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Judd mat Gaardebounen, servito con patate bollite e birra di Diekirch

La cucina lussemburghese (lëtzebuergesch Kichespezialitéiten) è l'espressione dell'arte culinaria sviluppata in Lussemburgo, con forti influenze della cucina francese, belga e tedesca. A queste, si aggiungono le contaminazioni portate dalla cucina italiana e portoghese, come conseguenza dell'immigrazione dei rispettivi cittadini al termine dell'ultimo conflitto mondiale.[1]

Piatti tipiciModifica

Uno dei piatti tipici del Paese è lo judd mat Gaardebounen, ossia carne di maiale accompagnato da fave. La carne di maiale è, infatti, il tipo di carne più utilizzata nell'alimentazione.

La lëtzebuerger grillwurscht, sono delle salsicce speziate, molto simili alle bratwurst della cucina tedesca. È servito, in particolar modo, dai venditori ambulanti.

Un altro piatto caratteristico della cucina lussemburghese sono i gromper keeschelche, ossia delle crêpes, fritte con olio, servite con pomodori tagliati fini con prezzemolo e cipolle.

AlcoliciModifica

VinoModifica

 
Una bottiglia di vino Auxerrois

Nel Paese è presente una storica zona vinicola che corre lungo la valle del fiume Mosella, per 42 km dalla città di Schengen a Wasserbillig.[2] Per tutelare la qualità dei propri vini, il Lussemburgo ha creato il 12 marzo 1935 il Marque Nationale des Vins luxembourgois, un marchio che garantisce la provenienza del vino dal Granducato e la qualità dello stesso.[3] I vitigni diffusi sono: Pinot grigio, Pinot bianco, Chardonnay, Pinot nero, Müller-Thurgau, Elbling, Traminer aromatico e Riesling[2]

BirraModifica

Il Paese ha tre grandi produttori di birra: Diekirch, Bascharage, e Wiltz. Oltre a questi birrifici, il Lussemburgo vanta diversi micro birrifici per la produzione di birra artigianale. Lo stile birrario maggiormente diffuso è la lager.[4]

NoteModifica

  1. ^ www.viamichelin.it, su viamichelin.it. URL consultato il 10 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2015).
  2. ^ a b www.vins-cremants.lu Archiviato il 5 maggio 2007 in Internet Archive.
  3. ^ www.vins-cremants.lu Archiviato il 4 aprile 2012 in Internet Archive.
  4. ^ (FR) www.luxembourg.public.l

BibliografiaModifica

  • AA. VV., Belgio e Lussemburgo, Torino, Guide EDT/Lonely Planet, 2010. ISBN 8860405998.

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