Curzola (isola)

isola croata
Curzola
Korčula
Korcula.jpg
Geografia fisica
Localizzazionemare Adriatico
Coordinate42°56′N 16°54′E / 42.933333°N 16.9°E42.933333; 16.9Coordinate: 42°56′N 16°54′E / 42.933333°N 16.9°E42.933333; 16.9
ArcipelagoIsole curzolane
Superficie271,46[1] km²
Sviluppo costiero190,73[1]
Altitudine massima569,2[2] m s.l.m.
Geografia politica
StatoCroazia Croazia
RegioneRegione raguseo-narentana
Centro principaleCurzola
Demografia
Abitanti15 522[3] (2011)
Densità58 ab./km²
Cartografia
Croatia - Korcula.PNG
Mappa di localizzazione: Croazia
Curzola
Curzola
voci di isole della Croazia presenti su Wikipedia

Curzola[4][5][6][7][8][9] (in croato Korčula ascolta[?·info]; in latino Corcyra Nigra e in Greco antico Korkyra Melaina, ossia "Corfù nera") è un'isola della Dalmazia meridionale, in Croazia.

Amministrativamente l'isola è divisa tra i comuni di Blatta, Curzola, Lombarda, Smoquizza e Vallegrande e appartiene alla regione raguseo-narentana. Capoluogo storico e maggior centro dell'isola è la città di Curzola, affacciata sulla costa orientale.

GeografiaModifica

Situata nel basso Adriatico a breve distanza dalla costa dalmata (penisola di Sabbioncello), l'isola occupa una superficie di 271,46 km²[1] ed aveva nel 2011 una popolazione di 15 522 abitanti[3], che ne fanno rispettivamente la sesta e seconda isola della Croazia per importanza. L'isola dà il nome all'arcipelago delle cosiddette Curzolane, vale a dire il gruppo di isole dalmatine meridionali (Južnodalmatinski[10]) formato dalla stessa Curzola, Meleda e l'arcipelago di Lagosta.

Al pari di molte isole vicine, Curzola presenta una forma allungata in direzione est-ovest e misura 46 km[11] di lunghezza da capo Terstena[11][12] (rt V. Trstena), a sud-ovest, all'estremo punto orientale di capo Speo[6][13] (rt Ražnjić), per un massimo di 7,8 km di larghezza. L'isola è bagnata a nord dal canale di Curzola (Korčulanski kanal), che la separa dall'isola di Lesina, ad est dal canale di Sabbioncello (Peljieški kanal), che la scinde dalla terraferma, a sud dal canale di Lagosta[6] (Lastovski kanal), che dà sull'omonima isola, e ad ovest dal mare Adriatico. Il suo sviluppo costiero è di 190,73 km[1], l'altezza massima è quella del monte Cluppa[14] (Klupca) 569,2 m[2], detto anche Dubrovaska[6], che si trova al centro dell'isola, a sud-ovest dell'abitato di Racischie[15] (Račišće). L'insenatura maggiore è la baia di Vallegrande[6] (zaljev Vela Luka) a ovest, compresa tra l'isola Provescia a nord e punta Kenirat[16] (rt Krnji rat), o capo Terstena secondo altre fonti[11]. Piccoli fari di segnalazione si trovano a punta Zancara[6][13][17] (rt Velo dance), un tempo detta Cancira[6] e a capo Speo[18].

Il clima di Curzola è tipicamente mediterraneo, con temperature miti anche in inverno.

Isole adiacentiModifica

Isole e scogli appartenenti al comune della città di Curzola[19]:

Isole e scogli appartenenti al comune di Blatta[19] (sulla costa meridionale):

 
La parte occidentale di Curzola

Scogli appartenenti al comune di Blatta[19] (adiacenti alla costa settentrionale):

Scoglio appartenente al comune di Smoquizza[19]:

Isole e scogli appartenenti al comune di Vallegrande[19]:

Storia e arteModifica

Tra i palazzi di Curzola sono degni di menzione la cattedrale, di stile romanico-gotico e dedicata a san Marco, e la porta meridionale che dà accesso al centro storico, con a fianco la torre Rivellin Grando (Veliki Revelin).

I primi abitanti furono i Greci, che la chiamarono Kerkyra Melaina (Corcira la Nera) per via dei fitti boschi e in relazione con la più celebre e meridionale Kerkyra (Corcira, oggi Corfù).

Presso l'isola si svolse l'8 settembre 1298 la nota battaglia di Curzola tra genovesi e veneziani, in cui Marco Polo rimase prigioniero dei genovesi. Basandosi su questo antefatto, nonché sulla presenza di un ramo della famiglia Depolo in Dalmazia, alcuni storici croati attualmente sostengono che Marco Polo fosse nativo curzolano e ne rivendicano la nazionalità, ma tale versione è stata smentita con delle prove attendibili dallo storico veneziano Alvise Zorzi, il quale osserva inoltre che, se anche per assurdo i natali del grande esploratore fossero avvenuti nel capoluogo dell'isola, ciò non avrebbe per niente significato un'origine croata, in quanto in quel periodo vi abitavano esclusivamente genti veneto-dalmate (e sarà così fino al 1920, anche se solamente nel centro cittadino).[49]

SocietàModifica

Comunità italianaModifica

Fino al 1900 gli italiani di origine veneta costituirono più della metà della popolazione della cittadina Curzola e della frazione della vicina Petrara. Il loro numero andò gradualmente decrescendo con l'annessione dell'isola da parte del Regno di Jugoslavia. La maggioranza degli abitanti italofoni era composta da piccoli artigiani, soprattutto tagliapietre, scalpellini e carpentieri, mestieri questi nei quali i curzolani e quelli di Petrara erano maestri e conosciuti ed apprezzati anche fuori dei confini della Dalmazia. Una minoranza, invece, era costituita da possidenti, commercianti ed esercenti.

Nel 1861 rappresentanti politici dei curzolani di lingua italiana erano i membri della famiglia dei conti Smerchinich (Smerkinić, di origine slava). Nel 1867 uno Smerchinich venne eletto deputato italiano al parlamento di Vienna. Tuttavia, era cominciata l'opera di croatizzazione del comune da parte delle autorità austriache, che ritenevano i croati sudditi più fedeli rispetto agli italiani. Nel 1893, contro le proteste della popolazione locale, le autorità imperiali fecero chiudere il locale ginnasio italiano e l'istruzione a Curzola venne impartita esclusivamente in croato. Ma l'area urbana di Curzola continuò a votare compattamente per gli Smerchinich. Inoltre, in risposta alla crescente opera di slavizzazione del Comune, a Curzola, nel 1895, venne fondata una delle prime sedi della Lega Nazionale, che si adoperava per la salvaguardia della lingua e cultura italiane in loco. Peraltro, malgrado la slavizzazione forzata, tutti gli atti delle autorità locali e distrettuali di Curzola, ancora nel 1909 avevano carattere bilingue. Con il crollo dell'Austria-Ungheria, a seguito della fine della prima guerra mondiale, a Curzola si accesero feroci dispute tra croati e italiani.

Al censimento del 1910 gli italiani che erano sempre in diminuzione costituivano il 25% della popolazione del centro di Curzola e il 15% della di Petrara. Nel resto del comune, così come nel resto dell'isola, quasi non vi erano italiani. Con il crollo dell'Impero austro-ungarico, a seguito della fine della prima guerra mondiale, a Curzola si accesero feroci dispute tra croati e italiani.

Il 4 novembre 1918, la Regia Marina italiana occupò la città. Molti, all'epoca, davano per certa anche una spedizione dannunziana a Curzola, analoga alla vicenda di Fiume. Tuttavia, nel 1921, l'Italia rinunciò all'isola e si ritirò, gettando nella depressione nello sconforto la popolazione italiana locale, composta da circa 900 persone. La situazione risultò aggravata dal fatto che fra il 1918 e il 1920, le autorità italiane di occupazione avevano trascinato ed istigato parte degli italiani locali a manifestazioni politiche anti-jugoslave piuttosto accese. Ciò aveva creato un'animosità politica fra croati e italiani, che faceva temere il rischio di rappresaglie al momento dell'avvento della sovranità jugoslava, e il rischio di un esodo della popolazione italiana. Nel marzo del 1921 tale ipotesi si verificò e l'esodo dei curzolani italiani ebbe inizio. Questo venne accelerato da manifestazioni e cortei ostili all'Italia e agli italiani che si ripetevano tutti i giorni e fomentato in particolare dai fratelli Arneri (di origine italiana), già funzionari austriaci. A maggio del 1921, più della metà degli italiani locali aveva lasciato l'isola. Alla fine dello stesso anno, non rimanevano che soli 180 italiani nell'isola, riuniti attorno alla locale scuola, successivamente chiusa. Nel 1923, il numero di italiani si era ridotto a 46. Molti italiani, peraltro, avevano preferito la cittadinanza jugoslava per non vedere compromesse le proprie attività economiche. Difatti, nel 1933 la scuola elementare mista cittadina contava 40 scolari italiani. Inoltre a Curzola continuava ad operare l'Unione Italiana, associazione presieduta da Michele Smerchinich, con 41 soci membri delle principali famiglie italiane rimaste (Benussi, Damianovich, Depolo, Perucich, Radizza, Smerchinich, Vinzi, Zanetti). Al termine della seconda guerra mondiale, con il nuovo esodo giuliano dalmata comunque, a Curzola non rimanevano quasi più italiani.

Oggi, secondo il censimento ufficiale croato del 2011, sono rimasti piccoli nuclei di italiani a Curzola e Vallegrande[50].

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Duplančić, pp. 12-30.
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v (HR) Mappa topografica della Croazia 1:25000, su preglednik.arkod.hr. URL consultato il 2 febbraio 2017.
  3. ^ a b (HREN) Statistički ljetopis Republike Hrvatske 2015/Statistical Yearbook of the Republic of Croatia 2015 [Annuario statistico della Repubblica di Croazia 2015] (PDF), Zagabria, Republika Hrvatska - Državni zavod za Statistiku [Repubblica di Croazia - Ufficio centrale di Statistica], dicembre 2015, p. 47. URL consultato il 28 aprile 2016.
  4. ^ Cfr. "Curzola" sull'enciclopedia Treccani.
  5. ^ Cfr. "Cùrzola" sull'enciclopedia Sapere.
  6. ^ a b c d e f g h Alberi, pp. 1554-1555.
  7. ^ Touring Club Italiano, Istria, Quarnaro, Dalmazia. Escursioni, sport, divertimenti, enogastronomia, arte e cultura, Touring Editore, Milano 2004, p. 172, ISBN 9788836530441.
  8. ^ Curzola und Lagosta (1901) - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - ZONE 34 – KOL XVI
  9. ^ Curzola in: Blatt 35-43 der Generalkarte von Mitteleuropa 1:200.000 der Franzisco-Josephinischen Landesaufnahme, Österreich-Ungarn, ab 1887
  10. ^ (EN) Josip Faričić, Geography of North Dalmatian Islands [Geografia delle isole della Dalmazia settentrionale], 2012, Zagabria, Školska knjiga e Università di Zara.
  11. ^ a b c Curzola, su treccani.it. URL consultato il 14 settembre 2017.
  12. ^ a b c d e f g h i j k l m n o G. Giani, Carta prospettiva delle Comuni censuarie della Dalmazia, foglio 11, 1839. Fondo Miscellanea cartografica catastale, Archivio di Stato di Trieste.
  13. ^ a b c d e Rizzi, pp. 352-354.
  14. ^ Vadori, p. 459.
  15. ^ Vadori, p. 529.
  16. ^ a b c d Marieni, p. 346.
  17. ^ Vadori, p. 550.
  18. ^ a b (EN) Lighthouses of Southern Croatia: Korčula Lighthouses, su unc.edu. URL consultato il 3 febbraio 2017.
  19. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa (HR) Državni program [Programma Nazionale] (a cura di), Pregled, položaj i raspored malih, povremeno nastanjenih i nenastanjenih otoka i otočića [Analisi, posizione e schema di isolotti e piccole isole, periodicamente abitati e disabitati] (PDF), su razvoj.gov.hr, 2012, 34-36. URL consultato il 14 gennaio 2017.
  20. ^ Marieni, p. 355.
  21. ^ a b c d e f g h G. Giani, Carta prospettiva delle Comuni censuarie della Dalmazia, foglio 9, 1839. Fondo Miscellanea cartografica catastale, Archivio di Stato di Trieste.
  22. ^ Natale Vadori, Italia Illyrica sive glossarium italicorum exonymorum Illyriae, Moesiae Traciaeque ovvero glossario degli esonimi italiani di Illiria, Mesia e Tracia, 2012, San Vito al Tagliamento (PN), Ellerani, p. 612, ISBN 978-88-85339293.
  23. ^ Vadori, p. 497.
  24. ^ Korcula Archipelago, su korculaexplorer.com. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  25. ^ Arcipelago di Korcula, su croaziainfo.it. URL consultato il 14 ottobre 2016.
  26. ^ Vadori, p. 507.
  27. ^ a b c Marieni, p. 351.
  28. ^ a b c d Alberi, p. 1596.
  29. ^ a b c Alberi, p. 1597.
  30. ^ a b c d e Marieni, p. 350.
  31. ^ Vadori, p. 568.
  32. ^ a b c d e f g Vadori, p. 442.
  33. ^ a b Alberi, p. 1593.
  34. ^ a b c d e Rizzi, pp. 395-396.
  35. ^ Vadori, p. 524.
  36. ^ a b Rizzi, p. 395.
  37. ^ Marieni, p. 349.
  38. ^ a b c d Marieni, p. 348.
  39. ^ a b c d e f g Rizzi, pp. 397-399.
  40. ^ Vadori, p. 486.
  41. ^ Vadori, p. 481.
  42. ^ a b c d Marieni, p. 353.
  43. ^ Vadori, p. 441.
  44. ^ Vadori, p. 607.
  45. ^ Vadori, p. 629.
  46. ^ a b Alberi, pp. 1610-1611.
  47. ^ Marieni, p. 347.
  48. ^ Vadori, p. 443.
  49. ^ Il Corriere della Sera, Ecco Marko Polo, esploratore croato, su corriere.it. URL consultato il 28 aprile 2011.
  50. ^ Central Bureau of Statistics, su www.dzs.hr. URL consultato il 25 maggio 2020.

BibliografiaModifica

CartografiaModifica

  • (HR) Mappa topografica della Croazia 1:25000, su preglednik.arkod.hr. URL consultato il 2 febbraio 2017.
  • G. Giani, Carta prospettiva delle Comuni censuarie della Dalmazia, fogli 9 e 11, 1839. Fondo Miscellanea cartografica catastale, Archivio di Stato di Trieste.

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