la diplomazia internazionale mostra di fare ben poco, l'Ungheria si rivolge verso la Russia sovietica in cerca di supporto, incaricando Béla Kun (Abele Cohen) di formare un governo radicale di sinistra che proclami la Repubblica sovietica ungherese e rinunci alla politica passiva di accettare perdite territoriali ma contrattacchi alle aggressioni romene
  • 23 marzo - In seguito alla persistenza ungherese a non voler permettere l'ingresso delle truppe cecoslovacche inizia la guerra cecoslovacco-ungherese; il giorno seguente nella Rutenia sotto l'attacco congiunto cecoslovacco e romeno seguendo l'esempio ungherese la Repubblica Ruska Krajina diventa Repubblica Socialista Sovietica Krajina
  • 24 marzo - Nei distretti di Homel' e Rėčica del fronte polacco scoppia un ammutinamento nei reparti dell'esercito sovietico guidati da Vladimir Strekopytov; il 29 gli insorti si ritirano al di là del Dnepr dirigendosi verso Mozyr dove dal 27 si trova l'esercito ucraino di Petljura, al quale si uniscono
  • 27 marzo - Giunti i rinforzi chiesti, partendo da Donetsk con una furibonda offensiva l'Armata Rossa spinge il nemico verso sud e ad ovest del bacino di Donetsk, mentre Makhno attacca il Donbass da sud-ovest - dal 29 inizia la controffensiva bianca: Shkuro sfonda la parte anteriore dei rossi a Krindachyovka e il 30 prende Debaltsevo. Per le successive due settimane, la forza di Shkuro e Pokrovsky infuriava il caos nella parte posteriore dell'Armata Rossa
  • 31 marzo-4 aprile - Dopo essere stati respinti a Kica ad inizio marzo, nella Regione del nord ha luogo la battaglia di Bolshie Ozerki; l'avanzata sovietica è fermata e si instaura una situazione di stallo tattico in seguito al quale entrambi i contendenti si ritirano
  • aprile - I bianchi lanciano un'offensiva nella zona tra il fiume Sakmara e gli Urali: a nord prendono Sarapul, Votkinsk (il 7) e Iževsk (il 13), al centro Belebej, Birsk, Bugul'ma (il 10), Buguruslan e si approssimano a Samara, al sud avanzano su Ilek, Orsk, e Aqtöbe; Orenburg viene assediata, ma dopo il diniego della richiesta di avallo dell'indipendenza da parte di Kolčak, l'Autonomia di Alash interrompe il sostegno ai bianchi e si dichiara neutrale
  • aprile - L'area del Territorio Libero degli anarchici occupato dai primi di marzo dai bianchi viene conquistata dall'Armata Rosso-Verde di Grigor'ev
  • aprile - Rostov riconquistata dall'Armata Rossa
  • aprile - Diversamente dall'ex Repubblica del Don che rimane fedele allo Stato della Russia meridionale, la Repubblica Popolare del Kuban' proclama l'indipendenza ed espelle dal paese lo zarista Denikin; ne sorge una guerra civile tra unionisti al governo provvisorio russo-meridionale, unionisti alla Repubblica Popolare Ucraina di Petljura, unionisti al defunto Stato ucraino di Skoropads'kyj, unionisti alla Georgia (contro la quale lo Stato della Russia meridionale sta combattendo la guerra di Soči), e indipendentisti; i georgiani ne approfittano per rompere la tregua e attuano un'offensiva varcando la linea di demarcazione del fiume Bzyb riconquistando Gagra; sono fermati dall'intervento britannico: una nuova linea di demarcazione viene stabilita sul fiume Psou il 12 (la Georgia perde Soči)
  • aprile - Offensiva di aprile del Fronte meridionale: provenendo da Kamiansk l'Armata Rossa occupa Repnaya, ma viene attaccata e sconfitta dall'Esercito del Don comandato da NP Kalinin, subendo pesanti perdite. La rimanente rossa riesce a tenere una testa di ponte sul Kalitva, ma vi viene fermata per 4-5 settimane dalle truppe di Kalinin, ritirandosi entro il 19; dall'altro lato, il 13 lanciano un'offensiva nel distretto di Kolpakovo, ma fino al 26 avanzano di solo 10 km a sud di Pervozvanovka e 35 km a sud-est di Lugansk dove vengono sconfitti da Shkuro, che li respinge verso ovest e prende Lugansk il 5 maggio. Altre unità tentano un'offensiva il 18, ma i bianchi presa Yenakiyevo li bloccano per diversi giorni
  • 1 aprile - Ribellione anarchica e manifestazioni di massa dei lavoratori a Vienna
  • 1 aprile - I britannici iniziano a ritirarsi dalla Repubblica Transcaspiana, lasciando solo un presidio a Krasnovodsk
  • 2 aprile - Odessa è presa dai sovietici di Grigoriev; il 4 passano l'Istmo di Perekop ed entrano in Crimea, l'11 sono a Simferopoli e Eupatoria, il 13 a Bachčysaraj e Jalta, il 15 il governo di Krym è sciolto e la Repubblica Popolare abolita; il 29 viene presa Sebastopoli; i francesi sgomberano via mare
  • 3 aprile - Nella RSFS russa sono ri-proibiti i partiti - segue ondata di arresti da parte della Čeka
  • 3 aprile - L'Assemblea costituente della Repubblica d'Austria approva una legge che priva la dinastia asburgica di tutti i diritti, espellendoli dal paese (Carlo I già espulso il 24 marzo) e confiscando tutti i loro beni
  • 6 aprile - Al termine della guerra civile tra socialisti e comunisti il 13 è proclamata la Repubblica sovietica bavarese, il cui primo governo per futili motivi dichiara guerra alla Svizzera e viene perciò sostituito il 12 da un altro governo che rinnega l'atto ostile
  • 8 aprile - Nella Repubblica socialista sovietica lituana-bielorussa è dichiarata legge marziale
  • 9 aprile - Rivolta anti-sovietica nei sobborghi di Kiev e villaggi di periferia ("rivolta Kurynivska")
  • 10 aprile - Si svolge il III congresso machnovista
  • 10 aprile - In Posnania sono rimossi i segnali in lingua tedesca da strade, uffici, e stazioni ferroviarie e cambiati in polacco; il 15 il polacco "Esercito blu" di Haller dalla Francia inizia ad essere trasferito in Polonia attraversando in treno la Germania; appena giunto in Polonia inizia ad accanirsi sugli ebrei
  • 10 aprile - Armenia e Georgia si suddividono il territorio di Kars; il 19 i britannici provenendo dalla Repubblica del Caucaso sud-occidentale (Agiaria) li espellono occupandolo
  • 12 aprile - Nella RSFS russa si svolge il primo "subbotnik", un giorno di lavoro volontario non pagato - Lenin lo definisce il primo passo verso l'edificazione della Società comunista; un Decreto vieta il trasferimento non autorizzato a un altro lavoro
  • 15-19 aprile - Le truppe sovietiche ungheresi sferrano un attacco contro l'esercito romeno fermo sulla linea di armistizio imposta dal congresso di Parigi in Transilvania occidentale; violenti scontri si svolgono nei Monti Apuseni, alla fine il contrattacco romeno sfonda le linee del fronte e i romeni dilagano nella pianura di Crișana
 
marzo 1919: le forze unite tedesche e lettoni lanciano un attacco riconquistando la Curlandia
  • 16 aprile - L'Esercito territoriale del Baltico organizza a Liepāja un colpo di stato filo-tedesco contro il governo provvisorio lettone di Ulmanis, che si rifugia a bordo di una nave a vapore britannica; i lettoni combattono ora una guerra civile contro l'Esercito territoriale del Baltico il quale fonda un effimero "Stato di Livonia", abolito quando il 26 Don Andrievs Niedra è proclamato capo del filo-tedesco "Governo della Russia occidentale" (primo ministro Vasyl' Biskups'kij), "consorzio russo-tedesco" interessato a "la restaurazione dell'ordine in Russia" (non riconosciuto dal governo di Kolčak)
  • 16 aprile - Ammutinamento del Mar Nero della flotta francese
  • 16 aprile - Riforma agraria in Cecoslovacchia
  • 18 aprile - A Vienna manifestazioni comuniste degenerano in scontri
  • 18 aprile - Con la presa di Tiraspol e il 21 di Kam"janec'-Podil's'kyj (che erano occupate dall'esercito polacco) da parte dell'Armata Rosso-Verde dell'atamano comunista Grigor'ev, il territorio della Repubblica Popolare Ucraina è totalmente occupato dai sovietici
  • 19 aprile - Nell'ambito della guerra sovietico-polacca, dopo Hrodno anche Vilnius è presa dai polacchi ai sovietici della RSS lituano-bielorussa; viene creato il Consiglio di difesa della Repubblica socialista sovietica lituana-bielorussa, a cui è trasferito tutto il potere e la capitale è spostata il 21 a Minsk
  • 19-20 aprile - Truppe romene entrano a Chust, Carei, Satu Mare, Oradea, e Salonta; il 23 raggiungono Debrecen e Nagyszőllős dopo aspri scontri a Korolevo, ed il 28 prendono Beregszász; l'esercito cecoslovacco avanza nel resto della Repubblica Socialista Sovietica Krajina non ancora occupato dai romeni (Mukačevo, Chust, Berehovo e Vinohradov, Sevljuš) e il 30 viene in contatto con loro presso Mukačevo; il 1º maggio l'intera riva orientale del fiume Tibisco è in mano ai romeni (eccettuati i due lati settentrionale e meridionale ovvero l'area del Banato con Arad e Seghedino, che è stata aggirata e tralasciata, e la Rutenia, che è stata occupata dai cecoslovacchi; il 2 Béla Kun chiede l'armistizio alla Romania; il 3 maggio i cecoslovacchi prendono Čop (Csap) e gli ungheresi sono espulsi totalmente dai Carpazi
  • 21 aprile - Dopo la vittoria nella battaglia di Vystavka i sovietici da Petrozavodsk avviano una spedizione ("spedizione Aunus") verso la Carelia contro il filo-finlandese Governo di Olonec; i britannici riconosciuta la futilità della propria presenza iniziano a ritirarsi dalla Regione del Nord (Winston Churchill: "le pianure congelate dell'Europa orientale non valgono le ossa di un solo granatiere"); il 30 il Governo della Regione del Nord riconosce l'autorità suprema dello Stato russo di Kolčak; le aree controllate dalle due entità si incontrano tra Kotlas e Vjatka durante l'offensiva di primavera del fronte siberiano
  • 23 aprile - Dopo le elezioni parlamentari in Estonia del 1919 del 7 aprile (Partito dei lavoratori socialdemocratici estone di August Rei primo partito col 32,6% dei voti), si insedia il governo della Repubblica di Estonia al posto del governo provvisorio estone
  • 23 aprile - Nel Regno dei Serbi, Croati e Sloveni fondata la Lega dei Comunisti di Jugoslavia (sarà resa illegale nel 1920)
  • 25 aprile - La Dittatura militare provvisoria del Mughan è rovesciata dai comunisti locali e persiani che il 15 maggio proclamano la Repubblica Sovietica del Mughan (rioccupata dall'Azerbaigian il 23 giugno)
  • 26 aprile - La provincia di Černigov della RSS ucraina è assegnata alla provincia di Homel' della RSFS russa
  • 28 aprile - Riprende la controffensiva dell'Armata Rossa sugli Urali che prende Sergievsk e il 30 Buguruslan
  • 29 aprile - L'esercito governativo contro-rivoluzionario condotto da Gustav Noske col supporto dei freikorps lanciano un contrattacco e il 1 maggio riprendono Monaco di Baviera e il 3 sopprimono la Repubblica sovietica bavarese che viene ri-annessa alla Germania - il 5 soppressione finale dei centri di resistenza comunista a Monaco - il 5 giugno, secondo il verdetto di un tribunale militare, l'ex capo del Consiglio esecutivo della Repubblica sovietica bavarese, Evgenij Levine, è fucilato
  • maggio - I polacchi, ora in contatto territoriale coi loro alleati romeni in Bucovina, spingono gli ucraini oltre il fiume Zbruč (vecchio confine) ed entrano nel territorio ucraino ex-russo (dal 22 gennaio le due ucraine sono formalmente unificate) dove il 6 prendono Žytomyr
  • maggio - L'Armata del Caucaso confluisce nelle Forze Armate della Russia meridionale
  • maggio - Offensiva di maggio del Fronte meridionale: nel pieno dell'insurrezione di Vëšenskaja (per sopprimerla hanno dovuto deviare in loco 14.000 soldati) e dopo la ribellione di Grigoriev, non potevano essere inviati significativi rinforzi al fronte meridionale rosso, dal momento che tutte le forze erano impegnate a combattere contro l'esercito siberiano di Kolchak. Nonostante ciò il 10 l'Armata Rossa attacca a nord di Gundorovskaya-Ilovaisk-Kuteinikovo e il 14 lancia un'offensiva che riesce a riprendere Lugansk. Ma il 19 le unità di Shkuro attaccano la 2ª armata sovietica ucraina (gruppo Makhno), facendo irruzione nel loro fronte anteriore e penetrando per 45 km in direzione di Yelenovka. Il 23 il fronte rosso è spezzato per una larghezza di 30 km e le truppe di Makhno respinte di circa 100 km a ovest, decretando la sconfitta del Fronte meridionale rosso, permettendo all'esercito volontario di lanciare un grave attacco verso nord ed ovest, intraprendendo contemporaneamente con successo un'offensiva nel nord della Tauride e in direzione di Ekaterinoslav e Kharkov, assestandosi sulla linea Khartsyzsk-Krinichnaya. Il 24, reparti del generale AS Secretev attraversa il Donbass presso il villaggio di Dubova e il 29 raggiunge Millerovo, situata a circa 75 km nella parte posteriore dell'Armata Rossa. Le unità bianche di Shkuro catturano Donetsk, Avdeevka, Debaltsevo, ed il 27 Lugansk, minacciando di insaccare il fianco destro dei rossi. Il 27-31 maggio i rossi si ritirano in disordine verso nord, fermandosi solo un mese dopo nell'area di Novy Oskol, oramai a 250 km dal Donbass
  • 2 maggio - In seguito al completamento del trasferimento iniziato l'8 marzo in Estonia dalla Germania di un contingente di russi ex prigionieri di guerra condotti da Nikolaj Nikolaevič Judenič (da non confondere con le filo-tedesche Unità volontarie della Russia occidentale di Bermondt-Avalov che vengono fondate il 17 a Jelgava in Lettonia) per aprire il 4° fronte bianco, e all'offensiva in corso da parte del governo di Olonec a nord e le voci circa il possibile nuovo ingresso della Finlandia stessa in guerra contro la RSFS russa, Pietroburgo è dichiarata in stato di guerra; il 19 arriva Stalin
  • 4 maggio - Sulla Kama Chistopol presa dall'Armata Rossa
  • 5 maggio - Viene fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Crimea; ad Odessa l'atamano comunista Grigoriev fonda la Repubblica Socialista Sovietica di Bessarabia quale "Governo provvisorio in esilio" nella speranza di toglierla alla Romania (non ha mai avuto effettiva esistenza, soppressa il 29 dicembre) come parte autonoma della RSFS Russa; il 7 Grigor'ev contravvenendo agli ordini di Mosca da Odessa tenta di penetrare in Bessarabia per conquistarla ai romeni e sostenere l'Ungheria sovietica di Kun, ma dopo essere stato respinto si ribella ai sovietici ("rivolta Hryhor'yivske") che intendono punirlo per l'insubordinazione e rifonda l'Armata Verde; l'8 essa prende Elisavetgrad, il 10 Čerkasy, il 12 Ekaterinoslav e Kremenčuk, il 13 Zolotonoša, il 20 Vinnycja e Bratslav, il 22 Aleksandrovsk, il 23 Znamenka, tra il 26 e il 31 Nikolaev, Ochakov, Cherson
  • 6 maggio - La RSFS russa dal Turkestan appoggia l'Afghanistan nella sua guerra di liberazione contro i britannici
  • 7 maggio - A Parigi le condizioni di pace sono presentate ai delegati tedeschi
  • 8 maggio - Užhorod (occupata dai cecoslovacchi dal 12 gennaio), Prešov, Chust, votano per l'annessione alla Cecoslovacchia sotto Anton Beskid
  • 13 maggio - Bugul'ma e il 15 Belebej prese dall'Armata Rossa
 
le operazioni in Estonia nel 1919
  • 13-28 maggio - Con un'offensiva congiunta ("offensiva Petseri") dell'esercito estone di Johan Laidoner e dell'Armata Bianca di Judenič (che giunta in loco il 2 inizia così le sue operazioni), esse prendono Gdov il 15, Jamburg il 17, Pskov il 25, Luga, giungendo il 28 alle porte di Gatčina; il governo della Comunità dei lavoratori estoni da Pskov si sposta in esilio prima a Luga e poi dal 17 a Staraja Russa; dal 16 l'esercito estone inizia una grande offensiva nel nord della Lettonia, diretta sia contro i sovietici sia contro l'Esercito territoriale del Baltico; il 25 l'avanzata estone in Russia raggiunge il fiume Velikaja
  • 14 maggio - I sovietici iniziano un'offensiva generale da Kiev e Poltava verso sud contro l'Armata Verde del ribelle Grigor'ev (che controlla tutta la fascia meridionale dal Territorio Libero compreso a Odessa), l'Armata Nera (che ora avversano), i bianchi, i polacchi e gli ucraini di Petljura. Machno è incerto per chi tra i 2 parteggiare
  • 15-19 maggio - Come stabilito dall'armistizio di Mudros, truppe greche occupano Smirne, ma i turchi si ribellano: ha inizio la guerra greco-turca e sorge il Movimento Nazionale Turco
  • 16 maggio - Ha inizio l'attacco dei sovietici del Turkestan contro la Repubblica Transcaspiana; tra il 21 e il 24 l'Armata Rossa entra a Baýramaly e Merv; in risposta a questo atto ed all'appoggio sovietico alla guerriglia afghana la flotta britannica del Caspio attacca la base navale sovietica di Fort Aleksandrovskij
  • 17 maggio - Le Forze Armate della Russia meridionale approfittando di una massiccia insurrezione contadina nella parte posteriore del fronte meridionale dell'Armata Rossa lanciano un'operazione per aprire la strada verso Mosca
  • 17 maggio - Truppe romene entrano ad Arad, che essendo stata aggirata era rimasta finora dietro le linee separata dal resto dell'Ungheria
  • 18 maggio - Le Forze Armate della Russia meridionale in Daghestan invadono ciò che resta della Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale (che il 16 aprile aveva chiesto l'unione alla Repubblica Democratica Azera), che termina la sua esistenza; il governo evacua a Tbilisi in Georgia, mentre ribelli comandati da Uzun-Hadji attuano la guerriglia; conclusa la conquista del Caucaso meridionale, l'Armata dei Volontari del Caucaso viene inviata ora verso nord e suddivisa in "Armata dei Volontari" (sotto il comando del generale Vladimir Zenonič Maj-Maėvskij che punta verso Mosca) e "Armata del Caucaso" (sotto il comando del generale Pëtr Nikolaevič Vrangel' che punta su Caricyn); il 24 termina il conflitto di Soči: l'Abcasia meridionale resta alla Georgia, ma perde la città di Soči con tutta la costa nord a vantaggio dello Stato della Russia meridionale
  • 21 maggio - Il Corpo di spedizione italiano in Murmania partito da Kola il 5 aprile, giunto ad Ozosozero il 4 maggio, attacca i sovietici della "spedizione Aunus" a Medvežja Gora e Povenec, a nord di Petrozavodsk
  • 22 maggio - Riga, capitale della RSS Lettone, è presa dall'Esercito territoriale del Baltico, che vi trasferisce il governo di Niedra
  • 22 maggio - I polacchi prendono Leopoli, termina così l'assedio iniziato a novembre
  • 22 maggio - I bianchi nel fronte Volga-uralico sono fermati; il fallimento dell'"offensiva Perm'" comporta un rimpasto nell'esercito
  • 24 maggio - A Helsingfors Judenič istituisce l'"Assemblea politica", embrione di un governo russo del nord-ovest "in esilio", e a Pskov crea il "Voivodato di Pskov" che affida a Stanislav Nikodimovič Bulak-Balachovič
  • 24 maggio - I romeni occupano la Pocutia che i polacchi avevano tralasciato nella loro avanzata in Ucraina
  • 25 maggio - Le autorità locali della Posnania si assoggettano al governo di Varsavia; dopo le proteste della Germania, la risoluzione della questione è affidata al congresso in corso a Parigi
  • 26 maggio - Dopo che il 29 aprile gli sloveni hanno ripreso unilateralmente i combattimenti contro gli austriaci, iniziano un'offensiva che il 6 giugno porta alla presa slovena di Klagenfurt
  • 27 maggio - I cosacchi del Transbajkal riconoscono l'autorità dello Stato russo di Kolčak
  • 27 maggio - Rivolta filo-sovietica a Bender in Bessarabia, subito repressa da romeni e francesi
  • 27 maggio - Il Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Bulgaria diventa Partito Comunista Bulgaro
  • 28 maggio - I bianchi sugli Urali respinti dall'altra parte del fiume Belaja; Sterlitamak presa dall'Armata Rossa
  • 28 maggio-2 giugno - In supporto della rivolta cosacca Vëšenskaja inizia l'offensiva dell'Esercito del Don lungo l'intero fronte occupando Millerovo e Lugansk, unendosi con le unità dell'Esercito Volontario, spingendo l'Armata rossa a nord in direzione di Voronezh e a nordest in direzione di Balashov. In pochi giorni il Don superiore è di nuovo sotto il controllo dell'esercito bianco
  • 29 maggio - Mentre ai suoi confini riprende il conflitto austro-sloveno, secede dall'Ungheria sovietica la zona di confine con la Slovenia come Repubblica di Mura (verrà rioccupata dall'Ungheria il 6 giugno); in un'altra parte del territorio aggirato dai romeni e rimasto geograficamente separato dal governo di Budapest viene creato a Seghedino un sedicente Governo ungherese anti-comunista capeggiato da Gyula Károlyi; il 6 giugno su ordine dell'amministrazione di occupazione il generale francese Emile Henno e italiano Luigi Ciaffi in Transcarpazia e Slovacchia orientale è introdotto lo stato di dittatura militare che durerà fino al 1923
  • 29 maggio - E' stabilito il confine tra Italia e Austria al Brennero e Tarvisio
  • giugno - L'Esercito contadino di Fergana si ribella ai sovietici e si allea ai basmachi del Pamir
 
lo sfondamento finale degli Urali
  • giugno - I bianchi (dopo aver preso Glazov il 2) sono respinti dal Volga agli Urali, il 9 l'Armata Rossa riprende Ufa; i bianchi perdono Alapaevsk e si ritirano a Čeljabinsk; a fine giugno i sovietici sfondano per la seconda volta la linea degli Urali
  • 1º giugno - Pubblicazione del decreto del Vcik "Sull'unificazione delle repubbliche sovietiche di Russia, Ucraina, Lettonia, Lituania e Bielorussia per la lotta contro l'imperialismo internazionale" che determina anche l'unificazione degli eserciti sovietici nazionali nell'Armata Rossa
  • 2 giugno - Grazie alla rivolta anti-sovietica Vëšenskaja nella regione del Don (iniziata l'11 marzo) le Forze Armate della Russia meridionale riescono a sfondare i confini della regione del Don con un'offensiva iniziata il 28 maggio; l'esercito del Don ha occupato il 29 maggio Millerovo, il 1º giugno Luhans'k, venendo così in contatto con l'Esercito Volontario, sconfiggendo insieme l'Armata Rossa a ovest nella zona di Voronež, e verso nord-est in direzione di Balašov, aprendo così la strada per Orël e Tula - l'8 la rivolta può così terminare
  • 2 giugno - Sarapul presa dall'Armata Rossa, ed il 7 Birsk
  • 4 giugno - Lenin si lamenta della crudeltà della Čeka in Ucraina
  • 5 giugno - I polacchi nell'Ucraina occidentale prendono Chortkiv, Ternopil', Bučač, e Peremyšl'
  • 5 giugno - Cacciati i sovietici grazie all'involontaria manovra a tenaglia estone da nord e dell'Esercito territoriale del Baltico da sud, i suddetti due eserciti vengono in contatto presso il golfo di Riga intraprendendo dal 19 ostilità reciproche: presa la città di Cēsis, i mercenari tedeschi tentano di rifondare il Ducato Baltico Unito, e da lì intendono avanzare in Estonia, la quale sostenuta dai britannici, resiste all'assalto e contrattacca dovendo però così trascurare il suo fronte orientale fermandosi tra Luga e Gatčina sulla linea del fiume Velikaja, alle porte di Ropša ed Oranienbaum; il governo della Comunità dei lavoratori estoni è abolito; il 10 nei territori occupati al di là del confine estone viene rifondata la Regione del nord (che il 1º luglio sarà ridenominata Regione del nord-ovest per non confonderla con il fronte careliano già nominato "Regione del nord") del cui esercito Judenič è nominato comandante; nei giorni seguenti le Unità volontarie della Russia occidentale dalla Lettonia attraversano il confine lituano e prendono la città di Kuršėnai scacciandovene i sovietici lituani
  • 9 giugno - Una brigata guidata da Machno (fondata il 21 febbraio da guerriglieri contadini a Huljajpole) diserta dal Rosso Esercito e occupa Elizavetgrad (Kirovohrad) (fino agosto) tra la partenza dell'Armata Rossa e l'arrivo di Denikin di Forze "bianco" Armate della Russia meridionale
  • 11 giugno - Dopo aver preso la Pocutia il 24 maggio, e dopo l'introduzione dell'occupazione militare italo-francese in Rutenia il 6 giugno, la Romania occupa il territorio dell'ex Repubblica huzula (unificata dal 22 gennaio all'Ucraina); lo stesso giorno il governo della piccola ex Repubblica, sfumata la possibilità di rimanere unita agli stati ucraini (nei quali l'occupazione polacca si estende ora oltre i confini con essa) chiede l'unificazione alla Cecoslovacchia (il cui esercito controlla assieme agli italo-francesi il resto della Rutenia da aprile)
  • 12 giugno - I generali Denikin, Miller, Judenič riconoscono Kolčak come comandante supremo, e le loro armate vengono poste sotto il comando dell'Esercito Russo del fronte orientale; l'Esercito di Crimea-Azov confluisce nelle Forze Armate della Russia meridionale
  • 12 giugno - Il congresso di Parigi stabilisce la demarcazione della linea di confine tra Ungheria e Cecoslovacchia (confine odierno eccetto l'attuale Distretto di Bratislava V lasciato all'Ungheria) che obbligherebbe l'Ungheria a cedere ampi territori
  • 12 giugno - Nel corso dell'attacco iniziato il 25 maggio a Pietrogrado da parte dell'Esercito del Nord del Generale Rodzjanko, avviene una rivolta anti-sovietica dei soldati nei forti Krasnaja Gorka (presso Lebjaž'e) e Seraja Lošad (presso Mustalahti) (stroncate sul nascere invece quella del forte Obruchev e quella di Kronštadt tentata da Aleksandr Jul'evič Rybaltovskij) istigati dal "Centro Nazionale" e condotti da Nikolai Mikhailovič Nekludov secondo lo slogan: "Abbasso la guerra! Viva la libertà dei disertori e la proprietà privata, abbasso gli ebrei e le sanguisughe comuniste!", poi repressa il 16 dai sovietici comandati direttamente da Stalin nonostante il tardivo arrivo della flotta britannica comandata da Augustus Agar che danneggia alcune navi sovietiche il 17; contemporaneamente la Čeka conduce operazioni su larga scala contro il Centro Nazionale (che dopo la sconfitta tedesca è divenuto filo-britannico al soldo dell'agente dell'MI6 Paul Dukes "l'uomo dalle cento facce") che stava anche preparando una rivolta armata a Mosca in previsione dell'arrivo dei bianchi di Denikin da sud; il 23 settembre con l'esecuzione dei congiurati il Centro Nazionale è spazzato da tutto il territorio sovietico
  • 13 giugno - Il presidente della Repubblica Popolare del Kuban' Mykola Rjabovil è ucciso a Rostov da soldati bianchi dopo un acceso congresso sulla questione unitaria russa; questo atto determina la rivolta dei cosacchi del Kuban' contro i russi bianchi, appoggiandosi all'ex presidente dello Stato ucraino Skoropads'kyj
 
L'assalto all'Ungheria comunista
  • 13 giugno - Glazov presa dall'Armata Rossa
  • 16 giugno - A seguito della risoluzione del congresso di Parigi, l'Ungheria sovietica anziché consegnare alla Cecoslovacchia i territori in oggetto ne concede l'indipendenza come Repubblica Sovietica Slovacca, provocando la reazione dell'esercito cecoslovacco che varca il vecchio confine trovandovi però la resistenza dell'esercito ungherese che con una controffensiva nella parte orientale avanza fino a Prešov con l'intento di dirigersi verso la valle della Vistola valicando i Monti Beschidi e congiungersi con i sovietici russi che stanno combattendo contro la Polonia
  • 16 giugno - Ultimatum alla Germania, recalcitrante a firmare il trattato di pace alla Conferenza di Parigi
  • 16 giugno - I bianchi iniziano la ritirata generale in direzione est su tutto il fronte uralico
  • 19 giugno - L'Esercito del Nord del Generale Rodzjanko viene staccato dall'esercito estone e fuso in quello di Judenič a formare l'Armata del Nord
  • 19 giugno - Inizia le attività la Conferenza economica di Stato creata il 2 maggio, con presidente Hins: suo scopo è la pianificazione del sistema economico dello Stato russo in senso liberale in contrapposizione al dirigismo della RSFS russa
  • 20 giugno - Kolčak dichiara annessa la Repubblica ucraina dell'estremo oriente
 
22 giugno 1919: forze lettoni ed estoni combattono contro i tedeschi a Cēsis e li sconfiggono
  • 22 giugno - Giorno della vittoria estone: gli eserciti estone e lettone sconfiggono l'Esercito territoriale del Baltico a Võnnu (presso Cēsis), lo respingono oltre il confine lettone ed entro il 3 luglio fino alle porte di Riga dove entrano il 6; il 26 giugno il governo Niedra è abolito, e l'8 luglio restituito a Ulmanis; in conseguenza di ciò a capo del "Governo della Russia occidentale" è messo Vasyl' Biskups'kyj
  • 23 giugno - Repressa la rivolta dei disertori nel volost di Petropavlovskaya (Provincia di Yaroslavl)
  • 23 giugno - Il primo Congresso ungherese di Soviet a Budapest adotta la costituzione della Repubblica Sovietica Federativa Socialista Ungherese
  • 24 giugno - Dichiarata la cessazione delle ostilità tra Ungheria e Cecoslovacchia; il congresso di Parigi chiede al governo romeno di ritirare le sue truppe dall'Ungheria; il 1º luglio l'esercito ungherese lascia la Slovacchia; il 7 la Repubblica Sovietica Slovacca è occupata dall'esercito cecoslovacco e francese e annessa alla Cecoslovacchia
  • 24-27 giugno - Le Forze armate della Russia meridionale dopo il Donbass prendono Charkiv ed Ekaterinoslav; abolita la sovietica provincia Donec'k; di fronte all'attacco bianco il 25 l'Armata Verde e l'Armata Nera si fondono nell'Armata Nero-Verde
  • 26 giugno - I britannici di John Chalmers Simpson cedono il Naxçıvan all'Armenia, che sopprime la filo-azera Repubblica di Aras, ma dal 1º luglio inizia una rivolta musulmana che il 10 agosto espelle gli armeni, sia da lì che dallo Zangesur, e rifonda la Repubblica di Aras
  • 28 giugno - La Germania firma il Trattato di Versailles (ratificato dal parlamento tedesco l'8 luglio), che concede la Posnania e la Prussia occidentale alla Polonia ricavando da esse il Corridoio polacco al mare (compresa Danzica come porto della Polonia); alla Cecoslovacchia viene concessa una parte di Slesia prussiana attorno la città di Hlučínsko
  • 30 giugno - L'"Armata del Caucaso" (da novembre 1918 affidata a Vrangel' al posto di Krasnov, e ora col supporto di un contingente di britannici) dopo un anno di assedio sconfigge i sovietici e prende Caricyn; Astrachan' rimane così tagliata fuori geograficamente dal resto della RSFS russa, e assediata dai bianchi; in seguito alla perdita di Caricyn, il governo sovietico per ingraziarsi i cosacchi calmucchi il 10 luglio promette l'autonomia alla Calmucchia
  • luglio - Sugli Urali Verchotur'e presa dall'Armata Rosa
  • 1º luglio - Perm' presa dall'Armata Rossa; Kolčak affida al generale Diterichs il comando dell'Esercito russo (dal 22 luglio al 17 novembre il comando del solo fronte orientale, e allo stesso tempo dal 12 agosto al 6 ottobre il Capo di Stato) al posto di Gajda; l'Armata del Nord diventa "Esercito del Nord-Ovest"; l'Esercito del Caucaso settentrionale (Esercito cosacco del Terek e Daghestan) confluisce nelle Forze Armate della Russia meridionale
  • 1º luglio - A Uhtua viene formato un governo provvisorio della Carelia e regione di Arcangelo ("Repubblica di Uhtua"); il 9 nasce la Repubblica dell'Ingria settentrionale dal governo autonomo di Pietari Toikka creato a gennaio
  • 3 luglio - Inizia l'offensiva dei bianchi di Denikin in Ucraina contro i sovietici ("Direttiva n. 08878"), gli ucraini di Petljura, e l'Armata Nero-Verde
  • 3 luglio - In seguito alla firma del Trattato di Versailles le forze tedesche mercenarie dell'Esercito territoriale del Baltico devono evacuare dagli stati baltici; Estonia e Governo provvisorio della Lettonia firmano con il "Governo della Russia occidentale" la fine delle ostilità (Armistizio di Strazdumuiža) ed il 6 l'esercito lettone entra a Riga: il Ducato Baltico Unito, brevemente rifondato, evacuato dai mercenari tedeschi si sfalda; il 21 Estonia e Lettonia si riconoscono reciprocamente; l'Esercito territoriale del Baltico viene momentaneamente mantenuto in funzione anti-sovietica ma posto al comando di un generale britannico; il 9 Judenič chiede che l'Esercito territoriale del Baltico venga incorporato al suo esercito Nord-occidentale, ma Bermondt-Avalov vi si oppone chiedendolo per le sue Unità volontarie della Russia occidentale
  • 3-9 luglio - Nella Repubblica Transcaspiana l'Armata Rossa entra a Kaka, Kushk, Tejen, e Aşgabat (che viene rinominata Poltorack il 17)
  • 9 luglio - In Russia un decreto istituisce la carica di Chusnosarm
  • 11 luglio - Uralsk presa dall'Armata Rossa; il 13 Žaloust, ed il 14 Ekaterinburg; il 17 inizia l'"operazione Čeljabinsk"
  • 15 luglio - L'"Armata del Caucaso" di Vrangel' dopo Caricyn risalendo il Volga prende Kamyšin, ma ormai il fronte uralico è troppo distante per sperare di poter unire i due fronti; il 29 viene inviata una flottiglia rossa che assedia la città
  • 16 luglio - Grande offensiva dei cosacchi di Annenkov contro la rivolta di Čerkasy; nelle mani dei guerriglieri sono rimasti solo le città di Čerkasy, Petropavlovsk e Antonovka
  • 17 luglio - Con l'annessione dell'intera Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale alla Polonia termina la guerra polacco-ucraina; in agosto la Romania cederà alla Polonia la parte orientale della Pocutia presa in maggio
  • 17 luglio - La Finlandia diventa Repubblica
  • 20 luglio - I bianchi di Vrangel' partendo dal Kuban' riprendono la Crimea e ne dichiarano sciolta la relativa Repubblica Socialista Sovietica
  • 20 luglio - L'esercito ungherese tenta il riattraversamento del Tibisco, a cui segue dal 26 una controffensiva romena che in breve arriva fino al Danubio
  • 20 luglio - Sciopero internazionale in solidarietà alla Russia e all'Ungheria comunista sotto attacco rumeno
  • 21 luglio - L'esercito cecoslovacco occupa Beregovo
  • 23 luglio - Il Movimento Nazionale Turco invita le potenze occupanti al Congresso di Erzurum per stabilire il destino dell'ex Impero ottomano, fino al 7 agosto; il 1º agosto inizia i lavori la Commissione King-Crane
  • 25 luglio - Sugli Urali Čeljabinsk presa dall'Armata Rossa
  • 25 luglio - La RSFS russa rinuncia ai trattati ineguali con la Cina del 1896 e sul protocollo di Pechino del 1901 e su tutti gli accordi russo-giapponesi riguardanti la Cina, e alla sovranità sulla Mongolia del 1914
  • 26 luglio - In seguito allo sgombero dell'Esercito territoriale del Baltico, anche il resto delle Unità volontarie della Russia occidentale si ritira dalla Lettonia ed affluisce in Lituania (dove sta già combattendo contro i sovietici)
  • 27 luglio - L'atamano Grigor'ev attirato in un tranello è assassinato dagli anarchici di Machno, viene sciolto il legame tra le due armate e quella Verde scompare
  • 29 luglio - Accordo Tittoni-Venizelos sulla divisione delle sfere d'influenza nei territori dell'ex Impero ottomano e in Albania tra l'Italia e la Grecia (esso sostituisce il Trattato di Losanna del 1912)
  • 29 luglio - Muore il vecchio Natanson, fondatore a settembre 1918 del Partito Comunista Rivoluzionario, ora esule da dopo che il 3 aprile Lenin ri-proibì i partiti
  • 31 luglio - Cessione di alcune aree dalla RSS bielorussa alla RSFS russa (Rėčica, Babrujsk, distretti Borisov e Igumen)
  • 31 luglio - I bianchi di Denikin prendono Poltava e si stanziano sulla linea Nikopol'-Verchn'odniprovs'k
  • 31 luglio - Termina il conflitto austro-sloveno in Carinzia: Klagenfurt rimane all'Austria, la Bassa Stiria e la Carinzia slovena ("Koroška") con la valle di Meža e Jezersko fino a Dravograd rimangono al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni; viene indetto un referendum per il 10 ottobre per le zone intermedie contese
  • agosto - Dopo il crollo del fronte degli Urali, Orenburg è liberata dall'assedio dei bianchi che continuava da aprile; l'atamano Annenkov schiaccia la ribellione di Alaş-qala e Lepsinsk dopo che a fine luglio le truppe sovietiche del Turkestan hanno cercato di sfondare il fronte del Semireč'e per aiutare la ribellione di Čerkasy, i difensori dei quali sono stati scontri pesanti con il bianco, ma a causa della mancanza di successo delle forze non avevano
  • 1 agosto - Col beneplacito ungherese e del congresso di Parigi, l'esercito del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni prende possesso dei territori ungheresi meridionali (Bačka, Baranya, Seghedino, e il territorio dell'Oltremura che gli ungheresi avevano rioccupato il 6 giugno), che i romeni hanno finora aggirato nella loro rapida avanzata; molti comunisti ungheresi si rifugiano in queste aree per sfuggire ai romeni; anche Béla Kun fugge da Budapest occupata dai romeni; il nuovo governo viene affidato all'anti-comunista Miklós Horthy; intanto i romeni dilagano venendo fermati solo tra il lago Balaton e la selva Baconia - il 6 cade la Repubblica Sovietica Ungherese
  • 1 agosto - Inizia la controffensiva dell'Armata Rossa contro l'esercito Nord-occidentale e l'Estonia: il 5 cade Jamburg
  • 2 agosto - Tiraspol occupata dai bianchi di Denikin
  • 3 agosto - In conseguenza della presa della Bačka, Baranya, e Mura da parte del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, preventivando che possa accadere anche con Timișoara e il Banato orientale (aggirato anch'esso dietro le linee e separato dal resto dell'Ungheria), le truppe romene occupano tutta la regione
  • 4 agosto - In Siberia Troitsk e l'8 Tjumen' prese dall'Armata Rossa
  • 5 agosto - La "spedizione orso polare" termina: i reparti britannici iniziano ad essere ritirati via mare dalla Carelia e vengono inviati nel Baltico; il 27 anche il Corpo di spedizione italiano in Murmania viene ritirato
  • 5 agosto - In seguito alla sconfitta dell'Ungheria comunista Trockij indica il continente asiatico (anziché l'Europa) come obiettivo verso il quale puntare per la diffusione del comunismo
  • 8 agosto - Minsk, dal 19 aprile capitale della RSS lituano-bielorussa, presa dai polacchi
  • 8 agosto - I britannici si ritirano definitivamente da Krasnovodsk; l'autorità sulla regione viene trasferita al Governo provvisorio della Russia meridionale di Denikin, la Repubblica Transcaspiana viene abolita; i marinai della flotta britannica si ritirano formalmente dal mar Caspio, sulle loro navi vengono issate da ora le bandiere zariste della Flottiglia del Caspio; lasciano anche l'Afghanistan, che con la pace di Rawalpindi il 19 e il successivo (1921) Trattato di Kabul diviene uno stato indipendente dopo decenni di Influenza europea in Afghanistan
 
offensiva di agosto del fronte sud
  • 10 agosto - Inizia l'incursione di Konstantin Mamontov su Tambov (che viene presa il 18), Elec, e nel Kastorenskij rajon (fino al 19 settembre), e il 12 l'offensiva di agosto del fronte sud (fino al 14 settembre) partendo dalla linea Hadiach-Kremenčuk-Znamenka-Elisavetgrad a ovest, e fiume Sestrënka-Gorki-Talovka-Salomatin a est, e da Liski a Kup"jans'k; sotto il feroce attacco della flottiglia rossa alla luce dell'enorme superiorità delle forze sovietiche (circa quattro divisioni di fanteria con quattordici reggimenti di cavalleria), al fine di ridurre il fronte e per non mettere a rischio le loro unità sul fianco destro, Kamyšin viene abbandonata dai bianchi senza combattere e viene ripresa dai sovietici; dal 14 effimera controffensiva sovietica ha lanciato un attacco verso Rostov da zona a nord di Novochopërsk; il 18 i bianchi prendono Odessa dopodiché il 25 Denikin da Taganrog (suo quartier generale) rivolge un appello alla popolazione ucraina a schierarsi contro l'indipendentista Petljura ed il 26 lancia un contrattacco contro le forze del Fronte meridionale dell'Armata Rossa
  • 11 agosto - Dopo che il 29 luglio l'"Assemblea politica" (embrione di un governo russo del nord-ovest) è stato trasferito da Helsingfors a Tallinn, l'Estonia permette la formazione di un Governo della Regione nord-occidentale (con sede a Narva e governatore Judenič), che come scambio immediatamente a nome dello Stato russo riconosce l'indipendenza dell'Estonia, seguita il 3 settembre dal riconoscimento dell'indipendenza della Lettonia, e il 23 settembre della Finlandia; Kolčak però ripudia queste concessioni
  • 11 agosto - A Schwarzburg entra in vigore la nuova Costituzione della Repubblica di Weimar (adottata il 31 luglio a Weimar dall'Assemblea Costituente Nazionale, dove si trovava temporaneamente il presidente Ebert; sostituisce la precedente Costituzione dell'Impero tedesco)
  • 14 agosto - Ribellione anti-sovietica dei cosacchi e dei musulmani karakalpachi guidati da Michail Filčev che stabiliscono un governo provvisorio a Chimbay, fino al 18 febbraio 1920
  • 14 agosto - L'Armata Rossa del Fronte Turkestan (generale Frunze) lancia l'"operazione Aktobe" contro l'Esercito del fronte sud di Kolčak, mentre il 20 nel fronte nord essa varca la linea Tobol-Išim e avanza per 130–180 km in 10 giorni ("operazione Tobol'sk-Petropavlovsk"); il 19 prendono Qostanay ed il 30 Orsk
  • 16 agosto - Mikhailov accusato di ladrocinio è sostituito da Leo V. Goyer come ministro delle Finanze del governo dello Stato russo; raggiunto il suo apogeo a giugno, lo Stato russo inizia da questo momento il suo declino
  • 16-26 agosto - 1° rivolta della Slesia da parte della popolazione polacca che vorrebbe la cessione della regione alla Polonia, repressa dalle forze tedesche
  • 18 agosto - Le Unità volontarie della Russia occidentale diventano "Armata volontaria della Russia occidentale" e inserite nell'esercito del nord-ovest di Judenič
  • 18 agosto - Incursione navale britannica (ammiraglio Claude Congreve Dobson) contro la flotta sovietica ancorata nella base di Kronštadt davanti Pietrogrado, sono affondate diverse unità tra cui la Pamjat' Azova
  • 20 agosto - Turhan Pasha Permeti, capo del governo albanese, firma un accordo sull'istituzione di un protettorato italiano sull'Albania e sull'annessione da parte dell'Italia della regione albanese di Valona e dell'isola di Saseno
  • 23 agosto - I francesi sbarcano nuovamente a Odessa (dalla quale avevano evacuato il 28 aprile) in supporto di Denikin
  • 25 agosto - Si dissolve la RSS Lituano-Bielorussa la cui parte bielorussa è interamente occupata dai polacchi, dopo aver brevemente spostato la sua capitale a Smolensk, "in esilio" nel territorio russo; i polacchi tentano di avanzare anche nel territorio lituano (nella cui parte settentrionale sta avanzando dal 26 luglio l'Esercito volontario della Russia occidentale) attuando un colpo di stato filo-polacco, ma sono fermati il 21 settembre: la Lituania ritorna indipendente e abolisce il governo sovietico (l'11 settembre la RSFS russa propone un accordo di pace alla Lituania)
  • 26 agosto - Ricevuto il supporto britannico, a Riga viene predisposto per il 16 settembre l'attacco congiunto anglo-franco-russo-estone a Pietrogrado (posticipato poi al 28 settembre); intanto il 28 i sovietici riprendono Pskov
  • 27 agosto - Fondato il Comitato rivoluzionario siberiano con capoluogo temporaneo a Čeljabinsk (poi Omsk, e dal 1921 Novonikolaevsk), che dichiara l'autorità sovietica su tutto il territorio della Siberia (la cui parte orientale è ancora occupata dai bianchi)
  • 28 agosto - L'area attorno la "Repubblica guerrigliera" Rudobelskaja viene nuovamente aggirata e insaccata, stavolta dall'esercito polacco
  • 29 agosto - Petljura prende Kiev - il Presidente del Sovnarkom ucraino Rakovskij dichiara sciolta la RSS ucraina e tutti i suoi organismi
  • 30 agosto - In seguito all'avanzata sovietica le bare dei dignitari di corte uccisi a Alapaevsk sono disseppellite e trasportate a Čita; il 5 maggio 1920 verranno inviate in Cina
  • settembre - L'"Esercito di Novorossiisk e Crimea" confluisce nelle Forze Armate della Russia meridionale
  • 1º settembre - Inizia l'operazione Tobol'sk: i bianchi di Diterichs il 14 ri-respingono i sovietici fino alla linea Tobol-Išim
  • 1º settembre - L'Armata Nera diventa "Esercito insurrezionale rivoluzionario Ucraino" (Uria) e dal 20 si allea brevemente con la Repubblica Popolare Ucraina
  • 2 settembre - L'Armata volontaria della Russia occidentale si stacca dall'esercito del nord-ovest di Judenič e diventa "Esercito volontario della Russia occidentale"
  • 2-8 settembre - A Fastiv si svolge un grande pogrom ebraico da parte dei bianchi di Denikin
  • 4 settembre - Grazie alla defezione delle armate di Petljura che avendo preso Kiev il 29 agosto dopo una furiosa battaglia coi sovietici sospende le ostilità coi bianchi di Denikin e gli lascia campo libero, le Forze armate della Russia meridionale entrano a Kiev, ed il 10 a Kozelec' nell'Oblast' di Černihiv
  • 4-11 settembre - Il Movimento Nazionale Turco svolge il Congresso di Sivas per stabilire il destino dell'ex Impero ottomano dopo il fallimento il 7 agosto di quello di Erzurum; di fronte all'ulteriore fallimento, il comitato elegge Mustafa Kemal ed agisce da direttivo nazionale del movimento di resistenza nazionale; nello stesso tempo giunge a Costantinopoli la Commissione Harbord
  • 10 settembre - Il Trattato di Saint-Germain stabilisce la ripartizione dell'ex Impero austro-ungarico, in parte suggellando lo statu quo e in parte stabilendo nuove modifiche da attuarsi
  • 12 settembre - "Impresa di Fiume": sdegnati dal Trattato di Saint-Germain ("vittoria mutilata"), miliziani italiani guidati da Gabriele D'Annunzio occupano la città di Fiume e istituiscono la Reggenza italiana del Carnaro - il 13 novembre occuperà Zara - il 18 dicembre a Fiume si terrà un plebiscito in favore dell'Italia
  • 12 settembre - Adolf Hitler viene infiltrato dai servizi segreti tedeschi nel Partito Tedesco dei Lavoratori
  • 13 settembre - In prossimità dei monti Mugodžary (Regione di Aqtöbe, nell'Autonomia di Alash) l'Armata Rossa del fronte uralico (generale Frunze) si congiunge all'Armata Rossa della RSS Turkestan; il 21 l'esercito dei cosacchi di Orenburg di Dutov sotto attacco ad Aqtöbe dal 14 agosto subisce una pesante sconfitta dall'Armata Rossa di Frunze (che il 2 settembre ha preso Aktyubinsk) e si ritira a Kökşetaw
  • 17 settembre - In Ucraina le Forze armate della Russia meridionale prendono Sumy, Obojan', Staryj Oskol; a Baštanka in seguito ad un'alleanza siglata il 16 a Žmerynka tra Petljura e Machno contro Denikin, inizia una rivolta ucraina indipendentista durata fino al 18 novembre
  • 18 settembre - Termina la sovietica "spedizione Aunus" in Carelia senza che siano stati ottenuti tutti i risultati auspicati, se non quello di far evacuare le missioni internazionali
  • 19 settembre - I musulmani del nord caucaso orfani da maggio della Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale occupata dai bianchi si arroccano a Vedeno creando l'Emirato del Caucaso Settentrionale condotto dall'emiro Uzun Haji Khair Khan sotto il protettorato del Califfo dell'emiro musulmana sua Maestà l'imperatore della Sublime Porta Mohammed Vahhiddina VI tramite il suo Gran Visir Inaluka Dyshinskogo-Arsanukayev
  • 21 settembre - L'Esercito territoriale del Baltico viene sciolto; gli irregolari tedeschi ancora presenti il 3 ottobre vengono incorporati in una "legione tedesca" aggregata in Lituania all'Esercito volontario della Russia occidentale
  • 22 settembre - Le Forze armate della Russia meridionale prendono Kursk ed il 24 Fatež e Ryl'sk e così si avvicinano pericolosamente a Mosca
  • 25 settembre - Attacco terroristico anarchico alla sede del PC russo a Mosca ("Esplosione in Leontief")
  • 26 settembre - In Romania cade il governo di Brătianu
  • 26 settembre - "Battaglia di Peregonovka": la retroguardia dei bianchi di Denikin sconfitta a Uman' dall'Armata Nera, che nei giorni seguenti prende Ekaterinoslav, Berdjans'k, Mariupol' e Juzivka e si dirige verso Taganrog
  • 28 settembre - Grazie all'appoggio di una flotta anglo-francese giunta nel paese secondo gli accordi del 26 agosto, l'esercito estone ricaccia i sovietici oltre i confini che avevano appena valicato, e col supporto delle truppe di Judenič li insegue fino a Pietrogrado, che viene raggiunta il 19 ottobre
  • ottobre - In seguito all'accordo sovietico-cinese del 25 luglio, la Cina invade la Mongolia (protettorato russo dal 1914), che il 17 novembre rinuncia alla sua indipendenza ed alla protezione russa
  • ottobre - URIA occupa gran parte del sud dell'Ucraina, chiamato "Territorio libero", nella parte posteriore del Denikin" esercito bianco: il 5 Aleksandrovsk (Zaporižžja), il 14 Mariupol, e il 28 Ekaterinoslav; anche l'intero territorio della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina è occupato dalle altre forze in campo
  • 2 ottobre - In Siberia l'Armata Rossa varca nuovamente la linea Tobol-Išim sulla quale i bianchi erano riusciti a ri-respingerli dal 14 settembre; i bianchi, sconfitti, abbandonano il campo di battaglia e si ritirano disordinatamente verso Omsk, mentre i sovietici fanno una "pausa operativa" fino al 14 dopodiché riprendono l'avanzata verso Tobol'sk e Petropavlovsk
  • 5 ottobre - La Bulgaria deve cedere la Tracia occidentale al Regno di Grecia - cade il governo del Primo ministro Teodor Teodorov (del Partito Popolare Bulgaro, in carica dal 28 novembre 1918) sostituito ad interim dal Presidente della Repubblica Stambolijski
  • 6 ottobre - Le Forze armate della Russia meridionale prendono Voronež
  • 6 ottobre - Gli ultimi britannici lasciano Murmansk; il 13 Arcangelo
  • 8 ottobre - Si ripetono i fatti "del 16 aprile": dalla Lituania l'Esercito volontario della Russia occidentale entra in Lettonia e prende Riga in un tentativo di colpo di stato anti-indipendentista, stavolta però filo-russo; gli estoni che avanzavano verso Pietroburgo ora devono nuovamente indietreggiare per recarsi a contrastare i golpisti in Lettonia
  • 8 ottobre - Hugo Haase (capo dell'USPD) è vittima di un attentato
  • 9 ottobre - In Rutenia iniziano disguidi tra i filo-russi di Beskid e i filo-ucraini di Vološin
  • 10 ottobre - Si svolge il plebiscito della Carinzia: il risultato assegna all'Austria la sovranità sulle zone contese
  • 10 ottobre - Mentre imperversa un'epidemia di tifo, inizia la controffensiva di Petljura contro le armate bianche di Denikin; il 12 le Forze armate della Russia meridionale prendono Černigov, il 13 Orël e si dirigono verso Tula; il governo di Mosca si prepara ad evacuare a Vologda
  • 10 ottobre - Riforma agraria in Estonia
  • 10 ottobre - Il Consiglio supremo di guerra alleato istituisce il blocco economico della RSFS russa
  • 14 ottobre - L'atamano Annenkov completa la soppressione della rivolta contadina nel Semireč'e (rivolta Čerkasy) iniziata a giugno 1918 - la linea del fronte con la RSS Turkestan si attua su Ak-Ichke, Gavrilovka, Sarybulak (Regione di Oš), Ascensione
  • 16-29 ottobre - Il Movimento Nazionale Turco emette il Protocollo di Amasya con le loro proposte sul destino dell'ex Impero ottomano dopo il fallimento l'11 settembre del congresso di Sivas; nel corso di novembre il Movimento Nazionale Turco si sposta ad Angora dove intende stabilire un governo ed un parlamento indipendenti (essendo Costantinopoli sotto occupazione straniera): nasce il Kemalismo
  • 19 ottobre - Gli eserciti mercenari della Posnania di Dowbor-Musnicki e di Haller vengono incorporati nell'esercito polacco
  • 19 ottobre - Kolčak abolisce il governo provvisorio della Regione del Nord ormai sgomberata dalla missione internazionale e assegna a Miller (già comandante generale dal 10 settembre) dittatoriali poteri
  • 19-22 ottobre - Battaglia di Pietrogrado: l'esercito del Nord-Ovest dopo che il 12 ha sfondato il fronte sovietico a Jamburg e il 15 ha preso Pskov e il 20 Tsarskoye Selo, giunge alla periferia di Pietrogrado, pur privato del vanamente auspicato appoggio finlandese (per il rifiuto di Kolčak di ratificarne l'indipendenza) ed estone (ora impegnati verso sud contro l'Esercito volontario della Russia occidentale per reprimere il suo tentato golpe iniziato l'8), giunge alle porte di Pietrogrado, ma gli assedianti non riescono a prevalere e il 22 davanti al contrattacco sovietico le truppe dell'esercito del Nord-Ovest di Judenič devono ritirarsi in Estonia
  • 20 ottobre - Battaglia di Tula ("Operazione Orlovsko-Kromskom", 18 ottobre-11 novembre): le Forze armate della Russia meridionale a sud di Mosca sono respinte dai sovietici: inizia la controffensiva sovietica verso l'Ucraina contro i bianchi, approfittando dell'assenza dei quali nelle aree a nord del mar di Azov viene rifondato il Territorio Libero degli anarchici di Machno che con azioni di guerriglia nelle retrovie favorisce l'avanzata sovietica
  • 21 ottobre - In seguito al Trattato di Saint-Germain la Repubblica Austrogermanica si ritira dai territori scorporatigli (Slesia austriaca e Sudeti, che vanno alla Cecoslovacchia, eccetto la parte occupata dalla Polonia) e nasce la Prima repubblica austriaca (la sua Costituzione sarà promulgata il 1 ottobre 1920)
  • 22 ottobre - Polonia e Lituania riconoscono la Lettonia
  • 22 ottobre - Nella Fergana tentativo dei basmachi di Madamin Akhmetbekov ("Madamina Bek") di stabilire un governo col sostegno della ribellione dell'esercito contadino, come Stato di Katta Ergash
  • 24 ottobre - Battaglia di Voronež ("operazione Voronež-Kastornoe", 13 ottobre-16 novembre): le Forze armate della Russia meridionale a sud-est di Mosca sono respinte dai sovietici; in novembre la controffensiva continua con l'"Operazione Liski-Bobrovskaja" - Rakovskij rifonda la RSS ucraina, della quale è nuovamente Presidente del Sovnarkom
  • 26 ottobre - Terminata l'emergenza, in Russia viene abolito il crudele decreto del 24 gennaio sulla "decosacchizzazione"
  • autunno - La grave minaccia a Pietrogrado, Mosca, e al Volga viene sventata dalla controffensiva dell'Armata Rossa che da questo momento ricaccia definitivamente l'Esercito Russo bianco in tutte le direzioni - Se il pericolo bianco è sventato, con esso è sventato anche il ritorno degli odiati pomeščiki - di conseguenza anche i contadini delle aree orientali prima più prossime al fronte che finora avevano identificato i sovietici come il male minore (e che ora rimane l'unico) iniziano a rivoltarsi ad essi
 
3-11 novembre 1919: i lettoni attaccano l'Esercito volontario della Russia occidentale che costringono a ritirarsi in Lituania
  • novembre - I romeni si ritirano da Budapest travolti dalla controffensiva della nuova Ungheria anti-comunista
  • novembre - Rivolta anti-giapponese a Vladivostok
  • novembre - A Gomel si tiene una conferenza dei bolscevichi "federalisti" ossia contrari all'unificazione dei partiti comunisti nazionali a quello russo decretata a marzo
  • 1 novembre - La guarnigione britannica lascia Vladivostok; Knox partirà il 26 dicembre
  • 1 novembre - Nel Territorio Libero di Aleksandrovsk è proclamata la Federazione del Lavoro del Sud Ucraina da il Congresso dei contadini, operai e insorti Deputati come una federazione di vari livello "soviet liberi" sotto la protezione delle forze di Makhno; nel corso del mese la maggior parte del Territorio libero è conquistato dall'esercito di Denikin: il 21 ottobre Mariupol', il 7 novembre Aleksandrovsk, e l'8 dicembre Ekaterinoslav
  • 3 novembre - Tobol'sk e Petropavlovsk prese dall'Armata Rossa che ora punta sulla capitale bianca Omsk
  • 3-11 novembre - L'esercito lettone, sostenuto dagli estoni e dalla marina britannica, lancia il contrattacco su Riga contro l'Esercito volontario della Russia occidentale, e lo sconfigge riprendendo Riga; l'Esercito volontario della Russia occidentale inizia ad evacuare in Lituania; secondo molti autori questa sconsiderata (e forse artatamente dolosa) azione da parte dei mercenari filo-tedeschi è stata responsabile del fallimento dell'attacco di Judenič su Pietrogrado
  • 4 novembre - Dopo la sconfitta a Pietrogrado, le navi britanniche abbandonano il golfo di Finlandia: termina la campagna britannica nel mar Baltico e le truppe dell'esercito del Nord-Ovest di Judenič devono essere evacuate dall'Estonia con loro. Il 5 dicembre il governo Nord-occidentale annuncia lo scioglimento della Regione
  • 6 novembre - Churchill ammette la sconfitta dei bianchi e si scaglia contro i sovietici definendoli "iene rognose"
  • 7 novembre - Černigov presa dall'Armata Rossa con l'operazione iniziata il 18 ottobre insinuandosi in profondità in mezzo ai fronti bianco e polacco
  • 7 novembre - La fragile indipendenza della Repubblica Popolare del Kuban' di Filimonov è schiacciata dalle Forze armate della Russia meridionale che vi ripristinano il potere dello Stato della Russia meridionale
  • 11 novembre - In Russia è nazionalizzata la telefonia
  • 13 novembre - Kolčak lascia Omsk per Irkutsk (dove il 12 ha preso il potere il "centro politico" di natura menscevica); il 14 l'Armata Rossa entra a Omsk, e avanza velocemente verso est spingendo i bianchi in fuga in quella che sarà poi nota come "grande marcia nel ghiaccio siberiano"
  • 15 novembre - Sotto l'attacco di Denikin il governo ucraino in accordo con i polacchi viene evacuato da Kam"janec'-Podil's'kyj a Proskurov; a fine mese raggiunto dai bianchi il confine polacco-ucraino, l'esercito della Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale (già annessa interamente dalla Polonia) confluisce ("accordi Zjatkovskim") nelle Forze armate della Russia meridionale
  • 17 novembre - A Vladivostok tentato colpo di stato di Gajda (Legione Ceca) e di Vologodskij e Krakoveckij contro Kolčak; il 22 Viktor Pepeljaev sostituisce Vologodskij come presidente del consiglio dello Stato russo; pochi giorni dopo Diterichs si dimette da capo dell'esercito e va in esilio ad Harbin (il posto resta vacante ma il comando dell'esercito lo assume in effetti Kappel')
  • 18 novembre - in seguito al referendum del 10 ottobre la Carinzia è posta sotto l'amministrazione austriaca e il 22 si dichiara parte della Repubblica austriaca
  • 19 novembre - Nikolaj Petrovič Ščerbakov diventa atamano e governatore militare del Semireč'e
  • 20 novembre - Ust'-Tarka presa dall'Armata Rossa
  • 22 novembre - L'Esercito volontario della Russia occidentale in Lituania è sconfitto dall'esercito lituano nei pressi di Radviliškis; il 23 la Lettonia dichiara ufficialmente guerra alla Germania, ed il 28 li respinge definitivamente in Lituania, da dove, dopo che il 2 dicembre l'Esercito volontario della Russia occidentale è dichiarato sciolto, gli ultimi superstiti verranno definitivamente spinti in Germania il 15 dicembre, ed anche il filo-tedesco "Governo della Russia occidentale" abolito
  • 22 novembre - I cosacchi di Dutov abbandonano Kökşetaw dirigendosi ad est intraprendendo la Marcia della fame
  • 23 novembre - I governi di Armenia e Azerbaigian firmano una tregua, ma i ribelli continuano a combattersi
  • 27 novembre - L'Armata Rossa riprende Kursk
  • 27 novembre - Trattato di Neuilly sui confini della Bulgaria: conferma il trasferimento della Tracia occidentale alla Grecia, e la restituzione della Macedonia allo stato che ha sostituito il Regno di Serbia cioè il "Regno dei Serbi, Croati e Sloveni" (Jugoslavia); la regione della Dobrugia meridionale ritorna alla Romania (che si era già ripresa quella settentrionale nell'ottobre 1918); l'Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone chiede vanamente l'unificazione della Macedonia alla Bulgaria
  • 28 novembre - Viene definita legalmente la militarizzazione del lavoro (sistema già utilizzato dal 28 giugno 1918 ma finora non legalmente definito); malgrado il neologismo "infelice" coniato per definirla, si tratta di un inevitabile complemento del sistema distributivo del razionamento: abolita la moneta e perciò non potendo esistere salari in denaro, l'assegnazione delle rispettive mansioni e la loro ricompensa deve avvenire necessariamente mediante suddivisione equa "a ciascuno secondo le sue necessità, da ciascuno secondo le sue possibilità" di ciò che è necessario e/o disponibile, tramite furiere, come appunto avviene nell'esercito - finora sulla base del "Decreto sul controllo operaio" del 27 novembre 1917 il ruolo di "furiere" nelle assunzioni è stato delegato al "Consiglio centrale panrusso dei sindacati" guidato da Tomskij. Dal lato della distribuzione invece, dal 21 novembre 1918 è stato interamente affidato al Narkomprod (prima a vari organismi commerciali anche privati)
  • 1º dicembre - L'Armata Rossa prende Alaş-qala (che torna a chiamarsi Semipalatinsk), il 10 Barnaul e Ust'-Kamenogorsk, e il 13 Karkaraly (Regione di Qaraǧandy), Akmolinsk, fino alla steppa di Kulunda, tagliando così fuori dal fronte siberiano i cosacchi di Dutov in marcia nella steppa della fame, che quindi si dirigono verso il Semireč'e dell'atamano Annenkov; il 10 l'Autonomia di Alash passa dalla neutralità (dopo aver abbandonato il campo bianco in aprile) all'alleanza con i sovietici dietro promessa di mantenimento dell'autonomia; il 20 riconosce la RSFS russa; nel paese inizia la guerra civile tra sostenitori delle due parti, e i filo-sovietici attaccano la marcia della fame
  • 2-4 dicembre - VIII Conferenza del Partito Comunista Russo (bolscevico)
  • 3 dicembre - Si verifica la rovinosa caduta del rublo siberiano: il ministro delle finanze Gojer è sostituito con Pavel Afanas'evič Buryškin. Essa indica la definitiva perdita di fiducia internazionale su una possibile vittoria dei bianchi
  • 4 dicembre - L'esercito ucraino collassa, i reparti residui si uniscono all'Armata Nera (che tra dicembre e gennaio passa dai precedenti 10.000 a 50.000 uomini) nella guerriglia contro Denikin ("Repubblica Paškovskaja"); il 5 Petljura si reca in esilio a Varsavia
  • 5-9 dicembre - VII Congresso panrusso dei Soviet
 
dicembre 1919
  • 8 dicembre - Nell'ambito della guerra sovietico-polacca, il congresso di Parigi propone la Linea Curzon come frontiera tra Polonia e RSFS russa; entrambi i contendenti rifiutano
  • 12 dicembre - L'Armata Rossa prende Charkiv e il 16 Kiev dopo una furiosa battaglia iniziata il 10; l'11 viene ripristinata l'autorità territoriale della RSS Ucraina
  • 18-31 dicembre - Operazione Donbass: la controffensiva sovietica in Ucraina e la guerriglia anarchica nelle retrovie ricaccia in Crimea, a Odessa, e sul Don le Forze armate della Russia meridionale; il 20 l'Armata Rossa cattura Kremenčuk, il 27 Luhans'k, il 28 Bachmut, il 29 Debal'ceve, il 30 Horlivka, ed il 4 gennaio Juzivka (l'odierna Donec'k) (tuttavia non riescono a penetrare in Crimea cui dal 27 la difesa è affidata al generale Ya. A. Slashchev); il 30 viene abolito il comando generale delle forze armate della Russia meridionale e sostituito dal Governatorato del comandante in capo delle forze armate della Russia meridionale che in gennaio si ritira all'interno della regione del Don sotto il comando del generale Kutepov; la sconfitta di Denikin determina la rinascita della Repubblica Popolare del Kuban' sotto il nuovo atamano Nikolaj Andrianovič Bukretov dopo la breve parentesi "in esilio" di Nikolaj Mitrofanovič Uspenskij
  • 20 dicembre - In Siberia l'Armata Rossa prende Novonikolaevsk e il 22 Tomsk
  • 21 dicembre - A Čeremchovo scoppia la rivolta di lavoro contro Kolčak, estesa il 24 a Irkutsk ("rivolta antikolchakovskogo")
  • 22 dicembre - 249 persone sospettate di simpatizzare con i bolscevichi sono espulse dagli Stati Uniti sulla nave a vapore Buford ed inviate in Russia
  • 29 dicembre - La RSFS russa riconosce ufficialmente l'annessione della Bessarabia alla Romania pacificandosi quindi con essa; il 1º gennaio 1920 il parlamento romeno può così ufficializzarne l'annessione
  • 31 dicembre - Gli ultimi britannici lasciano il Caucaso imbarcandosi a Batumi
  • 31 dicembre - I resti dei cosacchi di Orenburg della Marcia della fame (per metà morti durante la marcia) giungono nel Semireč'e a Sergiopol, accolti freddamente (essendo per il 90% malati di tifo) dall'atamano Annenkov e Ščerbakov

1920Modifica

 
la ritirata di Kolčak
  • gennaio - Si apre la Conferenza degli Ambasciatori finalizzata a far rispettare i trattati di pace e mediare le varie contese territoriali ancora aperte tra gli Stati europei
  • 3 gennaio - Dopo aver concordato un'alleanza contro i sovietici il 30 dicembre 1919, Lettonia e Polonia attaccano i sovietici ancora presenti in Letgallia e prendono Daugavpils (Dünaburg); il 7 il governo della RSS Lituana (che finora aveva sempre avuto qui sede) si sposta a Vilnius, mentre il 13 la RSS Lettone è abolita
  • 3 gennaio - I sovietici chiedono un armistizio all'Estonia
  • 3 gennaio - Vinnycja è presa dall'Armata Rossa; dall'11 i sovietici riprendono ad avanzare verso Odessa
  • 3 gennaio - L'intera Siberia a nord dell'Autonomia di Alash fino all'Altaj è sotto controllo sovietico; in seguito alla promessa di autonomia i sovietici dichiarano abolite le vecchie oblast' dell'Asia centrale
  • 4 gennaio - Kolčak fermato dai cechi a Irkutsk si dimette da dittatore dello Stato russo, conferendo la carica, oramai simbolica, a Denikin (suo vicario nel fronte sud dal 17 giugno 1919, segnando quindi il passaggio ormai in secondo piano del fronte siberiano) e consegnando il comando delle rimanenti truppe situate a est all'atamano Semënov che il 20 febbraio le rinomina "Esercito dell'estremo oriente"; analogamente Viktor Pepeljaev cede la sua carica di Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo dello Stato russo a Aleksandr Krivošein come Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo della Russia meridionale; il 16 Semënov crea il Governo del confine orientale russo affidato al cadetto Sergej Afanas'evič Taskin (i bianchi nell'estremo oriente sono da ora quindi divisi in due fazioni rivali: a ovest i Semënovcij dell'indipendentista filo-giapponese Semënov, e a est i Kappelevcij unionisti panrussi di Sergej Rozanov fedeli a Kappel' e a Krivošein)
  • 6-7 gennaio - Sfondamento del fronte del Caucaso: varcati Don e Volga inizia la campagna del generale dell'Armata Rossa Michail Nikolaevič Tuchačevskij per eliminare le ultime forze bianche di Denikin e Kutepov - sul Don, Taganrog e Novočerkassk prese definitivamente dall'Armata Rossa, il 10 stessa sorte per Rostov; l'8 Caricyn ripresa dall'Armata Rossa, ponendo fine alla lunga battaglia; l'Armata dei Volontari sconfitta sul Don si separa dalle Forze armate della Russia meridionale e si unisce ai resti dell'Armata Cosacca "di Krasnov" (affidata dall'autunno 1919 a Maj-Maevski dopo Vrangel') sconfitta a Caricyn formando l'"Armata del Don" sotto il comando del generale Kutepov nel tentativo di fermare l'avanzata dei sovietici ormai affacciati al Kuban'. In Ucraina il 9 Aleksandrovsk finalmente perso da Machno (è stato brevemente ri-occupato dalla fine di dicembre 1919 tra la partenza dell'esercito e di arrivo di Denikin l'Armata Rossa). Il 17 nel Territorio Libero i sovietici prendono Kryvyj Rih e Apostolove, il 24 Elisavetgrad, e il 25 Uman', dopodiché l'intero Territorio Libero degli anarchici ucraini è conquistato dall'Armata Rossa, che nei 3 mesi seguenti tenta vanamente di penetrare in Crimea
  • 7 gennaio - In Siberia con un'operazione avviata il 3 e dopo una rivolta iniziata il 4 preparata dai bolscevichi locali, l'Armata Rossa sotto il comando di G. H. Eiche prende Krasnojarsk
  • 10 gennaio - A Ginevra si tiene la prima riunione (mentre a novembre terrà la sua prima assemblea) della Società delle Nazioni (l'avvenimento è identificato come Fine ufficiale della prima guerra mondiale): si ratifica il Trattato di Versailles, in base al quale le istituzioni polacche devono prendere il controllo di piccole parti di territorio concesso alla Polonia in Posnania ma che permangono ancora in mano tedesca (Toruń), e della Prussia occidentale (Corridoio polacco, creato il 28 giugno 1919). Salomonicamente per non assegnarla (per il momento) a nessuno dei due contendenti (abitata da tedeschi ma precedentemente assegnata alla Polonia come suo porto) crea la Città Libera di Danzica; la Lituania minore deve essere ceduta dalla Polonia alla Lituania. Il 13 a Berlino una rivolta per protestare contro il Trattato di Versailles è repressa nel sangue. Il 21 si chiude la Conferenza di pace di Parigi
  • 14 gennaio - I bianchi in ritirata oltrepassano Kansk dove vi sono al potere i comunisti locali; il 19 giungono a Zamzor nel Nižneudinskij rajon
  • 16 gennaio - Con la "Risoluzione di Cannes" il Consiglio supremo di guerra alleato abolisce il blocco economico della RSFS russa istituito il 10 ottobre 1919
  • 16 gennaio - L'esercito polacco attua un superficiale tentativo di entrare nella sacca della "Repubblica guerrigliera" Rudobelskaja, ma di fronte alla sua resistenza rinuncia
  • 17 gennaio - L'Esercito contadino di Fergana viene sconfitto dai sovietici del Turkestan e sciolto; lo Stato di Katta Ergash della "Madamina Bek" sopravvive fino al 6 marzo per poi arroccarsi sui contrafforti del Pamir dove crea il 3 maggio la Repubblica islamica indipendente del Turkestan Turco (soppressa nel dicembre 1922)
  • 20 gennaio - Irkutsk consegnata ai comunisti locali del "Comitato rivoluzionario di Irkutsk" di Aleksandr Širjamov dal consiglio comunale (nel quale il menscevico "centro politico" detiene il potere); Kolčak è tratto in arresto il 16 dai cechi e per ripicca poi consegnato ai comunisti su ordine del generale francese Janin; i bianchi in ritirata raggiungono Nižneudinsk
  • 21 gennaio - Anarchici ucraini dell'estremo oriente sotto il comando di Jakov Trjapicyn assediano Nikolaevsk sull'Amur, nella quale entrano il 28 febbraio con il permesso giapponese
  • 21-31 gennaio - Il congresso nazionale albanese riunito a Lushna conferma l'indipendenza dell'Albania
  • 24 gennaio - Le avanguardie dei bianchi comandati da Kappel' tentano di prendere Irkutsk per liberare Kolčak, ma sono sconfitti, ed il 26 Kappel' muore; il comando delle truppe va a Sergej Vojcechovskij che il 29 ordina il ritiro; il 1º febbraio il resto dei bianchi in ritirata giungono a Čeremchovo
  • 25 gennaio - A Bičura (Bičurskij rajon) viene creato il Comitato esecutivo centrale dei Soviet della regione del Bajkal
  • 28 gennaio - A Costantinopoli il parlamento turco emette una dichiarazione di indipendenza
  • 29 gennaio - Nel nord Caucaso Stavropol' presa dall'Armata Rossa e con l'arrivo dei sovietici nell'Ossezia settentrionale riprende la guerra georgiano-osseta; la Georgia rifiuta di fornire l'appoggio contro i bianchi chiesto dai sovietici
  • 31 gennaio - Con un'azione i sovietici locali prendono il controllo di Vladivostok e del Territorio marittimo creando il Consiglio regionale del Primorsky Zemstvo; i bianchi di Rozanov fuggono in Giappone; lungo la ferrovia dell'Ussuri da Grodekovo a Razdolnoe, permangono tuttavia ancora i resti degli eserciti anti-sovietici divisi però in due fazioni rivali tra loro: l'esercito di Kolčak (Kappelevcij) a est e le formazioni di Ataman Semёnov (Semënovcij o Grodekovcij, il 20 febbraio chiamate "Esercito dell'estremo oriente") a ovest
  • 1º febbraio - Concordato un armistizio tra Lettonia e RSFS russa
  • 2 febbraio - Pace tra Estonia e RSFS russa (Pace di Tartu) (rappresenta il primo riconoscimento internazionale ufficiale della RSFS russa se si eccettuano quelli dei dissolti Imperi centrali); i resti dell'esercito del Nord-Ovest di Judenič ancora presenti in Estonia sono inviati nei campi di concentramento
  • 3 febbraio - Nell'ambito della militarizzazione del lavoro viene fondato il "Comitato nazionale per il servizio generale del lavoro" (Glavkomtrud), con lo scopo di assegnare le mansioni non specializzate, per cui assume il ruolo (finora svolto dai sindacati dei lavoratori) di "ufficio di collocamento" statale (anche il VSNCh dovrà rivolgersi ad esso per ottenere nuovo personale per le aziende sue sottoposte) - sotto tale ruolo viene a cozzare con quello rivestito finora dai sindacati dei lavoratori, nel cui ruolo il nuovo organismo aspira a sostituirli in toto prendendo in carico anche le mansioni specializzate, cosa che svuoterebbe i sindacati dell'unica effettiva loro utilità nel sistema sovietico, da cui nasce una polemica tra governo e sindacati che travaglierà la vita politica sovietica d'ora in avanti - il Glavkomtrud inizia ad operare dal 20 maggio
  • 4 febbraio - Tra Tatarstan orientale e Baškortostan occidentale inizia una rivolta ("rivolta di picche e forconi") dei contadini contro le requisizioni annonarie del comunismo di guerra, vengono linciati gli esattori; repressa dalla Čeka a metà marzo
  • 6 febbraio - Nella Transcaspia l'Armata Rossa entra a Krasnovodsk, la guarnigione (Armata del Turkestan) delle Forze Armate della Russia meridionale fugge via mare a Derbent, l'intera Transcaspia è definitivamente sovietica
  • 6 febbraio - Dopo aver preso Cherson, Nikolaev, e Voznesensk, ed il 3 Ol'viopol' e Očakiv, l'Armata Rossa entra a Odessa; i bianchi sono assiepati lungo il confine romeno dal 24 gennaio dopo essersi visti rifiutare il 30 l'asilo dalla Romania (che ha dal 29 dicembre 1919 ricevuto l'assenso sovietico al possesso della Bessarabia), divisi in due sacche dalla cattura sovietica di Tiraspol; quelli tra Tiraspol e Starі Fari (gruppo Bredow) potendo dirigersi verso nord lungo il confine il 12 si uniscono all'esercito polacco a Nova Ušycja nell'Oblast' di Chmel'nyc'kyj, mentre quelli tra Velykodolyns'ke e Ovidiopol' (gruppo Ovidiopol'skij) dopo essere stati respinti dai romeni con un aspro fuoco di artiglieria sul fiume Dnestr, vengono catturati dai sovietici (molti ufficiali optano per il suicidio) il 15 dopo la battaglia di Kandel e Selz nel distretto di Rozdilna; entro il 12 l'intera Transnistria è occupata dall'Armata Rossa ed annessa alla RSS ucraina
  • 7 febbraio - Il "Commissariato del popolo per il controllo dello Stato" diventa "Ispettorato dei lavoratori e dei contadini" (Rabkrin), che estende i poteri del precedente organismo (affidato dalla sua fondazione a Stalin, vera eminenza grigia organizzativa del governo di Lenin, e che mantiene il ruolo anche nel nuovo organismo) in tema di snellimento dell'apparato statale e produttivo con lo scopo ufficiale di ridurre burocratizzazione, inefficienze, e corruzione epurando gli elementi anti-sovietici ed assegnando i posti-chiave ad elementi graditi al Politburo
  • 7 febbraio - Mel'gunov capo dell'opposizione legale ai bolscevichi a Mosca ("Centro Tattico", cellula moscovita dell'"Unione di rinascita della Russia" di Avksent'ev) è arrestato dalla Čeka
  • 7 febbraio - Con la fucilazione a Irkutsk dell'ammiraglio Kolčak e di Viktor Pepeljaev si sfalda il Governo provvisorio panrusso e termina ogni resistenza dei bianchi in Siberia; lo stesso giorno il governo sovietico firma la pace con la Legione Ceca (che disarma ed arresta le unità polacche, contrarie a tale accordo)
  • 8 febbraio - In disaccordo con lo zarista Denikin (nuovo presidente dello Stato russo dal 4 gennaio), il progressista Vrangel' va in esilio a Costantinopoli; l'Armata del Caucaso diventa Armata del Kuban', che poco dopo confluisce nelle Forze Armate della Russia meridionale; il 15 Battaglia di Kandel, una delle ultime battaglie della guerra civile nel fronte del Caucaso
  • 11 febbraio - A seguito di scontri tra tedeschi e polacchi in Alta Slesia, viene inviato un contingente internazionale di cui fa parte anche un corpo di spedizione italiano
  • 12-24 febbraio - Si svolge la I Conferenza di Londra per la spartizione dell'Impero Ottomano secondo l'accordo Sykes-Picot e la corrispondenza Husayn-MacMahon
  • 14 febbraio - I bianchi attraversano il Bajkal ghiacciato e raggiungono la Buriazia dove Semёnov gli manda incontro alcuni treni-ospedale
 
La situazione in estremo oriente nella primavera del 1920
  • 18 febbraio - I sovietici locali prendono Troickosavsk sul confine mongolo
  • 19 febbraio - Miller, assieme a un migliaio di altri militari e rifugiati civili, salpa dal porto di Arcangelo a bordo di navi rompighiaccio alla volta dell'esilio in paesi amici; il 21 l'Armata Rossa entra ad Arcangelo, il 13 marzo a Murmansk: la Regione del Nord è abolita così come il suo esercito
  • 24 febbraio - Il Partito Tedesco dei Lavoratori diventa Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori
  • 24 febbraio - Sul mar Nero l'Armata Rossa prende Tuapse
  • 25 febbraio-2 marzo - Nella regione del Don si svolge la battaglia di Egorlykskaja, la più grande di cavalleria in tutta la guerra civile (25.000 cavalli), tra Armata del Don e Armata Rossa; il 2 marzo Batajsk è presa dall'Armata Rossa
  • 29 febbraio - Emanata la Costituzione della Cecoslovacchia
  • 1 marzo - Lenin ringrazia i cosacchi per il supporto ricevuto da quando sono passati al campo bolscevico
  • 1 marzo - I romeni si ritirano dall'Ungheria ma conservano il Banato orientale, Satu Mare, Oradea Mare, e Arad (confine attuale); la Jugoslavia trattiene le posizioni da essa acquisite in Ungheria durante l'occupazione romena; l'Ungheria ritorna monarchia (ma solo nominalmente, Horthy rimane indefinitamente come reggente)
  • 2 marzo - A Verchneudinsk (Ulan-Udė) prendono il potere i comunisti locali
  • 3 marzo - L'Armata Rossa avvia l'"operazione Kuban'-Novorossijsk"; l'11 si trova a soli 40-50 chilometri da Novorossijsk, dove da Costantinopoli arrivano navi britanniche che il 12 iniziano l'evacuazione dei bianchi dell'Armata del Don
  • 5 marzo - La Cosacchia (Autonomia di Alash) è totalmente controllata dai cosacchi filo-sovietici (tuttavia mantiene ancora l'autonomia dalla Russia e dal Turkestan sovietici), che assieme a quelli del Turkestan ancora combattono contro i cosacchi di Annenkov nel Semireč'e
  • 6 marzo - Le truppe polacche lanciano un'offensiva in Bielorussia, catturando Mazyr e Kalinkavičy; il 10 i sovietici iniziano a spostare soldati dal Caucaso al fronte polacco
  • 7 marzo - L'Armata Rossa entra a Irkutsk (già governata da comunisti locali dal 20 gennaio)
  • 8 marzo - Il passaggio della Posnania dalla Germania alla Polonia diventa definitivo; termina così la sollevazione della Grande Polonia
  • 12 marzo - La Repubblica di Lemko-Rusyn viene occupata dai polacchi
  • 12-15 marzo - Scontri tra giapponesi e anarchici ucraini dell'estremo oriente a Nikolaevsk sull'Amur: gli anarchici (entrati in città il 28 febbraio) massacrano spietatamente ogni giapponese che incontrano
  • 13-17 marzo - Putsch di Kapp: militari tedeschi e freikorps che rifiutano la resa tedesca e il trattato di Versailles tentano un fallimentare colpo di Stato contro il governo di Weimar
  • 14 marzo - I bianchi in ritirata giungono a Čita accolti dall'atamano Semënov, termina la "grande marcia nel ghiaccio siberiano"
  • 16 marzo - L'Armata Rossa prende Pjatigorsk, e il 17 da un lato Groznyj e dall'altro Ekaterinodar: la Rada del Kuban' è sciolta e con essa la Repubblica Popolare del Kuban'; e la sede del Governo provvisorio della Russia meridionale (che diventa Governo della Russia meridionale) è spostata prima a Novorossijsk e poi a Sebastopoli; in previsione della possibilità dell'arrivo dell'esercito polacco, in ciò che resta dello Stato della Russia meridionale nel Caucaso occidentale (ormai il solo circondario di Novorossijsk) inizia una guerra civile tra filo-polacchi e anti-polacchi; i primi scappano in Crimea, i secondi accolgono i sovietici; dopo essersi dimesso il 20 dal comando supremo delle Forze armate della Russia meridionale il 26 Denikin con quel che rimane delle armate bianche nel Kuban' opta per evacuare Novorossijsk e dirigersi in Crimea assieme al Presidente del governo della Russia meridionale Bogaevskij, unendosi ai reparti di Vrangel' (appena ritornato dal breve esilio) e di Kutepov ivi presenti; il 22 i sovietici entrano ad Abinsk e Majkop ed il 27 a Novorossijsk e Adler; con la presa di Novorossijsk termina la scomposta evacuazione dei bianchi dal porto ("disastro di Novorossijsk") e i cosacchi calmucchi rimasti sono massacrati dai sovietici, mentre i resti dell'Armata del Don fuggiti in Crimea si ri-fondono nelle Forze armate della Russia meridionale il 24 marzo
  • 20 marzo - Le elezioni in Bulgaria confermano il socialista Stambolijski al governo
  • 21 marzo - L'Armata Rossa completa l'occupazione della Regione del Don e vi crea la regione Don della RSFS russa; il 16 aprile viene definito provvisoriamente il confine tra RSS ucraina e RSFS russa nella regione del Don ricreando la provincia Donec'k (creata il 14 febbraio 1919 staccandone il territorio dalla Repubblica del Don ma ripresa dai bianchi nel giugno) nella quale il 21-25 aprile si svolge il I Congresso del suo Soviet
  • 23 marzo - L'Ossezia meridionale si proclama Repubblica sovietica
  • 24 marzo - L'ex capitale della Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale Vladikavkaz (occupata dai bianchi dal febbraio 1919) presa dall'Armata Rossa che ormai avanza incontrastata verso il Caspio; il 27 prende Bujnaksk, il 28 Chasavjurt, e il 30 Port Petrovsk (il presidio bianco evacua su navi verso Baku) e l'Emirato del Caucaso Settentrionale; il 7 aprile l'Armata Rossa in Daghestan raggiunge il confine sul mar Caspio con l'Azerbaigian: le ultime forze bianche (presenti in loco dal maggio 1919) sono così eliminate dal Caucaso settentrionale; l'8 aprile è creato l'Ufficio del Caucaso (Kavbiuro) incaricato di stabilirvi il dominio sovietico, affidato al fedelissimo di Stalin Ordžonikidze al quale il 17 marzo Lenin ha ordinato di preparare un'invasione dell'Azerbaigian (per cui il 20 febbraio è stato fondato il partito comunista dell'Azerbaigian) che sta già combattendo contro l'Armenia nel Nagorno-Karabakh, mentre i turchi occupano la Repubblica di Aras (Nakhichevan)
  • 27 marzo - La Polonia accetta di iniziare negoziati di pace con la RSFS russa, ed invia nei campi di concentramento i russi bianchi presenti nelle sue file; malgrado ciò, il 31 sigla un'alleanza anti-sovietica con la Georgia
  • 29 marzo-5 aprile - Si svolge il IX Congresso del Partito Comunista Russo (bolscevico) - esso sancisce il sistema della militarizzazione del lavoro affidata al Glavkomtrud, fortemente caldeggiata da Trockij (che il 10 marzo ha criticato le politiche annonarie) e Bucharin, contrastati in ciò dai sindacati dei lavoratori che vedono in ciò lo svuotamento dal loro residuo di utilità nel sistema sovietico - di fronte all'entusiasmo dell'assemblea per il nuovo organismo, il presidente del "Consiglio centrale panrusso dei sindacati" Tomskij rinuncia a pronunciare il suo discorso
  • 30 marzo - In seguito alla prospettiva di un'imminente accordo tra giapponesi e sovietici (cui hanno già ceduto Verchneudinsk), l'esercito dell'Estremo Oriente di Semënov lascia Čita e si piazza sulla linea Nerčinsk-Sretensk da dove in seguito ferma l'avanzata dell'Armata Rossa fino a luglio
  • aprile - Dalla scissione dell'ala sinistra del Partito Comunista di Germania (KPD) sorta al congresso di Heidelberg del 20-23 ottobre 1919 nasce il Partito Comunista Operaio di Germania (KAPD)
  • 1º aprile - La Repubblica di Uhtua (Carelia) è occupata dai sovietici
  • 1º aprile - Il contingente americano abbandona Vladivostok
  • 3 aprile - Inizia la vittoriosa offensiva sovietica in Ucraina contro polacco-ucraini e bianchi che viene fermata solo il 25
  • 4 aprile - Viene dichiarato sciolto lo Stato russo che era stato creato nel settembre 1918, atto che formalizza la sconfitta generale dei bianchi e la vittoria definitiva dei sovietici in Russia; il 14 il Governo della Russia meridionale si installa a Feodosia e Vrangel' (appoggiato dalla Francia) prende il posto di Denikin (che va in esilio) al comando delle sue Forze armate; l'11 si nomina Presidente del neonato Consiglio russo (con sede nell'ambasciata russa a Costantinopoli e riconosciuto dai paesi occidentali come governo della Russia); come primo atto in relazione allo scioglimento dello Stato russo Vrangel' riconosce l'indipendenza e stabilisce relazioni con Ucraina, Georgia, e Polonia, ripudia lo zarismo ed instaura un governo democratico nella speranza di attirarsi le simpatie del PSR, di Machno, e di Petljura
 
Repubblica dell'Estremo oriente, con in colore chiaro le sacche bianche
  • 4 aprile - In Estremo Oriente siglato un armistizio tra i sovietici locali ed il Giappone; in conseguenza di ciò il 6 a Verchneudinsk su iniziativa dei comunisti locali, viene fondata la Repubblica dell'Estremo Oriente, filo-sovietica ma formalmente indipendente dalla RSFS russa e separata territorialmente da essa dalla persistente presenza militare giapponese lungo le sponde del Bajkal; comandante dell'esercito è Vasilij Georgievich Boldyrev; è riconosciuta dalla RSFS russa il 14 maggio
  • 4-5 aprile - Per vendicare i fatti del 12-15 marzo i giapponesi attaccano gli anarchici ucraini dell'estremo oriente a Nikolaevsk sull'Amur, e il 22 occupano la parte settentrionale di Sachalin
  • 6 aprile - Chabarovsk presa dai bianchi
  • 11 aprile - In seguito all'armistizio sovietico-giapponese del 4 l'Atamano Semënov fonda presso i confini con la Mongolia e la Manciuria lo Stato cosacco di Transbajkalia, che con i restaurati (dopo le annessioni di Kolčak del 1919) Stati-satellite di Buriazia-Mongolia di Dashi Sampilon e Repubblica Ucraina dell'Estremo Oriente di Boris Rostislavovič Chreščatickij e Jurij Kos'myč Hluško, la regione della Jacuzia di G. Ėfimov, e alcune sacche isolate, restano gli ultimi territori non ancora divenuti sovietici in estremo oriente; il 17 viene firmato un accordo russo-giapponese che stabilisce una "zona neutra" tra i due consistente praticamente dalle acque in disgelo del Bajkal fino allo sfocio nell'Amur del fiume Šilka, tuttavia il 24 maggio i negoziati tra giapponesi e sovietici vengono interrotti a causa della persistenza del sostegno giapponese a Semënov e dell'incidente di Nikolaevsk sull'Amur
  • 16 aprile - In previsione del Trattato del Trianon i tedeschi del Banato chiedono invano al Consiglio degli Ambasciatori che i territori ex-ungheresi occupati da Jugoslavia e Romania nella regione vengano riuniti e resi indipendenti come Repubblica di Banatia
 
Visualizzazione delle prospettive geopolitiche leniniane nella guerra sovietico-polacca
  • 18 aprile - Dopo mesi di scaramucce iniziate il 14 febbraio 1919, iniziano ora le vere ostilità nella guerra sovietico-polacca: i polacchi varcano nuovamente il confine ucraino ed il 1º maggio entrano a Vinnycja; il 21 Polonia e Ucraina (che si trova ora quasi tutta occupata dai russi sovietici) stipulano il Trattato di Varsavia, che oltre a confermare il confine sul fiume Zbruč, coinvolge l'esercito ucraino nella guerra sovietico-polacca e secondo il polacco Piłsudski dovrebbe rappresentare il primo passo verso la Międzymorze da lui bramata
  • 19-26 aprile - Dopo che il 16 marzo le potenze occupanti hanno chiuso il parlamento ottomano a Costantinopoli e prolungato indefinitamente i termini dell'occupazione di Costantinopoli, si svolge la Conferenza di Sanremo sulla spartizione dell'Impero ottomano, che conferma quanto stabilito nella Conferenza di Londra del 12-24 febbraio ma vi aggiunge le clausole della Dichiarazione Balfour; le risoluzioni sono accettate dal sultano Maometto VI ma rifiutate dai gruppi nazionalistici del Movimento Nazionale Turco di Mustafa Kemal Atatürk che accusano il sultano di arrendevolezza agli occupanti; il 23 aprile è inaugurata la Grande Assemblea Nazionale Turca ad Angora da Mustafa Kemal "Atatürk" che il 3 maggio è nominato primo ministro del Governo della Grande Assemblea Nazionale Turca; inizia la guerra civile turca tra i seguaci del Governo di Costantinopoli del sultano Maometto VI (Esercito del Califfo Süleyman Şefik Paşa creato il 18 aprile) e quelli del Governo di Angora di Atatürk (Armata della Grande Assemblea Nazionale Turca) - in seguito a questi eventi inizia la guerra franco-turca, e le offensive sovietiche verso i territori musulmani dell'ex Impero russo
  • 25-27 aprile - I polacchi sconfiggono i sovietici nella battaglia di Koziatyn e avanzano vittoriosi in Ucraina con l'appoggio del governo della Repubblica Popolare di Petljura prendendo Korosten', Radomyšl', Ovruch e il 26 Žytomyr; il 28 raggiungono la linea Černobyl'-Koziatyn-Vinnycja-confine romeno; il 6 maggio sono a Cerkva
  • 26 aprile - Il Khanato di Khiva (cui il 9 aprile 1919 la RSFS russa aveva confermato l'indipendenza) diventa Repubblica Sovietica Popolare di Corasmia (abdicazione dell'ultimo Khan Muhammad Qurban "Junaid Khan" ed ingresso dell'Armata Rossa avvenuta il 2 febbraio e fondazione del Partito Comunista della Corasmia il 4 aprile ad opera di Alimdzhan Akchurin), alla quale il 13 settembre 1920 viene confermata l'autonomia; sarà rinominata Repubblica socialista sovietica di Corasmia dal 20 ottobre 1923; il Khan aderisce alla rivolta dei basmachi per poi recarsi in esilio in Persia nel luglio 1923
  • 27 aprile - Invasione sovietica dell'Azerbaigian: Baku presa dall'Armata Rossa con uno sbarco navale, nasce la Repubblica Socialista Sovietica Azera ed è sciolta la Repubblica Democratica Azera; il conteso Nagorno-Karabakh viene inizialmente assegnato all'Armenia, con approvazione del Kavbiuro il 3 luglio, ma recalcitrando il 5 su insistenza di Stalin e del presidente del Comitato rivoluzionario azero Nariman Narimanov, nonostante le proteste del Partito Comunista Armeno - Ordzhonikidze inizia a preparare l'invasione dell'Armenia e della Georgia
  • 28 aprile - Annenkov e Dutov con i resti dei loro cosacchi dal Semireč'e fuggono a Kul'dža in territorio cinese; il 7 febbraio 1921 Dutov sarà ucciso a Shuiding dalla Čeka
  • maggio - Profilandosi un plebiscito sulla Slesia di Teschen, si inizia uno Stato di tensione tra Polonia e Cecoslovacchia
  • 6 maggio - I sovietici attraversano il fiume Dnepr a nord di Ekaterinoslav e il 27 si concentrano a Uman'
  • 7 maggio - Dopo un fallito colpo di stato nella Repubblica Democratica della Georgia ordito dal bolscevico Ordzhonikidze il 2-3 maggio, e scontri tra georgiani e sovietici sul fronte osseto (dove il 3 a Soči e Tuapse gli ultimi cosacchi del Kuban' si sono arresi definitivamente ai sovietici), la RSFS russa con il Trattato di Mosca riconosce l'indipendenza della Repubblica Democratica di Georgia; il 17 l'esercito georgiano può entrare in Ossezia meridionale (che si era dichiarata indipendente il 23 marzo come repubblica sovietica)
  • 8 maggio - Kiev cade in mano polacca; Vrangel' partendo dalla Crimea avendo già preso Mariupol' in aprile, ne approfitta per un effimero tentativo di riconquista bianca in direzione di Mosca e prende nel corso di giugno Berdyansk, Melitopol, e in luglio Ochakov; l'11 le Forze armate della Russia meridionale vengono ridenominate "Esercito russo" (da non confondere con l'"Esercito Russo" di Kolčak del 1918-19)
  • 10 maggio - Rivolta di maggio: incoraggiati dall'invasione sovietica dell'Azerbaigian ed appena fallito il colpo di stato in Georgia, è stavolta l'Armenia ad essere oggetto di un tentativo da parte dei bolscevichi armeni (il Partito Comunista Armeno, operando in segreto, è stato fondato a gennaio) iniziata ad Alexandropol (ora Gyumri) dove viene proclamato uno stato sovietico estendendosi a Kars e Sarikamis; viene soppresso dall'esercito armeno il 14, il partito comunista è bandito ed i suoi capi sono giustiziati
  • 14 maggio - Sul fronte bielorusso comincia la controffensiva sovietica (il 28 entrano a Babrujsk)
  • 16-20 maggio - Il IV Congresso panucraino dei Soviet si tiene a Charkiv
  • 19 maggio - In Baschiria scoppia la rivolta ("rivolta Burzjan-Tangaurovskoe") contro le politiche delle autorità centrali sovietiche appena introdotte nella regione; durerà fino all'inizio del 1921
  • 20 maggio - Krivoshein è nominato presidente del consiglio del Governo della Russia meridionale che era vacante dal 29 marzo dopo le dimissioni di Nikolay Mikhaylovič Melnikov
  • 21 maggio - La maggior parte della Carelia con Uhtua è presa dall'Armata Rossa; la capitale è spostata a Vuokkiniemi
  • 23-31 maggio - I giapponesi attaccano nuovamente gli anarchici ucraini dell'estremo oriente a Nikolaevsk sull'Amur: la città è rasa al suolo dagli anarchici in fuga e la popolazione evacuata con loro a Kerbi (nel Rajon imeni Poliny Osipenko); ciò comporta l'interruzione delle trattative di tregua in corso a Gongota (dato che gli anarchici dichiarano di agire in nome dei sovietici e come tali sono identificati dai giapponesi)
  • 27 maggio - Fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Tatarstan
  • 29-31 maggio - La vittoria polacco-ucraina nella battaglia di Volodarka consente la continuazione della loro fulminea avanzata verso est; il 2 giugno dopo la battaglia di Boryspil' l'intera Ucraina è occupata brevemente dall'esercito polacco. Il pericolo fa risorgere il patriottismo russo, per cui molti PSR ed ex zaristi (tra i quali degno di nota è il generale Brusilov), anche spinti da un'amnistia indetta per l'occasione da Lenin per chiunque avesse aderito al bolscevismo, si schierano da ora coi sovietici. Il contrattacco dell'Armata Rossa ricaccia subito indietro i polacchi
  • 31 maggio - Il comunista Marcel Cachin visita la Russia riportando al mondo irreali cronache entusiastiche
  • 1º giugno - La 5ª Divisione fucilieri polacca evacuata da Vladivostok giunge al porto di Danzica
  • 4 giugno - Il Trattato del Trianon sancisce le clausole della pace per l'Ungheria e ne definisce i confini (confini odierni eccetto una piccola area che sarà ceduta alla Cecoslovacchia nel 1947 presso Bratislava)
  • 4 giugno - Iniziano e perdurano fino al 3 settembre scontri tra italiani e indipendentisti albanesi a Valona. Il 15 giugno i francesi si ritirano dalla loro zona di occupazione in Albania (Coriza). Il 2 agosto viene abolito il Protettorato italiano dell'Albania
  • 6 giugno - Si tengono le Elezioni federali tedesche del 1920
  • 8 giugno - In Carelia è fondata la Comunità dei lavoratori careliani
  • 8 giugno - I sovietici osseti occupano Tskhinvali: la spedizione punitiva georgiana sotto il comando del colonnello Nikoloz Simonis dze Čcheidze dal 17 al 20 mette a ferro e fuoco la regione mettendo fine alla guerra georgiano-osseta
 
RSS persiana - dal 1917 i britannici occupano l'intera Persia
  • 9 giugno - Dopo l'invasione dell'Azerbaigian, raggiunto il confine in maggio i sovietici al comando dell'ammiraglio Raskolnikov e di Ordzhonikidze intendendo riprendere il possesso dei territori ivi persi dal 1917 effettuano uno sbarco navale in Persia a Bandar-e-Anzali (la piccola guarnigione britannica, impaurita, fugge ritirandosi a Menjil), città nella quale il 24 giugno il Partito della Giustizia (nato nel 1917 e che ha ha partecipato a Terza Internazionale nel 1919) viene rinominato in Partito Comunista dell'Iran da Haydar Khan e Amo-oghli, sulle rive del Mar Caspio e vi fondano la Repubblica Socialista Sovietica Persiana ("Repubblica di Gilan", con capitale Rasht, limitata alla zona costiera persiana sul mar Caspio ma con l'intenzione di fare dell'intera Persia uno Stato comunista) con il sostegno del Movimento costituzionalista del Gilan del comunista Mirza Kouchek Khan Jangali e dei suoi insorti Jangali ("Movimento dei silvicoltori") - contemporaneamente anche l'Azerbaijan iraniano si rivolta contro il governo di Teheran e proclama l'indipendenza come "Azadistan" con Mohammad Khiabani
  • 12-19 giugno - Rivolta anti-sovietica a Verny
 
giugno 1920
  • 13 giugno - Kiev ripresa definitivamente dall'Armata Rossa (per la martoriata città è il sedicesimo cambio di amministrazione in tre anni), e sua controffensiva verso Polonia e Crimea; il giorno seguente l'Armata Rossa prende la sede di Petljura, Zmerinka; Petljura si trasferisce prima a Proskurov e poi dal 21 a Kam"janec'-Podil's'kyj; il 19 Vinnycja ripresa dall'Armata Rossa
  • 21 giugno - La Conferenza di Boulogne stabilisce l'entità dei danni di guerra, da pagare in 42 comode rate annuali
  • 2 luglio - I negoziati ad Aleur tra giapponesi e sovietici locali indicono una tregua nella zona della riva destra del fiume Šilka e il 10 per la riva sinistra con le riprese dei colloqui a Gongota; il 3 l'Alto Comando giapponese ha rilasciato una dichiarazione sull'evacuazione delle sue truppe dalla Transbajkalia
  • 4-20 luglio - Continua la controffensiva sovietica verso la Polonia: l'esercito polacco in Ucraina arretra di oltre 300 km; a nord il 7 l'Armata Rossa varca la Beresina, l'11 entra a Minsk e vi rifonda la RSS Bielorussa, alla quale viene annessa la sacca della "Repubblica guerrigliera" Rudobelskaya (la successiva rinascita della "repubblica guerrigliera" sarà nel 1941) mentre l'esercito polacco ripiega entro la linea che raggiungeva nell'agosto 1919: a nord l'ex frontiera tra RSS lituano-bielorussa ed Ober Ost, e a sud la vecchia frontiera tra la Russia zarista e la Galizia austroungarica. Nella Tauride i bianchi sono respinti fino a Melitopol e si asserragliano sul Dnepr, punzecchiati continuamente dagli anarchici del Territorio Libero rinato in seguito all'occupazione polacca; nel corso del mese si svolgono pesanti combattimenti, con un'effimera breve riconquista bianca di Aleksandrovsk
  • 5-16 luglio - Conferenza di Spa, che dovrebbe risolvere le residue questioni rimaste aperte anche dopo i trattati del Trianon e di Saint-Germain; il 10 a causa dello stato di tensione nella Slesia di Teschen dovuto alla prospettiva di un plebiscito, Polonia e Cecoslovacchia rinunciano ad organizzarlo ed affidano la questione alla conferenza in corso; il 10 luglio durante la conferenza la Polonia accetta di riconoscere la linea Curzon come suo confine orientale
  • 6 luglio - Nazionalizzata la flotta mercantile del Caspio
  • 7 luglio - I britannici cedono l'Adjaristan (Repubblica del Caucaso sud-occidentale) alla Georgia
  • 7 luglio - Petljura proibisce i pogrom (nei 2 anni precedenti almeno 60.000 le vittime ebraiche)
  • 8 luglio - L'Armata Rossa conquistata tutta l'Ucraina entra in Galizia dove il 15 vi fonda la Repubblica Socialista Sovietica di Galizia (che nelle intenzioni corrisponderebbe al territorio dell'ex Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale)
  • 8 luglio - Dopo l'abolizione del blocco economico internazionale alla RSFS russa (16 gennaio), gli Stati Uniti ne annunciano un loro blocco commerciale
  • 9 luglio - A Kerbi gli anarchici ucraini responsabili dell'eccidio di Nikolaevsk sull'Amur di marzo sono giustiziati dai sovietici dell'estremo oriente
  • 11 luglio - I sovietici raggiungono la linea Curzon, e nonostante l'intimazione dell'Intesa a fermarsi, spavaldamente la varcano
  • 11 luglio - Si svolge il plebiscito sulla Prussia Orientale, che vota per rimanere tedesca (95%)
  • 11 luglio - Con gli incidenti di Spalato contro i dalmati italiani inizia la croatizzazione della Dalmazia
  • 12 luglio - Pace tra Lituania e RSFS russa (Pace di Mosca): la RSS Lituana viene ufficialmente abolita e la Russia riconosce l'indipendenza della Lituania e l'autorizza ad impadronirsi del territorio di Vilnius (che già apparteneva alla RSS lituano-bielorussa fino al 19 aprile 1919 e prima alla Lituania) e della regione di Suwałki (che invece apparteneva alla Polonia fin dalla sua indipendenza) fissando il confine solo fino a Štabinas lasciando non definito quello fino alla provincia tedesca della Prussia Orientale (Sudovia); il 14 l'Armata Rossa raggiunge il confine polacco-tedesco in Prussia oltrepassando Vilnius (dalla quale l'esercito polacco ha sgomberato) senza entrarvi, lasciando prenderne possesso alla Lituania come da accordi della pace di Mosca
  • 14 luglio - Inizia la ribellione anti-sovietica guidata da Aleksandr Sapožkov nelle provincie di Samara e Saratov; soppressa a settembre
  • 15 luglio - Riforma agraria in Polonia
  • 15 luglio - L'Accordo interinale sul ripristino delle comunicazioni tra Lettonia e Germania segna il ripristino delle relazioni tra i due paesi interrotte il 23 novembre 1919
  • 16 luglio - In osservanza del Trattato di Saint-Germain l'Austria riconosce l'autorità della Cecoslovacchia sulla Rutenia
  • 18 luglio - Con la firma dell'Accordo Gongota sulla zona neutra (da Gongota a Sochondo) i giapponesi iniziano il ritiro dalle sponde orientali del Bajkal che ancora dividevano territorialmente la RSFS russa dalla Repubblica dell'estremo oriente (la quale si impegna a non mettere il comunismo nel quadro del suo sistema sociale e a non importunare i cittadini giapponesi); il 25 inizia l'evacuazione delle truppe giapponesi dalla regione del Bajkal
  • 19-29 luglio - Sejny, Augustów, e Suwałki prese dai sovietici e consegnate alla Lituania il 26 agosto; nei giorni seguenti vengono esercitate pressioni internazionali per far restituire l'area alla Polonia e per fare tornare lo status quo ante bellum ai confini tra i due stati, rifiutate dal governo lituano; al congresso di Parigi viene proposta la Linea Foch a dividere la Polonia e la Lituania che se vergata su base etnica avrebbe però assegnato anche Vilnius alla Polonia
  • 19 luglio-7 agosto - Si tiene a Mosca il II Congresso dell'Internazionale Comunista nel quale su volere di Trockij si stigmatizza esplicitamente il riformismo ed il fabianesimo coi 21 punti di Lenin, atto che determina nel corso dei mesi seguenti la scissione dei massimalisti dai partiti socialisti nel resto del mondo, con la nascita dei vari partiti comunisti; in seguito all'additamento dell'alleanza con le infide forze social-democratiche come causa della mancata diffusione del comunismo oltre i confini russi, viene stigmatizzata la linea presa dal precedente congresso ("democrazia sovietica"), per cui ritorna in auge il concetto di "dittatura del proletariato" e si stabilisce la forma di partito come "centralismo democratico" alla quale deve attenersi un partito per poter ricevere la patente di comunista, che verrà fornita ad un solo partito per nazione (in seguito a ciò il 22 settembre al suo VI congresso il fedele Partito Comunista Rivoluzionario si scioglierà ed i suoi membri aderiranno al PC russo; idem il vecchio partito Unione dei socialisti-rivoluzionari-massimalisti nato nel 1906). Nel corso del congresso viene presentata l'opera L'estremismo, malattia infantile del comunismo nella quale Lenin anticipa l'abbandono del comunismo "di guerra" (verrà accusato di rivelare in esso per l'ennesima volta la sua originaria impostazione populista dopo il suo personale "aggiornamento" della teoria marxista contenuto nel testo del 1916 "L'Imperialismo, fase suprema del capitalismo")
  • 20 luglio - In Siberia occidentale (territorio che finora non ha ancora conosciuto le requisizioni sovietiche) il governo emana un decreto che intima di consegnare il grano arretrato a partire da giugno 1918: di conseguenza inizia una vasta rivolta contadina con epicentro Tobol'sk ("Vandea siberiana")
  • 21 luglio - Giunge in Polonia la missione interalleata di Maxime Weygand allo scopo di organizzare la difesa dall'Armata Rossa; nei paesi occidentali si diffonde il timore di una nuova guerra mondiale - fino a settembre gli scioperi nei porti bloccano i rifornimenti destinati alla Polonia: culmine del biennio rosso
  • 24 luglio - A Smolensk viene creato il Comitato rivoluzionario provvisorio polacco (Polrevkom, guidato da Julian Marklewski), con lo scopo di di stabilire una repubblica socialista sovietica polacca, con sede nel vagone di un treno (spostatosi poi a Minsk, Vilnius, e a Białystok il 30 luglio); a fine luglio l'Armata Rossa prende Hrodno dopo un accanita battaglia, le forze polacche sfuggono all'accerchiamento ritirandosi oltre la linea dei fiumi Bug Occidentale e Narew, ed il 1º agosto con l'entrata dell'Armata Rossa a Brest-Litovsk viene dichiarata la Repubblica Socialista Sovietica Polacca; il 26 in Galizia l'Armata Rossa prende Ternopil' e vi installa il governo della RSS di Galizia con presidente Volodymyr Petrovyč Zatons'kyj
  • 28 luglio - La conferenza di Spa conferma lo statu quo raggiunto nella Slesia di Teschen dopo la guerra polacco-cecoslovacca ovvero la cessione dalla Polonia alla Cecoslovacchia della parte di Slesia di Teschen fino al fiume Olza (da cui il nome Zaolzie) con le altre aree contese Orava e Spiš (per le quali viene però previsto lo svolgimento di un plebiscito)
  • 28 luglio-10 agosto - Avanzando in Azerbaigian Nagorno-Karabakh, Nakhichevan (occupato dalla Turchia da marzo), e Zangesur occupati dall'Armata Rossa, che nel territorio già della Repubblica di Aras crea la Repubblica Socialista Sovietica del Nakhichevan
  • 31 luglio - In seguito ai negoziati del 2 luglio il fronte tenuto da aprile dai cosacchi di Semënov è evacuato (Sretensk è evacuata il 5 agosto e Nerčinsk il 13); il 17 le autorità locali riconoscono l'autorità della Repubblica dell'Estremo Oriente, e l'Armata Rossa dell'estremo oriente avanza ora lungo l'Amur verso Chabarovsk; Semënov cerca ora un accordo con i Kappelevcij rimasti nel territorio del Primorsky Zemstvo di N. P. Pumpjanskij, senza però arrivare a concluderlo
  • 2 agosto - Italia e Albania firmano un accordo sull'evacuazione delle truppe italiane da Valona e sul trasferimento di Saseno all'Italia
 
Kraj sud-orientale della RSFS russa (arancio) - Repubblica sovietica delle montagne (giallo) - Daghestan + Terek (verde) - in bianco sopra il Daghestan-Terek: la Calmucchia
  • 3 agosto - Fine ufficiale della guerra romeno-ungherese
  • 4 agosto - Dopo aver ricevuto la promessa di supporto dai cosacchi di Don, Kuban', Terek, Volga, e Astrachan', dalla Crimea Vrangel' (che il 22 luglio ha creato una federazione nei territori ancora tenuti dai bianchi: Crimea, Tauride, e Zaporižžja) tenta uno sbarco a Novorossijsk, ma è respinto dai sovietici e il 24 si reimbarca per la Crimea
  • 6 agosto-6 settembre - Si svolge la conferenza Bulduri nel tentativo di creare un'alleanza ("Międzymorze") tra Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia, Polonia, e (dal 20 agosto) Repubblica Popolare Ucraina in funzione anti-sovietica
  • 7 agosto - Dall'unione dei territori del Don e del Kuban' a quello di Stavropol' e del Mar Nero viene istituito il Kraj sud-orientale della RSFS russa
  • 8 agosto - In Austria nasce il Partito Popolare Tedesco (estrema destra)
 
Trattato di Sèvres
  • 10 agosto - Il sultano ottomano firma il Trattato di Sèvres sui confini turchi, che però viene rifiutato dall'Esercito del Califfo che sta combattendo nella guerra civile contro i nazionalisti di Atatürk; in virtù di ciò, il califfo decide di arrendersi e consegnare le sue forze ad Atatürk il quale l'8 novembre organizza la difesa nazionale fondendo "Armata della Grande Assemblea Nazionale Turca" ed "Esercito del Califfo" assieme nel Türk Kara Kuvvetleri: terminata la guerra civile, ha inizio la guerra d'indipendenza turca (che già sta combattendo contro la Grecia dal 1919 e la Francia da maggio)
  • 11 agosto - L'Armata Rossa raggiunge la riva orientale della Vistola, alle porte di Varsavia - tra il 13-25 Battaglia di Varsavia, i sovietici non riescono ad avanzare oltre e sono respinti; mentre il 22 la Polonia entra nella regione di Suwałki inizia la rivolta di Sejny; in seguito alla controffensiva polacca il Comitato rivoluzionario provvisorio polacco retrocede a Minsk il 22 agosto, per venir sciolto poco dopo
 
massima avanzata sovietica in Polonia
  • 11 agosto - Pace di Riga tra Lettonia e RSFS russa; l'area di Ostrov è ceduta alla Lettonia
  • 14 agosto - La firma del trattato di assistenza reciproca tra Cecoslovacchia e Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (Jugoslavia) rappresenta il primo di una serie di accordi per la costituzione dell'anti-ungherese Piccola intesa caldeggiata dalla Francia
  • 16-20 agosto - Al Supremo Tribunale Rivoluzionario a Mosca si tiene il processo ai "contro-rivoluzionari e membri più attivi" del "Centro Tattico" di Mel'gunov (28 persone, di cui 19 condannati a morte), il primo grande processo sovietico
  • 19 agosto - Sventato definitivamente il rischio del ritorno coi bianchi degli odiati pomeščiki, nella regione di Tambov partendo da Kamenka inizia una rivolta contadina ("antonovščina") guidata da Aleksandr Antonov contro le requisizioni annonarie del governo sovietico che durerà quasi un anno; analoga rivolta inizia a Medvyn in Ucraina, dove presso Čyhyryn viene fondata anche l'anti-sovietica Repubblica di Cholodnyj Jar
  • 19 agosto - Vrangel' è presidente del governo della Russia meridionale e dell'Esercito Russo e Krivošein presidente del consiglio
  • 19-25 agosto - 2ª rivolta della Slesia
  • 24 agosto - A Khada Bulak Semënov e i rappresentanti del Consiglio Popolare del Territorio marittimo (bianchi Kappelevcij) firmano un accordo sulla riunificazione di Territorio marittimo e Transbajkalia sotto la guida del governo del Territorio marittimo; a settembre Semënov trasferisce i poteri civili alla nuova Assemblea Orientale-Transbajkalica
  • 26 agosto - L'Autonomia di Alash viene sciolta e convertita in Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Kirghiza (dichiarati aboliti nel contempo i vecchi oblast' di Akmolinsk e Semipalatinsk, e poco dopo quelli del Turgay e degli Urali); Orenburg passa dalla Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Baschiria alla Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Kirghiza e ne diviene la capitale
  • 28-31 agosto - Ultima grande battaglia di cavalleria della storia, tra sovietici e polacchi: l'esercito polacco raggiunge il confine del territorio ex-polacco ceduto dai sovietici alla Lituania dopo la Pace di Mosca e vi entra scontrandosi coi lituani e fermandosi solo sulla linea Foch stabilita dal congresso di Parigi
  • 30 agosto - In osservanza del trattato di Saint-Germain, la Romania consegna alla Cecoslovacchia tutte le aree occupate in Rutenia (tra cui l'ex Repubblica huzula) eccetto Sighetu Marmației che è lasciata alla Romania
  • 31 agosto - Il primo carro armato di fabbricazione sovietica esce dallo stabilimento di Sormovsk
  • settembre - Congresso di Baku per la liberazione dei popoli dell'Oriente
  • 1º settembre - L'esercito polacco varca la Linea Foch allo scopo di prendere anche Vilnius: inizia la guerra polacco-lituana - tra il 2-4 l'esercito lituano respinge l'attacco polacco verso Vilnius e riprende Augustów e Sejny (termina così la rivolta di Sejny), ma con la vittoria nella battaglia del Niemen (tra il 5-15) i polacchi riprendono entrambe le città il 9, ma non riescono a prendere Vilnius; fino al 27 settembre si susseguono gli scontri nella zona durante la controffensiva polacca contro l'Armata Rossa, che è ricacciata su tutto il fronte
 
guerra polacco-lituana
  • 2 settembre - L'Armata Rossa che in Galizia si approssima a Leopoli viene fermata dalle forze polacco-ucraine
  • 2 settembre - Da Vladivostok (in questo momento sotto i sovietici dell'estremo oriente) partono gli ultimi della Legione Ceca
  • 7 settembre - Un decreto del Sovnarkom stabilisce e regolamenta la libertà di impresa artigiana
  • 10 settembre - Fondazione del partito comunista turco
  • 15 settembre - A Nerčinsk si tiene il congresso dei lavoratori del Trans-Bajkal orientale, che ha adottato una dichiarazione sul riconoscimento della Repubblica dell'Estremo Oriente ed eletto comitato regionale rivoluzionario popolare
  • 21 settembre - La RSFS russa chiede l'armistizio alla Polonia e scioglie il governo della Repubblica Socialista Sovietica di Galizia (in esilio a Kiev dopo che il 15 i polacchi hanno ripreso Ternopil') e la Repubblica Socialista Sovietica Polacca
  • 22-25 settembre - IX Conferenza del Partito Comunista Russo (bolscevico) - viene creata la Commissione centrale di controllo (che inizierà ad operare dal 16 marzo 1921 affidata a Nogin)
  • 24 settembre - Riforma agraria in Lettonia
  • 24 settembre - La Repubblica Socialista Sovietica del Turkestan si vede confermare dalla RSFS russa l'autonomia e con Isaak Grigor'evič Sol'c diventa Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Turkestan come parte della RSFS russa
  • 24 settembre - In conseguenza al Trattato di Sèvres che assegna una larga parte di Anatolia all'Armenia, inizia la guerra turco-armena; il 30 ottobre i turchi riprendono Kars all'Armenia
  • 25-27 settembre - Congresso clandestino del PSR a Mosca, che sull'onda dell'antonovščina decide la ripresa della lotta contro il bolscevismo dopo la sua virata pro-bolscevica di giugno
  • 28 settembre - I polacchi a nord varcano il fiume Niemen
  • 30 settembre - Trattato di unione tra RSFS russa e RSS azera
  • 1º ottobre - Le unità del "barone pazzo" Roman von Ungern-Sternberg in disaccordo coi giapponesi si separano dall'esercito di Semënov e dal loro feudo sui monti Jablonovyj attraversano il confine con la Mongolia presso il villaggio di Ust-Bukukun con l'obiettivo di liberare la Mongolia dai cinesi (ai quali l'ha ceduta il governo sovietico il 17 novembre 1919) e ripristinarvi il protettorato russo bianco
  • 4 ottobre - Memel con la Lituania Minore è dichiarata città libera (territorio di Memel) da parte del Consiglio degli Ambasciatori, sotto controllo francese
  • 7 ottobre - Con l'Accordo di Suwałki termina la guerra polacco-lituana: con l'accettazione della Linea Foch non etnica come confine di stato de facto tra i due stati, Vilnius rimane alla Lituania. Il 9 irregolari polacchi che rifiutano l'accordo occupano Vilnius (Ammutinamento di Żeligowski) con la tacita approvazione di Piłsudski e vi fondano la Repubblica della Lituania Centrale - l'11 e 16 dicembre la RSFS russa invia note di protesta alla Polonia contro tale atto
  • 8 ottobre - L'Emirato di Bukhara (cui il 25 marzo 1918 la RSFS russa aveva confermato l'indipendenza) diventa Repubblica Sovietica Popolare di Bukhara (abdicazione dell'ultimo emiro Sayyid Muhammad `Alim Khan ed ingresso dell'Armata Rossa avvenuta il 2 settembre), alla quale il 4 marzo 1921 viene confermata l'autonomia; sarà rinominata Repubblica socialista sovietica di Bukhara dal 19 settembre 1924; l'emiro aderisce alla rivolta dei basmachi prima a Dušanbe per poi recarsi in esilio in Afghanistan il 5 marzo 1921
  • 14 ottobre - La pace tra Finlandia e RSFS russa (Pace di Tartu) mette fine alla prima guerra sovietico-finlandese: in Carelia il 20 dicembre viene abolito il Governo di Olonets ed annesso alla Comunità dei lavoratori careliani (in Finlandia viene creato un governo careliano in esilio dalla fusione dei governi di Olonets e di Uhtua); il 31 dicembre la Finlandia cede Porajärvi e Repola ma riceve Petsamo
  • 15 ottobre - I polacchi entrano nuovamente a Minsk; il 18 la Polonia accetta l'armistizio chiesto dalla RSFS russa il 21 settembre: terminano le ostilità nella guerra sovietico-polacca e di conseguenza Trockij è costretto a mettere da parte i suoi piani di rivoluzione mondiale. Tuchačevskij (comandante militare del fronte nord) accusa Stalin (commissario politico del fronte sud, a fianco del comandante militare Aleksandr Il'ič Egorov) di aver dolosamente sabotato le operazioni nella sua zona di operazioni ed essere quindi responsabile volontario della disfatta. È riconosciuta l'annessione alla Polonia del territorio della disciolta Repubblica Socialista Sovietica di Galizia; l'Armata Rossa può così ora rivolgersi interamente al fronte sud contro l'"Esercito Russo" di Vrangel' che sta marciando verso Mosca; Vrangel' (che il 30 accentra nel Consiglio russo i poteri del Governo della Russia meridionale dichiarandolo sciolto e quindi succedendo a Krivošein come Presidente e facendone l'ultimo governo ufficiale bianco della Russia) accusa Piłsudski di tradimento e stipula ora un accordo diretto con Petljura; anche la Georgia avverte il pericolo. Al contempo stipulato nuovo accordo di alleanza tra i sovietici e gli anarchici di Machno, che attaccano i bianchi a Uman'
  • 17 ottobre - Elezioni in Austria per il Consiglio nazionale (in sostituzione dell'Assemblea nazionale costituente): i socialdemocratici perdono il potere in favore dei cristiano-sociali (ma mantengono saldamente il potere locale nella "Vienna rossa") - il 10 novembre è istituito il Presidente federale dell'Austria (dal 9 dicembre Michael Hainisch fino al 1928)
  • 19 ottobre - I giapponesi concludono il ritiro dalla Transbajkalia e da Chabarovsk; il 22 le truppe della Repubblica dell'Estremo Oriente prendono Čita, e vi spostano la loro capitale da Verchneudinsk; lo Stato cosacco di Transbajkalia è soppresso; l'esercito dell'Estremo Oriente di Semënov si ritira in Manciuria ed il Governo del confine orientale russo viene sciolto il 28, quando i tre governi bianchi (governo Transbajkal, governo Amur, governo Marittima, dal 24 agosto riuniti nell'Assemblea Orientale-Transbajkalica) cedono i loro poteri alla Repubblica dell'Estremo Oriente; il 5 novembre è abolita la Repubblica ucraina dell'estremo oriente
  • 20 ottobre - Sciopero generale in Romania
  • 26 ottobre - Ungern-Sternberg assalta Urga, respinto, ripete l'assalto il 2 novembre
  • 28 ottobre - L'esercito della Lituania attacca la Lituania Centrale; la Polonia in rispetto dell'Accordo di Suwałki non si immischia
  • 28 ottobre - Il Trattato di Parigi ratifica il passaggio definitivo di Bessarabia e Bucovina alla Romania: nascita ufficiale della Grande Romania, provoca proteste russe
  • novembre - Si inasprisce la discussione sul ruolo dei sindacati e sulla loro eventuale statalizzazione (che implicherebbe la fine di ogni forma di autogestione) come complemento inalienabile alla militarizzazione del lavoro affidata al Glavkomtrud dal 20 maggio ed ora regolata da recenti (29 gennaio, 8 e 17 giugno) decreti "sulla coscrizione universale del lavoro", "sulla gratificazione del lavoro con premi", e "sui regolamenti salariali" - essa apre un insanabile dissidio tra le fazioni di Lenin-Stalin-Zinov'ev e quella di Trockij e Bucharin; coi primi si schierano anche Kamenev e Rykov, coi secondi Kollontaj e Šljapnikov, ma anche altre fazioni minori si creano in questo critico frangente, aprendo il problema del frazionismo; tra esse la principale il gruppo di centralismo democratico, formatasi all'VIII congresso del partito (marzo 1919) dal precedente gruppo dei Comunisti di sinistra nato nel gennaio 1918 come fazione difensista e contraria alle deviazioni capitalistiche (busta paga, taylorismo, e managerialismo) nella gestione delle imprese statali, propendendo essi invece per un sistema di gestione collettiva esercitato dai rappresentanti dei sindacati (avversato dall'intellighenzia in considerazione che in un paese comunista i sindacati assumono una connotazione anarchica) sulla base del "Decreto sul controllo operaio" del 27 novembre 1917
  • 1 novembre - Elezioni parlamentari in Grecia del 1920 - il 22 si tiene un referendum sul ritorno di re Costantino I (in seguito alla morte di suo figlio il 25 ottobre, il re Alessandro, ucciso da una scimmia) detronizzato nel 1917: vince il si col 99%; il 18 Venizelos è sostituito da Dimitrios Rallis a primo ministro
  • 4 novembre - Fondate la Repubblica dei Mari, la RSSA Udmurtia, e l'Oblast' autonoma Calmucca (alla quale è unita quella di Astrachan'), tutti nella RSFS russa
  • 11 novembre - L'Armata Rossa con il sostegno attivo dei machnovisti irrompe in Crimea (ultima roccaforte delle forze bianche nella Russia meridionale) il 7 dopo aver varcato la testa di ponte strategica sulla riva sinistra del Dnepr a Kachovka e raggiunto l'8 la linea difensiva "Jušunskaja" sull'istmo di Perekop a Čonhar; dopo la morte del generale Vladimir Zenonič Maj-Maėvskij, il 13 inizia l'evacuazione via mare dei bianchi dalla Crimea (100.000 persone; Vrangel' parte il 16); l'Armata Rossa entra il 13 a Simferopoli, il 14 a Feodosia, il 15 a Sebastopoli, il 16 a Kerč, il 17 a Jalta
  • 12 novembre - Firma del trattato di Rapallo tra Italia e Jugoslavia, viene fissato il confine tra i due paesi e istituito lo "Stato libero di Fiume"
  • 15 novembre - La Società delle Nazioni tiene la sua prima assemblea generale
  • 17 novembre - La RSFS russa, seppur appena cessato il fuoco con la Polonia, in virtù dell'apparente disinteresse polacco propone aiuto militare ai lituani secondo l'accordo della pace di Mosca del 12 luglio, che però rifiutano
 
In giallo la Repubblica Socialista Sovietica Federativa delle Montagne col Daghestan
  • 17 novembre - Dal territorio dell'ex Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale e quello del Terek (conquistati completamente dai sovietici da giugno) viene creata la Repubblica Socialista Sovietica Federativa delle Montagne alla quale viene aggregata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Daghestan creata il 13
  • 18 novembre - L'Armata Rossa prende di nuovo Proskurov; Petljura con i suoi ministri e l'esercito si ritira in esilio a Tarnów nel territorio polacco; dal 3 febbraio 1921 l'"esilio" del governo ucraino viene considerato stabile, e si sposterà in Austria nel 1923; il 21 le truppe ucraine di Petljura schierate sulla riva orientale del fiume Zbruč vengono attaccate dall'Armata Rossa e ricacciate nel territorio oltre il confine polacco dove vengono internate in virtù dell'armistizio russo-polacco
  • 18 novembre - Il contrattacco dell'esercito della Lituania Centrale verso la Lituania giunge nei pressi di Kavarskas, minacciando così quella che era la nuova capitale lituana Kaunas, ma si rivela effimero e sono subito fatti retrocedere; da questo momento vige una tacita tregua
  • 22 novembre - Ritiro via mare degli ultimi bianchi dalla Crimea che viene annessa definitivamente dai sovietici; l'"Esercito russo" viene sciolto; le navi vengono sbarcate a Costantinopoli, da dove attraverso la Bulgaria gli esuli (150.000 persone) raggiungeranno la Jugoslavia, e da qui si disperderanno in giro per il mondo
  • 23 novembre - L'Armata Rossa di Frunze, sconfitto Vrangel' e pacificatasi con la Polonia, viola l'accordo del 15 ottobre e attacca il Territorio Libero; contemporaneamente nel corso di dicembre in seguito all'armistizio russo-polacco avviene una rivolta anti-sovietica nei territori bielorussi sgomberati dall'esercito polacco (rivolta di Slutsk)
  • 26 novembre - Lenin parla per la prima volta di riallacciare rapporti commerciali con l'estero
  • 28 novembre - Elezioni per l'Assemblea costituente del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni
  • 29 novembre - E' indetta la nazionalizzazione delle piccole imprese (quelle grandi e medie sono nazionalizzate dal 28 giugno 1918)
  • 29 novembre - Invasione sovietica dell'Armenia: l'Armata Rossa provenendo dalla RSS azera entra nella Repubblica Democratica di Armenia, che presa tra due fuochi e già sconfitta da precedenti conflitti regionali non è in grado di opporre resistenza, si arrende ed è costretta ad addivenire ad armistizio anche coi turchi e con gli azeri: termina così la guerra turco-armena e armeno-azera: con la pace firmata il 2 dicembre (Trattato di Alessandropoli) la Turchia riguadagna la linea di confine prebellica, l'Armenia perde i territori anatolici che gli erano stati assegnati dalla pace di Sèvres ma si vede confermare il possesso di Nagorno-Karabakh, Nakhichevan, e Zangesur (prima inglobati nell'Azerbaigian in quanto occupati assieme ad esso dall'Armata Rossa) confermando il decreto del Kavbiuro del 3 luglio e perciò sconfessando quello successivo di Stalin che li assegnava all'Azerbaigian; il 25 dicembre la resistenza armena di Garegin Ter-Harutyunyan nei territori assegnati alla Turchia fonda la Repubblica di Syunik con capitale Tatev che si dichiara parte dell'Armenia
  • 4 dicembre - E' stabilito che dal 1° gennaio 1921 il razionamento nella RSFS russa sarà totalmente gratuito
  • 4-7 dicembre - Durante il congresso congiunto del Partito comunista di Germania e dell'ala sinistra (scissasi ad ottobre) del Partito socialdemocratico indipendente (USPD), creazione del Partito comunista unito di Germania (l'ala destra dell'USPD nel 1922 si riunirà al SPD dal quale l'USPD si era scisso nell'aprile del 1917; un gruppo raccolto intorno a Theodor Liebknecht rifiuterà la confluenza e manterrà in vita l'USPD, che otterrà solo lo 0,8% nelle elezioni del maggio 1924 ed in seguito assieme a vari gruppi e personalità del marxismo e del socialismo rivoluzionario, nel 1931 concorrerà a costituire il Partito Socialista dei Lavoratori della Germania); KPD e SPD si fonderanno nel 1946 nel Partito di Unità Socialista di Germania (SED)
  • 5 dicembre - La Repubblica dell'Ingria settentrionale annessa alla Russia in osservanza alla Pace di Tartu del 14 ottobre; il 10 l'intera Carelia è occupata dall'Armata Rossa, il governo careliano va in esilio in Finlandia
  • 7 dicembre - Riforma agraria in Ungheria
  • 8 dicembre - Inizia il trasferimento della flotta bianca "di Vrangel'" con residui 5.400 rifugiati da Costantinopoli a Biserta in Tunisia (acconsentita dalla Francia l'1), completata a febbraio 1921
  • 11 dicembre - Il Priamur'e incorporato nella Repubblica dell'estremo oriente
  • 11 dicembre - La Čeka diffonde un preoccupante rapporto sulle rivolte contadine in corso
  • 15 dicembre - L'Austria è ammessa alla Società delle Nazioni
  • 17 dicembre - La Società delle Nazioni riconosce la sovranità del Principato d'Albania
  • 19 dicembre - La Provincia di Zara è annessa all'Italia
  • 20 dicembre - Creato il Dipartimento degli Esteri (INO) della Čeka, diretto da Jakov Davydov
  • 21 dicembre - Dopo le elezioni parlamentari in Estonia del 1920 (Partito Laburista Estone di Otto Strandman primo partito col 21,1% dei voti) del 29 novembre, entra in vigore la Costituzione dell'Estonia (scritta il 15 giugno) - primo "Anziano dello Stato" (riigivanem) è il Primo ministro laburista Ants Piip - dal 25 gennaio 1921 sarà Konstantin Päts
  • 22-29 dicembre - VIII Congresso panrusso dei Soviet; Gleb Kržižanovskij presenta il piano GOELRO, primo piano industriale, incentrato sull'elettrificazione della Russia (approvato poi il 31 ottobre 1922)
  • 24 dicembre - "Natale di sangue", in seguito al trattato firmato il 12 novembre a Rapallo le truppe italiane entrano a Fiume cacciandone i militanti dannunziani; D'Annunzio parte il 18 gennaio 1921
  • 28 dicembre - Trattato di unione tra RSFS russa e RSS ucraina

1921Modifica

  • gennaio-febbraio - Con un ultimo effimero guizzo liberticida in economia, una serie di retate della Čeka fanno chiudere i mercatini rionali
  • gennaio-marzo - Petljura dal suo esilio in Polonia prepara una grande rivolta anti-sovietica per aprile-maggio
  • 16 gennaio - Trattato di unione tra RSFS russa e RSS bielorussa
  • 20 gennaio - La RSFS delle Montagne diviene RSSA della RSFS russa e le viene scisso il territorio del Daghestan al quale venendo aggregato il territorio del Terek dalla RSFS russa diventa RSSA del Daghestan; vengono ridefiniti anche i confini della RSSA kirghisa (lo saranno nuovamente il 10 giugno e il 1º ottobre)
  • 24-27 gennaio - Nell'Alikovskij rajon scoppia una rivolta contadina anti-sovietica (rivolta Chappanskoe)
  • 26 gennaio - L'Intesa riconosce la Lettonia
  • 28 gennaio - Il presidente del Partito comunista turco Mustafa Subhi e 14 membri del Comitato centrale del Partito comunista americano sono annegati nel Mar Nero vicino a Trabzon dalla polizia turca
  • 31 gennaio - Si allarga ("Rivolta di Tjumen'") la rivolta contadina in Siberia occidentale ("Vandea siberiana") iniziata il 20 luglio 1920 per via dell'assurda pretesa sovietica di consegnare il grano arretrato a partire da giugno 1918 - perdurerà fino alla fine del 1922
  • 2 febbraio - Sconfitti i nemici esterni ma sull'orlo del collasso interno, in un'accesa seduta del Politburo viene proposto un cambiamento in senso liberista delle politiche economiche già caldeggiato da un anno da Trockij ma stavolta con fautore Bucharin (con una capriola ideologica essendo egli il medesimo che pianificò il comunismo di guerra, confermandosi vera eminenza grigia politica del governo di Lenin), suggerite da Nikolaj Dmitrievič Kondrat'ev; il 4 Lenin ordina la fine delle requisizioni in alcune province e l'8 conferma e preannuncia l'attuazione della mozione di Bucharin (definita "il crollo delle nostre illusioni" dallo stesso). Trockij ora se ne dice contrario poiché non corrispondenti a quelle da lui intese. In virtù di ciò il 22 dal VSNCh viene decretato il Gosplan, affidato a Kržižanovskij (già direttore del piano GOELRO)
  • 3-10 febbraio - Ribellione Yampolsky presso Mohyliv-Podil's'kyj e Černivci in Bucovina da parte dei contadini "per il potere sovietico senza i comunisti e il Comune"
  • 4 febbraio - Ungern-Sternberg prende Urga ai cinesi
  • 5 febbraio - Verny ribattezzata Alma-Ata
  • 14 febbraio - Firmato un trattato di pace e amicizia tra Lituania e RSS ucraina
  • 15 febbraio - Invasione sovietica della Georgia: nonostante il trattato di Mosca del 7 maggio 1920 col quale i due paesi si riconoscevano reciprocamente, l'Armata Rossa dall'Azerbaigian entra nella Repubblica Democratica di Georgia; il 25 entrano a Tbilisi e viene proclamata la Repubblica Socialista Sovietica Georgiana. Il 4 marzo Sukhumi è occupata dai sovietici e vi viene proclamata la Repubblica Socialista Sovietica di Abcasia, mentre dall'altro lato il 7 i turchi entrano in Adjaristan e l'11 occupano Batumi. Il 10 marzo con la presa di Kutaisi la conquista della Georgia è completa. Lenin favorisce alla Georgia una certa autonomia in particolare mantenendo l'opposizione menscevica, notando la loro notevole forza (alle elezioni del 14 febbraio 1919 per l'Assemblea costituente georgiana il Partito Menscevico di Noe Zhordania ottenne l'81,5% dei voti) a fronte della posizione debole dei bolscevichi, e timoroso delle conseguenze internazionali (dati i rapporti che la Georgia aveva tessuto con molti paesi) e della possibile crisi con la Turchia kemalista - da ciò inizia un primo dissidio tra lui e Stalin ("affare georgiano") il quale invece sollecita l'immediata sovietizzazione del suo paese natale ed inizia agendo in segreto ad attuarvi una progressiva influenza che culminerà col suo arrivò a Tbilisi i primi di luglio ("conferenza di Tbilisi"); il 21 vi è riaperta l'ambasciata armena; al contempo inizia un'insurrezione antisovietica in Armenia, con epicentro Erevan ("Rivolta di febbraio") da parte della Federazione rivoluzionaria armena nazionalista, che il 17 prende Ashtarak, Ejmiatsin, Garni, e Hrazdan; il 18 entra a Erevan - i bolscevichi e l'Armata Rossa si ritirano ad Artashat, da dove il 27 tentano di riprendere Erevan, ma il 1 marzo sono costretti a rinunciare
  • 19 febbraio - Siglata alleanza tra Polonia e Francia
  • 21 febbraio - Si apre la prima parte della II conferenza di Londra per rivedere il trattato di Sèvres; sospesa il 12 marzo con un nulla di fatto
  • 24 febbraio - Lenin lancia una furiosa invettiva contro "il banditismo kulako" a suo dire fomentato dagli esuli del PSR; il 25 in seguito agli scioperi operai ("crisi del combustibile") che per l'intero mese hanno scombussolato Pietrogrado e Mosca è proclamato lo stato d'assedio a Pietrogrado e sono eseguite dalla Čeka retate di membri del PSR
  • 25 febbraio-3 marzo - V Congresso panucraino dei Soviet a Charkiv
  • 26 febbraio - Dopo che Reza Pahlavi ha marciato su Teheran con la sua brigata cosacca e messo al governo Zia Tabatabai, pace tra Persia e RSFS russa, con la rinuncia a tutte le concessioni ottenute in loco dal regime zarista e affermazione alla non ingerenza reciproca; il 6 aprile viene concluso un trattato di amicizia sovietico-persiana
  • 27 febbraio - A Vienna è fondata l'Unione dei Partiti Socialisti per l'Azione Internazionale, antagonista all'Internazionale comunista
  • 1º-17 marzo - Dopo che per l'intero mese di febbraio scioperi hanno scombussolato Pietrogrado e Mosca determinandone la messa in stato d'assedio, a Kronštadt parte una rivolta antisovietica ad opera dei marinai; Lenin la definisce "una delle situazioni più pericolose affrontata finora, indubbiamente più pericolosa di Denikin, Judenich e Kolchak messi insieme"; il conseguente bombardamento della base da parte dell'Armata Rossa comandata da Tuchačevskij ed ordinato da Trockij è visto da alcuni storici come l'evento che pone fine alla fase candida del periodo rivoluzionario in Russia; da parte anarco-comunista essa viene interpretata come una 4° rivoluzione vera e propria (dopo quella del 1905, di febbraio, e d'ottobre), fallita, vedendo in tale evento molto più che il caso localizzato e contingente al quale apparentemente si riduce storiograficamente. Una 4° rivoluzione, tentata come soluzione alle distorsioni indotte dalle politiche di Lenin ed alle conseguenti rivolte contadine e recentemente di scioperi operai; tentativo che nelle intenzioni, rovesciando i bolscevichi, avrebbe dovuto far andare il paese in direzione diametralmente opposta a quella delle "liberalizzazioni" recentemente indicata da Lenin, e quindi instaurare il comunismo definitivo evolvendo il comunismo "di guerra" attuando innanzitutto la collettivizzazione delle terre vero nervo scoperto del governo di Lenin come causa delle relative continue rivolte contadine. L'8 dall'esilio giunge a Tallinn (Estonia) Victor Černov (PSR) pronto a prendere le redini della rivolta di Pietrogrado, suscitando l'indignazione degli stessi rivoltosi (i quali sono ben lungi dal condividere i propositi populistici del suo partito): il PSR è reso nuovamente e definitivamente illegale, i suoi membri in Russia arrestati
  • 2 marzo - In Istria la filo-slava Repubblica di Albona secede dall'Italia (soppressa l'8 aprile)
  • 3 marzo - Dopo la rottura delle relazioni seguita al consenso sovietico della cessione della Bessarabia, siglata una nuova alleanza tra Polonia e Romania, diretta contro la Russia sovietica
  • 8-16 marzo - Nel pieno della rivolta anti-sovietica "antonovščina" (la più estesa e pericolosa dalla rivoluzione di ottobre, la prima organizzata militarmente, che ora assieme alla siberiana "Rivolta di Tjumen'" coinvolge quasi mezza Russia etnica estendendosi a est verso Samara, Saratov, Caricyn) e della rivolta anarchica dei marinai di Kronštadt, si svolge il X Congresso del Partito Comunista Russo; Lenin introduce la nuova politica economica (già preannunciata l'8 febbraio al Politburo) che sostituisce il comunismo di guerra: torna l'uso del denaro (benché l'azienda di stato Goznak stampasse già valori bollati dal 6 giugno 1919), inizialmente buoni non convertibili (poiché l'obiettivo dichiarato del governo sovietico rimaneva ancora ufficialmente quello di costruire una società comunista in cui non ci sarebbero stati soldi, obiettivo del quale maggior ideologo è stato Bucharin) denominati "sovznaki" (abbreviazione di "sovetskiye znaki", ossia "buoni sovietici"), successivamente (dal 1º novembre 1922, a seguito di riforma monetaria) valuta vera e propria denominata "chervonets" (in italiano, desueto: cervone); le requisizioni sono quindi sostituite da imposte computate e versate in certificati cartacei od in natura ("prodnalog") - scemano così le rivolte contadine inerenti. Viene abolito il lavoro coatto e militarizzato (il quale aveva progressivamente assunto la forma di vera e propria schiavitù e servitù della gleba causa anch'esso di rivolte e scioperi al pari delle requisizioni) e sostituito da quello salariato; nelle fabbriche e negli impianti viene introdotta la contabilità dei costi ("chozrasčët"), ed il loro sistema dirigenziale basato sui caporioni viene sostituito da consigli di amministrazione di nomina ministeriale; la libertà di commercio viene ristabilita (riaprono i mercatini rionali chiusi dalla Čeka tra gennaio e febbraio) e quella di impresa viene confermata ma rimane la proibizione dell'utilizzo di manodopera dipendente (che verrà poi liberalizzato nel 1925). Di fronte alle perplessità (Trockij) emerse già in sede di proposta (si apre una vivace discussione sul ruolo dei sindacati sotto tale sistema), viene proibito il frazionismo ed è fatto divieto di ogni opposizione interna al partito, per cui le fazioni vengono dichiarate sciolte, tra cui il gruppo di centralismo democratico, ed è messo al bando ufficialmente il partito menscevico. Sebbene Lenin avesse inizialmente inteso la NEP come una fase di reflusso solo provvisoria e contingente indotta dall'emergenza, il sistema inizialmente praticato non fu più ripristinato; per questo, nonostante Karl Marx non abbia mai indicato precisamente in cosa dovesse consistere in pratica il sistema comunista, gli interpreti marxisti "puristi" (in primis il "maestro" stesso di Lenin, Karl Kautsky) ritengono che l'abbandono del comunismo di guerra basato sul metodo distributivo del razionamento (ossia secondo loro del comunismo tout court, da evolvere in seguito ma non abbandonare totalmente come, secondo questa interpretazione, invece fece Lenin) abbia rappresentato l'abbandono del sistema comunista stesso, non considerando essi più tale quello che ne seguì ma solo un capitalismo di stato sminuito come "leninismo" e "Stato operaio degenerato" ritenendo essi assolutamente imprescindibile dal sistema comunista l'abolizione del concetto stesso di "unità di conto" conseguentemente rappresentato dal denaro nel suo utilizzo come mezzo di scambio e di accumulazione di valore ("capitale") e quindi inconciliabile con il comunismo la sua esistenza che Marx implicitamente non avrebbe contemplato. Lo storico russo Sergey Alekseevich Pavlyuchenkov definirà la NEP "Brest-Litovsk contadina"
  • 9 marzo - Con il Trattato di pace di Cilicia terminano i combattimenti nella guerra franco-turca; ad esso seguirà il Trattato di Ankara il 20 ottobre
  • 13 marzo - La Mongolia viene proclamata una teocrazia indipendente e Ungern-Sternberg ne diviene il dittatore militare e il lama religioso; il 2 aprile dopo aver cacciato i cinesi il paese è interamente nelle sue mani; al contempo i comunisti mongoli creano un governo rivoluzionario popolare provvisorio, che proclamava apertamente un'alleanza con la RSFS russa
  • 16 marzo - Pace tra Turchia e RSFS russa (Trattato di Mosca); la Turchia cede l'Adjaristan (che aveva occupato il 7), nel quale dopo aver completato la conquista della Georgia il 17, il 19 l'Armata Rossa entra a Batumi, ed il 16 luglio vi fonda la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma d'Agiaria; la RSS del Nakhichevan diviene RSSA del Nakhichevan della RSS armena; il trattato definisce anche i confini interni tra le repubbliche sovietiche caucasiche, che rimedia alle conseguenze delle varie guerre combattutevi; Čcheidze a Costantinopoli crea un Governo Nazionale georgiano in esilio affidato a Noe Zhordania, ultimo baluardo menscevico rimasto dopo la repressione in Russia seguita alla rivolta di Kronštadt, riconosciuto il 28 dalla Liberia e il 12 maggio dal Messico; con questo atto scompare dalla scena il menscevismo
  • 16 marzo - Firma di un accordo commerciale britannico-sovietico a Londra
  • 18 marzo - L'Armata Rossa della repubblica dell'Estremo Oriente attacca la Mongolia di Ungern-Sternberg presso Troitskosavsk; contemporaneamente i cinesi e i mongoli di Damdin Sùhbaatar lo attaccano a Khüree e l'esercito dei rivoluzionari mongoli espelle l'esercito cinese dalla città di Maimachen
  • 18 marzo - Pace di Riga tra Polonia e RSFS russa e tra Polonia e RSS ucraina, a nord sono confermati i confini raggiunti dagli eserciti (escluso il pattuito e già avvenuto ritiro polacco da Minsk e da alcune altre aree), mentre a sud quelli stabiliti dal Trattato di Varsavia tra Polonia e Ucraina; saranno riconosciuti dalla Conferenza degli Ambasciatori il 15 marzo 1923 e diventano i confini che rimarranno in vigore fino al 1939; essi lasciano in territorio polacco 4 milioni di ucraini e 1,5 milioni di bielorussi; fino a tutto il 1922 vi avvengono rivolte nazionalistiche anti-polacche. L'Armata Rossa ora controlla tutto il territorio ucraino eccetto il Territorio Libero degli anarchici e alcune sacche lungo il confine con la Polonia dove permangono residue forze armate di Petljura; la firma del trattato manda a monte il piano di Petljura di una grande rivolta anti-sovietica per aprile-maggio
  • 20 marzo - Ha luogo il Plebiscito dell'Alta Slesia, che vota per rimanere tedesca (60%, ma nella parte orientale prevalgono i voti per la Polonia); fino a luglio si susseguono rivolte polacche (3ª rivolta della Slesia)
  • 25 marzo - Tentato colpo di stato di Carlo I in Ungheria
  • 30 marzo - Fallito colpo di stato anti-sovietico a Vladivostok, i golpisti colonnello Gludkina e Nikolai Aleksandrovič Lokhvitsky sono arrestati dai giapponesi
  • 1 aprile - In Germania soffocata dal governo di Weimar la rivolta comunista denominata "Märzkämpfe in Mitteldeutschland" iniziata il 17 marzo: fine dell'emergenza comunista nel paese - provocando enorme delusione in Russia essendo la Germania il paese sul quale avevano da sempre riposto le maggiori speranze di espansione della rivoluzione
  • 2 aprile - Dopo una grande offensiva iniziata il 24 marzo le forze sovietiche entrano a Erevan e stroncano l'insurrezione iniziata il 15 febbraio: viene proclamata ufficialmente la Repubblica Socialista Sovietica Armena (che il 3 febbraio 1922 adotta una Costituzione); i leader armeni fuggono in Persia e la resistenza armena anti-turca e anti-sovietica nella "Repubblica di Syunik" si dichiara indipendente rifondando la Repubblica dell'Armenia montanara (che il 1º luglio Simon Vratsyan rinominerà "Repubblica di Armenia") e il 27 conquista una parte di Nagorno-Karabakh. Inizia un processo di unificazione amministrativa ed economica tra Armenia, Azerbaigian e Georgia, provocando risentimento tra i bolscevichi georgiani - il 20 sono unificate le ferrovie della Transcaucasia
  • 2 aprile - In Persia fondato l'anti-britannico Governatorato autonomo del Khorasan (fino al 6 ottobre)
  • 6 aprile - Dopo che il 3 marzo a Kyakhta è stato fondato il Partito rivoluzionario popolare mongolo, lo Stato di Buriazia-Mongolia soppresso dall'Armata Rossa della repubblica dell'Estremo Oriente
  • 21 aprile - Viene creata a Mosca l'Università comunista dei lavoratori orientali - il 28 novembre quella delle minoranze nazionali occidentali
  • 23 aprile - L'alleanza tra Cecoslovacchia e Romania allarga la "Piccola intesa" anti-ungherese nata il 14 agosto 1920
  • 24 aprile - Il Tirolo vota per l'annessione alla Germania; il 25 maggio idem il Salisburghese - entrambi i plebisciti non saranno riconosciuti dal governo austriaco
  • 25 aprile - Riforma agraria in Bulgaria
  • 27 aprile - Tuchacevsky (l'autore della repressione della rivolta di Kronštadt) inviato con 50.000 soldati a reprimere brutalmente la rivolta "antonovščina"; dal 12 giugno fa usare i gas asfissianti contro i rivoltosi nascosti nelle foreste
  • maggio - Nonostante la defezione polacca Petljura tenta di sollevare una serie di rivolte: il paese fino a novembre è in preda all'anarchia tra centinaia di bande armate che imperversano facendo strage soprattutto di ebrei (dato che quasi tutti i comunisti ucraini sono ebrei)
  • 5 maggio - Ultimatum dei paesi dell'Intesa che richiede alla Germania di riconoscere l'importo totale delle riparazioni e di pagare immediatamente la prima rata
  • 6-19 maggio - A Baku viene adottata la prima costituzione della RSS Azerbaigian
  • 8 maggio - A Bucarest è fondato il Partito Comunista Rumeno da parte di Gheorghe Cristescu; il 14 a Praga il Partito Comunista di Cecoslovacchia ad opera di Václav Šturc
  • 21 maggio - Roman von Ungern-Sternberg dal suo reame in Mongolia tenta di riprendere la Buriazia; dopo alcuni primi successi riportati tra maggio e giugno, viene definitivamente respinto e i sovietici entrano in Mongolia il 28 giugno e tra luglio (il 6 luglio prendono Urga) e nonostante una effimera vittoria nel datsan Gusinoozersky il 1 agosto, viene poi sconfitto
  • 23 maggio - Viene creato un Reichswehr permanente in Germania
  • 24-26 maggio - Nella Repubblica dell'Estremo Oriente le armate bianche Kappelevcij insaccate, assieme a esuli giunti da Harbin e dal Giappone attuano un nuovo (dopo quello fallito del 30 marzo) colpo di stato anti-sovietico (Nikolaj Dionis'evič Merkulov e Dmitry Lebedev) e prendono il controllo del Kraj di Chabarovsk fondando il Governo provvisorio del Priamur'e comprendente la Repubblica Ucraina dell'Estremo Oriente presso la foce del fiume Amur e il territorio marittimo con il suo centro nella città di Vladivostok, mentre partendo dalla Manciuria Nikol'sk-'Ussurijskij, Spassk, Grodekovo e Razdolnoe sono prese dai bianchi di Rozanov tornato apposta dal Giappone (esercito Belopovstancheskaya); il 1º giugno viene creata dai bianchi la "Commissione di Riconciliazione russo-giapponese" che in pratica viene a segnare il guastarsi delle relazioni tra giapponesi e sovietici; il sovietico Comitato rivoluzionario trasferisce il potere al bianco Consiglio del Congresso; a sua volta, il Consiglio formato da sé stesso e composto da cinque persone: i fratelli Merkulov, Efraim, Makarevich e Anderson; comandante è stato nominato luogotenente generale Verzhbitsky; Comandante della flottiglia del Pacifico (a luglio) viene nominato l'ammiraglio Stark
  • 1 giugno - La Costituzione Polacca di Marzo (scritta il 17 marzo) sostituisce la precedente del 1919; rimarrà in vigore fino al Rinnovamento di Agosto del 2 agosto 1926 seguito al Colpo di Stato di maggio del 14 maggio 1926 che darà il potere dittatoriale a Piłsudski
  • 6 giugno - Rivolta anti-polacca nel territorio Lemko
  • 7 giugno - L'alleanza tra Romania e Regno dei Serbi, Croati e Sloveni chiude il cerchio della "Piccola intesa" anti-ungherese nata il 14 agosto 1920 e la rivolge così anche contro la Bulgaria
  • 11 giugno - In Lettonia sono giustiziati i comunisti lettoni arrestati nel maggio 1919 - il 19 Zigfrīds Anna Meierovics diventa Primo ministro al posto di Ulmanis (che lo deteneva dall'indipendenza)
  • 14 giugno - L'Armata Rossa iniziando da Viljujsk entra in Jakuzia
  • 22 giugno-12 luglio - Si tiene a Mosca il III Congresso dell'Internazionale Comunista; il 5 luglio Aleksandra Kollontaj prende la parola a nome del sindacato Opposizione dei lavoratori (una fazione consiliarista e situazionista del Partito comunista russo che emerse nel 1920 come risposta all'eccessiva burocratizzazione che stava avvenendo nella Russia sovietica, guidato da Aleksandr Gavrilovič Šljapnikov), attaccando amaramente le politiche del governo sovietico e avvertendo che la NEP minaccia di disilludere i lavoratori, per rafforzare i contadini e la piccola borghesia, facilitando la rinascita del capitalismo
  • 1 luglio - Fondato il Partito Comunista Cinese (de facto esistente dal 1 agosto 1920)
  • 3-19 luglio - I Congresso Mondiale dell'Internazionale sindacale rossa (Profintern) istituita dal Comintern in contrapposizione alla social-democratica Federazione sindacale internazionale
  • 5 luglio - La Repubblica di Armenia ("dell'Armenia montanara" fino al 1º luglio) si arrende all'Armata Rossa
  • 13 luglio - Un articolo di Maksim Gor'kij porta il mondo a conoscenza della carestia che sta colpendo la Russia sovietica (soprattutto la regione del Volga e del fiume Ural) a causa dell'inefficienza della politica economica comunista che causa la morte di circa 6 milioni di persone; il 21 il Vcik crea il Pomgol (Comitato pubblico panrusso per l'aiuto degli affamati), abrogato il 27 agosto con l'accusa di cospirazione anti-sovietica
  • 14 luglio - Riforma agraria in Romania (limitatamente ai territori della "Vecchia Romania": Valacchia e Moldavia occidentale)
  • 17 luglio - Una parte dell'Albania (Distretto di Mirdizia) con l'appoggio jugoslavo si dichiara cattolica Repubblica di Mirdita (fino al 20 novembre)
  • 19 luglio - La rivolta "antonovščina" è dichiarata terminata - alla fine le vittime sono stimate in 240.000. Aleksandr Stepanovic Antonov rimarrà latitante fino al 24 giugno 1922, quando sarà ucciso dalla Čeka nei pressi del villaggio di Shybriay vicino a Borisoglebsk
  • 21 luglio - Termina la 3ª ed ultima rivolta della Slesia
  • 24 luglio - Deraglia l'Aerowagon durante il suo viaggio inaugurale a Serpuchov provocando decine di morti - era stato presentato come il fiore all'occhiello della tecnologia comunista
  • 26 luglio - Il comunista Boldyrev è nominato "Presidente compagno" della bianca "Assemblea popolare dell'Amur"
  • 26 luglio - In osservanza del Trattato del Trianon l'Ungheria riconosce l'autorità della Cecoslovacchia sulla Rutenia (che sarà ufficializzata dalla Cecoslovacchia solo nel 1928)
  • 29 luglio - Adolf Hitler diventa presidente del NSDAP
  • 11 agosto - Dopo aver preso Urga il 6 luglio, la Mongolia è interamente occupata dai sovietici dell'estremo oriente che stroncano il reame lamaista del crudele barone Roman von Ungern-Sternberg e vi insediano un mongolo governo popolare filo-sovietico fondato il 10 luglio, guidato da Dogsomin Bodoo; il 14 nella parte altajca di territorio della Mongolia (ex Repubblica dell'Urjanchai) occupato dai sovietici russi (ossia non da quelli dell'estremo oriente) viene creata la Repubblica Popolare di Tannu Tuva dopo una battaglia presso il villaggio di Ataman-Nikolskaya il 12 agosto; il 21 l'imperatore della Mongolia barone Roman von Ungern-Sternberg è arrestato dai sovietici; il 15 settembre sarà processato e fucilato a Novonikolaevsk
  • 14-25 agosto - I territori ungheresi della Bačka e Baranya (occupati dal 1º agosto 1919 dall'esercito jugoslavo) attuano un'effimera indipendenza come Repubblica serbo-ungherese di Baranya-Baja, che in osservanza del Trattato del Trianon viene poi suddivisa tra Ungheria (Pécs e Baja) e Jugoslavia (Subotica e Novi Sad)
  • 22 agosto - Fondata la Repubblica dei Komi (RSSA) come parte autonoma della RSFS russa
  • 23 agosto - Battaglia di Sakarya, svolta cruciale della seconda guerra greco-turca
  • 25 agosto - Essendosi rifiutati di ratificare il Trattato di versailles il 19 marzo 1920, gli Usa (presidente Warren Gamaliel Harding) effettuano ora una pace separata con la Germania (che sarà ratificata il 18 ottobre) con la quale rinunciano a risarcimenti
  • 26 agosto - A Port Arthur inizia una conferenza tra Giappone e Repubblica dell'Estremo Oriente, che si interromperà con un nulla di fatto il 26 aprile 1922
  • 26 agosto - In Germania Matthias Erzberger assassinato da estremisti di destra
  • 28 agosto - In osservanza del Trattato del Trianon che le ha assegnato il Burgenland, l'Austria tenta finalmente di prenderne possesso trovandovi però un'accanita resistenza da parte delle autorità ungheresi
  • 28 agosto - Dopo aver ripreso il resto dell'Ucraina al Direttorato, con un attacco iniziato il 28 giugno i sovietici occupano tutto il Territorio Libero degli anarchici ucraini (ormai ridotto al solo circondario di Huljajpole); l'Armata Nera è sciolta definitivamente e Machno esula in Romania con i suoi ultimi 77 uomini; il 14 settembre la riapertura del ricostruito ponte Kičkas sul fiume Dnepr ad Aleksandrovsk (l'attuale Zaporižžja) simbolizza la fine della guerra civile in Ucraina
  • 1º settembre - Giunge a Pietrogrado la prima nave dell'"American Relief Administration" con aiuti alimentari alla popolazione della Russia, la cui missione durerà fino al 4 giugno 1923
  • 12 settembre - In Manciuria Semënov dichiara sciolto l'Esercito dell'estremo oriente, assegna i reparti al comandante dell'esercito del Governo provvisorio del Priamur'e Hryhorij Opanasovyč Veržbyc'kyj, e si reca in esilio in Giappone
  • 22 settembre - Estonia, Lettonia, e Lituania sono riconosciute dalla Società delle Nazioni
  • 29 settembre - Venuto meno il sostegno sovietico con la pace tra Persia e RSFS russa del 26 febbraio, il capo del governo rivoluzionario della RSS persiana Mirza Kuchak Khan subisce un colpo di stato da parte di Reza Pahlavi che sopprime la RSS ed inizia la repressione del Partito comunista iraniano e delle sue organizzazioni - anche l'Azadistan cade poco dopo il ritiro dei russi dal Gilan e, nel 1922 Governatore della Provincia dell'Azerbaijan viene nominato Mohammad Mossadeq
  • 4 ottobre - Dopo mesi di insistenza diplomatica da parte dell'Austria, il governo ungherese si decide a sgomberare dal Burgenland; di fronte all'ulteriore resistenza delle autorità locali l'Austria ancora non ne prende possesso, il territorio si ritrova così indipendente (Banato di Leithania) fino al 5 novembre quando l'Austria si decide a prenderne effettivamente possesso; il 14 dicembre in seguito ad un referendum l'ex capitale del Banato di Leithania e da poco capoluogo dell'austriaco Burgenland Sopron ritorna all'Ungheria
  • 6 ottobre - Nella RSFS russa la fondazione di una compagnia di assicurazioni statale (Gosstrakh) è indice dell'abbandono di ogni morale comunista (per la dottrina marxista la sicurtà non dovrebbe essere facoltativa)
  • 12 ottobre - Nonostante il risultato del plebiscito del 20 marzo assegnasse globalmente l'Alta Slesia alla Germania, il Consiglio della Società delle Nazioni decide di scorporarla assegnandone alla Polonia la parte orientale (dove i voti per la Polonia avevano prevalso) con Katowice (diverrà effettivo il 20 gennaio 1922)
  • 17 ottobre - Lenin si lamenta del fatto che la NEP non venga ancora attuata subito ovunque per via dell'ostruzionismo degli organi locali nel La NEP e i compiti dei centri di educazione politica
  • 18 ottobre - Fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Crimea come parte autonoma della RSFS russa
  • 20 ottobre - Il Trattato di Ankara stabilisce le clausole della pace tra Turchia e Francia dopo la guerra franco-turca
  • 20 ottobre - Dopo una conferenza avvenuta il 10, le finlandesi isole Åland sono dichiarate neutrali (dal dicembre 1917 gli abitanti chiedevano l'annessione alla Svezia) dalla Società delle Nazioni, che il 24 giugno aveva respinto le richieste della Svezia riconoscendo le isole come parte della Finlandia - il 22 luglio la RSFS russa aveva espresso una nota ai governi di Svezia e Finlandia con una protesta contro l'intenzione di risolvere il problema senza la sua partecipazione: la RSFS russa non riconosce alcuna decisione in merito presa senza la sua partecipazione; il 13 novembre medesima nota viene inviata ai governi degli Stati che hanno firmato la Convenzione sulla smilitarizzazione e la neutralizzazione delle isole, e dichiara la Convenzione "incondizionatamente inesistente per la Russia". Entra in vigore il 6 aprile 1922
  • 21 ottobre - Il Direttorato partendo dalle residue sacche lungo il confine polacco tenta un disperato attacco contro i sovietici nell'Ucraina centrale raggiungendo l'Oblast' di Kiev; il 4 novembre catturano brevemente la cittadina di Korosten', nell'Oblast' di Žytomyr, dopodiché il 17 novembre sconfitti nella battaglia di Bazaar il Direttorato viene soppresso definitivamente; Petljura va in esilio a Parigi (dove verrà assassinato da un comunista ebreo nel 1926); il 23 novembre gli ultimi prigionieri ucraini sono fucilati dalla Čeka a Bazaar; i sopravvissuti varcano il confine polacco il 29 novembre: l'intera Ucraina è definitivamente sovietica
  • 21 ottobre - Nuovo tentato colpo di stato di Carlo I in Ungheria dopo quello ugualmente fallito di marzo
  • 23 ottobre - Scambio reciproco di territori col Trattato di Kars tra Turchia e RSFS russa e tra Turchia e le RSS azera, armena, georgiana, che riporta i confini a quelli precedenti alla guerra russo-turca del 1877-78; esso riconosce la RSSA Agiaria come parte della RSS georgiana, la quale cede alla Turchia Ain, Ardahan, Artvin, Iğdır, e Kars; Lori alla RSS armena; Zaqatala alla RSS azera (ratificato l'11 settembre 1922)
  • 24-29 ottobre - A Königsberg si svolge il III congresso illegale del Partito comunista lituano
  • novembre - In seguito alle riforme della NEP, inizia l'attività della Gosbank
  • 5 novembre - A Mosca viene firmato l'accordo sovietico-mongolo sulla creazione di relazioni amichevoli (la Mongolia torna ad essere uno stato vassallo russo)
  • 6 novembre - In Carelia inizia una rivolta anti-sovietica (rivolta Metsäsissit), con epicentro le aree di Porajärvi e Repola e dell'ex Repubblica di Uhtua, che determina la seconda guerra sovietico-finlandese che durerà fino al 21 marzo 1922
  • 12 novembre - 6 febbraio 1922 - Si svolge la Conferenza navale di Washington in seguito alla quale il Giappone deve iniziare a ritirarsi dalla Siberia - essa pone fine alla pratica dei trattati ineguali con la Cina
  • 14-17 dicembre - VI Congresso panucraino dei Soviet a Charkiv
  • 16 dicembre - La RSS di Abcasia viene unita alla RSS di Georgia della quale diviene una RSSA; il 21 le 4 RSS caucasiche firmano con la RSFS russa il trattato di unione
  • 22 dicembre - L'esercito del Governo provvisorio del Priamur'e prende Chabarovsk
  • 23-28 dicembre - IX Congresso panrusso dei Soviet

1922Modifica

  • 6-13 gennaio - Alla Conferenza di Cannes del Consiglio Supremo dell'Intesa è presa la decisione di convocare una Conferenza a Genova per il 10 aprile - è invitata anche la RSFS russa, che accetta
  • 7 gennaio - Il primo ministro mongolo Dogsomin Bodoo viene accusato di cospirazione e rimosso dal suo incarico
  • 19 gennaio - In Romania torna al governo Brătianu (fino al 1926) in sostituzione di Take Ionescu
  • 5-14 febbraio - Nel Governo provvisorio del Priamur'e battaglia di Voločaevka-1, una delle più grandi battaglie della parte finale della guerra civile russa, in seguito alla quale il 14 l'Armata Rossa dell'estremo oriente riprende Chabarovsk
  • 6 febbraio - La Čeka diventa GPU (Direttorato politico dello Stato) come dipartimento del NKVD della RSFS russa; dal 12 maggio avvia l'operazione "Синдикат-2" volta all'uccisione degli anti-sovietici esuli all'estero
  • 15 febbraio - Riforma agraria in Lituania
  • 20 febbraio - Il parlamento della Lituania centrale di Vilnius sulla base di un plebiscito (boicottato dalla maggioranza della popolazione lituana, bielorussa ed ebraica) decide l'annessione definitiva di Vilnius con parte del sud-est della Lituania alla Polonia
  • 23 febbraio - Un decreto pubblicato nell'Izvestija autorizza il sequestro dei beni della Chiesa per far fronte alla carestia
  • marzo - Riprende la Conferenza di Londra che era stata interrotta il 12 marzo dell'anno precedente
  • 12 marzo - Dall'unificazione delle RSS transcaucasiche (già annunciata dal novembre precedente dal segretario del Kavburo Ordzhonikidze ma rimandata per le proteste georgiane, che ritardano anche l'unificazione di tutte le Repubbliche in una prevista "Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche") nasce la Repubblica Socialista Federativa Sovietica Transcaucasica (le tre RSS transcaucasiche verranno risuddivise il 5 dicembre 1936)
  • 23 marzo - All'approssimarsi dell'arrivo dell'Armata Rossa gli jakuti si rivoltano (rivolta jakuta) e stabiliscono a Čurapča un Governo provvisorio popolare regionale jakuto e l'Armata popolare jakuta che col supporto di una guarnigione bianca del kornet Michail Korobejnikov prende i principali centri abitati tra cui la città di Jakutsk; il 27 aprile i sovietici inviano una grossa spedizione per soffocare la ribellione e fondano la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Jakuta della RSFS russa
  • 24 marzo - La Lituania Centrale è annessa alla Polonia (di cui diviene il voivodato di Wilno il 20 gennaio 1926) in seguito ad un plebiscito svoltosi il 20 febbraio; la Lituania rifiuta di riconoscere tale plebiscito e non firmerà la pace con la Polonia fino al 1938, restando di fatto formalmente in guerra fino allora
  • 27 marzo-3 aprile - Si svolge l'XI Congresso del Partito Comunista Russo (bolscevico): si decide che la NEP non sarà ulteriormente estesa, e Stalin (già direttore del Rabkrin) è nominato segretario generale (carica creata, con lo scopo di mettere ordine in un partito divenuto sempre più caotico ed indisciplinato, medesimo scopo del Rabkrin, "commissione disciplinare", ma mirato verso il partito che finora era stato retto solo da un Comitato centrale ristretto composto di più persone che ne stavano al vertice paritariamente, diretto amministrativamente dalla Stasova) della Segreteria del Comitato centrale del Partito Comunista - ruolo che de facto viene implicitamente a rappresentare quella di capo del Partito e quindi la figura principale del sistema politico dell'Unione Sovietica in quanto nella "dittatura del proletariato" questi è rappresentato dal partito, che quindi identificandosi nello stato, il Segretario del partito viene implicitamente ad essere anche realmente vero capo dello Stato, ruolo finora ufficialmente vacante nonostante fosse finora rivestito de jure dal presidente del Vcik (quindi prima da Sverdlov e poi da Kalinin), comunque secondario rispetto a quello di Presidente del Consiglio dei commissari del popolo detenuto da Lenin
  • 28 marzo - Miljukov (esule dal novembre 1918, che nel 1921 ha fondato l'"Unione repubblicana democratica" finalizzata alla trasformazione dall'interno del regime sovietico in una repubblica social-democratica e per questo accusato di tradimento dagli zaristi), è oggetto di un attentato da parte dell'esule zarista Šabel'skij-Bork, che lo lascia illeso ma costa la vita a Vladimir Dmitrievič Nabokov
  • 1 aprile - Muore Carlo I, l'ultimo imperatore d'Austria e re d'Ungheria nel 1916-1918
  • 2-5 aprile - Una conferenza di tre internazionali si svolge a Berlino, con rappresentanti del Comintern, dell'Internazionale di Berna, e dell'Internazionale di Vienna, per raggiungere l'unità d'azione - conclusa con un fallimento
  • 8 aprile - Creata la RSSA dell'Ossezia del Sud come parte autonoma della RSFS Transcaucasica
  • 10 aprile-19 maggio - Si tiene la Conferenza di Genova per discutere i rapporti economici della Russia sovietica col resto del mondo; gli USA la boicottano ed essa non risolve la questione del debito zarista, del quale la RSFS russa rifiuta il riconoscimento ed anzi chiede un indennizzo per l'intervento straniero sul suo territorio. Durante la Conferenza il 16 aprile viene firmato il Trattato di Rapallo, con il quale la Germania riconosce la RSFS russa e ristabilisce i rapporti interrotti a fine 1918 dopo il decadimento del trattato di Brest-Litovsk (la RSFS russa non ha partecipato alla Conferenza di Parigi e quindi non è stata considerata nel Trattato di Versailles, per cui il Trattato di Rapallo equivale a trattato di pace della I° guerra mondiale tra Germania e Russia), che verrà ulteriormente ampliato il 24 aprile 1926 con il Trattato di Berlino (patto di neutralità in caso di attacco da parte di terzi e di non aggressione tedesco-sovietico)
  • 18 aprile - Trockij esprime a Lenin le sue perplessità riguardo la gestione del Rabkrin da parte di Stalin ed i rischi nell'affidargli allo stesso tempo la Segreteria generale del Partito dato che egli in qualità ora anche di Segretario generale del partito viene a trovarsi così al contempo ad essere "controllore" di... sè stesso. Anche Evgenij Alekseevič Preobrazenski esprime i medesimi dubbi di Trockij. Lenin il 6 maggio rassicura Trockij definendo la Segreteria "uno scialbo incarico amministrativo", mostrandosi incapace di comprenderne le implicazioni insite per loro natura in entrambe le cariche, dato che in pratica il Rabkrin assume la forma di "sezione disciplinare" dell'"ufficio del personale" dello stato, ossia il soggetto che detiene il potere di licenziare e degradare punitivamente dalle mansioni (e relativi salari), che in un sistema monopolistico e burocratizzato come quello sovietico nel quale lo stato è l'unico datore di lavoro, prende la forma del soggetto che può decidere del destino personale di ognuno, e quindi potenzialmente soggetto a tentazioni clientelari, facoltà che Stalin coltiva spudoratamente tessendo accuratamente una rete finalizzata all'ottenere consenso personale. Il 25 maggio Lenin è colpito dal suo primo ictus
  • 4 maggio - Il capo del Partito Comunista d'Estonia Viktor Kingisepp è arrestato e ucciso da un tribunale militare a Tallinn
  • 16 maggio - Arrestato il Patriarca di Mosca Tichon; l'8 giugno Diterikhs scioccato dall'arresto di Tichon torna dall'esilio e prende in consegna l'esercito del Governo provvisorio del Priamur'e di Veržbyc'kyj così come l'amministrazione civile chiamando il popolo alla sua battaglia a carattere religioso "crociata contro il bolscevismo"
  • 2 giugno - Elezioni parlamentari ungheresi del 1922 per l'Assemblea nazionale: vince il filo-fascista Partito dell'Unità di István Bethlen col 38,2%
  • 8 giugno-7 agosto - Al Supremo Tribunale Rivoluzionario a Mosca si svolge il processo contro la dirigenza del PSR (chiamati dai sovietici "Socialisti Rivoluzionari di Destra" per distinguerli dall'ala sinistra che era stata repressa e scomparsa nell'autunno 1918 col "terrore rosso"). Il più famoso tra gli imputati è Abram Goc (colui che tra l'altro a Pietrogrado guidò la rivolta anti-bolscevica nell'immediato della rivoluzione); gli imputati sono accusati di aver violato un nuovo codice penale entrato in vigore solo il 1º giugno (il primo codice penale dell'RSFS russa), cioè ben dopo che i presunti crimini controrivoluzionari sono stati commessi
  • 11 giugno - Il generale Li Yuanhong è diventato nuovamente presidente della Cina
  • 14 giugno - La Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Baschiria viene ampliata (Ufa, Birsk, Belebey e Zlatoust) ed Ufa ne diviene la capitale
  • 15 giugno - Fondato il Partito Comunista Giapponese
  • 1 luglio - Elezioni parlamentari in Finlandia del 1922: vince il filo-bolscevico Partito Socialdemocratico Finlandese col 25%
  • 1 luglio - Istituita la Repubblica dell'Altaj come parte autonoma della RSFS russa
  • 23 luglio - Nel residuo territorio del Governo provvisorio del Priamur'e Diterichs si proclama voivoda e crea lo Zemskij Sobor a nome del patriarca Tichon (agli arresti nel Monastero Donskoj) che come primo atto l'8 agosto nomina il granduca Nicola Zar di tutte le Russie e in seguito rinomina il territorio come "Kraj del Priamur'e" il cui esercito chiama Zemskaja Rat
  • 24 luglio - Le risoluzioni della Conferenza di Sanremo del 1920 sulla spartizione dell'Impero ottomano sono confermate dal Consiglio della Società delle Nazioni
  • 27 luglio - Istituito l'oblast autonomo Circassia della RSFS russa (scorporandolo dall'oblast Kuban-Mar Nero, oggi Territorio di Krasnodar) - rinominato oblast autonomo Adighezia il 24 agosto
  • 4 agosto - Con l'uccisione di Ismail Enver presso Baldzhuan (nell'odierno Chatlon) contro il battaglione armeno dell'Armata Rossa comandato da Hagop Melkumian scema l'opposizione islamica ai sovietici nel Turkestan (rivolta dei Basmachi, che andava avanti dal 25 giugno 1916 iniziata come rivolta contro la coscrizione obbligatoria all'esercito zarista), ma scaramucce e combattimenti occasionali lungo il confine con l'Afghanistan e la Cina continueranno e solo nel 1934 l'Urss riuscirà a prendere il controllo effettivo del Pamir
  • 6 agosto - Emessa la Costituzione della Lituania
  • 7 agosto - Dopo che il 12 luglio la Germania ha chiesto una moratoria sul pagamento delle riparazioni, riprende la Conferenza di Londra sulle riparazioni di guerra, richiuderà il 14, e riprenderà il 9 dicembre
  • 30 agosto - Una flotta zarista della Zemskaja Rat comandata dal generalino Anatolij Pepeljaev parte da Vladivostok in aiuto degli jakuti
  • 1º settembre - La sede del Consiglio russo da Costantinopoli viene spostata a Sremski Karlovci (che diviene la sede di tutti gli organismi russi in esilio, ovvero la "capitale" della Russia bianca) in Jugoslavia, per poi essere sciolto ufficialmente il 1º settembre 1924 e trasformato in Unione militare panrussa (di cui Vrangel' rimane presidente fino alla morte nel 1928 facendone il più importante di tutti gli esiliati, e poi trasferita al granduca Nicola) nel quale è compresa anche l'"Organizzazione Kutepov" un'organizzazione segreta per le attività di ricognizione e di sabotaggio nel territorio russo; nel 1944 di fronte all'avanzata sovietica nei Balcani, i cosacchi saranno evacuati in Carnia, da dove nel 1945 gli Alleati li consegneranno ai sovietici
  • 1-16 settembre - In estremo oriente effimero tentativo della Zemskaja Rat di riavanzare a ovest; fallito, il 4 ottobre inizia l'offensiva dell'Armata Rossa della Repubblica dell'Estremo Oriente per eliminare le ultime sacche bianche nel suo territorio ("operazione marittima") che il 9 prende Spassk e il 14 Nikol'sk-'Ussurijskij; il 16 ottobre l'esercito dello Zemskij Sobor (Zemskaja Rat) cessa di esistere ed il 19 i sovietici sono alle porte di Vladivostok
  • 9 settembre - L'esercito turco occupa Smirne che il Trattato di Sèvres aveva assegnato alla Grecia; l'11 Nikolaos Plastiras e Stylianos Gonatas con un colpo di stato contro re Costantino I (tornato Re con un referendum il 22 novembre 1920) (che il 27 abdica in favore del figlio Giorgio) abbattono il governo di Petros Prōtopapadakīs; la Catastrofe dell'Asia Minore della guerra greco-turca culmina il 13 con l'Incendio di Smirne; svanisce il sogno greco della "Megali Idea", segnando per sempre il futuro della Grecia; i turchi galvanizzati avanzano verso Costantinopoli (Crisi di Çanakkale)
  • 15 settembre - Il Semireč'e è conquistato dai sovietici; il 22 ottobre la sua parte settentrionale diventa "provincia Dzhetysuyskaya" della RSSA del Turkestan
  • 30 settembre - Con la partenza della prima delle "navi dei filosofi" inizia l'espulsione dalla RSFS russa di tutte le persone più erudite
  • 4 ottobre - Gran Bretagna, Francia, Italia, e Cecoslovacchia firmano con l'Austria i protocolli di Ginevra sul divieto di Anschluss
  • 11 ottobre - L'Armistizio di Mudanya (che sostituisce quello di Mudros) pone fine alla guerra greco-turca: la Tracia orientale fino al fiume Evros e la città di Adrianopoli vengono ceduti dalla Grecia alla Turchia e viene ufficialmente riconosciuta la sovranità turca su Costantinopoli e sullo Stretto dei Dardanelli; il 12 la giunta golpista greca indice il Processo dei Sei contro i presunti responsabili della sconfitta; il 1º novembre il parlamento del Governo della Grande Assemblea Nazionale Turca (ri-inaugurato il 9 settembre nella nuova capitale Angora dopo che quello ottomano essere stato chiuso nel 1920) di Mustafa Kemal Atatürk abolisce il sultanato in Turchia; il 20 novembre si apre la Conferenza di Losanna per ratificare le clausole dell'armistizio di Mudanya e rivedere il trattato di Sèvres; viene interrotta il 4 febbraio 1923 per il rifiuto della Turchia di accettare i termini del trattato di pace - la conferenza riapre il 23 aprile 1923
  • 21 ottobre - Lenin sulla spinosa "questione georgiana" si schiera ora con Stalin rimproverando il leader menscevico georgiano Mdivani ed esprimendo il suo forte sostegno alla RSFS Transcaucasica - a novembre la "questione georgiana" raggiunge il suo culmine e Lenin iniziando a dubitare di Stalin invia il capo della Čeka Dzeržinskij a Tbilisi per fargli verificare la situazione di persona, ignaro che si tratti di un suo sgherro (che difatti riporta a Lenin un rapporto edulcoratamente irreale della situazione)
  • 23 ottobre - Gli Accordi di S. Margherita risolvono le questioni tra Italia e Jugoslavia
  • 25 ottobre - Le ultime truppe giapponesi e con loro gli ultimi bianchi abbandonano Vladivostok, che viene annessa alla Repubblica dell'Estremo Oriente; anche i resti delle armate bianche del generale Diterichs del Governo provvisorio del Priamur'e oramai insaccate lungo i confini manciuriani si rifugiano in Manciuria e Corea; la Repubblica Ucraina dell'Estremo Oriente è soppressa; i giapponesi tengono ancora Sachalin settentrionale e la Kamčatka meridionale; i 750 uomini del generalino Anatolij Pepeljaev in marcia da Ajan verso Jakutsk, appresa la notizia, si asserragliano nella zona, cosiddetta Pepeljaevščina, composta dalle città di Ajan, Ochotsk, e Nel'kan, nel Ajano-Majskij rajon; la rivolta jakuta viene soppressa (nel 1927 ne esploderà un'altra ad opera di M. K. Artem'ev). Il 15 novembre viene sciolta la Repubblica dell'Estremo Oriente ed unita alla RSFS russa come oblast (il 4 gennaio 1926 diventerà Kraj dell'Estremo Oriente)
  • 1 novembre - Il Vcik indice una riforma monetaria: i buoni "sovznaki" sono sostituiti dalla valuta "chervonets"; questo evento segna l'ineluttabilità della permanenza della circolazione monetaria che inizialmente si intendeva invece abolire; è approvato il codice fondario della NEP ed introdotto un nuovo codice civile; il 9 è introdotto un nuovo Codice di diritto del lavoro (che sostituisce il precedente di inizio 1918)
  • 3 novembre - In Bulgaria i membri dell'"organizzazione Pokrovsky" organizzano un piano di sbarco nel Kuban' da Varna; nel corso del piano è ucciso Alexander Agueïev, spia della GPU; l'8 la polizia bulgara uccide Pokrovsky a Kjustendil dove era fuggito tentando di recarsi in Jugoslavia
  • 5 novembre - Alle elezioni parlamentari in Polonia del 1922 vincono i democratici dell'Unione Popolare Nazionale - l'11 dicembre viene introdotta la figura del Presidente della Polonia il cui primo è Gabriel Narutowicz al posto del Naczelnik Państwa Piłsudski (che si ritira temporaneamente dalla scena - tornerà il 14 maggio 1926 con un colpo di stato)
  • 5 novembre-5 dicembre - Si tiene a Mosca il IV Congresso dell'Internazionale Comunista: si dice si ad alleanze coi socialisti e si appoggiano le rivendicazioni tedesche e viene garantita unilateralmente alla Germania la neutralità della Russia in caso di guerra con la Francia ("dottrina Radek" che avrà suggello bilaterale nel 1926 con il Trattato di Berlino, patto di neutralità in caso di attacco da parte di terzi e di non aggressione tedesco-sovietico); Lenin proclama la fine delle rivolte contadine. Si tiene anche il II congresso dell'Internazionale sindacale rossa
  • 7 novembre - Entra in vigore la Costituzione della Lettonia (scritta il 15 febbraio) - il 14 è eletto primo Presidente della Lettonia Jānis Čakste (lo sarà fino al 1927)
  • 10-14 dicembre - VII Congresso panucraino dei Soviet a Charkiv e I Congresso transcaucasico dei Soviet a Tbilisi (che il 13 trasforma l'Unione Federale delle Repubbliche socialiste sovietiche della Transcaucasia nella Repubblica Socialista Sovietica Federale Transcaucasica)
  • 23-27 dicembre - X Congresso panrusso dei Soviet
  • 30 dicembre - Con il trattato di unione (firmato il 21 da Michail Kalinin, Michail Cchakaja, Michail Frunze, Grigorij Petrovskij, Aleksandr Červjakov, seguito alla Dichiarazione della creazione dell'URSS) tra RSFS russa, RSFS transcaucasica, RSS ucraina, e RSS bielorussa, avviene la fondazione ufficiale dell'Unione Sovietica; il Comitato Esecutivo Centrale panrusso dei Soviet (Vcik, potere legislativo) diventa Comitato esecutivo centrale dell'Unione Sovietica (CEC dell'Urss) a presidenza collegiale in rappresentanza di ogni RSS (per la RSFS Russa da Kalinin, già dal 1919 presidente del Vcik, de jure il capo di Stato della RSFS russa, che ora manterrà il ruolo de jure anche nell'Urss, fino al 1946) che esercita il potere tra le sessioni del Congresso dei Soviet dell'Unione Sovietica (dei quali si svolge ora il I Congresso dei Soviet dell'Unione Sovietica, e che nel 1936 diventerà Soviet Supremo), e a sua volta, tra le riunioni del CEC dell'Urss, i poteri legislativo, esecutivo e amministrativo sono esercitati dal suo Presidium (3° carica del sistema sovietico, detenuta ora congiuntamente da Kalinin, Petrovskij, Červjakov, Narimanov in rappresentanza delle rispettive RSS - de jure capi dello Stato); i ministeri sono nominati Commissariati del popolo dell'Unione Sovietica e Lenin diventa Presidente del Consiglio dei commissari del popolo dell'URSS (de jure 2° carica dopo quella del Presidium del CEC dell'Urss, de facto dopo quella di Segretario generale del Partito Comunista detenuta da Stalin)

1923Modifica

  • 2 gennaio - Riprende a Parigi la Conferenza di Londra sulle riparazioni di guerra: il 9 la Germania è dichiarata inadempiente, per cui la Francia l'11 inizia l'occupazione della Ruhr
  • 10 gennaio - La Lituania prende possesso del territorio di Memel senza il permesso dei francesi (Rivolta di Klaipėda, 10-15 gennaio); il 16 febbraio la conferenza degli ambasciatori prende atto del fatto compiuto. L'8 maggio l'annessione viene suggellata dalla Convenzione di Klaipėda (o Convenzione relativa al territorio di Memel) firmata dalla Lituania con le nazioni della Conferenza degli ambasciatori
  • 18 gennaio - Con la ratifica dell'assegnazione di Istria e bacino dell'Isonzo fino a Planina all'Italia, il confine nell'area slovena tra Italia e Jugoslavia è fissato in quello che rimarrà in vigore fino al 1941; dal 29 marzo italianizzazione della segnaletica stradale nei territori assegnati all'Italia
  • 23 gennaio - La Pravda pubblica il primo di una serie di articoli coi quali Lenin critica il partito e la gestione dello stato per la loro degenerazione nella eccessiva burocratizzazione, la "commissariocrazia", corruttela, clientelismo, lassismo, imputando il 4 marzo esplicitamente agli organi preposti a correggerli (Segreteria del partito e Rabkrin, diretti entrambi da Stalin) l'incapacità di farlo, palesando così esplicitamente la sua avversione verso Stalin essendosi ora così reso conto dell'errore commesso nell'assegnare le due cariche in questione ad uno stesso soggetto, tanto che il 5 marzo interrompe i rapporti personali e decide che avrebbe annunciato al prossimo Congresso del Partito che Stalin sarebbe stato rimosso dal ruolo di Segretario generale; critica anche le tappe forzate alle quali è stato sottoposto il processo di fondazione dell'Urss, in particolare riguardo la Transcaucasia che pareva voler mantenere la sua indipendenza; altre critiche del 7 marzo riguardano la "questione georgiana", laddove Stalin sta lavorando indefesso per fare della Georgia un suo feudo personale potendo assommare alle 2 cariche predette anche il potere di quella di Commissario per le nazionalità (che detiene dal 1917), dopo che il 25 gennaio al Politburo fu approvata la rimozione di Mdivani e dei suoi associati dalla Georgia, provocando l'irritazione di Lenin, culmine della questione georgiana. Benché le sue condizioni di salute siano parecchio peggiorate in seguito al 2° ictus ricevuto il 16 dicembre, il fatto che egli da allora abbia avviato tale corrispondenza parossistica fa insinuare in molti il sospetto che in realtà l'autrice sia la moglie approfittando proprio della sopravvenuta incapacità del marito (che ha tenuto il suo ultimo discorso pubblico il 20 novembre 1922 al plenum del Soviet di Mosca)
  • 27 gennaio - A Vienna dimostrazioni operaie per protestare contro la riduzione dei salari
  • 12 febbraio - L'Armata Rossa sconfigge i pepeljaevisti vicino alla città di Sasyl-Sasyy; i pepeljaevisti si rifugiano presso la città di Amga
  • 14 febbraio - Gatčina è rinominata Trock in onore di Trockij
  • 15 marzo - La Conferenza degli Ambasciatori assegna Vilnius e la Lituania minore alla Polonia - il 5 aprile il governo dell'URSS rileva con una nota che non riconosce tale assegnazione
  • 23 marzo - Bulgaria e Regno dei Serbi, Croati e Sloveni firmano il Trattato di Niš, col quale la Bulgaria rinuncia alle sue pretese in Macedonia
  • 29 marzo - Costituzione della Romania del 1923
  • 30 marzo - Fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Buriazia–Mongolia della RSFS russa (assorbe la parte autonoma della RSFS russa istituita il 1 luglio 1922 e chiamata Repubblica dell'Altaj); in reazione il 23 aprile i monaci buddisti fondano lo Stato Kudún (Kodunay erhidzh balgasan), stato teocratico buriato anti-sovietico nel Kižinginskij rajon, con capitale Soorhe, poi soppresso dall'Armata Rosa l'11 maggio
  • 9 aprile - Promulgazione di una Costituzione in Afghanistan mirata a modernizzare il paese
  • 17-25 aprile - Si svolge il XII Congresso del Partito Comunista Russo (bolscevico) - vi si tiene un'esortazione di Trockij a "superare la NEP" e viene introdotta la Korenizacija (rispetto delle etnie in un governo federale, in contrapposizione alla russificazione proposta da Stalin). La "Commissione centrale di controllo" viene ampliata e fusa con il "Commissariato per l'Ispezione operaia e contadina" (Rabkrin) dopo le critiche di Lenin che per la prima volta è assente, per via di un ulteriore ictus ricevuto il 9 marzo che gli ha tolto la parola e gli impedisce di rimuovere Stalin come aveva mostrato intenzione di fare
  • 24 aprile - Due navi partono da Vladivostok per Ayan con un contingente dell'Armata Rossa allo scopo di eliminare l'ultima sacca di resistenza bianca nella Pepeljaevščina
  • 3 maggio - Il consiglio della Chiesa ortodossa bolscevica dichiara apostata Tichon ed abolisce il patriarcato
  • 7 maggio - Elezioni parlamentari in Estonia del 1923: vince il Partito dei Contadini di Konstantin Päts col 21,6%
  • 10 maggio - A Losanna, Maurice Conradi, un ex ufficiale dell'esercito di Vrangel', viene ucciso a colpi di arma da fuoco dal rappresentante della RSS Ucraina alla Conferenza di Losanna, Vaclav Vorovsky
  • 23 maggio - Dopo averlo respinto l'11, l'Urss accetta l'"Ultimatum Curzon" ricevuto l'8 dal ministro degli Esteri britannico George Nathaniel Curzon, ristabilendo così le relazioni commerciali con il Regno Unito di Gran Bretagna - tuttavia il 18 giugno i due governi interrompono i rapporti
  • 29 maggio - Fondata la Croce Rossa Russa
  • 30 maggio - La Pravda pubblica Sulla nostra rivoluzione, ultima opera di Lenin
  • 17 giugno - Dopo aver abbandonato Amga ed essere stato respinto il 2 maggio da Ochotsk, il Generalino Anatolij Pepeljaev si arrende ai sovietici nel borgo marinaro di Ajan; il Generalino, 103 funzionari e i 230 soldati della sua Družina, ultimi bianchi rimasti, sono catturati e trasportati a Vladivostok, ultimo atto della guerra civile (20 milioni la stima finale dei morti, e 1 milione gli esuli - fino al 16 luglio ci saranno gli ultimi scontri minori localizzati); nel corso dei mesi seguenti i sovietici prendono incruentemente il controllo fino a Novo-Mariinsk e allo stretto di Bering scacciandone i pellicciai americani e fucilando a Nayakhan l'autonominatosi governatore Valerian Ivanovič Bochkarev; i giapponesi tengono ancora Sachalin settentrionale fino al 1925 e la Kamčatka meridionale fino al 1927
  • 9 giugno - Un colpo di Stato reazionario in Bulgaria sopprime il governo socialista (vigente dal 1918) di Stambolijski (che viene fucilato) e porta al potere Aleksandăr Cankov; l'evento ha un grande impatto in Urss, amaramente deludente per quasi tutte le fazioni all'interno del governo russo (che manteneva buoni rapporti con Stambolijski col quale sperava di fare della Bulgaria il nucleo di partenza di una "Federazione Balcanica Comunista"), divenute così consce della difficoltà di esportare la Rivoluzione all'estero dopo il precedente fallimento dell'Ungheria di Kun; il 23 settembre il Partito Comunista Bulgaro sotto la pressione del Comintern attua un tentativo di insurrezione contro i golpisti, fallito, che convince i dirigenti sovietici che la rivoluzione in Europa non era imminente come pensavano.
  • 13 giugno - Eletto il presidente emerito cinese generale Li Yuanhong
  • 19 giugno - La RSSA del Nakhichevan è assegnata come enclave alla RSS azera
  • 25 giugno - Viene abolita la Comunità dei lavoratori careliani (associazione regionale autonoma) e sostituita dalla Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Carelia ottenendo perciò lo status di RSSA della RSFSR
  • 7 luglio - Il Nagorno-Karabakh viene ceduto dalla RSS armena alla RSS azera; l'area tra Nagorno-Karabakh e Zangesur con capoluogo Lachin e caporione Gussi Gaji si dichiara autonoma dalla RSS armena come Uezd del Kurdistan (fino al 1929)
  • 23 luglio - Afghanistan, Iran, Mongolia, Polonia, Turchia, e Finlandia, riconoscono l'Urss; il governo ucraino in esilio si sposta dalla Polonia all'Austria
  • 24 luglio - Viene firmato il Trattato di Losanna tra la Turchia e i paesi dell'Intesa, che annulla e sostituisce il Trattato di Sèvres, che determina i confini moderni della Turchia, nonché definisce la Convenzione sul regime degli stretti (l'URSS vi aderisce il 1 agosto), ponendo fine alla guerra d'indipendenza turca: il Governo della Grande Assemblea Nazionale Turca è riconosciuto internazionalmente e viene indetto uno scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia che mette fine al genocidio greco e rappresenta il primo passo per ricreare i rapporti diplomatici tra la Grecia e la Turchia
  • 25 luglio - Rakovskij è sostituito a Presidente del Sovnarkom ucraino dallo staliniano Vlas Jakovlevič Čubar' (che lo sarà fino al 1934)
  • 28 agosto - Il Consiglio militare rivoluzionario dell'RSFS russa è trasformato nel Consiglio militare rivoluzionario dell'URSS (Trockij ne rimane a capo)
  • 29 agosto - Crisi di Corfù causata dall'assassinio della commissione incaricata dal Trattato di Losanna di stabilire la linea di confine tra Grecia e Albania (indicati il 3 novembre 1921 dalla conferenza degli ambasciatori ed approvati dalla stessa il 12 novembre 1922) - in reazione il 31 l'Italia occupa militarmente l'isola di Corfù; risolta il 27 settembre con la mediazione della Società delle nazioni; incidenti analoghi anche tra Grecia e Bulgaria
  • 8 settembre - In seguito ad un'ondata di scioperi diffusasi in agosto nei centri industriali russi, innescata dalla "crisi delle forbici" conseguenza della NEP, la GPU reprime e scioglie i sindacati (tra i principali il Gruppo dei lavoratori del Partito comunista russo di Gavril Myasnikov e la Verità dei lavoratori di Alexander Bogdanov) arrestandone i dirigenti; in dicembre verranno espulsi dal PC russo anche i semplici iscritti
  • 23 settembre - Come stabilito dal Trattato di Losanna termina l'occupazione internazionale di Costantinopoli (che ora viene rinominata Istanbul) iniziata il 13 novembre 1918; le prime truppe turche entrano in città il 6 ottobre (ma il 13 è confermata Ankara come capitale della Turchia); il 20 ottobre Mustafa Kemal Atatürk (il 9 settembre fondatore del Partito Popolare Repubblicano, partito unico fino al 1946) è eletto presidente della Repubblica turca: il 29 ottobre proclamazione ufficiale della Repubblica di Turchia (nonostante di fatto repubblica già dal 23 aprile 1920) ed il 3 marzo 1924 viene esiliato l'ultimo califfo, l'ex-sultano ottomano Abdul Mejid II: caduta dell'Impero ottomano
  • 3 ottobre - Italia e Jugoslavia si dividono il naviglio mercantile ex austro-ungarico
  • 8 ottobre - Lettera di Trockij ai membri del Comitato centrale e della Commissione centrale di controllo del Partito Comunista
  • 10 ottobre - Si tiene a Mosca il I Congresso dei rappresentanti delle organizzazioni contadine del mondo, durante il quale viene istituito il Consiglio internazionale dei contadini ("Internazionale dei contadini") (Krestintern)
  • 13 ottobre - Vengono organizzati i campi Soloveckie per il lavoro forzato
  • 15 ottobre - Trockij, capo del Consiglio Militare Rivoluzionario (ovvero dell'esercito sovietico), benché si sia sempre dimostrato di gran lunga il più liberticida (fattore che già lo aveva reso inviso al partito) tra i bolscevichi, ora paradossalmente esprime preoccupazione per la mancanza di libertà in Urss ("dichiarazione dei 46", mirata implicitamente a Stalin ed ai suoi fedeli), attirandosi così ulteriore odio nei suoi confronti da parte dell'intellighenzia che si sente messa sotto accusa con "lezioni che sanno d'ipocrisia"; il 15 dicembre è oggetto di un furente attacco da parte di Stalin sulla Pravda
  • 21 ottobre - Primo volo di un aereo di fabbricazione sovietica, il velivolo Tupolev ANT-1 progettato da Andrej Nikolaevič Tupolev
  • 22 ottobre - Tentativo fallito di un colpo di stato monarchico in Grecia
  • 23 ottobre - Inizia la Rivolta di Amburgo in Germania
  • 29 ottobre - Primo censimento dell'URSS
  • ottobre-novembre - Culmine dell'iperinflazione in Germania (iniziata nel giugno 1922); il 15 novembre riforma monetaria
  • 1º novembre - A Tallinn viene firmato un patto difensivo tra Estonia e Lettonia
  • 3 novembre - Vengono aboliti i vecchi uezdy e sostituiti dai rajony nella regione degli Urali
  • 6 novembre - Dopo uno sciopero generale iniziato il 5, Rivolta di Cracovia in Polonia contro il governo (che il 31 ottobre ha imposto uno stato di emergenza e tribunali militari nel paese) - termina il 7
  • 9 novembre - Putsch di Monaco (Putsch della birra) con l'obiettivo di rovesciare il governo bavarese da parte del generale Erich Ludendorf e Adolf Hitler (arrestato e imprigionato) - il 23 i partiti comunisti e nazisti sono vietati
  • 15 novembre - Nell'URSS la GPU viene scorporata dall'NKVD ("Ministero dell'Interno") e diventa OGPU sotto il diretto controllo del Presidente del Consiglio dei commissari del popolo
  • 16 dicembre - Vittoria di Eleftherios Venizelos alle elezioni legislative in Grecia - il 19 re Giorgio II di Grecia lascia la Grecia per l'esilio a Bucarest
  • 19 dicembre - In Ungheria il conte Mihály Károlyi viene condannato in contumacia per alto tradimento
  • 23 dicembre - Nadežda Konstantinovna Krupskaja (moglie di Lenin) si lamenta di provare preoccupazione per gli intrighi di Stalin

1924Modifica

  • 15 gennaio - In Grecia cade il governo di Stylianos Gonatas (in carica dal 27 novembre 1922) - è brevemente sostituito da Venizelos
  • 16 gennaio - Nel corso della XIII conferenza del partito comunista Trockij è accusato di frazionismo per aver formato con l'economista (autore del tomo La nuova economia) Preobraženskij la corrente "Opposizione di sinistra" opposta alla fazione staliniana
  • 17-20 gennaio - VIII Congresso panucraino dei Soviet a Charkiv
  • 19-29 gennaio - XI Congresso panrusso dei Soviet
  • 21 gennaio - Morte di Lenin - il 24 Pietrogrado cambia nome in Leningrado - il 27 dopo i funerali è sepolto nel Mausoleo sulla Piazza Rossa; nei giorni seguenti viene presentato al Comitato Centrale il Testamento di Lenin (scritto un anno prima), decidendo di non renderlo pubblico per via delle feroci critiche contenute in esso rivolte sia a Stalin che a Trockij. Esce allo scoperto la "Troika" formata da Zinov'ev (Presidente del Comintern), Stalin (Segretario Generale del Partito Comunista) e Kamenev (Presidente del Politburo)
  • 26 gennaio-2 febbraio - II Congresso dei Soviet dell'Unione Sovietica, nel corso del quale (31 gennaio) è ratificata la nuova Costituzione sovietica (presentata nel luglio 1923) che contrariamente a quella emessa nel 1918 permette la creazione di varie Repubbliche Sovietiche e distingue le relative competenze tra Unione e RSS; essa tiene conto delle richieste avanzate dai paesi capitalisti nella Conferenza di Genova dell'aprile-maggio 1922 e dal Regno Unito nell'"Ultimatum Curzon" del 23 maggio 1923. Rykov (presidente del VSNCh dal 1918) viene nominato Presidente del Consiglio dei commissari del popolo dell'Unione Sovietica (Sovnarkom) (ora la seconda carica dopo quella di Stalin) al posto del defunto Lenin (che la deteneva dalla rivoluzione) - lo sarà fino al 1930
  • 27 gennaio - Con il Trattato di Roma (che annulla e sostituisce il precedente trattato di Rapallo) Italia e Jugoslavia si dividono lo Stato libero di Fiume, la cui parte assegnata all'Italia (Circondario di Fiume) unita al Circondario di Volosca-Abbazia diventa Provincia del Carnaro (16 marzo) - la Lega internazionale delle nazioni riconosce la suddivisione il 7 aprile, ma il governo della Repubblica di Fiume non riconosce il trattato e continua ad esistere "in esilio"; esso anche garantisce l'appoggio italiano all'anti-ungherese Piccola intesa (Cecoslovacchia, Jugoslavia, Romania) già appoggiata dalla Francia (5 luglio patto di amicizia italo-cecoslovacco - 14 luglio italo-jugoslavo)
  • febbraio - Regno Unito, Italia, Norvegia, Austria, Grecia riconoscono l'Unione Sovietica; nei mesi seguenti lo faranno anche Svezia e Danimarca - gli altri stati dell'Europa orientale (Ungheria, Romania, Cecoslovacchia, Bulgaria) rifiuteranno di riconoscerla fino al 1934 - la Jugoslavia fino al 1940. Si forma il Blocco balcanico anti-sovietico e anti-bulgaro tra Grecia, Jugoslavia, e Romania
  • 9 febbraio - L'ex RSS del Nakhichevan (il cui territorio è stato già assegnato all'Azerbaigian il 19 giugno 1923) diventa RSSA del Nakhichevan della RSS azera
  • 13 febbraio - In seguito alle proteste diplomatiche giapponesi riguardo ai vari riconoscimenti internazionali dell'Urss in corso, i sovietici rompono i rapporti con il Giappone, ma dal 14 maggio a Pechino iniziano negoziati di riappacificazione
  • 24 marzo - La Grecia diventa repubblica ("Seconda Repubblica ellenica"), approvata poi da un referendum il 13 aprile (70%) - il primo ministro Alexandros Papanastasiou ha favorito il voto per la Repubblica, mentre Venizelos ha mantenuto una posizione neutrale
  • 24 marzo - Il Governatorato di Vitebsk è abolito e Nevel' è trasferita al Governatorato di Pskov; una parte del Vitebsk (da Vitebsk), parte del Smolensk provincia (con la città di Orsa) e Tver', Mogilev e distretti Gomel provincia Rogachёvsky trasferiti alla RSS bielorussa (che raddoppia il suo territorio)
  • 6 aprile - Con la legge Mârzescu in Romania è soppresso il Partito comunista (rimarrà illegale fino al 1944)
  • 22 aprile - Juzivka (oggi Donec'k) viene rinominata Stalino (per via delle acciaierie, non di Stalin) - Bachmut diventa Artemivsk
  • 24 aprile - Giunge in Turkestan l'Interhelpo, aggregazione formata da comunisti dell'Europa orientale immigrati in Urss per costruirvi il Comunismo (non ne sopravviverà uno)
  • 1 maggio - Primo trattore di fabbricazione sovietica dalle Officine Kirov di Leningrado
  • 4 maggio - Si svolgono le Elezioni federali tedesche del maggio 1924 - ulteriori si terranno il 7 dicembre
  • 7 maggio - Yury Khrisanfovich Lutovinov eminente bolscevico della prima ora, capo del sindacato metalmeccanico e marxista ortodosso si suicida per protesta contro le deludenti politiche della NEP: "il comunismo non ha e non può avere sfumature. O è, o non è"
  • 20 maggio - Morte di Bogdo Khan, ultimo Bogdo Gegen
  • 23-31 maggio - Si svolge il XIII Congresso del Partito Comunista Russo (bolscevico), nel quale Stalin, Zinov'ev, e Kamenev denunciano Trockij e la sua fazione come revisionisti; viene stabilita una rielaborazione delle suddivisioni amministrative dell'Urss e reso pubblico il testamento di Lenin; Bucharin è ammesso nel Politburo
  • 29 maggio - Il patriarca Tikhon lancia un appello in cui raccomanda di includere la Chiesa vivente nei consigli diocesani del clero bianco ortodosso e del gruppo di laici
  • 10 giugno - Rivolta in Albania, il regime di Ahmet Zogu viene rovesciato - il 16 è formato il governo democratico del vescovo Fan Stilian Noli; il 28 l'Albania instaura relazioni diplomatiche con l'URSS
  • 17 giugno-8 luglio - Si tiene a Mosca il V Congresso dell'Internazionale Comunista: esso analizza la sconfitta delle azioni rivoluzionarie in Germania e Bulgaria, la repressione contro i comunisti in Italia e Polonia, il governo laburista di MacDonald in Gran Bretagna; l'alleanza coi socialisti del precedente congresso è confermata, ma viene stigmatizzata la socialdemocrazia; dall'8 al 20 luglio si tiene il III dell'Internazionale sindacale rossa
  • 4 luglio - In Romania sono nazionalizzate le proprietà tedesche - lo stato rumeno diventa il principale proprietario dei giacimenti petroliferi (60%)
  • 7 luglio - La RSSA delle Montagne (dalla quale era già stato scisso il Daghestan) è sciolta e suddivisa in varie RSSA (Karačaj-Circassia, Cabardino-Balcaria, Ossezia del Nord, Inguscezia e Cecenia); nel 1925 scoppierà un'insurrezione antisovietica in Cecenia
  • 14 luglio - Temendo la pianificazione economica sovietica inconciliabile con il sistema di economia di sussistenza del quale vivono molti popoli sarmatici, una comunità nel Kraj di Chabarovsk (Ochotsk, Nel'kan, Ust-Maja) nella quale stanno per entrare i sovietici dopo la sconfitta degli ultimi bianchi, per evitare ciò si dichiara indipendente come Repubblica Popolare Tunguska (A. Ammosov), che riuscirà a mantenersi tale fino al 9 maggio 1925
  • 16 luglio - Riprende la Conferenza di Londra sulle riparazioni di guerra, richiuderà il 16 agosto (inizia lo sgombero francese dalla Ruhr che terminerà il 25 agosto 1925)
  • 17-21 luglio - A Mosca si svolge il IV congresso del Partito comunista lituano
  • 18 luglio - Fondato il Rotfrontkämpferbund, organizzazione paramilitare associata al Partito Comunista Tedesco
  • 19 luglio - Dopo un primo accordo il 31 maggio, la Cina riconosce l'Urss, la quale rinuncia ad ogni diritto in Manciuria; la Ferrovia Orientale Cinese è riconosciuta come impresa commerciale sovietica-cinese
  • 24 luglio - Istituito il Piano Dawes per le riparazioni di guerra tedesche, che sostituisce gli esiti della Conferenza di Boulogne del 21 giugno 1920 (sarà a sua volta sostituito dal Piano Young nel 1929) - il nuovo piano prevede la dilazione dei pagamenti fino al 1988
  • 31 luglio - In Polonia viene proibito l'uso della lingua ucraina
  • agosto - Viene ri-definito il confine tra RSS ucraina e RSFS russa nella regione del Don: vengono ceduti alla RSFS russa Taganrog, Fyodorovsky, Nicholas, Matveev-Kurgan, Sovetinsky, aree Golodaevsky e la parte orientale del distretto quartiere Ekaterinovskiy Taganrog; Mines Città, Glubokinsky, Leninsky, Kamensky, Ust-Belaya Kalitva, Vladimir, Sulina, aree Shahtinskii e parti del territorio e delle aree Sorokinsky Alekseevskogo Shakhty District (confini odierni)
  • 16 agosto - Savinkov attirato in Urss con un tranello è arrestato dalla GPU e rinchiuso alla Lubjanka
  • 19 agosto - Fondata l'Unione dei Nazionalisti Lituani, che il 17 dicembre 1926 (dopo che il 28 settembre 1926 la Lituania ha firmato un patto di non aggressione con l'URSS) andrà al potere con un colpo di stato del maggiore Povilas Plechavicius, con Augustinas Voldemaras Primo Ministro al posto di Mykolas Slediavicius e Antanas Smetona presidente della Lituania al posto di Kazis Grinyus - essi instaurano in Lituania un regime autoritario anti-comunista
  • 28 agosto-5 settembre - Rivolta d'agosto: a causa dell'intensificazione delle repressioni staliniste in Georgia (praticamente considerata suo feudo personale), avviene una ribellione armata e un conseguente terrore rosso che causa diverse migliaia di vittime e determina la scomparsa definitiva dell'ultimo barlume di menscevismo rimasto
  • 8 settembre - Illustrato alla V Assemblea della Società delle Nazioni il progetto Nansen che prevede l'istituzione nella penisola anatolica di una regione autonoma del popolo armeno ove stanziare i 50.000 rifugiati armeni che in quel momento si trovano nell'Armenia sovietica dopo il Genocidio armeno del 1915-16 - una risoluzione viene approvata il 25, ma rimarrà lettera morta fino al 1929 quando il piano sarà abbandonato di fronte alla potenza turca
  • 15 settembre - In seguito alla diffusione della Lettera di Zinov'ev (presidente del Comitato esecutivo dell'Internazionale Comunista) il nuovo governo conservatore annulla i trattati commerciali stabiliti l'8 agosto tra il precedente governo laburista britannico e quello sovietico (nonostante già il 25 luglio fosse esploso il "caso Campbell" inerente l'incitamento a scioperi) - nel 1927 la Gran Bretagna romperà del tutto i rapporti con l'Urss ("affare Arcos")
  • 15-18 settembre - Rivolta contadina pro-sovietica in Romania, nelle vicinanze di Tatarbunary
  • 12 ottobre - Fondata in Transnistria la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Moldava come parte autonoma della RSFS ucraina, con capitale Balta
 
L'Asia centrale oggi
  • 14-27 ottobre - Viene effettuata una riforma dei territori dell'Asia centrale dallo scioglimento e scissione della Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Turkestan (ed i relativi partiti comunisti sono sciolti e resi sezioni locali di quello dell'Urss): dal distretto di Tashkent della regione del Syr Darya viene creata la Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka (capitale: Samarcanda), alla quale viene anche accorpato come '"Oblast' autonomo Kara-kirghiso" il risultato dell'unione della parte meridionale del Semireč'e (Alma-Ata, Bişkek, Zharkent, Lepsinsk, Taldıqorğan) alla Regione di Fergana; la parte settentrionale del Semireč'e ("provincia Dzhetysuyskaya" creata il 22 ottobre 1922) viene assegnata alla RSSA Kirghisa; l'oblast' karakalpaka (creata il 20 luglio 1920 nella parte settentrionale della Transcaspia) è ceduto alla RSFS russa; il 30 ciò che rimane della RSSA Turkestan (l'"oblast' turkmena", creata il 7 agosto 1921), diventa Repubblica Socialista Sovietica Turkmena; il 16 il Kraj sud-orientale della RSFS russa è rinominato Kraj del Caucaso settentrionale con l'incorporazione ad esso del distretto di Sunža e delle RSSA risultate dalla scissione del 7 luglio della RSSA delle Montagne - il 17 l'oblast autonomo Adighezia viene trasferito dalla RSFS russa al Kraj del Caucaso settentrionale della RSFS russa
  • 30 ottobre - La Francia riconosce l'Urss e decide la restituzione delle navi della "flotta di Vrangel'" (ancorate a Biserta) al governo sovietico, che rifiuta a causa del pessimo stato di conservazione delle stesse, che saranno poi demolite
  • 7 novembre - Primo camion di produzione sovietica, AMO-F-15 della Zavod imeni Lichačëva
  • 8 novembre - In Austria sciopero di cinque giorni dei ferrovieri
  • 14 novembre - Ekaterinburg è ribattezzata Sverdlovsk
  • 24 novembre - Il 1° Grande Hural di Stato del Popolo della Mongolia con Navaandorjiin Jadambaa proclama la Repubblica Popolare Mongola con Presidente Peljidiin Genden (lo sarà fino al 1927) - Urga viene ribattezzata Ulan Bator
  • 27 novembre - 129 comunisti sono condannati in un processo in Estonia
  • 1º dicembre - Fallita insurrezione in Estonia da parte del Partito Comunista dell'Estonia istigata dal Comintern e da Trockij
  • 19 dicembre - La Comune laburista dei tedeschi Volga viene convertita in RSSA della RSFS russa
  • 24 dicembre - Colpo di stato in Albania, nella notte di Natale, i sostenitori di Ahmet Zogu rovesciano il governo democratico del vescovo Fanoli

1925Modifica

  • 2 gennaio - L'Oblast autonomo Gorno-Badachšan è creato come parte della RSSA tagika; ultima roccaforte della rivolta dei Basmachi, fino al 1922 resistette all'annessione al Turkestan sovietico - nel 1929 sarà abolito e inglobato nella RSS del Tagikistan
  • 6 gennaio - Dopo una serie di duri attacchi sulla Pravda usciti a partire da novembre ("discussione letteraria"), Trockij è costretto a dare le dimissioni da Commissario del popolo ("ministro") per la guerra; la sua visione della rivoluzione permanente viene accantonata e sostituita con il socialismo in un solo paese. Estromesso Trockij, al Comitato centrale del 20 si apre la lotta intestina alla Troika; nel corso della riunione il termine "trotskismo" viene per la prima volta esplicitamente contrapposto a bolscevismo; viene condannata la NEP (voluta da Lenin e poi sostenuta da Stalin) e l'assenza di libero dibattito nel partito, lotta alla quale si riunirà in seguito pure Trockij stesso contro lo strapotere accumulato progressivamente da Stalin (appoggiato ora da Bucharin e Rykov) grazie alla sua duplice veste di controllore e controllato avendo così potuto tessere pazientemente nel corso degli anni una fitta rete clientelare da vera eminenza grigia organizzativa (mentre quella politica fu Bucharin) del governo del leader carismatico Lenin, formando in seguito alla loro sconfitta l'Opposizione Unificata dall'unione della fazione trozkista "Opposizione di sinistra" con quelle di Kamenev e Zinov'ev - verranno poi tutti espulsi dal Politburo nel 1926, quindi dal Comitato Centrale del Partito Comunista nell'ottobre 1927, poi ancora Trockij e Zinov'ev cacciati dallo stesso partito nel novembre 1927. Nel dicembre 1927 il XV Congresso del Partito (la cui maggior parte dei delegati a quel punto sono "clienti" che Stalin si è fatto nel corso degli anni) dichiarerà, infine, incompatibile l'appartenenza all'opposizione di sinistra o al trockismo con gli incarichi di partito, espellendone in blocco tutti i capi, e dopo lo scontro tra Stalin e Bucharin (divenuto suo rivale dopo l'estromissione degli altri con la formazione dell'Opposizione di destra con Rykov e Tomskij) al VI Congresso dell'Internazionale Comunista, a partire dal 1928 spianerà la strada che porterà allo stalinismo
  • 20 gennaio - In seguito a negoziati avviati il 24 aprile 1923 tra Gotō Shinpei e Adolf Joffé, firmata la convenzione di base sovietico-giapponese (Trattato di Pechino) che segna il riconoscimento giapponese dell'Urss ed il ripristino delle relazioni tra i due paesi; è dichiarato decaduto il Trattato di Portsmouth del 1905; il 15 maggio Sachalin settentrionale viene restituita all'Urss. E' determinata dal guastarsi delle relazioni del Giappone con le potenze dell'Intesa e gli Usa
  • 21 gennaio - Il Principato d'Albania è abolito e diviene Repubblica albanese, di cui il 31 Ahmed Zogu è nominato presidente; il 2 marzo viene adottata la prima costituzione repubblicana dell'Albania, che conferisce poteri dittatoriali al presidente Ahmed Zogu (e nel 1928 poteri regali) - il 27 novembre 1926 in seguito alla firma del "Patto di amicizia e sicurezza" l'Albania diventerà di fatto un protettorato italiano
  • 23 gennaio - L'ex membro dei "centoneri" Nikolay Ivanovitch Nikiforov fonda ad Harbin l'Organizzazione Fascista Panrussa
  • 13 febbraio - 27 aprile - Rivolta islamica e pro-califfo dello sceicco curdo Said in Turchia contro il repubblicano kemalista e il potere secolare di Ankara. La rivolta è schiacciata dall'esercito turco
  • 17 febbraio - L'Oblast Karakalpako è ceduto dalla RSFS russa alla RSSA Kirghisa come Oblast autonomo Karakalpako (nel 1932 diventerà Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Karakalpaka e nel 1936 la parte orientale sarà ceduta alla RSS Uzbeka e quella occidentale sciolta nella RSS Kazaka); la Repubblica socialista sovietica di Bukhara confluisce nella RSS Uzbeka e la Repubblica socialista sovietica di Corasmia viene suddivisa tra RSS Uzbeka, RSS Turkmena (entrambe non fanno ancora parte dell'URSS), e Oblast autonomo Karakalpako della RSSA Kirghisa; il 26 è creata la RSSA del Circondario dei Komi-Permiacchi della RSFS russa
  • 12 marzo - Muore il leader del partito Kuomintang, il primo presidente cinese, Sun Yat-sen - il 30 maggio una manifestazione è repressa a Shanghai, segnando l'inizio del movimento del 30 maggio - il 1 luglio il governo di Canton si autoproclama governo nazionale cinese - il 1 luglio 1926 l'esercito rivoluzionario nazionale del Kuomintang avvierà la Spedizione del Nord in alleanza coi comunisti cinesi sostenuti (fino aprile 1927) dall'URSS e dal Comintern contro il governo cinese filo-giapponese
  • 18 marzo - La legge sul servizio militare obbligatorio è approvata in URSS
  • 22 marzo - In un misterioso incidente aereo a Tbilisi ("disastro dello Junkers F 13") muoiono alcuni personaggi; Trockij accuserà Stalin della responsabilità
  • 7 aprile - Muore Tichon l'ultimo Patriarca di Mosca (nonostante la nomina del luogotenente Pietro di Kruticy come successore)
  • 10 aprile - Caricyn rinominata Stalingrado
  • 16 aprile - L'attentato di Sveta Nedelja ad opera dei comunisti bulgari annienta la classe dirigente golpista del paese e provoca una feroce repressione anti-comunista con migliaia di vittime
  • 17 aprile - A Seul viene creato il Partito Comunista di Corea
  • 19 aprile - La RSSA Kirghisa viene rinominata RSSA Kazaka; la Baschiria le viene scissa e incorporata alla RSFS russa come RSSA, e la capitale della RSSA kazaka diviene Perovsk (oggi chiamata Qyzylorda) al posto di Orenburg; nel 1936 diventerà Repubblica Socialista Sovietica Kazaka
  • 20 aprile - Rivoluzione costituzionale persiana: le forze iraniane di Rezā Shāh occupano Ahvaz e arrestano lo sceicco Khaz'al - il 31 ottobre Il 5° Mejlis dell'Iran annuncia la deposizione della dinastia Qajar - il 12 dicembre l'Assemblea costituente dell'Iran proclama il generale Reza Khan come Shah dell'Iran sotto il nome di Reza Shah Pahlavi
  • 21 aprile - Fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Ciuvascia (già Oblast autonomo dal 24 giugno 1920) della RSFS russa
  • 23 aprile - A Varsavia Beneš e Aleksander Skrzyński concludono un trattato di conciliazione e arbitrato tra Polonia e Cecoslovacchia, patto di mutua assistenza in caso di aggressione tedesca, convenzione commerciale
  • 26 aprile - Al secondo turno delle prime elezioni presidenziali tedesche Paul von Hindenburg è eletto presidente al posto del defunto reggente Ebert
  • 3-10 maggio - IX Congresso panucraino dei Soviet
  • 7-16 maggio - XII Congresso panrusso dei Soviet e III Congresso dei Soviet dell'Unione Sovietica: viene abolito il divieto di affitto dei terreni di proprietà privata e quello di utilizzo di manodopera dipendente salariata di cui è ammessa la libera contrattazione dei salari; vengono ridotte le tasse. Questo atto rende insanabile la frattura coi trotskisti che rifiuteranno di riconoscere l'Urss come marxista. Fautore di queste riforme liberiste è Bucharin, in piena continuità con la dottrina leninista; Stalin, benché perplesso, non si oppone e manterrà in vigore tale sistema fino al 1928 (ma la parte finanziaria non sarà più abbandonata) quando in seguito al progressivo aumentare della distorsione chiamata "crisi della forbice" ed al rafforzamento dei kulaki (già paventati dalla Kollontai) lo sostituirà collettivizzando il paese col sistema dei piani quinquennali. Zinovev denuncia il pericolo dell'eccessiva tolleranza verso i kulaki, ma Kamenev definisce i kulaki "il ramo sul quale siamo seduti"
  • 13 maggio - La RSS Uzbeka aderisce all'Unione Sovietica, ed il suo Oblast' autonomo Kara-kirghiso viene rinominato Oblast' autonomo Kirghiso dal quale l'11 febbraio 1926 viene scissa la parte settentrionale che diventa Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Kirghisa (essendo la precedentemente omonima Repubblica stata rinominata in Kazaka) e inserita come parte autonoma nella RSFS russa (diventerà Repubblica Socialista Sovietica Kirghisa nel 1936); la rimanente parte di esso le verrà scissa e ceduta alla RSFS russa nel 1929 e nel 1936 diventerà Repubblica Socialista Sovietica Tagika - anche la RSS Turkmena aderisce all'URSS
  • 25 maggio - Viene istituito il Kraj di Siberia della RSFS russa al posto delle ex province Altai, Yenisei, Novonikolaev, Omsk, Tomsk, Irkutsk
  • 17 giugno - A Ginevra viene firmato il protocollo (Convenzioni di Ginevra) che vieta l'uso bellico tossici, asfissianti e di altri gas e mezzi biologici
  • 25 giugno - Un colpo di stato in Grecia porta al potere il dittatore Theodoros Pangalos al posto di Andreas Michalakopoulos (primo ministro dal 7 ottobre 1924)
  • 20 luglio – Italia e Jugoslavia firmano la Convenzione di Nettuno, che definisce i confini dalmati
  • 31 luglio - Red Friday: scioperi dei minatori britannici costringono gli imprenditori a cancellare la serrata nell'industria carboniera indetta per il 1 agosto, provocando grande entusiasmo in URSS - altri grandi scioperi nel maggio 1926, terminati a novembre con grande disappunto sovietico
  • 6 agosto - Viene ucciso in circostanze non del tutto chiarite Grigory Kotovsky, un importante leader militare sovietico, eroe della guerra civile
  • 5 settembre - Un accordo commerciale tra Italia ed Ungheria viene a segnare l'inizio del guastarsi dei rapporti tra Italia e alleati dell'Intesa
  • 5-16 ottobre - Il Patto di Locarno ("Patto renano") mette fine al turbolento periodo di assestamento post-bellico, suggellando lo statu quo etno-territoriale ed ideologico raggiunto e che durerà fino al 1939 in quella che alcuni autori interpretano come una mera lunga e labile tregua di un'unica grande guerra mondiale 1914-1945

NoteModifica


Voci correlateModifica