Cursò
insediamento
Hruševlje
Cursò – Veduta
Localizzazione
StatoSlovenia Slovenia
Regione statisticaGoriziano
ComuneCollio
Territorio
Coordinate46°00′57.48″N 13°30′15.25″E / 46.015967°N 13.504236°E46.015967; 13.504236 (Cursò)Coordinate: 46°00′57.48″N 13°30′15.25″E / 46.015967°N 13.504236°E46.015967; 13.504236 (Cursò)
Altitudine132,8 m s.l.m.
Superficie1,72 km²
Abitanti114 (2002)
Densità66,28 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale5212
Prefisso05
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Slovenia
Cursò
Cursò

Cursò[1][2][3] (in sloveno Hruševlje[3]) è un paese della Slovenia, frazione del comune di Còllio.

La località si trova a 4,2 kilometri a nord-ovest del capoluogo comunale e a 610 metri dal confine italiano, all'estremità occidentale del Còllio sloveno ed è costituita degli agglomerati sparsi di Ambrožič, Borst (Boršt), Celo[3] (Čelo), Cista[1] (Čisto), Jeriševo, Pulfra[4] (Poropot) e V Jami.

Il villaggio vive quasi esclusivamente di attività legata alla Viticoltura.

StoriaModifica

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, e la parentesi del Regno ostrogoto, a seguito della Guerra gotica (553) promossa dall'imperatore Giustiniano I il suo territorio entrò a far parte dei domini bizantini.
Dopo la calata, nel 568, attraverso la Valle del Vipacco nell'Italia settentrionale dei Longobardi, seguiti poi da popolazioni slave, entrò a far parte del Ducato del Friuli.

In seguito alla caduta del regno longobardo e alla sua inclusione nei domini Franchi da parte di Carlo Magno, nel 781 entrò nel Regnum Italiae affidato da Carlo al figlio Pipino; nell'803 venne istituita la Marchia Austriae et Italiae che comprendeva il Friuli, la Carinzia, la Carniola e l'Istria. Alla morte di Pipino nell'810, il territorio passò in mano al figlio Bernardo[5].
Con la morte di Carlo Magno nell'814, la carica imperiale passò a Ludovico I che affidò il Regno d'Italia al suo primogenito Lotario, il quale già nell'828 (dopo aver deposto Baldrico per non aver saputo difendere le frontiere orientali dagli Slavi) divise la parte orientale del Regno, ossia la Marca Orientale (o del Friuli), in quattro contee: Verona, Friuli, Carniola e Istria (comprendente il Carso e parte della Carniola interna).

In seguito al Trattato di Verdun, nell'843, il suo territorio entrò a far parte della Lotaringia[6] in mano a Lotario I e più specificatamente dall'846 della Marca del Friuli divenuta nel 951 Marca di Verona e Friuli.

Nel 952 l'imperatore Ottone I obbligò il re d'Italia Berengario II a rinunciare alle contee “Friuli et Istria”, unendole al Impero romano-germanico e subordinandole al ducato di Baviera tenuto dal suo fratellastro Enrico I a cui successe il figlio Enrico II. Nel 976 passò al Ducato di Carinzia[7] appena costituito dall'imperatore Ottone II.

Dal 1027 il suo territorio fece parte del Patriarcato di Aquileia, che da quell'anno venne proclamato da Corrado II, nella dieta di Verona, “feudo immediato dell'impero” , venendo così tolto dalla dipendenza dei duchi di Carinzia; nel 1077 il Patriarcato venne innalzato (e costituito dall'imperatore Enrico IV) a Principato ecclesiastico di Aquileia, che ebbe influenza, mediante apposito diploma emesso lo stesso anno dall'imperatore, anche sulla marca di Carniola e sulla contea dell'Istria.

Tutto il Collio restò in mani patriarcali fino al 1330[8] quando la sua parte orientale venne annessa dalla Contea di Gorizia, mentre la sua parte più occidentale, compresa Cursò rimase ai Patriarchi e passando a sua volta, dopo il 1420, sotto l'autorità della Repubblica di Venezia.

Nel 1500 gli Asburgo s'impossessano della vicina Contea di Gorizia e quindi di territori fortemente ambiti dalla Serenissima la quale mirava ad espandersi ad est dell'Isonzo; l'assetto territoriale tra le due potenze, stabilito dal Trattato di Noyon (a causa del quale la Serenissima perse l'alta valle del fiume Isonzo) e sancito da quello di Worms (1521), diede luogo a una linea di confine tortuosa ed incerta, con enclavi arciducali in territorio veneziano e viceversa[9]; anche la pace firmata a Madrid dopo la sanguinosa Guerra di Gradisca ristabilì con meticolosa precisione il confine preesistente[9]; in particolare Cursò confinava ad est con i territori asburgici[10].

Caduta la Serenissima, con la pace di Pace di Presburgo tutti gli ex domini veneziani passarono al Regno d'Italia napoleonico; la successiva Convenzione di Fontainebleau e il trattato di Schönbrunn (1809) confermarono poi tale assegnazione (Cursò rientrò nel Dipartimento di Passariano come frazione del territorio di Dolegna[1]) fino al 1814.

Col Congresso di Vienna nel 1815 entrò per la prima volta a far parte dei domini asburgici nel Regno d'Illiria sempre come frazione del comune di Dolegna[2]; passò poi nel 1849 sotto il profilo amministrativo al Litorale austriaco nello stesso comune[3].

Dopo la prima guerra mondiale fu annesso al Regno d'Italia e venne congiunto alla Provincia di Gorizia.
In seguito all'abolizione della stessa Provincia nel 1923, passò alla Provincia di Udine; nel 1927 passò alla ricostituita Provincia di Gorizia[11] nel comune di Dolegna del Collio.

Fu soggetto alla Zona d'operazioni del Litorale adriatico (OZAK) tra il settembre 1943 e il maggio 1945 e tra il giugno 1945 e il 1947, trovandosi a ovest della Linea Morgan, fece parte della Zona A della Venezia Giulia sotto il controllo Britannico-Americano del Governo Militare Alleato (AMG); passò alla Yugoslavia e quindi alla Slovenia.

Geografia fisicaModifica

Rappresentato nella carta IGM al 25.000: 26-III-NO

Alture principaliModifica

M.te Comugna (Komnina), m 242

Corsi d'acquaModifica

Rio Quornizza (Koren); torrente Cosbana (Kožbanjšček)

NoteModifica

  1. ^ a b c Cursò e Cista in: Regno d'Italia, Dipartimento di Passariano, Mappa Originale del Comune di Dolegna con le aggregate Ruttars, Nebola Cista e Cursò, cantone di Cormons, distretto di Gradisca – periodo napoleonico - Archivio di Stato di Gorizia
  2. ^ a b Cursò in: Mappa censuaria della Comune di Dolegna, nel Litorale Circolo di Gorizia, Distretto di Cormons - Archivio di Stato di Gorizia
  3. ^ a b c d indicazioni bilingui Cursò, Hruševlje e Celo, Čelo, comune di Dolegna, Dolenje, in nota 3.7 : Gemeindelexikon, der im Reichsrate Vertretenen Königreiche und Länder. Bearbeit auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung vom 31. Dezember 1900. Herausgegeben von der K.K. Statistischen Zentralkommission. VII. Österreichisch-Illyrisches Küstenland (Triest, Görz und Gradiska, Istrien). Wien 1906[collegamento interrotto]
  4. ^ Pulfra in: Mappa censuaria della Comune di Mernico, nel Litorale Circolo di Gorizia, Distretto di Cormons, 1818 - Archivio di Stato di Gorizia
  5. ^ Mappa dell'Impero carolingio all'ascesa di Ludovico I (814)
  6. ^ la Lotaringia (con l'Italia) (in verde) nell'impero carolingio con le tre principali suddivisioni dell'anno 843
  7. ^ Mappa del ducato di Carinzia attorno all'anno 1000 - Allgemeiner historischer Handatlas , 1886, G. Droysens
  8. ^ Collio - Cuèi - Brda - in den Ecken, su nuovolitorale.org. URL consultato il 6 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2012).
  9. ^ a b rielaborazione G.I.S. a p. 21 con i confini attuali e quelli del Josephinische Landesaufnahme (1763-1787), in Isonzo-Soča n.79/80 – Ottobre/Novembre 2008, pg. 18-22, “La Contea di Gorizia tra vecchi e nuovi confini”, Michele Di Bartolomeo
  10. ^ la zona dell'attuale di Cursò a sud di Cleunisco ad ovest del confine veneto-asburgico in: Der Gœrzer Kreis und der Triester Kreis, Entworfen und Gezeichnet von J. K. Kindermann, gestochen zu Wien von Ch. Juncher – Verlegt bey Franz Xaver Miller – Buchhændlern zu Grætz, 1797
  11. ^ Archivio di Stato di Gorizia, su archiviodistatogorizia.beniculturali.it. URL consultato il 6 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 30 gennaio 2010).

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