Cyclopaedia

Cyclopaedia or an universal dictionary of arts and sciences
Chambers Cyclopaedia 1728.jpg
AutoreEphraim Chambers
1ª ed. originale1728
1ª ed. italiana1749
Genereenciclopedia
Lingua originaleinglese

La Cyclopaedia or an universal dictionary of arts and sciences, o brevemente Cyclopaedia, è un'opera scritta da Chambers, stampata per la prima volta a Londra nel 1728 in quattro volumi in folio.

Meno conosciuta della più famosa Encyclopédie dei francesi Diderot e d'Alembert, Cyclopaedia è comunque la fonte principale d'ispirazione e un modello per tutti coloro che, durante tutto il XVIII secolo, si prefissarono l'obiettivo di redigere opere in grado di poter offrire un sapere critico e universale (la stessa Encyclopédie inizialmente era stata pensata come una semplice traduzione in francese di Cyclopaedia).

La traduzione italiana della Cyclopædia fu stampata a Venezia nel 1749.

Tavola anatomica nella Cyclopaedia.

OriginiModifica

Le origini di questo libro sono, secondo le parole di Chambers:

  • il Lexicon Technicum: O, An Universal English Dictionary of Arts and Sciences: Explaining not only the Terms of Art, but the Arts Themselves di John Harris pubblicato nel 1704 a Londra considerata come la prima enciclopedia moderna in lingua inglese.
  • Le Dictionnaire historique et critique di Pierre Bayle (1697-1702)
  • Le Grand Dictionnaire Historique di Louis Moréri (1674)

EdizioniModifica

IngleseModifica

  • 1ª ed., 1728, 2 vol. (vol. 1 ; vol. 2 nelle Collezioni di documenti dell'Università del Wisconsin).
  • 2ª ed., Londra, stampato per D. Midwinter, A. Bettesworth e C. Hitch, J. Senex, R. Gosling, [e 12 altri a Londra], 1738, 2 vol. (2466 p.)
  • 3ª ed., corretta e modificata con alcune aggiunte, Dublino, Gunne, Robert Owen [et al.], 1740, 19 tavole.
  • 4ª ed. 1741.
  • 5ª ed., Londra, D. Midwinter [e altri], 1741 e 1743, 2 vol. Volume 1 su GoogleBooks Volume 2 su GoogleBooks

Riedizioni, supplementi, contraffazioni in ingleseModifica

  • Un supplemento di Mr. Chambers's cyclopædia o, Universal dictionary of arts and sciences, stampata per W. Innys e J. Richardson, R. Ware, J. e P. Knapton, [e altri], 1753, 2 v., 43 cm (vol. 1; vol. 2 nelle Collezioni di documenti dell'Università del Wisconsin).

Edizioni postume[1]Modifica

  • Alla sua morte nel 1740, Chambers lasciò un importante serie di note sulla sua enciclopedia, abbastanza da riempire sette nuovi volumi. L'editore affidò una nuova edizione, molto specializzata, al botanico John Hill e un supplemento fu pubblicato nel 1753 in due volumi per un totale di 3.307 pagine.
  • Abraham Rees pubblicò un'edizione completa e finale tra il 1778 e il 1788.[2].

ItalianoModifica

Une traduzione in italiano venne pubblicata a Venezia nel 1748-1749 in dieci volumi, col titolo Dizionario universale delle arti e delle scienze[3] Questa non è, tuttavia, la prima enciclopedia italiana perché arriva dopo l'enciclopedia, incompleta, di Vincenzo Coronelli.

In FranciaModifica

Chambers si trovò a Parigi nel 1739 per promuovere la nuova edizione della sua Cyclopaedia. Lì incontrò diversi editori, dei quali egli rifiuta tuttavia le proposte di traduzioni.

Nel 1745, l'editore parigino André Le Breton venne contattato da Gottfried Sellius per avviare un progetto di traduzione della Cyclopedia con John Mills, ma dopo molte prove e vicissitudini, Diderot e d'Alembert, che ereditò questo progetto nel 1750, decise di abbandonare l'idea di una semplice traduzione per sviluppare un progetto più ampio, l'Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers. Essi lo giustificarono nel modo seguente nel « Discours préliminaire »:

«questa enciclopedia che è stata appena tradotta di recente in italiano e che, per nostra ammissione, merita in Inghilterra e all'estero gli onori che riceve, non avrebbe mai potuto essere fatta, se prima che apparisse in inglese, noi non avessimo avuto nel nostro linguaggio delle opere dalle quali Chambers prelevava senza misura e senza scelta la maggior parte delle cose con le quali componeva il suo Dizionario. Cosa avrebbe pensato il nostro Francese di una traduzione pura e semplice? Avrebbe suscitato l'indignazione dei dotti e le critiche del pubblico, ai quali sarebbe stato presentato sotto un titolo sontuoso e nuovo, solo delle conoscenze che possedeva da tempo.[4]

NoteModifica

  1. ^ Dopo la morte di Chambers nel 1740.
  2. ^ Quest'ultima edizione non deve essere confusa con l'altra enciclopedia di Abraham Rees, che dal 1802 al 1820 è stata pubblicata in fascicoli The Cyclopædia; o, Universal Dictionary of Arts, Sciences, and Literature: nonostante alcune qualità di sintesi, è stata ampiamente criticata in quel periodo.
  3. ^ WorldCat da G.B.Pasquali.
  4. ^ Discours préliminaire, p. XXXV.

BibliografiaModifica

  • Robert L. Collison e Warren E. Preece, Encyclopaedia, Encyclopædia Britannica, 2015.
  • Bocast, Alexander. Chambers on Definition. McLean: Berkeley Bridge Press, 2016. (ISBN 978-1-945208-00-3).
  • Bradshaw, Lael Ely. "Ephraim Chambers’ Cyclopedia." Notable Encyclopedias of the Seventeenth and Eighteenth Centuries: Nine Predecessors of the Encyclopédie. Ed. Frank Kafker. Oxford: The Voltaire Foundation, 1981. 123–137. (ISBN 0-7294-0256-8).
  • Collison, Robert. Encyclopædias: Their History Throughout the Ages. New York: Hafner, 1966. OCLC 368968
  • Kafker, Frank. A. Notable Encyclopedias of the Late Eighteenth Century: Eleven Successors of the Encyclopédie. Oxford : Voltaire Foundation at the Taylor Institution, 1994.
  • Kolb, Gwin J. and James H. Sledd. “Johnson’s ‘Dictionary’ and Lexicographical Tradition.” Modern Philology 50.3 (Feb. 1953): 171–194.
  • Mack, Ruth. “The Historicity of Johnson’s Lexicographer.” Representations 76 (Fall 2001): 61–87.
  • Shorr, Phillip. Science and Superstition in the Eighteenth Century: A Study of the Treatment of Science in Two Encyclopedias of 1725–1750. New York: Columbia, 1932. OCLC 3633346
  • Walsh, S. Patraig. "Cyclopaedia." Anglo-American General Encyclopedias: A Historical Bibliography, 1703–1967. New York: R.R. Bowker, 1968. 38–39. OCLC 577541
  • Yeo, Richard. "The Best Book in the Universe": Ephraim Chambers’ Cyclopedia. In Encyclopædic Visions: Scientific Dictionaries and Enlightenment Culture. Cambridge: Cambridge UP, 2001. 120–169. (ISBN 0-521-65191-3)
  • Yeo, Richard R. "A Solution to the Multitude of Books: Ephraim Chambers's Cyclopaedia (1728) as "the Best Book in the Universe."" Journal of the History of Ideas, v. 64 (1), 2003. pp. 61–72. (ISSN 0022-5037 (WC · ACNP))

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