Apri il menu principale
Cuasso al Monte
comune
Cuasso al Monte – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
SindacoFrancesco Ziliani (lista civica Viva Cuasso) dal 05/06/2016 - 1º mandato
Territorio
Coordinate45°52′N 8°52′E / 45.866667°N 8.866667°E45.866667; 8.866667 (Cuasso al Monte)Coordinate: 45°52′N 8°52′E / 45.866667°N 8.866667°E45.866667; 8.866667 (Cuasso al Monte)
Altitudine537 m s.l.m.
Superficie16,18 km²
Abitanti3 593[1] (28-2-2017)
Densità222,06 ab./km²
FrazioniAlpe Tedesco, Borgnana, Cavagnano, Cuasso al Lago, Cuasso al Piano, Mondo Nuovo, Villaggio Siba
Comuni confinantiArcisate, Besano, Bisuschio, Brusimpiano, Cugliate-Fabiasco, Marchirolo, Marzio, Porto Ceresio, Valganna
Altre informazioni
Cod. postale21050
Prefisso0332
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT012058
Cod. catastaleD192
TargaVA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 778 GG[2]
Nome abitanticuassesi
Patronosant'Ambrogio
Giorno festivo7 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cuasso al Monte
Cuasso al Monte
Cuasso al Monte – Mappa
Posizione del comune di Cuasso al Monte nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Cuasso al Monte (Cuàs ar Munt in dialetto varesotto[3]) è un comune italiano di 3.593 abitanti della provincia di Varese in Lombardia.

Indice

Geografia fisicaModifica

Il comune, posto ai piedi del Monte Piambello, quasi dirimpettaio a Besano, si estende su una superficie di circa 16,43 km² (è tra i comuni più estesi della provincia di Varese, con altitudini ricomprese fra 274 e i 1129 metri s.l.m., ossia con un'escursione altimetrica complessiva di 855 metri). Il territorio comunale è separato da una sottile striscia di terra dal Lago di Lugano. Il territorio è costituito dalle frazioni di Cuasso al Lago, Cuasso al Piano (diviso in Cuasso al Piano di Sopra e Cuasso al Piano di Sotto), Borgnana, Cavagnano, su un altopiano che domina la Val Cavallizza, a sud-ovest di Cuasso al Monte. Tutti i centri sono caratterizzati dalla presenza di edifici costruiti con la pietra locale dal caratteristico colore rosato.

IdrografiaModifica

Da un punto di vista idrico, il territorio comunale è parte del bacino idrografico principale del Lago Maggiore e del bacino secondario del Lago di Lugano. I corsi d'acqua di Cuasso al Monte sono[4]:

  • il torrente Valle Cavallizza, che scende dal versante orientale del monte Piambello e del Poncione di Ganna, defluendo poi verso est e confluendo nel torrente Valle Brivio. Dopo la confluenza, il nome cambia in torrente Bolletta o San Pietro. Si getta poi nel Lago di Lugano. Ha i seguenti affluenti: Cavallizza, valle della Marenna, Valle Cantivada, Valle Fanchetto, Valletta del Fo, Vallaccio del Fo, Valle Bossero-Spino, Valle Vampira, Valle Tassera, Valle San Giovanni, Valle Molino.
  • il torrente Valle Murante, che, di modeste dimensioni, ha i seguenti affluenti: Valle Froda, Valle Pasquè, Valle Cantivada, Torrente Valle Gerosa e un affluente che proviene dalla piana di Cavagnano.
  • il torrente Valle Borsago, che si compone di due affluenti: il torrente Valle Valletta e l'altro non identificato con un nome.
  • il fosso Reporiora, alimentato dal Rio Vallone e da altri immissari minori.

ClimaModifica

Il clima del comune di Cuasso al Monte è quello tipico delle Prealpi lombarde, con inverni secchi, primavere e autunni molto piovosi e estati miti. Molto frequenti sono le nevicate in dicembre e gennaio, mentre febbraio è più spesso ventoso. La zona di Cuasso al Monte è una delle aree con precipitazioni più elevate della Regione Lombardia, con 99 giorni medi di pioggia per anno.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Cuasso al Monte.

StoriaModifica

Il nome del paese deriva, secondo alcuni, da "Locus Cuvaxi" (Luogo del Covo)[senza fonte] comparsa nel XIII secolo, la cui traduzione sarebbe "posto del covo"; tuttavia il toponimo Cuasso, secondo altri, non deriverebbe da un generico Locus cuvaxi (luogo del Covo) che non ha particolare senso; la parola Covo in latino viene resa semplicemente con Covum. Esso deriverebbe invece da una crasi tra la parola latina covum (covo) e quella germanica, ma latinizzata, Sachsum-i (Spada-Sassone), secondo una forma tarda di declinazione latina, dove al classico Saxo-onis è subentrata la forma radicale germanica Sachs-i; in base a tale lemma che è attestato nell'alto tedesco antico l'evoluzione corretta sarebbe da "Locus Covi Sachsi" (Luogo del covo della spada), utilizzando una sineddoche per riferirsi ad una struttura militare come il Castello. Il primo Consiglio comunale fu eletto nel 1821.

Il Beato Manfredo Settala Sacerdote ed Eremita ( † 27 Gennaio 1217 ) che apparteneva all'antica famiglia milanese dei Settala alla fine del sec. XII fu parroco di Cuasso che allora comprendeva le attuali parrocchie di Cuasso al Piano, Cuasso al Monte, Brusimpiano Porto Ceresio e Besano, in diocesi di Milano. Richiamato alla vita eremitica lasciò la cura pastorale e si ritirò sulle alture del S. Giorgio, la solitaria montagna incuneata tra i bracci meridionali del Ceresio .

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
La chiesa della frazione Cuasso al Piano

Architettura religiosaModifica

Parrocchia della diocesi di Milano, la parrocchia di Cuasso al Monte fu eretta il 31 ottobre 1574 (Decreti Pieve di Arcisate, 1482-1598). Tra XVI e XVIII secolo, la parrocchia di Sant’Ambrogio di Cuasso al Monte è costantemente ricordata negli atti delle visite pastorali compiute dagli arcivescovi di Milano e dai delegati arcivescovili nella pieve di Arcisate.

A Cuasso al Monte nel 1635 venne edificato un convento, detto il Deserto per la sua posizione isolata tra boschi di faggio, affidato ai Carmelitani Scalzi. Passato in proprietà alla nobile famiglia Dandolo nel XIX secolo, ospitò personaggi quali Giacomo Leopardi, Tommaso Grossi, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi. Oggi l'edificio è un moderno ospedale specializzato nella riabilitazione cardiopolmonare e nella riabilitazione post-infartuale. L’ospedale di Cuasso al Monte nacque come “istituto climatico sanatoriale” : fu scelto nel 1917 dal Comitato della Croce Rossa di Milano per la cura delle malattie polmonari a causa della sua ubicazione: “la salubrità dell’aria si associa al profumo di resina”. Inizialmente si adattò il convento costruito nel 1500 dai monaci Cenobiti per accogliere e curare i “tubercolotici di guerra”. Nel 1920, vista l’efficacia delle cure prestate, si costruì l’attuale padiglione centrale per accogliere il numero crescente di richieste provocate dalla guerra. La climatoterapia, considerata la miglior medicina in questi casi, si affinò, poi, nel corso degli anni e l’ospedale si dotò di attrezzature tecniche sempre più sofisticate. L’avvento dell’era antibiotica modificò i concetti terapeutici e la richiesta di indagini diagnostici più sicuri e precisi. Ebbe tra i suoi pazienti anche il filosofo Julius Evola . La parte vecchia risale alla prima metà del 1600 quando la congregazione religiosa dei Carmelitani scalzi, riferibile al complesso di Biumo Superiore, ricevette in donazione dalla Contessa Taverna Arcimboldi e dal conte Cicogna questo luogo, denominato "deserto" , per costruirvi un convento . [secondo alcune fonti in realtà buona parte dei terreni fu donata dalla popolazione Cuassese ]. Nel 1798 "Il Deserto" passo in proprietà all'erario e fu in balia di un rappresentante del Governo tale Julien che ne fece uno scempio vendendo i tetti delle case e persino le piante da frutto come legna da ardere. Dal 1806 passo in proprietà al Conte Dandolo che ne fece luogo di sperimentazione Agraria e di ospitalità per artisti e patrioti. (Leopardi , Manara, Garibaldi Boito Mazzini). Successivamente, dal 1906 al 1917 divenne "Colonia agricola" di Padre Gerardo Beccaro per l'ospitalita dei bambini orfani (oltre 100). Nel 1917 venne occupato dalle Autorità Militari (per la sua posizione strategica e in relazione alla costruzione della Linea Cadorna) e, alla fine della Prima Guerra Mondiale (1918) la Croce Rossa di Milano trasformò l'edificio in sanatorio per le malattie polmonari.

Nella Cappellina che si trova però di fronte alla chiesa di Cuasso al Monte sono conservati i resti di Padre Damasceno fondatore del Deserto.

Oratorio di S. Maria a Campagna, probabilmente edificato su una preesistente zona di culto romana e riedificata tra il 1675 e il 1691, mantiene al suo interno un affresco proveniente dalla prima costruzione, la "Madonna con il Bambino"

La chiesa della Beata Vergine Immacolata, sopra ad un poggio, a metà strada tra Borgnana e Cuasso al Monte, citata in documenti del 1700 con il nome di Oratorio della Madonna dell'Oro, conserva all'interno l'immagine della "Madonna dei Pumitt”

La Chiesa di San Salvatore, nell'omonima località, è una costruzione in stile barocco.

In frazione Borgnana, situata sopra ad un poggio, possiamo osservare la Chiesa della Beata Vergine Immacolata, che troviamo citata in documenti del al 1700 col nome di Oratorio della Madonna dell'Oro; all'interno si conserva l'immagine della "Madonna di Pumitt".

La parrocchiale di Sant'Ambrogio, costruita nel 1579, conserva un gruppo statuario ligneo, rappresentante la Madonna di Caravaggio (esatta riproduzione dell'originale) e affreschi del professor Luigi Morgari (Torino 1857-1935). Da notare il campanile con la sua balconata. La vecchia torre campanaria, piuttosto tozza, costruita per ordine di San Carlo con le pietre dell'antichissima Chiesa di Sant'Ambrogio al castello, viene innalzata nel 1908. Le grosse pietre sottostanti al tetto precedente diventano un terrazzo, chiuso da un parapetto in ferro battuto, che circonda l'attuale cella campanaria. Nello stesso anno si tolgono le quattro campane difettate nel suono, che vengono fuse in un nuovo concerto di cinque campane. Gli edifici religiosi sono stati recentemente riportati negli interni agli arredi e paramenti antichi tradizionali grazie all’ opera del parroco il canonico don Nicolo’ Casoni.

Architettura militareModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Cuasso.

Notevole è la presenza dei ruderi del Castelasc, una rocca ancora visibile, che fu parte del sistema di fortificazioni del Seprio[5]. Secondo alcuni studiosi[6] la complessa pianta del castello è confrontabile con quella del Castello di Warkworth, sito nel Northumberland in Inghilterra.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[7]

 

EconomiaModifica

Sul territorio del comune di Cuasso al Monte, nel 1880 vennero aperte le prime cave di porfido rosso, un materiale unico in Europa per colore, durezza e resistenza agli agenti atmosferici, molto utilizzato nelle pavimentazioni naturali (il famoso "sampietrino" rosso).

È sede dell'omonimo ospedale, specializzato in riabilitazione post traumi e fa parte dell'Azienda Ospedaliera Ospedale del Circolo Fondazione Macchi di Varese.

Altre attività degne di nota sono: VILLA MIRALAGO che è l'unico centro lombardo per la cura dei disordini alimentari (bulimia, anoressia nervosa) ubicato in località Cuasso al Lago, la VALCERESIO COSTRUZIONI EDILI(edilizia pubblica e privata, progettazione e recupero beni ambientali e storici), la Cava Bonomi, la Cava Bianchi (in seguito Mantegazza). La funzione primaria di queste piccole attività estrattive di porfido rosso, a gestione familiare, era quella di fornire agli abitanti del luogo un valido materiale da costruzione per realizzare muri di sostegno, divisori e di terrazzamento. Oggi il porfido di Cuasso viene esportato nella penisola italiana, in Austria, Germania, Paesi Bassi e Svizzera, trovando applicazione in architettura come materiale da pavimentazione, rivestimento e finitura architettonica.

SportModifica

CalcioModifica

La principale squadra di calcio della città è F.C. Cuassese che nella stagione 2016-2017 milita nel girone Z varesino di 2ª Categoria. È stato fondato nel 1965 da Carnevali Sergio, Molinari Natale e un gruppo di amici appassionati a questo sport: ancora oggi, a oltre cinquant'anni di distanza, Carnevali e Molinari conservano le cariche sociali.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 241.
  4. ^ Studio Geologico a supporto del PRG, CONGEO, 2002
  5. ^ Matteo Colaone, In cima ai colli: l'oblio del Castelasc di Cuasso, in Terra Insubre n°36, Varese, 2005
  6. ^ A.Bianchi,C.Bertoni,G.Grignaschi, Il castello di Cuasso, estratto dalla Rivista della Società Storica Varesina, fascicolo XIII, aprile 1977, Amministrazione comunale e Pro-loco di Cuasso al Monte.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN237491017