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Daihatsu Cuore

autovettura del 1980 prodotta dalla Daihatsu
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Daihatsu Cuore
Daihatsu Cuore Crete 1982.jpg
Descrizione generale
Costruttore Giappone  Daihatsu
Tipo principale Superutilitaria
Produzione dal 1980 al 2013
Euro NCAP (2008[1]) 4 stelle
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 3410 mm
Larghezza 1475 mm
Altezza 1500 mm
Passo 2375 mm
Massa 740 kg
Altro
Auto simili Fiat Seicento
Peugeot 107
Note dati relativi alla sesta serie
Daihatsu-Mira1strear.JPG

Daihatsu Cuore è il nome utilizzato all'estero della Daihatsu Mira, modello di superutilitaria di segmento A prodotto dalla casa automobilistica giapponese Daihatsu fin dal 1980.

La denominazione Cuore è stata utilizzata per sette generazioni fino al 2011, anno in cui la vettura viene ritirata dal mercato europeo e continuerà la sua carriera commerciale solo sul mercato giapponese col nome originale Mira. L’ultima generazione attualmente in produzione risale al 2017.

StoriaModifica

La vettura per le sue dimensioni particolarmente ridotte, in Giappone fa parte della categoria delle vetture Keicar, agevolate dal punto di vista fiscale. Gli esemplari importati in Europa oltre ad essere leggermente più lunghi a causa di paraurti specifici sono equipaggiati con motorizzazioni di cilindrata più grande.

Inizialmente dotata di un motore bicilindrico da circa 550 cm³, in seguito è stato montato anche un tricilindrico da 989 cm³ a fasatura variabile erogante 43 kW a 6000 giri/min e sono state disponibili anche motorizzazioni turbocompresse. In dipendenza dei mercati era in vendita la sola versione a 2 ruote motrici o anche una versione a trazione integrale.

Terza serieModifica

La terza generazione (codice progettuale L200 e L201) è stata presentata nel 1990 e venne offerta in numerose varianti di carrozzerie sul mercato domestico. La denominazione "Cuore" che identificava la Van sul mercato giapponese fu abbandonata, poiché le differenze tra le versioni passeggeri e commerciali furono ridotte. Il codice L200 identificava la versione giapponese Mira a trazione anteriore, la L201 era il codice telaio per la Cuore esportata. Le versioni a trazione integrale erano rispettivamente siglate L210 (Giappone) e L211 (export)

 
Cuore 3 porte europea

In Giappone la Mira era proposta nella versione “V” e nella “S”: la versione V era la Van omologata autocarro con finestrini oscurati divano posteriore privo di cinture di sicurezza e ribaltabile in modo da ottenere un vano di carico piatto; la legge giapponese imponeva per le auto autocarro la lresenza di due posti di “fortuna” solo per il trasporto temporaneo dei passeggeri per questo motivo non erano dotate di cinture di sicurezza. La versione tradizionale per il trasporto passeggeri era la Mira “S” con divano posteriore a due posti dalle sedute piu larghe e e imbottite, cinture di sicurezza e alzavetri manuali tre ai vetri trasparenti. Lo schienale era ribaltabile ma il piano di carico non era piatto.

Nell’agosto del 1992 vene presentato un restyling che modificò i paraurti e i parafanghi che divennero nella forma più arrotondati, nuovo cofano e internamente nuovi sedili anteriori più imbottiti e avvolgenti. I modelli turbo ricevettero un nuovo cambio automatico a quattro marce che mando in pensione il vecchio tre marce.

Col restyling venne presentata anche la Mira RV-4, una versione stile fuoristrada caratterizzata da assetto rialzato, paraurti anteriori e postwriori soecifici con scudo paracolpi, bull-bar anteriore in acciaio, barre sul tetto, corpricerchi specifici, trazione integrale, ruota di scorta esterna sul portellone posteriore e motore turbo tre cilindri 660 EF-JL erogante 64 cavalli accoppiato al cambio manuale a 5 rapporti. La struttura era stata irrobustita mediante delle protezioni sottoscocca e delle sospensioni specifiche. La RV-4 era disponibile con 3 e 5 porte.

Quarta serieModifica

 
Mira TR-XX Avanzato, modello sportivo giapponese
 
Cuore tre porte europea

La produzione della quarta serie partì nel settembre 1994. Il design della vettura e la meccanica della vettura consisteva in una profonda evoluzione della precedente terza serie L200. Il codice di progetto identificava con L500 la versione giapponese Mira, L510 le Mira a trazione integrale, L501 le Cuore esportate e L511 le Cuore a trazione integrale. è stata realizzata al di fuori del Giappone principalmente come L501 Cuore.

Il modello europeo debutta nella primavera del 1995.

Nell’ottobre del 1995 viene presentata in Giappone la Mira Moderno, una versione ristilizzata con calandra e fanaleria inedita che l’anno successivo sarà adottata anche dal resto dalla gamma Mira giapponese. Nel 1997 debutta la Mira Classic, versione stile retró con cromature lungo la calandra e le cornici dei finestrini. La Classic verrà sostituita dalla Mira Gino (meglio nota come Daihatsu Trevis).

La gamma motori giapponese era composta da 660 aspirato tre cilindri erogante 40 cavalli nella versione a trazione anteriore, 54 nella versione a trazione integrale e 64 cavalli nella versione sovralimentata con turbocompressore che equipaggiava i modelli sportivi Mira TR. Il modello Cuore esportato in Australia, Asia e Europa era equipaggiato con un tre cilindri ED-20 da 847 cm³ erogante 41 cavalli.

Quinta serieModifica

 
La quinta serie europea

La quinta generazione della Cuore viene identificata dal codice progetto L700 nella versione giapponese keicar a trazione anteriore, L710 per le versioni a quattro ruote motrici giapponesi mentre le versioni export (europea compresa) con motore 1.0 e paraurti allungati avevano il codice progettuale L701 (anteriore) e L711 (quattro ruote motrici). Era disponibile sia con carrozzeria 3 porte che 5 porte.

Il nuovo modello venne presentato in Giappone nell'autunno del 1998 ed era chiamato Mira; i parametri delle keicar imponevano la lunghezza contenuta in 3,39 metri e motore fino ad un massimo di 0,660 litri di cubatura massima. Sul mercato domestico venne da subito offerta nelle varianti 3 e 5 porte e 3 porte Van a due posti.

Il modello europeo chiamato Cuore debutta nel 1999 e si differenzia dal modello giapponese per i paraurti leggermente più grandi che portano la lunghezza complessiva della vettura a 3,41 entri. La scocca viene irrobustita nel frontale mediante l’adozione di ulteriori traverse ad assorbimento per sopportare i crash test europei più severi. Il motore della Cuore era il 1.0 EJ-DE tre cilindri DOHC a 12 valvole con fasatura variabile VVT-i erogante 56 cavalli omologato Euro 3. In Europa era disponibile solo a trazione anteriore con cambio manuale a 5 rapporti o automatico a 4 rapporti.

Sesta serieModifica

 
Daihatsu Cuore sesta serie

La sesta serie della Cuore viene presentata nel 2003 e porta al debutto una piattaforma di base totalmente inedita e un design stile monovolume molto spigoloso che segna un netto distacco dalle forme delle generazioni precedenti. Il nuovo telaio ha permesso di posizionare il motore in posizione avanzata in modo da poter ingrandire l’abitacolo, la carrozzeria mantiene la lunghezza di 3,40 metri sia sul modello giapponese che su quello europeo; l’unica differenza è la presenza di rinforzi alla scocca sulla versione europea. I codici di progetto sono L250 (versione giappone trazione anteriore), L260 (versione giapponese integrale), L251 (export a trazione anteriore) e L261 (export a trazione integrale).

Le sospensioni anteriori utilizzano lo schema MacPherson mentre al retrotreno viene adottato una sospensione a ruote semi indipendenti con barra di torsione. In Giappone resta disponibile la versione a trazione integrale con differenziale a slittamento limitato. La gamma motori giapponese si compone del 0,660 litri tre cilindri aspirato erogante 54 cavalli con cambio manuale a 5 rapporti o automatico a 3 rapporti o automatico CVT mentre in europa le motorizzazioni sono un nuovo 1.0 tre cilindri aspirato 12 valvole da 58 cavalli com cambio manuale a 5 rapporti o automatico a 4 rapporti.[2]

Nel Regno Unito e in Sud Africa la Cuore venne venduta con la denominazione storica Daihatsu Charade benché fosse posizionata più in basso e non avesse nulla in comune con l’omonimo modello prodotto in passato dalla Daihatsu.

Settima serieModifica

 
Daihatsu Cuore VII

Nel mese di dicembre del 2006, è stata presentata la settima generazione, commercializzata a partire dal settembre dell'anno seguente, profondamente rivista nella linea disegnata dall'Italdesign di Giorgetto Giugiaro. Le dimensioni esterne sono state lievemente incrementate rispetto alla serie precedente, raggiungendo la lunghezza di 3.460 mm e l'altezza di 1.530 mm, restando invariata la larghezza.

Anche il peso ha subito un leggero incremento raggiungendo i 765 kg. La nuova motorizzazione proposta, sempre con la medesima cubatura, è da 51 kW (69 CV) sempre a 6.000 g/m e riesce a fornire una coppia da 94 Nm a 3400 giri.

 
Posteriore della Cuore VII

Sono resi disponibili due cambi, manuale a 5 marce e automatico a 4 rapporti. L'impianto frenante è di tipo misto, a dischi anteriormente e a tamburi posteriormente.[3]

Nel 2008 è stata sottoposta al crash test dell'Euro NCAP totalizzando il punteggio di quattro stelle[1].

Nel 2011 termina la produzione e la denominazione Cuore sparisce dal mercato europeo; nel 2013 tutti i modelli della casa automobilistica nipponica vengono ritirati dal continente europeo. Resta in produzione come Daihatsu Mira sul mercato interno.[4]

Modello Disponibilità Motore Cilindrata Potenza Coppia Massima Emissioni CO2
(g/Km)
0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
1.0 dal 2007 Benzina 998 51 Kw (69 Cv) 94 (Nm) 104 11.1 160 22.7

Ottava serieModifica

 
Daihatsu Mira e:S (serie L300)

La serie L300 viene progettata per il solo mercato giapponese nella versione classificata come keicar essendosi Daihatsu ritirata dal mercato europeo; di conseguenza la denominazione Cuore viene abbandonata e la vettura viene ribattezza Mira e:S sul mercato domestico. La presentazione avviene il 20 settembre 2011. Tra le principali novità vi è l’adozione dell’eco-IDLE migliorato abbinato al cambio CVT, lo start&stop che spegne il motore in frenata sotto i 7 km/h.

La Mira L300 venne venduta in Giappone anche da Toyota rimarchiata Toyota Pixis Epoch dal 10 maggio 2012, e da Subaru come Subaru Pleo Plus dal 21 dicembre 2012.

Nell'agosto 2013 è stata sottoposta a un restyling estetico.

Meccanicalmente la vettura utilizzava la stessa piattaforma della vecchia Cuore, la carrozzeria era lunga 3.39 metri e il motore era il classico 660 tre cilindri KF-VE erogante 64 cavalli (il 1.0 fu abbandonato). La trazione era anteriore oppure integrale.

Nona serieModifica

 
La Mira nona generazione

La nona generazione debutta nel maggio 2017 e porta al debutto la nuova piattaforma modulare DNGA realizzata per tutta la nuova famiglia di key car del marchio giapponese, che è più leggera rispetto il vecchio telaio. Il peso della nuova Mira viene ridotto di 80 kg grazie all’impiego di nuovi materiali e nuovi acciai alto resistenziali per la scocca. La trazione è anteriore oppure integrale; i modelli anteriore pesano 650 kg mentre l’integrale pesa 720 kg. Il motore è il 660 aspirato KF-VE erogante 52 cavalli abbinato a un cambio manuale 5 rapporti o CVT automatico. Il consumo dichiarato nel ciclo giapponese JC08 è di 34.2 km/l per la versione a trazione anteriore e di 32,2 km/l per la versione integrale.

Per quanto riguarda la sicurezza, viene introdotto il pacchetto Smart Assist III che dispone della frenata di emergenza autonoma con rilevamento dei pedoni (utilizzando una videocamera sul parabrezza), avviso di superamento corsia, fari abbaglianti automatici.

NoteModifica

  1. ^ a b Test Euro NCAP del 2008, su euroncap.com. URL consultato il 20 novembre 2016.
  2. ^ Daihatsu Cuore 2003, su motorbox.com. URL consultato il 2 maggio 2019.
  3. ^ PICCOLA A CHI? Daihatsu Cuore 1.0 12V, su quattroruote.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  4. ^ A sorpresa Daihatsu lascia l'Europa, su it.motor1.com, 18 gennaio 2011. URL consultato il 2 maggio 2019.

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Collegamenti esterniModifica

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